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Dott. Nicola Pescosolido

Struttura: Altra Struttura ()
Mansione:
Mansioni Esterne:
Orario Ricevimento giov ore 13:00
Email: pescosol|At| tiscali.it
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Telefono: (+39) 065733
Fax: (+39) 0657337102
Edificio: Via della Vasca Navale 84 (Piano Terra)
Piano: T
Stanza:


Curriculum

CURRICULUM VITAE





Dell’attività scientifica, didattica e clinico-assistenziale



del



Prof. NICOLA PESCOSOLIDO























































MEDAILLON del Prof. Nicola Pescosolido

Il Prof. Nicola Pescosolido è nato a Roma il 28/11/1946 e si è iscritto alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Roma "La Sapienza" nell'anno 1966. Presso la stessa Università conseguiva la laurea in Medicina e Chirurgia nell'anno 1973 con il massimo dei punti e la lode.

Nello stesso anno si è iscritto alla Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, diretta dal Prof. G.B. Bietti, presso la stessa Università.

Nel 1977 conseguiva il Diploma di Specialista in Oftalmologia con il massimo dei voti e la lode mentre era stato nominato medico interno, con compiti assistenziali, presso la predetta Clinica.

Soddisfatti gli obblighi militari, con il ruolo di Ufficiale Medico presso il Reparto Oculistico dell'Ospedale Militare Principale di Roma, nel 1975, assumeva il ruolo di Assegnista biennale di formazione scientifica e didattica presso l'Istituto di Oftalmologia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e sempre rinnovato fino al 1981, quando risultava idoneo alla prima tornata per l'inquadramento nel ruolo di Ricercatore Confermato presso l'Istituto di Oftalmologia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", qualifica che tutt'ora presenta.

Nel 1981 ha conseguito l'idoneità nel Concorso Nazionale per Aiuto Oculista e nella sessione anno 1986 ha conseguito l'idoneità a Primario Oculista.

Attualmente ha l’incarico di insegnamento di Malattie dell’Apparato Visivo presso il Canale B del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia I Facoltà, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, di Embriologia e Genetica Oculare, di Anatomia e Fisiologia Oculare, di Patologia della sclera uvea, glucoma e retina medica presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, di Oftalmologia Geriatrica nella Scuola di Specializzazione in Geriatria presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e di Malattie dell’Apparato Visivo nel corso di Laurea per "Infermiere"- Policlinico Umberto I-Roma.

Ha eseguito numerose ricerche cliniche e sperimentali specie sulla malattia glaucomatosa e nell’argomento ha scritto due volumi.

Nello studio del glaucoma ha evidenziato, per la prima volta, la presenza di una proteina autocontrattile simil-miosina a livello del corpo mioide dei fotorecettori retinici e di alcune strutture del trabecolato corneo-sclerale di cane e di uomo, argomento di attuale interesse per la ricerca e per i possibili trattamenti farmacologici di questa malattia. L'ipotesi di un attiva partecipazione del trabecolato al processo di deflusso dell'umor acqueo sembra essere ulteriormente avvalorata da sue ulteriori indagini condotte sull'attività enzimatica rilevata in tale distretto. Anche la via uveo-sclerale è stata oggetto di attività di ricerca evidenziando numerosi meccanismi biochimici che vengono attivati in varie condizioni sperimentali. In un modello sperimentale, messo a punto nei laboratori dell’Università di Roma “Sapienza”, ha evidenziato i meccanismi di degenerazione delle cellule astrocitarie nel nervo ottico dopo ipertono sperimentale: apoptosi e necrosi.

La composizione del film lacrimale, la contattologia sono ulteriore oggetto di ricerca clinica/ sperimentale ed in specie le caratteristiche biofisiche dello stato dell'acqua nelle lenti idrofile. Sull’argomento ha scritto tre volumi ed ha depositato un brevetto europeo per il trattamento farmacologico dopo chirurgia rifrattiva ed occhio secco ed un ulteriore brevetto per la protezione farmacologia dell’occhio dalle radiazioni ultraviolette. Due altri brevetti internazionali sono stati depositati per il trattamento della superficie oculare in condizione di disfunzione. E’ attualmente Presidente dell’Accademia Italiana di Lenti a Contatto. In particolare ha studiato:

- gli elementi inorganici presenti nel film lacrimale;

- l'effetto della pressione osmotica sulle alterazioni micro-strutturali dell'epitelio corneale per cui gli è stato assegnato dall'A.I.O. il Premio Nazionale "Ugo Fasolo" I984;

- le modifiche delle cellule di sfaldamento dell'epitelio corneale presenti nelle lacrime in soggetti portatori o meno di lenti a contatto;

- la concentrazione degli elementi inorganici nel film lacrimale in soggetti con breve BUT;

- gli elementi inorganici del film lacrimale in soggetti portatori di lenti a contatto.

Ha proposto, sempre in ordine a tale argomento, una nuova metodica del test di Jones ottenendo una migliore riproducibilità dei risultati e si è interessato alla ricerca della carta ottimale per eseguire il test di Schirmer, mettendo in dubbio, con originali e notevoli contributi, l'attendibilità del test effettuato con la carta Watman n.1.

Seguendo queste ricerche ha quindi proposto un trattamento terapeutico originale (L-carnitina) per la sindrome dell’occhio secco e depositato due brevetti europei ed uno internazionale.

Si interessa attivamente dell’ipovisione e sulla riabilitazione del soggetto ipovedente ha scritto un volume ed attualmente Presidente della Low-Vision Academy-Italy.

La fisiologia della funzione visiva nei trasporti è ancora oggetto di interesse per la promulgazione di normative internazionali in materia di Codice della Strada e sull’argomento ha scritto due volumi. Ha collaborato in qualità di specialista Oculista alla nuova patente nautica da diporto dopo richiesta del Ministero della Salute.

Ha profonda conoscenza di medicina legale oftalmica essendo stato consulente oculista del Collegio Medico Legale della Difesa per 10 anni.

E' Autore di oltre 560 pubblicazioni su riviste italiane e straniere e di 23 monografie in cui ha trattato di argomenti di interesse oftalmologico.

Ha partecipato ad oltre 350 Congressi nazionali ed internazionali con comunicazioni, relazioni e come organizzatore

ATTIVITA’ SCIENTIFICA





La ricerca scientifica del dott. Nicola Pescosolido si è indirizzata su diversi problemi di fisiopatologia oculare che dall’inizio della sua attività clinica hanno attratto il suo interesse.



Nello studio del glaucoma ha evidenziato, per la prima volta, la presenza di una proteina autocontrattile simil-miosina a livello del corpo mioide dei fotorecettori retinici e di alcune strutture del trabecolato corneo-sclerale di cane e di uomo, argomento di attuale interesse per la ricerca e per i possibili trattamenti farmacologici di questa malattia. L'ipotesi di un attiva partecipazione del trabecolato al processo di deflusso dell'umor acqueo sembra essere ulteriormente avvalorata da sue ulteriori indagini condotte sull'attività enzimatica rilevata in tale distretto. Anche la via uveo-sclerale è stata oggetto di attività di ricerca evidenziando numerosi meccanismi biochimici che vengono attivati in varie condizioni sperimentali. In un modello sperimentale, messo a punto nei laboratori dell’Università di Roma “Sapienza”, ha evidenziato i meccanismi di degenerazione delle cellule astrocitarie nel nervo ottico dopo ipertono sperimentale: apoptosi e necrosi. Questi studi, tutt’ora argomento di ricerca nel laboratori internazionali, hanno portato ad evidenziare come lo stress ossidativo sia elemento di primaria importanza nell’attivazione del danno degenerativo. Tutto ciò mediante la stimolazione della via intrinseca dell’apoptosi di cui il fulcro è il mitocondrio.

Seguono numerose ricerche cliniche sull'azione farmacologica e sull'efficacia di farmaci adrenergici ed adrenolitici nel trattamento del glaucoma e su alcuni tests di provocazione per questa malattia quali il "test delle palpebre chiuse", esame da Lui introdotto in clinica, per lo studio dello stato bioenergetico del segmento anteriore oculare ed il test dell'"ipobarismo orbitario", proposto tra l'altro per la diagnosi precoce del glaucoma a bassa pressione in quanto valuta la produzione di umor acqueo escludendo le vie di deflusso pressione-dipendenti.

Sempre in tema di malattia glaucomatosa si è interessato dell'ipertono oculare indotto da farmaci psicotropi, dell'importanza dei riflessi neurovegetativi sulla patogenesi del danno glaucomatoso,del ruolo dei riflessi a partenza oculare nella regolazione neurovegetativa della pressione arteriosa sistemica,della variazione del tono oculare indotta da lenti a contatto ed dell'indice di perfusione papillare (PAOm-Po), parametro per la valutazione di un fattore di rischio nell'ipertensione oculare confrontandolo con il gradiente Pof-Po/Po per decidere quale dei due tests offra la migliore attendibilità per prevenire i danni da glaucoma. Il flusso oculare pulsatile in questa malattia è stato ancora oggetto di studio ed ha valutato in primum la modificazione indotta da vari farmaci come gli -litici ed i ß-bloccanti e da una loro combinazione.

I test elettrofisiologici per una diagnosi precoce di glaucoma sono stati oggetto di ricerca e la pubblicazione di due volumi.

Si è interessato anche di studi teorici sulla visco-elasticità delle tuniche oculari, argomento con notevoli risvolti clinici sia per lo studio della pressione oculare che di malattie degenerative.



Gran parte dell'interesse scientifico è stato inoltre rivolto alla superficie oculare alla cui conoscenza ha apportato originali e notevoli contributi clinico-sperimentali valutando:

- gli elementi inorganici presenti nel film lacrimale;

- l'effetto della pressione osmotica sulle alterazioni micro-strutturali dell'epitelio corneale per cui gli è stato assegnato dall'A.I.O. il Premio Nazionale "Ugo Fasolo" I984;

- le modifiche delle cellule di sfaldamento dell'epitelio corneale presenti nelle lacrime in soggetti portatori o meno di lenti a contatto;

- la concentrazione degli elementi inorganici nel film lacrimale in soggetti con breve BUT;

- gli elementi inorganici del film lacrimale in soggetti portatori di lenti a contatto.

Ha proposto, sempre in ordine a tale argomento, una nuova metodica del test di Jones ottenendo una migliore riproducibilità dei risultati e si è interessato alla ricerca della carta ottimale per eseguire il test di Schirmer, mettendo in dubbio, con originali e notevoli contributi, l'attendibilità del test effettuato con la carta Watman n.1.

Seguendo queste ricerche ha quindi proposto un trattamento terapeutico originale (L-carnitina) per la sindrome dell’occhio secco e depositato due brevetti europei ed uno internazionale.



Ulteriore campo di ricerca sono state le lenti a contatto su cui ha valutato i depositi inorganici utilizzando tecniche istochimiche, la spettrofotometria di assorbimento atomico e la spettroscopia a raggi X e traendo conclusioni originali.

Si è ancora interessato dei depositi mucoproteici sulle lenti a contatto idrofile proponendo un test biologico per la loro valutazione.

Sempre in tema di pulizia delle lenti a contatto ha valutato teoricamente e sperimentalmente la disinfezione di esse utilizzando sistemi fisico-termici.

Le caratteristiche dei polimeri impiegati nelle lenti a contatto sono state oggetto di particolari studi al MES sia prima che dopo l'uso. Ha così messo in evidenza le profonde alterazioni sul polimero indotte dai trattamenti "rigeneranti" e dalla contaminazione batterica.

I polimeri per lenti a contatto e specie quelli per le lenti a rimpiazzo frequente sono stati ancora oggetto di studio utilizzando, per la prima volta, la Risonanza Magnetica Nucleare a bassa risoluzione sia per la valutazione dei tempi di rilassamento e l’autodiffusione dell’acqua presente in una lente in idrogel che per la cinetica di disidratazione, ottenendo risultati del tutto originali.

Su questo argomento ha pubblicato due volumi.



Sempre in tema di contattologia si è interessato alla composizione dei liquidi per la pulizia e conservazione delle lenti a contatto valutandone i componenti inorganici presenti e l'interazione di questi con il polimero e l'importanza del sistema di pulizia e disinfezione per lenti a contatto per prevenire patologie oculari.

Le sostanze mucomimetiche sono state oggetto di sue più recenti ricerche valutandone la differenza dell’interazione con polimeri idrogel attraverso al Risonanza Magnetica Nucleare a bassa risoluzione.



In tema di farmacologia oculare si è interessato dei vari farmaci in uso per la cura medica della malattia glaucomatosa, di farmaci per il controllo dell'ipertono oculare indotto con tests di provocazione e sull'impiego della Vit. E e suoi derivati in oculistica per il controllo dell’apoptosi traendone originali conclusioni. Ha ancora valutato l'effetto sul flusso oculare pulsatile di un farmaco 1-litico (dapiprazolo) in soggetti normali, glaucomatosi ed affetti da retinite pigmentosa. Numerosi studi sono stati rivolti all’utilizzo delle carnitine per la prevenzione dell’otticopatia glaucomatosa e sulla protezione dell’apoptosi corneale nell’occhio secco e sulla prevenzione delle patologie da radiazioni ultraviolette (un brevetto europeo). Altri utilizzi delle carnitine sono stati originalmente proposti. Un libro è stato dedicato alle radiazioni elettromagnetiche in interazione con l’occhio.



Utilizzando la Risonanza Magnetica ad alta risoluzione ha studiato l'effetto sul metabolismo del cristallino di farmaci antiglaucoma ed il meccanismo di formazione della cataratta da corticosteroidi.



In tema di medicina sociale ha eseguito uno studio clinico-statistico sul personale di un'Azienda dei Trasporti in merito all'incidenza dello pterigio in funzione dell'attività svolta, per poterlo considerare o meno malattia ergoftalmologica; si è interessato della fisiopatologia oculare negli operatori ai videoterminali; della validità ed affidabilità della cheratotomia radiale; della pressione oculare media in una popolazione lavorativa e della correlazione tra pressione oftalmica ed oculare, del comportamento della funzionalità visiva alle alte velocità e della prevenzione oculare dei danni indotti dalle radiazioni ultraviolette e blu.



L’ipovisione è un più recente argomento di suo interesse e sulla riabilitazione visiva in soggetti ipovedenti ha publicato un volume e numerosi scritti.



La chirurgia refrattiva ha ancora attratto il suo interesse scientifico valutando, per la prima volta, con la Risonanza Magnetica Nucleare a bassa risoluzione lo stato dell'acqua nella cornea di conigli in relazione all'epoca dell'intervento di cheratotomia radiale. I farmaci topici da impiegare dopo cheratotomia radiale sono stati ancora motivo di sue ricerche ed ha inoltre eseguito studi al MES di alcuni materiali idrofili usati come lentine intracorneali (impianto alloplastico). Gli eventi riparatori dopo PRK sono stati ancora oggetto del suo interesse. Con l’evoluzione delle metodiche di chirurgia refrattiva si è interessato ai rapporti epitelio-stroma corneale e sta svolendo ricerche in tal senso. Sull’argomento ha un brevetto internazionale riguardante il trattamento dell’apoptosi stromale post-chirurgia refrattiva.



In tema di medicina del traffico si è occupato del fattore luminoso di trasmissione di lenti per scopi speciali e fotocromatiche e dei caschi per cicloveicoli. Ulteriori campo di interesse è stata la valutazione cromatica indotta dalle lenti colorate sulla segnaletica stradale. Anche la funzionalità visiva alle basse luminanze è stata oggetto del suo interesse così come la sensibilità al contrasto. Una specifica segnaletica che tenga conto delle funzioni oculari è stata prospettata da utilizzare in condizioni di nebbia o in strade di montagna. La SOI Le ha chiesto di elaborare “selezione oculistica alla guida automobilistica”, perché esperto ed Autore di due volumi sull’argomento. Il Ministero della Salute lo ha nominato Consulente Oculista per la revisione della patente nautica da diporto.



L’eziopatogenesi delle allergie oculari sono argomento di suo interesse scientifico e sull’aspetto immunitario ha pubblicato un volume.



Anche l’ottica ha avuto un ruolo nei suoi studi ed ha scritto numerosi lavori ed alcuni libri sull’argomento.



L’embriologia oculare lo ha sempre affascinato pubblicando un volume, unico sull’argomento, nella letteratura oftalmologia italiana, per la ricchezza di foto originali sull’occhio embrionale nei vari stadi di sviluppo.



La retina medica, in specie l’eziopatogenesi della DMLE è argomento di interesse scientifico e attualmente ha tenuto uno studio policentrico nazionale sul trattamento farmacologico di quest’affezione con l’utilizzo delle carnitine. Ha scritto numerosi lavori sull’argomento.



La medicina legale oftalmica ha ancora colto i suoi interessi specifici e per molti anni è stato consulente del Collegio Medico Legale del Ministero della Difesa.













TITOLI



RICERCHE FINANZIATE



1) Progetto di ricerca scientifica MURST Art. 65 DPR 382/80 - Quota 40% - Progetto finanziato per l’anno 1989 per il Progetto Nazionale di Ricerca: “Chimica fisica di sistemi biologici”.



2) Progetto di ricerca scientifica MURST Art. 65 DPR 382/80 - Quota 40% - Progetto finanziato per l’anno 1990 per il Progetto Nazionale di Ricerca: “Chimica fisica di sistemi biologici”.



3) Progetto di ricerca scientifica MURST Art. 65 DPR 382/80 - Quota 40% - Progetto finanziato per l’anno 1991 per il Progetto Nazionale di Ricerca: “Chimica fisica di sistemi biologici”.



4) Progetto di ricerca scientifica MURST Art. 65 DPR 382/80 - Quota 40% - Progetto finanziato per l’anno 1992 per il Progetto Nazionale di Ricerca: “Struttura e proprietà termodinamiche di sistemi di interesse biologico”.



5) Progetto di ricerca scientifica MURST Art. 65 DPR 382/80 - Quota 40% - Progetto finanziato per l’anno 1993 per il Progetto Nazionale di Ricerca: “Struttura e proprietà termodinamiche di sistemi di interesse biologico”.



6) Progetto di ricerca scientifica MURST Art. 65 DPR 382/80 - Quota 40% - Progetto finanziato per l’anno 1994 per il Progetto Nazionale di Ricerca: “Struttura e proprietà termodinamiche di sistemi di interesse biologico”.



7) Progetto di ricerca scientifica MURST Art. 65 DPR 382/80 - Quota 40% - Progetto finanziato per l’anno 1996 per il Progetto Nazionale di Ricerca: “Struttura e proprietà termodinamiche di sistemi di interesse biologico”.



8) Componente dell’equipe di ricerca, in qualità di ospite della Sezione di Anatomia, del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie dell’Università “La Sapienza” di Roma per il triennio1993-1996.



9) Cofinanziamento MURST, anno 1997, Protocollo n. 97033084.21_028, per un progetto dal titolo: “ Struttura e Proprietà di nuovi inibitori di sistemi enzimatici e dei loro complessi mediante tecniche spettroscopiche” del Progetto Nazionale di Ricerca: “Struttura, proprietà e dinamica dei sistemi di interesse biologico”.



10) Finanziamento di un contratto di ricerca del CNR n° 97.00870.PF34, anno 1997 riguardante: “Realizzazione di sistemi ibridi idrogel-cellule ad elevata emocompatibilità”, nell’ambito del Progetto Finalizzato Materiali Speciali per Tecnologie Avanzate II.



11) Finanziamento di un progetto di ricerca di Ateneo Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (ex quota 60%) Anno 1999 dal titolo : “Studio delle modificazioni dell’equilibrio proliferativo-degenerativo indotte sperimentalmente da agenti xenobiotici in tessuti di roditori”.



12) Finanziamento progetti di ricerca (ex quota 60%) assegnati alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”-Anno 2000 (40%) per la ricerca dal titolo:“Il potenziale della neuroprotezione nel trattamento dell’ipertensione oculare sperimentale indotta nell’occhio di ratto”.



13) Finanziamento progetti di ricerca (ex quota 60%) assegnati alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”-Anno 2001 (40%) per la ricerca dal titolo:“Il potenziale della neuroprotezione nel trattamento dell’ipertensione oculare sperimentale in ratti”.



14) Finanziamento di un progetto di ricerca scientifica di Ateneo Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (ex quota 60%) Anno 2001dal titolo: “Studio delle modificazioni dell’equilibrio proliferativo-degenerativo indotte sperimentalmente da agenti xenobiotici in tessuti di roditori”.



15) Contratto di consulenza del 14.11.2001 con la Società Farmaceutica Sigma-Tau Pomezia, per il progetto: “Degenerazione Maculare”.



16) Finanziamento progetti di ricerca (ex quota 60%) assegnati alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”-Anno 2002 (40%) per la ricerca dal titolo: “Danno da riperfusione neuro-retinica: suoi possibili controlli farmacologici”.



17) Finanziamento progetti di ricerca scientifica di Ateneo Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Anno 2002 dal titolo: “Studio dei meccanismi dei processi ipossico/riossigenativi in modelli sperimentali di eventi-patologico degenerativi”.



18) Finanziamento progetti di ricerca (ex quota 60%) assegnati alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”-Anno 2003 per la ricerca dal titolo : “Danno da riperfusione neuro-retinica: suoi possibili controlli farmacologici”.



19) Contratto di consulenza del 11.12.2003 con la Società Farmaceutica Sigma-Tau Pomezia, per un progetto:” Retinopatia Diabetica e Glaucoma”.



20) Finanziamento progetti di ricerca scientifica di Ateneo Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Anno 2003 dal titolo: “Studio dei meccanismi dei processi ipossico/riossigenativi in modelli sperimentali di eventi-patologico degenerativi”.



21) Finanziamento progetti di ricerca (ex quota 60%) assegnati alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”-Anno 2004 per la ricerca dal titolo: “Modulazione con farmaci anti-apoptotici mitocondriali di eventi degenerativi e proliferativi nella retinopatia diabetica”.



22) Finanziamento progetti di ricerca scientifica di Ateneo Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Anno 2004 dal titolo:“Studio dei meccanismi dei processi ipossico/riossigenativi in modelli sperimentali di eventi-patologico degenerativi”.



23) Cofinanziamento MIUR, Bando 2004, Protocollo n° 2004035937_007per un progetto dal titolo:“Nuovi materiali polimerici bioattivi applicati all’ingegneria tissutale. Sintesi e studi mediante RMN e Analisi Termica.”



24) Finanziamento progetti di ricerca scientifica di Ateneo Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Anno 2005 dal titolo:“Effetto di xenobiotici sulla proliferazione cellulare: meccanismi cellulari e molecolari”.



25) Finanziamento progetti di ricerca (ex quota 60%) assegnati alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”-Anno 2005 per la ricerca dal titolo: “Modulazione con farmaci anti-apoptotici mitocondriali di eventi degenerativi e proliferativi nella retinopatia diabetica”.



26) Finanziamento progetti di ricerca scientifica di Ateneo Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Anno 2006 dal titolo:“Effetto di xenobiotici sulla proliferazione cellulare: meccanismi cellulari e molecolari”.



27) Finanziamento progetti di ricerca (ex quota 60%) assegnati alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”-Anno 2006 per la ricerca dal titolo: “Modulazione con farmaci anti-apoptotici mitocondriali di eventi degenerativi e proliferativi nella retinopatia diabetica”.



28) Domanda di finanziamento acqusizione di medie e grandi attrezzature scientifiche di Ateneo- Università degli Studi di Roma “La Sapienza”-Anno 2006-prot. C26G065NAM



29) Contratto di consulenza del 08.02.2005 con la Società Farmaceutica Sigma-Tau Pomezia, per un progetto:”Haze corneale come complicanza dell’eccessiva apoptosi dei cheratociti stromali”.



30) Contratto di consulenza del 26.10.2005 con la Società Farmaceutica SOOFTitalia Montegiorgio (AP) per il progetto: “Effetto di lacrime artificiali, contenenti un nuovo conservante (N-IG), sulla superficie corneale mediante microscopia confocale e sensibilità al contrasto”.



31) Contratto di consulenza del 26.10.2005 con la Società Farmaceutica SOOFTitalia Montegiorgio (AP) per il progetto: “ Blu Yal multidose e Next 300 multidose: caratterizzazione per interazione con sistemi di lenti a contatto modello hydrogel”.



32) Contratto di consulenza del 21.12.2005 con la Società Farmaceutica SOOFTitalia Montegiorgio (AP) per la relazione: “ Aspetti Etiopatogenetici della Malattia Glaucomatosa”.



33) Contratto di collaborazione professionale del 26.04.2006 con la Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite SpA- Pomezia, con oggetto: ”Occhio secco e occhio edematoso-fotoinvecchiamento e degenerazione maculare”.



34) Contratto di collaborazione professionale del 29.06.2007 con la Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite SpA- Pomezia, con oggetto: ”Valutazione dei processi infiammatori, apoptotici da stress ossidativo nelle strutture oculari, in particolare nell’occhio secco, nella cheratopatia neurotrofica, nel fotoinvecchiamento e nella degenerazione maculare”.



35) Contratto di consulenza del 10.09.2007 con la Società Farmaceutica SOOFTitalia Montegiorgio (AP) per il progetto: “ Glaucoma, acido α-lipoico, conservante N-IG + EDTA”.



36) Contratto di collaborazione professionale del 3 Ottobre 2008 con la Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite SpA- Pomezia con oggetto: Valutazione degli effetti di nuovi composti come ad esempio non limitante il Mildronato e Vitamine D e derivati, nelle patologie oculari”































TITOLI SCIENTIFICI







1) Laureato con lode in Medicina e Chirurgia il 19.7.73 presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza"



2) Dichiarazione del Prof. G.B. Bietti,del 25/0571974, Direttore dell’Istituto di Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, che esprime parere favorevole all’attitudine alla ricerca



3) Assegnista biennale di Formazione Scientifica e Didattica a decorrere dal 1 luglio 1975 al 14.12.1981 (certificato del 25/10/83)



4) Diploma di Specializzazione in Clinica Oculistica conseguito presso la Clinica Oculistica dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" il 20-7-77 con voto 70/70 e lode



5) Citato sulla rivista l'Oculista Italiano n.45 pag. I9 in merito alla relazione presentata al IX European Medical Contact Lens Congress, ECLSO, Munster 1977, 15-17 June



6) La rivista Pharmacy Digest ha riconosciuto il lavoro pubblicato su Klin.Mbl.Augenheilk, 170, 586-591,1977, come uno dei migliori articoli scritti nell'anno (dichiarazione del 9/8/77)



7) La rivista Ophthalmology Digest ha riconosciuto il lavoro pubblicato su Klin. Mbl. Augenheilk, 170, 824- 830, 1977, come uno dei migliori articoli scritti nell'anno (dichiarazione del 26/10/77)



8) La rivista Ophthalmology Digest ha riconosciuto il lavoro pubblicato sugli Annali di Oftalmologia e Clinica Oculistica, 105, 269-276,1979, come uno dei migliori articoli scritti nell'anno (dichiarazione del 18/9/79)



9) Citato sulla rivista l'Oculista Italiano n.46-47 pag. 25 in merito alla relazione presentata al Coll. Intern. Contat. Med., Monaco Montecarlo 1979, 9-11 Nov.



10) Citato sulla rivista News bulletin Vol. I pag. 4 per il lavoro presentato all'European Medical Contact Lens Congress, ECLSO, Londra 1980, 18-20 Apr.



11) Dal 1 agosto 1980 decorrenza giuridica ed economica dal 15.12.1981 nel ruolo di Ricercatore Confermato, gruppo di disciplina 67, Facoltà di Medicina e Chirurgia ai sensi Art.60 DPR 382/80 (certificato del 10/04/91)



12) Il 7 dicembre 1981 nominato componente del Comitato del Bollettino del Collegio Medici Italiani dei Trasporti per argomenti di oculistica



13) Vincitore il 16 marzo 1982 del II Premio Nazionale A.I.O. "Ugo Fasulo"con il lavoro: "Le alterazione microstrutturali dell'epitelio corneale in contattologia: effetti della pressione osmotica lacrimale"



14) Il 15 febbraio 1983 nominato quale rappresentante con voto deliberante dei Medici Fiduciari delle Ferrovie dello Stato



15) La Casa Farmaceutica Barnes-Hind GmbH, ha richiesto di poter riprodurre il lavoro: "Neue Methodik für die quantitative Bexertum der Reinigungswirkung von enzymatischen Losungen" in data 15/4/88, lavoro pubblicato sulla Rivista: Contactologia, 9 D, 122-126, 1987



16) Estratto del Verbale del Consiglio d’Istituto del 23/02/89 al momento del rinnovo del II Triennio di Attività quale Ricercatore Confermato



17) Riconoscimento "per la qualificata, costante e meritata collaborazione prestata alle attività del Collegio Medici Italiani dei Trasporti" - Roma 1990, 11 Gennaio



18) Organizzatore Scientifico del Convegno: “Lenti a contatto monouso” e Relatore con il lavoro: “Importanza della valutazione dello stato di idratazione della lente a contatto in idrogel sulla qualità delle immagini visive Aula Istituto di Oftalmologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Roma 1992, 17 Luglio



19) Attribuito dalla European Contact Lens Society of Ophthalmologists (ELCSO): “ The distinction of Member”, 1993



20) Il 5 ottobre 1994 nominato componente del Comitato di Orientamento per la Difesa della Vista



21) Organizzatore del Congr. Naz. S.I.CON.: “Il ruolo dell’Oftalmologo nella gestione delle lenti a contatto a ricambio frequente” e Relatore con il lavoro: “Lenti a contatto a ricambio frequente. Uso giornaliero o prolungato”. Roma 1994, 22-23 Ottobre



22) Recensione del mio libro: “Radiazioni non ionizzanti ed occhio-effetti biologici e prevenzione” effettuata da M. Zuppardo, 1994



23) Lettera del 25 gennaio 1995 del Prof. C.A. Quaranta sui volumi: “Radiazioni non ionizzanti ed occhio-effetti biologici e prevenzione” e “Lenti fotocromatiche, caratteristiche, funzionamento e scelta nell’impiego”



24) Intervistato dal settimanale “Oggi” del 18/10/95 in merito all’influenza della visione sulla sicurezza di guida automobilistica



25) Intervista pubblicata sull’inserto Salute del quotidiano la Repubblica del 3/2/96 pag 5 in merito allo stato visivo per la sicurezza nella guida: “Occhi, il segreto per guidare bene”



26) Moderatore al Corso Nazionale di Aggiornamento: “Ruolo dell’inibitore dell’anidrasi carbonica topico nella gestione della malattia glaucomatosa”. Torgiano (PG) 1997, 25 gennaio



27) Il lavoro “Induced acute ocular hypertension: mode of retinal degeneration” pubblicato su Acta Oftalmologica: 76 (Suppl. 227), 20-21, 1998, riconosciuto un eccellente articolo, è stato incluso nell’Ophthalmology Digest, 1999, n°3



28) Moderatore al Congr. Naz. S.I.Co.M. alla Sessione: “Sostituti lacrimali e farmaci in contattologia”. Bologna 1999, 6 Novembre



29) Organizzatore Scientifico e Moderatore del Satellite Symposium “Eye arteries as a mirror of hypertensive vascular damage” del 4th Congress on Hypertension in the Elderly. Roma, 1999, 25 Novembre



30) Dal 1999 è Codirettore Scientifico della rivista Lac – lenti a contatto



31) Eletto nella Commissione Ricerca nella Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” prot. U/13825. Roma 2000, 29 dicembre



32) Moderatore alla Tavola Rotonda: “Il presente ed il futuro dell’ottica oftalmica”. V° Congresso Annuale Interdisciplinare. Bologna 2001, 11-12 febbraio



33) Organizzatore del II Congresso Nazionale “Low Vision Academy”- Italy “L’ipovisione nel glaucoma- cause e riabilitazione” e Relatore con il lavoro: “L’otticopatia glaucomatosa”. Roma 2001, 24-25 Febbraio



34) Direttore del Congresso della Società Italiana di Contattologia Medica (S.I.Co.M). Roma, 2001, 21-22 Settembre



35) Coordinatore Scientifico del Seminario “La Presbiopia”. Roma 2001, 27 Settembre



36) Coordinatore Scientifico del III Congresso Nazionale Low Vision Academy- Italy. Palermo 2002,16-17 Febbraio



37) Coordinatore Scientifico del Seminario “Ipovisione”. Roma 2002, 3 Giugno



38) Segretario Scientifico del IV Congresso Nazionale Low Vision Academy – Italy e Moderatore alla Tavola Rotonda: “Ipovisione, Associazioni ed Istituzioni”. Padova 2003, 31 Gennaio – 1 Febbraio



39) Organizzatore del Corso di Formazione in Oculistica dell’Università degli Studi “La Sapienza”: “Corso di Refrazione: La giusta correzione”, Relatore con il lavoro “Le lenti filtranti”. Roma 2003, 21 Maggio.



40) Attribuito l’11-13 settembre 2003,dal Gruppo Italiano per lo Studio della Neuromorfologia (G.I.S.N.) il Premio Malpigli 2004, con la seguente motivazione: “Insigne docente di Clinica Oculistica, esperto ed appassionato ricercatore dell’anatomia funzionale dell’occhio e dei suoi annessi. Specialista diligente, preciso, versatile, attende con uguale entusiasmo a tutte e tre le attività istituzionali proprie del docente universitario: ricerca, didattica ed assistenza. Ha dedicato particolare attenzione agli studi di morfologia oculare servendosi di tecnologie estremamente complesse”. Roma 2004, 30 Marzo



41) Lettura Ufficiale Kersley attribuita dal Comitato Scientifico della Società Europea di Contattologia Medica (ECLSO) per l’attività scientifica svolta nell’ambito della contattologia. Venezia 2003, 21 Settembre



42) Relatore all’ 83° Congresso Nazionale SOI alla Sessione n. 10, Simposio di Aggiornamento Low Vision Academy-LVA e GISI: Ipovisione: aspetti funzionali, clinici e sociali con il lavoro: “Aggiornamenti sulle lenti filtranti e prismatiche”, Moderatore al Simposio SOI per Ottici. Roma 2003, 26-29 Novembre. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 3.



43) Segretario Scientifico del V Congresso Nazionale Low Vision Academy – Italy e Moderatore ai Simposi:” Malattie eredo-degenerative retiniche, neoplasie oculari” e “Elettrofisiologia e Perimetria” ed alla Tavola Rotonda: “Ipovisione, Associazioni ed Istituzioni”. Foggia 2004, 30-31 Gennaio



44) Brevetto dal Titolo “Use of propionyl L-carnitine for the preparation of a medicament for the treatment of glaucoma” Inventors: Calvani Menotti, Reda Emilia, Pescosolido Nicola. Patent Cooperation Treaty WO 2004/030666



45) Attribuito dall’European Contact Lens Society Ophthalmologists (ECLSO): “The distinction of Member” 2004-2005



46) Moderatore al V° Congresso Nazionale Low Vision Accademy – Italy nella sessione “Glaucoma” e Relatore con il lavoro:” Ruolo delle istituzioni e delle Associazioni”. Bologna 2005, 13-15 gennaio



47) Eletto nella Commissione Ricerca nella Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Roma 2005, 17 Marzo



48) Coordinatore Scientifico al Convegno Nazionale dell’Ottica, ASSOGRUPPI, della Sessione: “Visione e Guida” e Relatore con i lavori: “Acuità Visiva fotopica”, “Perimetria”, “Sensibilità al Contrasto”. Roma 2005, 13-14 Novembre



49) Lettera del Direttore Generale del Ministero della Salute: Dott.ssa F. Fratello, del 24.01.2007 in cui si esprimono i più sentiti ringraziamenti per l’opera svolta per la revisione dei requisiti previsti per il rilascio delle Patenti Nautiche



50) Richiesta del Luglio 2008 di presentare una relazione sui personali lavori svolti sulla Interazione Farmacologia dei Colliri in occasione del 100° Anniversario del Premio Nobel Paul Ehrlich (www.ehrlich-2008.org)



51) Brevetto dal titolo: ”Use of L-carnitine or of alkanoyl L-carnitines for the preparation of a physiological supplement or medicament for ophthalmic use in the form of eye-drops”. Inventors: Koverech Aleardo, Pescosolido Nicola. Patent Cooperation Treaty WO 2007/03481- 2008/071528



52) Brevetto dal titolo: “Use of L-carnitine for the preparation of physiological supplement or medicament for ophthalmic use in the form of eye-drops”. Inventors: Koverech Aleardo, Pescosolido Nicola. Patent Cooperation Treaty WO 2008/071524



53) Brevetto dal titolo:” Gel usefull for the delivery of ophthalmic drugs”. Inventors: Longo Antonio, Santaniello Mosè, Pescosolido Nicola, Koverech Aleardo. Patent Cooperation Treaty WO 2008/077712



54) Brevetto dal titolo. “Astenopia Accomodativi”. Inventors: Pescosolido Nicola, Koverech Aleardo. European Patent Convention Application Number EP08159676.9







































































































TITOLI



ISCRIZIONE A SOCIETA’ O ASSOCIAZIONE









1. Dal 1977 al 1981 Socio corrispondente della Società Oftalmologica Italiana (S.O.I.), dal 1982 al 1990 Socio Ordinario e dal 1991ad oggi Socio Onorario



2. Dal 1978 al 2002 è stato iscritto alla Società Italiana degli Oculisti Applicatori di Protesi a Contatto (S.I.O.PAC.) in seguito Società Italiana di Contattologia Medica (S.I.Co.M.)



3. Dal 1978 è iscritto all’European Contact Lens Society of Ophthalmologist (E.C.L.S.O.)



4. Dal 1981 al 1991 è stato nel Comitato Redazionale del Bollettino "Collegio Medici Italiani dei Trasporti" e membro del Collegio Medici Italiani dei Trasporti. Dal 1982-1988 ha fatto parte del Comitato di Gestione del Collegio Medici Italiani dei Trasporti



5. Dal 1985 è Socio Ordinario dell'Associazione Italiana Studio del Glaucoma (A.I.S.G.)



6. Dal 1987 al 1991 è stato iscritto alla Società Italiana di Medicina Interna (S.I.M.I.)



7. Dal 1989 al 1995 è stato iscritto alla Società Italiana di Perimetria (S.I.Pe.)



8. Dal 1980 al 1989 è stato Membro Aggiunto del Collegio Medico Legale (C.M.L.) del Ministero della Difesa



9. Dal 1990 al 1995 è stato iscritto alla Società Oftalmologica Lombarda (S.O.L.)



10. Dal 1992 al 1999 è stato iscritto alla Associazione Nazionale per la Farmacovigilanza e Vicepresidente dal 1995 al 1999



11. Dal 1995 (29 Settembre) al 2002 è stato nominato componente della Commissione Tecnica dell’Automobile Club Italia



12. Dall’anno 1998 è Miembro de Nùmero Istituto Barraquer-Barcelona



13. Dall’anno 1999 è iscritto alla Low Vision Academy, con qualifica di Segretario Generale, Vice-Presidente e Presidente dal 7 Giugno 2008



14. Dall’anno 2004 è iscritto alla Accademia Italiana Lenti a Contatto, con qualifica di Vice-Presidente e Presidente dal 6 Ottobre 2008



15. Dall’anno 2004 è iscritto nel Gruppo Italiano della Neuromorfologia (GISN)



16. Dall’anno 2007 è iscritto alla Associazione Italiana Medicina Aereo Spaziale (AIMAS)



























TITOLI



CONFERENZE - RELAZIONI – COMUNICAZIONI - PARTECIPAZIONE CONGRESSI





1. Comunicazione presentata all' Assemblea Generale Soc. Ital. Biol. Sper. dal titolo: "Il corpo miode della retina: analisi immunochimica". L'Aquila 1973, 16 Novembre



2. Comunicazione presentata all'Assemblea Generale Soc. Ital. Biol. Sper. dal titolo: "La morfologia funzionale del trabecolato corneo-sclerale umano in condizioni normali". L'Aquila 1976, 28 Aprile



3. Comunicazione presentata al 7° Intern. Congr. on Photobiology dal titolo: "Histochemical Studies on the retinal morphology". Rome 1976, 29 Agosto - 3 Settembre



4. Comunicazione presentata al 33° Congr. Naz. Soc. Ital. Anat. Um. Norm. dal titolo: "Caratteristiche morfologiche e funzionali del trabecolato corneo- sclerale del bulbo oculare umano". Catania 1976, 22-25 Settembre



5. Comunicazione presentata al 1° Corso di Aggiornamento A.P.I.M.O., "Attualità in contattologia", dal titolo: "Controindicazioni all'uso di lenti corneali". Roma 1978, 11-12 Novembre



6. Comunicazione presentata al 9° Congr. Eur. Contat. Med., E.C.L.S.O., dal titolo: "Etude comparative entre la viscoélasticité oculaire et l'élasticité de différentes lentilles de contact". Münster 1979, 15-17 June



7. Comunicazione presentata alla 47° Assemblea Generale Soc. Ital. Biol. Sper. dal titolo: "Modello biofisico-matematico per lo studio fluido-dinamico dell'occhio umano". L'Aquila 1979, 27-29 Settembre



8. Comunicazioni presentate al Colloquio Intern. Contat. Med. dal titolo: "Primi dati analitici per l'indirizzo alla scelta del tipo di lente a contatto ottimale in funzione delle caratteristiche fluidodinaniche del sistema globo oculare" e "Considerazioni sull'uso delle lenti a contatto morbide nelle atalamie dopo interventi fistolizzanti". Monaco-Montecarlo 1979, 9-11 Novembre



9. Comunicazione presentata al 59° Congr. S.O.I. dal titolo: "Possibili cause dell'ipertono oculare dopo test del buio". Pesaro 1979, 18-20 Ottobre



10. Partecipazione al 2° Corso di Aggiornamento A.P.I.M.O., "La refrazione momento tecnico di un fondamentale atto clinico". Salsomaggiore 1980, 3-5 Marzo



11. Comunicazione presentata al 10° Congr. Eur. Contat. Med., E.C.L.S.O., dal titolo: "Designing a suitable lens shave for compatibily with the tear film". Londra 1980, 18-20 April



12. Partecipazione al 6° Congr. Eur. Ophthalmol., S.O.E.. Brighton 1980, 21-25 April



13. Partecipazione al Simposio Intern. sulla Toxoplasmosi. Treviso 1980, 23-25 Maggio



14. Comunicazioni presentate al 2° Congr. Ital. Contat. Med., S.I.O.PAC. dai titoli: "Architettura e funzione meccanica della struttura macromolecolare dei polimeri per lenti a contatto idrofile"; "Ha significato per una lente a contatto idrofila la trasmissibilità all'aria?"; "Nuovo metodo di sterilizzazione per lenti a contatto" e "Lenti corneali per ogni sport". Viterbo 1980, 27-28 Settembre



15. Partecipazione alle "Prime Giornate Mediche del Litorale Romano". Ostia 1980, 29-30 Novembre





16. Comunicazioni presentate all' 11° Congr. Eur. Contat. Med., E.C.L.S.O., dai titoli: "I componenti inorganici del film lacrimale in soggetti portatori e non di lenti a contatto" e "Variazione della concentrazione degli elementi inorganici del film lacrimale in soggetti con breve break up time. Interesse di un collirio a base di fosfocreatinina". Amsterdam 1981, 24-25 April



17. Partecipazione al 3° Incontro Associazione Italiana Ottici, A.I.O., "Lenti a contatto ad uso prolungato, indagini, risultati". Roma 1981, 8-9 Giugno



18. Comunicazione presentata alle "Giornate Mediche Internazionali" dal titolo: "La maschera subacquea è veramente innocua? Effetti sulla pressione endoculare ed utilità come test di provocazione per la diagnosi nel glaucoma cronico semplice". Vibo Valentia 1981, 27- 30 Luglio



19. Comunicazioni presentate al 3° Congr. Naz. Contat. Med., S.I.O.PAC., dai titoli: "Indagini su 18 elementl inorganici nel film lacrimale di soggetti sani" e "Nuova metodica del test di Schirmer con anestesia locale". Salsomaggiore 1981, 9-11 Ottobre



20. Comunicazione presentata al Congr. Intern. Association of Ocular Surgeons dal titolo: "Closed eyelids test in the management of glaucoma". Monaco-Montecarlo 1981, 11-17 October



21. Presentazione Poster al 61° Congr. S.O.I. dal titolo: "Valutazione tonografica dell'ipertono oculare da chiusura palpebrale". Roma 1981, 3-6 Dicembre



22. Comunicazione presentate al 12° Congr. Eur. Contat. Med., E.C.L.S.O., dal titolo: "Determinazione di elementi inorganici sulla superficie e nella struttura di lenti a contatto idrofile". Stresa 1982, 16-18 Aprile



23. Presentazione Poster all'83° Congr. Med. lnt. dal titolo: "La regolazione neurovegetativa della pressione arteriosa. Ruolo dei riflessi a partenza oculare". Roma 1982, 20-23 Ottobre



24. Comunicazione presentata al Combined Meeting of the Anterior Segment Societies. First International Medical Contact Lens Symposium, dal titolo: “Inorganic elements in the liquid and cellular phase of the tear film of healthy subjects I: Mg, Cr, Mn, Cu, Zn ”. Las Vegas 1982, 25-29 October



25. Partecipazione al 5°CorsodiAggiornamento A.P.I.M.O. con qualifica di istruttore. Ferrara 1983, 25-27 Marzo



26. Comunicazione presentata al 13° Congr. Eur. Contat. Med., E.C.L.S.O., dal titolo: "A selecting research to find the more suitable filter paper for the Schirmer test". Gotebörg 1983, 26-28 May



27. Relatore al 5° Congr. Naz. Contat. Med., S.I.O.PAC., con il lavoro: "Alterazioni chimico-fisiche delle lenti a contatto. Patologie conseguenti" e comunicazione dal titolo: "Valutazioni chimico-fisiche dei materiali gas- permeabili usati in contattologia". Palermo 1983, 6-10 Settembre



28. Comunicazione presentata al 14° Symposium Sardegna di Medicina e Chirurgia Collegium Biologicum Europea dal titolo: "Le alterazioni dell'epitelio corneale in seguito all'applicazione delle lenti a contatto". La Maddalena (Sassari) 1983, 7-9 Settembre



29. Comunicazione presentata al 39° Congr. Naz. Soc. Ital. Anat. Um. Norm. dal titolo: "Studi morfologici sulle cellule di sfaldamento dell'epitelio corneale presenti nelle lacrime". Trieste 1983, 19-21 Settembre



30. Comunicazione presentata al 2° Conv. Naz. Ergoftalmol. dal titolo: "Lo pterigio come malattia ergoftalmologica. Studio clinico-statistico sul personale ferroviario. Risultati preliminari". Sorrento 1984, 2-6 Maggio



31. Comunicazioni presentate al 3° Convegno Naz. Coll. Med. Ital. Trasporti dai titoli: "L'indice di perfusione papillare, parametro per la valutazione di un fattore di rischio nell'ipertensione oculare" e "Importanza dell'educazione al sistema di pulizia e disinfezione per lenti a contatto". Pugnochiuso di Vieste (Foggia) 1984, 10-14 Ottobre



32. Comunicazioni presentate al Colloquio Italo-Francese di Contat. Med. dai titoli: "Valutazione dell'interazione tra lenti a contatto e cornea con impiego di analisi morfometrica endoteliale" e "Influenza delle lenti a contatto sulla barriera iridea. Studio preliminare con tecnica fluorometrica". Sanremo 1984, 9-11 Novembre



33. Partecipazione al Corso Teorico-Pratico sull'impianto di Lenti Intraoculari: "Esiste il Cristallino Artificiale ideale? Ricerca di un modulo di Comportamento operativo per l'impianto". Roma 1984, 24-25 Novembre

34. Partecipazione al 64° Congr. S.O.I.. Roma 1984, 29 Novembre, 1 Dicembre



35. Relatore alle Giornate Geriatriche Nemorensi - Congr. Intern.: "Le arteriopatie senili - Problemi clinici e terapeutici" con il lavoro: "L'esame oftalmologico: sua utilità nella diagnosi precoce di Vasculopatie generalizzate". Nemi 1985, 17-18 Aprile



36. Partecipazione al Simposio: "Laser e Chirurgia nel glaucoma". Milano 1985, 10-11 Maggio



37. Comunicazione presentata al 15° Congr. Eur. Contat. Med., E.C.L.S.O., dal titolo: "Studio comparativo, al MES, della superficie di lenti a varia idrofilia". Aachen 1985, 30 May - 2 June



38. Partecipazione al Meeting: "Chirurgia refrattiva e Chirurgia combinata delle IOL". Roma 1985, 6-7 Settembre



39. Relatore al 7° Conv. Naz. Contat. Med., S.I.O.PAC., con il lavoro: "Protocolli in Contattologia: Idoneità del materiale" ed ha presentato le comunicazioni dal titolo: "Effetti sul polimero delle lenti in HEMA delle soluzioni rigeneranti. Studio al microscopio elettronico a scansione", "Valutazione pulente dell'azione dei sistemi enzimatici" e "Nuova metodica per valutare l'efficacia di disinfezione di un asettizzatore termico". Ferrara 1985, 24-26 Ottobre



40. Partecipazione al Convegno di Aggiornamento Clinico- Scientifico: "Il glaucoma, oggi". Milano 1985, 8-9 Novembre



41. Partecipazione all'8° Corso di Aggiornamento A.P.I.M.O.: "La cornea dalla opacità alla trasparenza. Patologia. Clinica. Terapia". Firenze 1986, 7-9 Marzo



42. Comunicazioni presentate al 6th Intern. Medical Contact Lens Symposium dal titolo: "Structural and Morphological Differences Between Hydrogel Lenses of Water Content 38%", "Correlation Between the Chemical and Physical Properties of Hydrogel Contact Lens Polymers on the Cornea" e "A Scanning Study of Bactericidal Effectiveness and Effects on the Polymer of a Long Cycle Heat Disinfecting Unit. Preliminary Result". Taormina - Giardini Naxos 1986, 30 Aprile, 1-2 Maggio



43. Comunicazione presentata al Glaucoma Society Meeting, in occasione del 25° International Congress of Ophthalmology dal titolo: "A provocative test for the diagnosis of low-tension glaucoma". Torino 1986, 11-14 Maggio



44. Comunicazione presentata all'European Congress on Biomaterials. The Tenth Anniversary of the Fouding of the ESB - dal titolo: "Correlation Between Chemical and Phisycal Properties of five (5) Higt Water Hydrogel Contact Lenses and Corneal Metabolism". Bologna (Istituto Rizzoli) 1986, 14-17 Settembre



45. Comunicazione presentata al 4° Convegno Naz. Coll. Med. Ital. Trasporti dal titolo: "Tono oculare e ritmi circadiani". Borca di Cadore (BL) 1986, 1-5 Ottobre



46. Partecipazione al 66° Congr. S.O.I.. Roma 1986, 22-23 Novembre



47. Relatore al Convegno sulle Alte Velocità con il lavoro: "Comportamento della funzionalità visiva alle alte velocità. Particolare riguardo al movimento su Ferrovia". Roma 1986, 16 Ottobre



48. Comunicazione presentata al 9° Congr. Naz. Ortodermia dal titolo: "Estetica e funzionalità visiva, binomio attuabile". Roma 1987, 14-15 Febbraio



49. Partecipazione alla 3ª Riunione A.I.S.G.. Rapallo 1987, 7- 8 Marzo



50. Relatore al Convegno: "Indicazioni e limiti delle nuove tecniche di indagine elettrofisiologica" con il lavoro: "Indicazioni, limiti e possibilità future dei potenziali visivi evocati". Roma 1987, 11 Aprile



51. Partecipazione al Convegno: "Correzione Chirurgica della miopia - Nuovi laser in Oftalmologia". Porto Cervo 1987, 19-21 Giugno



52. Comunicazione presentata al Convegno Naz. S.I.O.PAC., C.I.I.C.A., S.I.O.R. e Corso di Aggiornamento: "Problemi refrattivi e loro risoluzione in traumatologia oculare", dal titolo: "Assorbimento dei farmaci dopo chirurgia refrattiva" e lezione di aggiornamento dal titolo: "Nuovi materiali per contattologia". Marina di Ravenna 1987, 22-24 Ottobre



53. Partecipazione al 67° Congr. S.O.I.. Roma 1987, 26-29 Novembre



54. Partecipazione al 4th Intern. Congr.: “On Cataract and Refractive Microsurgery”. Firenze 1987, 3-5 Dicembre



55. Partecipazione al 10° Corso di Aggiornamento A.P.I.M.O.: "Il distacco di retina". Montecatini Terme 1988, 22-24 Aprile



56. Comunicazione presentata all'8° Intern. Symposium on morphological sciences dal titolo: "Autoregulation of microcirculation in the prelaminar area of the optic nerve. Proposal for a clinical screening system". Roma 1988, Luglio



57. Partecipazione al Convegno "Nd: YAG LASER". Berne (University Eye Clinic) 1988, 6-7 September



58. Presentazione Poster all'European Symposium on Contact Lenses, dal titolo: "Water content of hydrogel contact lenses. A study by 1H NMR relaxtion times". Berlin - West Germany 1988, 7-10 October



59. Partecipazione al 10° Congr. Naz. A.E.P.A.S. : "La scienza cosmetologica e la tecnica ortodermica applicata al servizio della medicina ufficiale per il benessere della collettività". Roma 1989, 12-13 Febbraio



60. Comunicazioni presentate al Congr. Naz. C.I.I.C.A., S.I.Co.M., S.I.O.R., "Correzione della Anisometropia" dai titoli: "Cheratotomia radiale: valutazione dello stato funzionale della cornea mediante RMN a bassa risoluzione" e "Studio della disidratazione di lenti a contatto idrogel mediante RMN a bassa risoluzione". Roma 1989, 10-12 Marzo



61. Comunicazione presentata alla 5ª Riunione A.I.S.G. dal titolo: "Il comportamento di alcuni parametri oculari e sistemici dopo il - test delle palpebre chiuse - ". Rapallo 1989, 18-19 Marzo



62. Partecipazione al 4° Simposio Intern. Microbiologia Clinica: "Problemi microbiologici chemioterapici e immunologici del paziente ad alto rischio". Monteporzio-Catone 1989, 30 Marzo - 1 Aprile



63. Partecipazione all'11° Corso di Aggiornamento A.P.I.M.O.: "I fondamenti della chirurgia oculare oggi". Montecatini- Terme 1989, 7-9 Aprile



64. Partecipazione al Congr.: "Attualità in tema di cataratta e glaucoma". Verona 1989, 22 Aprile



65. Relatore alla: "Giornata di Contattologia" con il lavoro: "Fisiologia della cornea e del film lacrimale". Roma 1989, 28 Aprile



66. Relatore al Congresso sulla: "Compensazione ottica e correzione chirurgica dell'astigmatismo" con il lavoro: "Assorbimento dei farmaci topici dopo cheratotomia". Bracciano (Roma) 1989, 19-20 Maggio



67. Partecipazione al Simposio Intern.: "Glaucoma - Concetti in evoluzione". Verona 1989, 27 Maggio



68. Partecipazione al Corso Amplimedical sulla "Perimetria Computerizzata Octopus". Roma 1989, 7 Giugno



69. Partecipazione alla 16a Riunione S.O.N.O.. Torino 1989, 16-17 Giugno



70. Comunicazione presentata al Congr.: "Biomaterials in Ophthalmology" -Ist Interdisciplinary Symposium- dal titolo: "High and low resolution NMR studies of hydrogel contact lenses". Bologna 1989, 1-4 Settembre



71. Partecipazione al 69° Congr. S.O.I.. Roma 1989, 12-15 Ottobre



72. Presentazione Poster all'European Symposium on Contact Lenses Bausch & Lomb, dal titolo: "A new approach to the study of contact lens: high resolution spectroscopy". Edinburgh-Scotland 1989, 13-16 October



73. Comunicazione presentata al 5th Intern. Congress of Cataract -Intern. Association for Cataract and Related Research (I.A.C.R.R.): "Pathogenetic and Therapeutic problems of cataract associated with ocular and systemic diseases" dal titolo: "Metabolic Evaluation in Experimental Cataract by 31P and H1 NMR Spectroscopy. Lens modification induced by Bendazac lysine". Roma 1989, 17-19 Novembre



74. Relatore al Convegno: "Le lenti oftalmiche" con il lavoro: "Trattamento delle superfici ottiche". Roma 1989, 1 Dicembre



75. Comunicazioni presentate al I Simposio su: "L'occhio e la luce", dai titoli: "Analisi spettrofotometrica (visibile ed UV) di lenti da occhiale" e "Farmaci e fotosensibilizzazione dei tessuti oculari". Roma 1989, 8-10 Dicembre



76. Partecipazione alla 6ª Riunione A.I.S.G.. Rapallo 1990, 3- 4 Marzo



77. Relatore al Convegno: "La correzione della miopia" con il lavoro: "Lenti colorate da occhiale e miopia". Roma 1990, 4 Maggio



78. Partecipazione al Simposio: "Glaucoma: Argomenti controversi. Clinica e Terapia dei glaucomi malformativi. Effetti farmacologici vascolari e glaucoma". Verona 1990, 5-6 Maggio



79. Partecipazione all'incontro: "Terapia del glaucoma - Conferme e nuove valutazioni". Roma 1990, 26 Maggio



80. Comunicazione presentata al 2° Congr. Naz. di Farmacologia Oculare dal titolo: "Valutazione del flusso coroideale pulsatile di base ed in condizioni di ipertono acuto indotto in soggetti affetti da Retinite Pigmentosa ed in terapia con un farmaco 1-litico (dapiprazolo 0,5%)" e presentazione poster dal titolo: "Pilocarpina gel Vs Pilocarpina collirio". Catania 1990, 12-14 Ottobre



81. Presentazione Posters al Congr. Naz. Risonanze Magnetiche, dal titolo: "Studio mediante spettroscopia RMN P31, H1, C13 del metabolismo del cristallino di coniglio nella cataratta da trattamento topico con desametasone"; "Studio mediante RMN di H1 e Na23 di idrogel" e "Aspetti costituzionali e conformazionali della bendalina mediante Risonanza Magnetica Nucleare". Pisa 1990, 22-24 Ottobre



82. Comunicazioni presentate al 6° Convegno Naz. Coll. Med. Ital. Trasporti dal titolo: "Modificazioni cromatiche da lenti colorate per occhiali - Loro idoneità per la guida dei mezzi di Trasporto", "Fattore luminoso di trasmissione di lenti colorate da occhiali ed influenza sulla guida dei mezzi di Trasporto", "Discromatopsie e guida dei mezzi di trasporto" e "Flusso ematico oculare - Parametro da valutare per l'idoneità alla guida dei mezzi di trasporto ad alta velocità". Assisi 1990, 7-9 Novembre



83. Relatore al Convegno su: "L'ipovisione" con il lavoro: "L'importanza dell'illuminazione nella correzione dell'ipovisione". Roma 1990, 23 Novembre



84. Partecipazione al 70° Congr.S.O.I... Roma 1990, 29 Novembre - 2 Dicembre



85. Comunicazioni presentate al Meeting di Studio sulla Retinite Pigmentosa dal titolo: "Tensione endooculare nella R.P. - Valutazioni epidemiologiche in 156 soggetti" e "Valutazione del fattore luminoso di trasmissione dei sistemi ingrandenti". Roma 1991, 2 Marzo



86. Comunicazione presentata alla 7ª Riunione A.I.S.G. dal titolo: "Studio mediante spettroscopia P31 ed H1 R.M.N. dell'effetto di farmaci antiglaucoma sul metabolismo del cristallino di coniglio". Rapallo 1991, 9-10 Marzo



87. Presentazione Poster al 7th Intern. Ophthalmological Symposium "Genova-Odessa"-Glaucoma: old problems new solutions - dal titolo: "Perimetric defects reversibility test in open angle glaucoma by means of short-term treatment with monosialogangliosyde GM1 (Sygen)". Genova 1991, 23-25 Maggio



88. Comunicazioni presentate al Convegno Naz. S.I.Co.M., S.I.O.R., C.I.I.C.A. e Corsi di Aggiornamento: "Correzione della miopia elevata"; dal titolo: "Processi di idratazione e disidratazione di lenti a contatto mediante RMN a bassa ed alta risoluzione" ed "Esperienze con lenti Softperm e Janus II". Como-Cernobbio 1991, 31 Maggio, 1-2 Giugno



89. Comunicazione presentata al Congr.: "Biomaterials in Ophthalmology" - IInd Interdisciplinary Symposium - dal titolo: "NMR study of the Dehydration Process in Crofilcon A Hydrogel Contact Lens". Firenze 1991, 4 Luglio



90. Partecipazione al 6th Intern. Congr.: “On Cataract and Refractive Surgery”. Firenze 1991, 5-7 Luglio



91. Conferenza tenuta al Centro Cinecittàdue dal titolo: La protezione degli occhi dalle radiazioni solari e da quelle dei videoterminali (computers). Roma 1991, 16 Novembre



92. Partecipazione al 71° Congr. S.O.I.. Roma 1991, 5-8 Dicembre



93. Comunicazioni presentate alla 8ª Riunione A.I.S.G. dai titoli: "Laser sclerotomia a contatto mediante Olmio- YAG laser pulsato per procedura di filtrazione nel glaucoma. Nostri risultati"; "Cinetica dell'umor acqueo valutata con il test dell'ipobarismo orbitario dopo somministrazione di un inibitore dell'Anidrasi Carbonica (Diclorfenamide)" e poster "Effetti dell'iridoclasia con Nd-YAG laser e dell'Argon laser trabeculoplastica nella profilassi dell'ipertono da "Test delle palpebre chiuse". Rapallo 1992, 14-15 Marzo



94. Partecipazione al Convegno "Attualità nella terapia del glaucoma". Roma (Accademia Lancisiana) 1992, 28 Aprile



95. Partecipazione al Simposio Internazionale: "La Sindrome della Pseudoesfoliazione - Il Glaucoma e la Cataratta ad essa collegata. 17a Riunione S.O.N.O., Genova 1992, 12-14 Giugno



96. Organizzatore scientifico e relatore al Convegno: "Lenti a contatto monouso" con il lavoro: "Importanza della valutazione dello stato di idratazione di lenti a contatto in idrogel sulla qualità delle immagini visive". Roma 1992, 17 Luglio



97. Presentazione Poster all’11a Conferenza dell'International Society of Magnetic Resonance (I.S.M.A.R.) dal titolo: "P-31, H-1 and C-13 NMR Studies on the rabbit cataract induced by topical treatment with dexamethasone". Vancouver, B. C., Canada 1992, 19-24 July



98. Presentazione Poster al 26° Congr. Naz. Soc. Ital. Farmacol. dal titolo: "Characteristic biochemical alterations induced in rabbit lens by topical short- term administration of dexamethasone". Napoli Castel dell'Ovo 1992, 29 Settembre - 3 Ottobre



99. Relatore al 6th European Refractive Surgery Meeting, Congr. Naz. S.I.Co.M., S.I.O.R., C.I.I.C.A., con il lavoro: "Fenomeni di superficie in portatori di lenti a contatto idrogel. Potenziali fattori etiologici di processi infettivi". Siena 1992, 1-3 Ottobre



100. Comunicazioni presentate al 3° Congr. Naz. di Farmacologia Oculare dal titolo: "Effetti metabolici nel cristallino e nei fluidi intraoculari ed effetti sistemici della somministrazione topica di corticosteroidi nel coniglio: correlazione con la formazione della cataratta" e "Ruolo di sostanze antiossidanti; vitamine A, E, C, sull'ipertono da 'Test delle palpebre chiuse'". Venezia 1992, 16-18 Ottobre



101. Relatore al corso: "La prescrizione degli occhiali. Nuove lenti e nuovi materiali" con il lavoro: "Lenti fotocromatiche". Roma 1992, 31 Ottobre



102. Relatore al Convegno: "Lenti a contatto a ricambio frequente (monouso)" con il lavoro: "Lac, caratteristiche e materiali". Torino 1992, 6 Novembre



103. Comunicazioni presentate al 72° Congr. S.O.I. dal titolo: "Corticoidi e cataratta - Studio mediante RMN di H-1, C-13 e P-31", "Ruolo del processo di disidratazione di lenti a contatto monouso e qualità della visione. Studio mediante risonanza magnetica nucleare" e “Iridotomia periferica con laser ND:YLF (1013nm): nostra esperienza”. Genova 1992, 19-22 Novembre



104. Comunicazione presentata al 9° Congr. S.I.L.O. dal titolo: "Vantaggi e limiti della sclerotomia -ab esterno- mediante Ho YAG laser pulsato nel glaucoma primario ad angolo aperto - Nostra esperienza". Cortina d'Ampezzo 1993, 28-30 Gennaio



105. Comunicazione presentata al 4° Congr. S.I.O.O. dal titolo: "Trattamento fotocoagulativo con Argon Laser della cisti del lobo palpebrale della ghiandola lacrimale (dacriops): nostra esperienza". L'Aquila 1993, 5-6 Marzo



106. Comunicazione presentata alla 9ª Riunione A.I.S.G. dal titolo: "Dapiprazolo vs Indometacina nell'ipertono acuto da Argon Laser Trabeculoplastica". Rapallo 1993, 13-14 Marzo



107. Relatore al Convegno: "Il concetto di monouso nella correzione delle ametropie con lenti a contatto" con il lavoro:"Un aspetto biofisico dei polimeri idrofili: il processo di disidratazione". Palermo 1993, 19 Marzo



108. Relatore al Convegno: "Il concetto di monouso nella correzione delle ametropie con lenti a contatto" con il lavoro: "Caratteristiche biofisiche dei polimeri in contattologia con particolare riguardo alle lenti a contatto monouso". Bergamo 1993, 25 Giugno



109. Relatore al Corso di Aggiornamento in Contattologia con il lavoro: "I materiali in contattologia ed il ruolo del processo di disidratazione delle lenti a contatto in hydrogel". Padova 1993, 2-3 Luglio



110. Relatore al Convegno: "Il concetto di monouso nella correzione delle ametropie con lenti a contatto" con il lavoro: "Caratteristiche biofisiche dei polimeri in contattologia con particolare riguardo alle lenti a contatto monouso". Bologna 1993, 9 Luglio



111. Relatore al Convegno: "Lenti a contatto a ricambio frequente" con il lavoro: "Cinetica di disidratazione di lenti a contatto monouso". L'Aquila 1993, 17 Luglio



112. Relatore al Convegno A.I.O.: “Il concetto di monouso: bilancio di cinque anni” con il lavoro: “Uso prolungato e giornaliero delle lenti monouso”. Firenze 1993, 3 Ottobre



113. Relatore al 2° Simposio dell’Associazione Nazionale per la Farmacovigilanza con il lavoro: “Farmacovigilanza in Oculistica”. Roma 1993, 7-8 Ottobre



114. Comunicazione al Congresso Nazionale della S.I.Co.M. con il lavoro: “Lenti a contatto a ricambio frequente in soluione di lacrime artificiali. Effetto sui parametri dinamici RMN”. Milano 1993, 29 Ottobre



115. Relatore al 5° Convegno A.C.I.-A.N.F.I.A.-AGIP “L’uomo e l’automobile”, l’A.C.I. per la mobilità, con il lavoro: “Visiere colorate per motoveicoli e riconoscimento dei segnali luminosi stradali”. Amalfi 1993, 4-5 Novembre



116. Partecipazione al 73° Congr. S.O.I.. Roma 1993, 18-21 Novembre



117. Comunicazione presentata alla Riunione Monotematica Nazionale - Farmacologia Oculare - della S.I.F. dal titolo: “Alterazioni metaboliche, oculari e sistemiche, provocate dalla somministrazione topica di desametasone”. Roma 1993, 30 Novembre



118. Partecipazione al Corso di Aggiornamento: “AIDS e Patologia oculare”. Roma 1993, 10 Dicembre



119. Partecipazione alla 1a Giornata Nazionale sulla Retinite Pigmentosa. Roma 1993, 11 Dicembre



120. Partecipazione al 48° Congr. S.O.L.. Milano 1993, 17-19 Dicembre



121. Relatore al Corso: “La prescrizione degli occhiali. Nuove lenti e nuovi materiali” con i lavori: “Lenti fotocromatiche” e “Normative per filtri solari”. Roma 1994, 5 Marzo



122. Poster presentato alla 10a Riunione A.I.S.G. dal titolo: “Valutazione tonografica dell’efficacia della somministrazione in associazione di tre -bloccanti non selettivi”. Rapallo 1994, 25-26 Marzo



123. Relatore al Simposio Internazionale di Contattologia “Le nuove frontiere della Contattologia” con il lavoro: “Lente a contatto a scopo terapeutico”. Sorrento 1994, 24-25 Aprile



124. Partecipazione al 1° Meeting della Società di Oftalmologia del Centro Italia “Le occlusioni vascolari retiniche”. Roma 1994, 13 Maggio



125. Relatore al Seminario di aggiornamento sulla Contattologia Monouso con il lavoro: “Processi di disidratazione di lente a contatto idrogel mediante RMN a bassa risoluzione”. Milano 1994, 14 Maggio



126. Relatore al 6° Convegno A.C.I. - A.N.F.I.A. - AGIP L’uomo e l’automobile, L’A.C.I. per l’utente, con il lavoro: “Abbagliamento e adattamento nella guida diurna di autoveicoli”. Paestum 1994, 26-27 Maggio



127. Relatore al Convegno “Lenti a contatto monouso: bilancio di quattro anni” con il lavoro: “Processi di disidratazione mediante RMN”. Livorno 1994, 9 Giugno



128. Comunicazione presentata al 27° Congr. Naz. Soc. Ital. Farmacol. (S.I.F.) dal titolo: “The administration in association of topical beta-blockers reduces intraocular pressure and increases tonographic outflow more effectively than the administration of the single drugs”. Torino 1994, 25-29 Settembre



129. Partecipazione come componente del Comitato di Orientamento per la Difesa della Vista alla 50a Conferenza di Stresa (A.C.I.-A.C.M.): “I trasporti Italiani tra passato e futuro”. Stresa 1994, 5-7 Ottobre



130. Organizzatore al Congr. Naz. S.I.Co.M.: “Il ruolo dell’Oftalmologo nella gestione delle lenti a contatto a ricambio frequente” e relatore con il lavoro: “Lenti a contatto a ricambio frequente. Uso giornaliero o prolungato”. Roma 1994, 22-23 Ottobre



131. Relatore alla Giornata di Studio su: “Occhiali, lenti a contatto, ausili per ipovedenti: Quale futuro?”, con il lavoro: “Meccanismi extracristallini nella correzione della presbiopia”. Bologna 1994, 29 Ottobre



132. Partecipazione al 74° Congr. S.O.I.. Roma 1994, 17-20 Novembre



133. Partecipazione al Corso: “L’astigmatismo dopo cheratoplastica”. Roma 1994, 10 Dicembre



134. Partecipazione al Convegno: “Il consenso informato”. Roma 1994, 12 Dicembre



135. Partecipazione al 49° Congr. S.O.L.. Milano 1994, 16-18 Dicembre



136. Comunicazione presentata all’11a Riunione A.I.S.G. dal titolo: “Effetto ipotonizzante del 5-FU”. Rapallo 1995, 24-25 Marzo



137. Partecipazione al Corso Teorico-Pratico su: “Incisioni e Suture in Oculistica”. Rovigo 1995, 21-22 Aprile



138. Relatore al 7° Convegno A.C.I.-A.N.F.I.A.-AGIP L’Uomo e l’automobile, La circolazione nelle aree urbane, con il lavoro: “Input visivi e sicurezza nella guida automobilistica”. Amalfi 1995, 18-19 maggio



139. Partecipazione al 5° Simposio Internazionale della Presbiopia. Opio (France) 1995, 5-9 Juin



140. Comunicazione presentata al 5° Convegno Internazionale di Optometria e Oftalmologia con il lavoro: “Lenti a contatto colorate. Studio sulle modalità di pigmentazione”. Roma 1995, 17-18 Giugno



141. Comunicazione presentata al 10th Congress European Society of Ophthalmology, S.O.E., dal titolo: “The use of 5-Fluorouracil (5-FU) in ab externo Holmium laser sclerostomy”. Milano 1995, 25-29 June





142. Partecipazione all’Incontro Oftalmologico: “Il glaucoma secondario”. Roma 1995, 7 Luglio



143. Partecipazione al Convegno: “Gestione del Glaucoma - Nuove prospettive”. Roma 1995, 16 Settembre



144. Relatore all’International Symposium “Current Concepts on myopia. Basics, Clinical Research and Surgery” con il lavoro: “Filtering lenses in myopia”. Roma 1995, 21-24 Settembre



145. Relatore al 4° Congr. “Contattologia Applicata. Aspetti refrattivi, patologici e chirurgici” con il lavoro: “Nuove lenti a contatto terapeutiche negli interventi filtranti”. Oliena (Nuoro) 1995, 24 Settembre



146. Partecipazione al 3° Convegno G.I.B. (Gruppo Interdivisionale Biomateriali). Bari 1995, 2-4 Ottobre



147. Relatore alla 51a Conferenza del Traffico e della Circolazione “Mobilità anni novanta: I trasporti italiani tra priorità sociali e priorità economiche” con il lavoro: “L’analisi della funzione visiva e l’idoneità alla guida di autoveicoli”. Stresa 1995, 4-5 Ottobre



148. Relatore al Simposio Internazionale: “L’ipermetropia, clinica-ortottica-ottica-chirurgia-laser” con il lavoro: “Occhiali bi-multifocali, l’aniseiconia e l’effetto prismatico”. Roma 1995, 6-7 Ottobre



149. Partecipazione al 50° Congr. S.O.L.. Milano 1995, 1-2 Dicembre



150. Poster presentato al 75° Congr. S.O.I. dal titolo: “Impiego dell’UBM nello studio della sclerostomia da trattamento con Ho-YAG laser”. Roma 1995, 7-10 Dicembre



151. Partecipazione all’International Congress “Glaucoma decision Making in therapy”. Roma 1996, 2-4 February



152. Comunicazione presentata al 1° Congr. Naz. S.OPT.I dal titolo: “Trattamento ortocheratologico in soggetti sottoposti ad intervento di chirurgia refrattiva. Studio preliminare”. Roma 1996, 25-26 Febbraio



153. Relatore al 2° Convegno Nazionale su: “Occhiali, lenti a contatto, ausili per ipovedenti (Chirurgia Refrattiva), con il lavoro: “Vantaggi e complicanze dell’uso delle lenti corneali a ricambio frequente”. Bologna 1996, 20 Aprile



154. Relatore al 7° Convegno A.C.I. - A.N.F.I.A. - AGIP L’uomo e l’automobile, Il veicolo nel rispetto della sicurezza e dell’ambiente, con il lavoro: “Studio della sensibilità al contrasto. I screening effettuato presso l’A.C.I. di Mantova”. Vietri sul mare 1996, 30 Maggio - 1 Giugno



155. Partecipazione al Corso Teorico-Pratico di Chirurgia Incisionale e Fotoablativa. Rovigo 1996, 5-6 Luglio



156. Partecipazione al 4° Incontro di Oftalmologia -Alto Tirreno- “La diagnosi e la gestione della malattia glaucomatosa”. Cittadella del Capo 1996, 12 Luglio



157. Partecipazione al 4° Incontro di Oftalmologia -Alto Tirreno- Simposio Internazionale “Il glaucoma”. Cittadella del Capo 1996, 13 Luglio



158. Poster presentato al 4° Convegno Naz. di Chimica dei Sistemi e dei Processi Biologici dal titolo: “Studio dell’interazione Bendalina-Albumina mediante spettroscopia RMN”. Siena 1996, 24-26 Settembre



159. Relatore al Forum CPDV -Sicurezza della vista in vista della sicurezza- con il lavoro: “Il ruolo della funzione visiva nella sicurezza del traffico”. Stresa 1996, 2 Ottobre



160. Partecipazione alla 3a Giornata Internazionale di Chirurgia Vitreo-Retinica. Monza 1996, 4 Ottobre



161. Relatore al 12° Congr. Naz. Società Italiana di Ergoftalmologia e Traumatologia Oculare (S.I.E.T.O.), alla tavola rotonda “Onde elettromagnetiche ed occhio”, Monza 1996, 5 Ottobre



162. Moderatore al Congr. Naz. S.I.Co.M. alla tavola rotonda: “Lenti a contatto nel bambino” Saint Vincent 1996, 18-19 Ottobre



163. Relatore al Convegno “Lenti a contatto- Indicazioni e follow-up” con il lavoro: “Lenti terapeutiche”. Trieste 1996, 16 Novembre



164. Partecipazione al 76° Cong. S.O.I., Roma 1996, 21-23 Novembre



165. Moderatore al Corso Nazionale di aggiornamento: “Ruolo dell’inibitore dell’anidrasi carbonica topico nella gestione della malattia glaucomatosa”. Torgiano (PG) 1997, 25 Gennaio



166. Partecipazione alla 4a Sessione del Master in “Tecniche chirurgiche invasive e non in Oculistica”. Roma 1997, 6 Febbraio



167. Partecipazione al Meeting “Chirurgia della cataratta in età pediatrica”. Roma 1997, 7-8 Febbraio



168. Relatore al Simposio di Contattologia Medica con il lavoro: “Lenti terapeutiche”. Milano 1997, 8 Marzo



169. Relatore al 19° Congresso Nazionale A.P.I.M.O.: “ Aggiornamento e qualità. Per una oftalmologia d’avanguardia” ai Corsi di aggiornamento con i lavori: “Pronto soccorso ambulatoriale: il glaucoma ad angolo chiuso primario acuto” e “Pronto soccorso ambulatoriale: le uveiti”. Rimini 1997, 10-12 Aprile



170. Partecipazione al Corso Teorico di aggiornamento Teorico-Pratico: “Le fibre nervose retiniche e la papilla ottica nel glaucoma”. Roma 1997, 19 Aprile



171. Partecipazione al 7° Corso di aggiornamento Clinico-Scientifico della S.O.I.: “I fondamenti della terapia farmacologica del glaucoma”. Roma 1997, 20 Aprile



172. Relatore al 9° Convegno Commissione Tecnica A.C.I. - L’uomo e l’automobile, la tutela dell’ambiente e la sicurezza della circolazione: costi e benefici-coerenza dei provvedimenti, con il lavoro: “La funzione visiva a basse luminanze: sua importanza nella guida automobilistica”. Paestum 1997, 29-30 Maggio



173. Relatore al Convegno: La prescrizione degli occhiali: Presbiopia- Maculopatie, con il lavoro: “Anatomia e Fisiologia della presbiopia”. Roma 1997, 31 Maggio



174. Relatore al Convegno Nazionale Lavoro e Visione. Metodologie d’intervento e contesto normativo, con il lavoro: “Approccio per una ricerca sullo stato funzionale visivo dell’automobilista italiano”. Gardone Riviera (BS) 1997, 21 Giugno



175. Docente al Master in “Tecniche chirurgiche invasive e non invasive in oculistica” con la lezione: “Il glaucoma ad angolo chiuso primario acuto”. Roma 1997, 11 Luglio



176. Partecipazione al Corso di aggiornamento: “Il Glaucoma: diagnosi e terapia” sul tema:“Glaucoma, tecniche diagnostiche avanzate”. Milano 1997, 12 Settembre



177. Relatore al Corso di aggiornamento sul glaucoma con la relazione: “Patogenesi e Diagnosi (Studio della papilla)”. Formia 1997, 13 Settembre



178. Relatore al Congr. Naz. S.I.Co.M. con il lavoro: “Epitelio corneale e lenti a contatto”. Padova 1997, 10 Ottobre



179. Partecipazione al Simposio Internazionale: “Il Glaucoma”. Udine 1997, 11 Ottobre



180. Relatore al Corso Teorico-Pratico in contattologia con il lavoro: “Lenti a contatto a ricambio frequente”. Bologna 1997, 8 Novembre



181. Partecipazione al 77° Cong. S.O.I. Roma 1997, 20-22 Novembre



182. Relatore al Forum di Contattologia con i lavori: “Determinazione mediante RMN dell’autodiffusione dell’acqua in materiali per lenti a contatto in idrogel” e “Lenti a contatto morbide colorate”. Bologna 1998, 8-9 Febbraio



183. Relatore al Convegno: “Lungovivenza-Non sempre un destino genetico” con il lavoro: “L’organo della vista ed i suoi indebolimenti nel senescente in movimento con mezzo a motore un rischio (unico?) per il lungovivente. Nocera Inferiore 1998, 2 Marzo



184. Comunicazione alla 13a Riunione A.I.S.G. con il lavoro: “Ipertensione oculare acuta indotta. Modalità di degenerazione delle cellule retinche”. Rapallo 1998, 13-14 Marzo



185. Partecipazione alla Lettura Magistrale “Semeiotica e diagnosi del glaucoma”. Roma 1998, 8 Aprile



186. Partecipazione al Corso di Aggiornamento in Oftalmologia: “La terapia medica del glaucoma”. Roma 1998, 18 Aprile



187. Partecipazione al Corso Teorico-Pratico in semeiologia della papilla ottica: recenti acquisizioni cliniche e strumentali. Roma 1998, 27 Aprile



188. Partecipazione al Corso di Aggiornamento: “La Neurite Ottica”. Roma 1998, 7 Maggio



189. Partecipazione alla Lettera Magistrale: “Fisiofarmacologia della pressione endoculare”. Roma 1998, 21 Maggio



190. Partecipazione al Corso Teorico-Pratico di: “Perimetria Automatica Computerizzata (P.A.C.): principi di base ed applicazioni cliniche”. Roma 1998, 25 Maggio



191. Partecipazione alla Conferenza: “Colture di cheratinociti umani: applicazioni biotecnologiche e prospettive terapeutiche”. Roma 1998, 28 Maggio



192. Comunicazione al 1° Incontro Nazionale della Sezione di Farmacologia Clinica con il lavoro: “Valutazione dell’effetto dei farmaci antiglaucomatosi nell’ipertensione oculare indotta da prolungata chiusura palpebrale”. Maratea (Pz) 1998, 29-31 Maggio



193. Relatore al 9° Convegno Commissione Tecnica A.C.I.-L’uomo e l’automobile, attualità e prospettive per il 2000, con il lavoro “Nebbia e perdita di efficienza visiva nella guida automobilistica: attuale e possibile prevenzione sul conducente”. Vietri sul mare 1998, 11-13 Giugno



194. Comunicazione presentata all’8th World Conference on Trasport Research: “A probabilistic model to evaluate the risk exposure of drivers affected by a visual function reduction”. Antwerp (Belgium) 1998, 12-17 July



195. Poster presentato al 1° Incontro Larigiano di Bioetica: L’anziano alle soglie del nuovo millennio. Quali prospettive ma soprattutto quali garanzie per una salute globale? dal titolo: “Lo stato anatomo-funzionale nell’anziano come fattore di rischio per la malattia glaucomatosa”. Lari 1998, 19 Settembre



196. Partecipazione al Corso di Aggiornamento: “Flusso ematico oculare nel glaucoma”. Formia 1998, 19 Settembre



197. Partecipazione all’Incontro di Aggiornamento: “Latanoprost”; un nuovo orientamento terapeutico del glaucoma cronico semplice”. Roma 1998, 15 Ottobre



198. Relatore al Convegno Nazionale Automobil Club Novara: “Mobilità e nebbia” con il lavoro: “Nebbia e perdita di efficienza visiva”. Novara 1998, 13 Novembre



199. Partecipazione al 78° Congr. S.O.I.. Roma 1998, 19-21 Novembre



200. Relatore al Convegno Opto-Roma con il lavoro: “Funzioni visive nella guida automobilistica”. Roma 1998, 22 Novembre



201. Relatore al Congr. Naz. S.I.Co.M. con il lavoro: “Effetti di soluzioni di acido ialuronico su idrogels per lenti a contatto”. Milano 1998, 11 Dicembre



202. Partecipazione al Corso di Ipovisione della durata di 16 ore organizzato dalla FATIF. Roma 1999, 24-25 Gennai



203. Relatore al 3° Conv. Naz. S.Opt.I con il lavoro: “Equilibrio dinamico tra epitelio e stroma nella fisiopatologia corneale”. Roma 1999, 7-8 Febbraio



204. Relatore al Forum d’Ipovisione e Contattologia con il lavoro: “La Presbiopia”. Bologna 1999, 28 Febbraio-1 Marzo



205. Comunicazione alla 14a Riunione A.I.S.G. con il lavoro: “Induzione di degenerazione apoptotica in cellule retiniche da ipertensione oculare acuta e neuroprotezione da troxolo”. Rapallo 1999, 12-13 Marzo



206. Partecipazione al 21° Congresso Nazionale A.P.I.M.O: “Attualità terapeutica e legislativa in Oftalmologia – Dalle infezioni oculari alla incompatibilità”. Montecatini Terme 1999, 22-24 Aprile



207. Comunicazioni presentate al 32° Congresso Panellenico dal titolo: 1) “Degenerated events in the cells of the anterior chamber caused by experimentally produced acute glaucoma in rats”; 2) “Neuroprotective effect of troxol (water-soluble product of vitamine E) in degenerated retinal cells after experimentally produced acute glaucoma in rats”; 3) “The protective role of troxol in the choroidal cells of the against degeneration caused by experimental acute rise in the intraocular pressure”; 4) “Choroidal cells degeneration after experimentally produced glaucoma in rats”; 5) “Degenerated events-necrosis and apoptosis of the detached retina caused experimentally in the rats”. Rodi 1999, 26-30 Maggio



208. Comunicazione presentata al 9° Convegno Commissione Tecnica ACI “L’uomo e l’automobile”, “Il futuro della mobilità: in viaggio in sicurezza verso l’ambiente” dal titolo: “Analisi della sensibilità al contrasto a duplicazione di frequenza (Dinamica) in soggetti in possesso di patente di guida automobilistica” Vietri sul Mare 1999, 2-4 Giugno



209. Poster presentato al 33° Convegno S.O.M. dal titolo: “INF (2b versus Ciclosporina su colture di fibroblasti – I fase di studio per il trattamento post trabeculectomia”. Giulianova Lido (Te) 1999, 4-5 Giugno



210. Relatore al Congresso di Farmacologia Oculare 1999 “Il rilancio della ricerca farmacologica in Oftalmologia alle soglie del terzo millennio” con il lavoro: “Trattamento antiossidante nella neuroprotezione retinica”. Belgirate (Lago Maggiore) 1999, 18-20 Giugno



211. Comunicazioni presentate al Congresso di Farmacologia Oculare 1999 “Il rilancio della ricerca farmacologica in Oftalmologia alle soglie del terzo millennio” dal titolo: 1) “Trattamento perioperatorio delle trabeculectomie. Un approccio farmacologico su fibroblasti in coltura”; 2) “Modulazione del sistema neuroautonomico cardiovascolare da instillazione di timololo”; 3) “Valutazione degli effetti della naropina vs lidocaina mediante induzione di apoptosi in colture di fibroblasti murini”. Belgirate (Lago Maggiore) 1999, 18-20 Giugno



212. Relatore al Forum di Contattologia Medica con il lavoro: “Caratterizzazione degli idrogel utilizzati in contattologia”. Lecce 1999, 10 Luglio



213. Comunicazione presentata al 15° Congress of the International Federation of Associations of Anatomists and 4th International Malpighi Symposium, dal titolo: “Morphological of human retinas affected by vascular diseases”. Rome 1999, 11-16 September



214. Relatore al Convegno: “Clinica delle retinopatie”, con il lavoro: “Terapia con antiossidanti nel controllo dell’apoptosi”. Roma 1999, 24 Settembre



215. Poster presentato al 53° Congresso Nazionale della Società Italiana di Anatomia dal titolo: “Age-related changes of retina and optic pathways”. Milano 1999, 26-29 Settembre



216. Relatore al Corso di: “Riabilitazione dell’Ipovedente”, con il lavoro: “Terapia antiossidante”. Roma 1999,

15-16 Ottobre



217. Partecipazione al Pan European Glaucome (2 Symposium). Roma 1999, 26 Ottobre



218. Relatore al Convegno Nazionale di Contattologia Medica con i lavori: “La Presbiopia” e “Interazione chimico-fisiche tra lacrime artificiali e lenti a contatto in idrogel”. Bologna 1999, 6 Novembre



219. Partecipazione al Corso di Perimetria. Roma 1999, 10 Novembre



220. Relatore al Satellite Symposium “Eye arteries as a mirror of hypertensive vascular damage” del 4th Congress on Hypertension in the Elderly, con il lavoro: “Farmaci antiipertensivi sistemici ed effetto modulante sulla pressione oculare”. Roma 1999, 25 Novembre



221. Relatore alla Tavola Rotonda tenuta al Congresso Nazionale S.O.I. 1999 : “Sussidi ottici nella riabilitazione visiva. Sistemi alternativi”, con il lavoro: “Riabilitazione visiva”. Roma 1999, 25 Novembre



222. Relatore al Simposio tenuto al Congresso Nazionale S.O.I. 1999 : “Occhio e senescenza”, con il lavoro: “Nuovi concetti in tema di accomodazione e presbiopia”. Roma 1999, 26 Novembre



223. Partecipazione al Simposio tenuto al Congresso Nazionale S.O.I. 1999 “Contattologia Medica Oggi”. Roma 1999, 26 Novembre



224. Partecipazione alla 9a Giornata di Studi Oftalmologici: “Il Glaucoma. Attività Semeiologiche e Terapeutiche”. Roma 1999, 2 Dicembre



225. Relatore al 1° Congresso Nazionale: “Ipovisione: Attualità e prospettive alle soglie del III millennio”, con il lavoro: “Trattamento medico delle maculopatie degenerative” e moderatore della tavola rotona: “La riabilitazione visiva del paziente ipovedente”. Bologna 2000, 16-17 Gennaio



226.Relatore al 3° Convegno Internazionale per il traffico e la circolazione in montagna nel rispetto dell’ambiente con il lavoro: “La razionalizzazione degli impianti di segnalazione stradale quale fattore di sicurezza con riferimento alla visibilità in montagna”. Trento 2000, 21 Febbraio



227. Partecipazione, presso L’Accademia Medica di Roma, alla Conferenza sul tema: “Le lesioni del midollo spinale: recenti progressi nella ricerca e nel trattamento delle para e tetraplegie. Roma 2000, 9 Marzo



228.Comunicazione alla 15a Riunione AISG con il lavoro: “Alterazioni indotte da ipertensione oculare sperimentale a livello cromatinico nelle cellule di sostegno del nervo ottico di ratto”. Rapallo 2000, 24-25 Marzo



229. Relatore al 22° Congresso Nazionale A.P.I.M.O. 2000: “Il progresso tecnologico e le malattie del polo posteriore oculare dalla Semeiotica alla Terapia” nella sessione: “Ipovisione” con il lavoro: “La carta dei diritti del paziente ipovedente”. Firenze 2000, 13-15 Aprile



230. Partecipazione, presso L’Accademia Medica di Roma, alla Conferenza tenuta dal Prof. M.G. Bucci sul tema: “Il glaucoma: realtà e prospettive”. Roma 2000, 20 Aprile



231. Partecipazione al Corso di Aggiornamento Professionale A.P.I.M.O- “IPOVISIONE”. Roma 2000, 31 Maggio



232. Comunicazione presentata al 12° Convegno Commissione Tecnica ACI: “La mobilità in ambiente urbano nel quadro di uno sviluppo sostenibile”, dal titolo: “Guida automobilistica in sicurezza in condizioni di nebbia” Paestum 2000, 22-24 Giugno



233.Relatore al Congresso: “La persona umana nella terza età”, con il lavoro: “La maculopatia rigenerativa legata all’età”. Orvieto 2000, 6-8 Settembre



234.Partecipazione all’Incontro Mondiale dei Docenti Universitari, svoltosi nell’ambito del Giubileo delle Università ed organizzato dall’Associazione tra i Docenti Universitari per il Grande Giubileo. Roma 2000, 9-10 Settembre



235. Relatore al II Corso di Ipovisione: “Riabilitazione visiva delle maculopatie”, con il lavoro: “Trattamento ottico dell’ipovisione periferica”. Roma 2000, 15-16 Settembre



236. Comunicazione al Workshop del Gruppo Italiano di Studio sul laser doppler: “Applicazioni cliniche del laser doppler”, con il lavoro: “Alterazioni microcircolatorie cutanee in pazienti con neuropatia ottica glaucomatosa. Studio con Laser Doppler”. Roma 2000, 15-16 Settembre



237- Poster presentato all’American College of Nutrition dal titolo: “Impaired insulin sensitivity in subjects with macular degeneration of different degree”. 2000, October



238- Poster presentato al 17th International Diabetes Federation Congress dal titolo: “Are Drusen Markers of Impaired Glucose Tollerance?” Mexico City 2000, 4-10 November



239- Relatore al Congresso Nazionale della Società Italiana di Contattologia Medica (S.I.Co.M) con i lavori: “Caratterizzazione dei materiali per lenti a contatto ad uso prolungato”, “ Lenti a contatto morbide colorate. Studio sulle modalità di pigmentazione” e “ Lenti a geometria inversa nella modulazione della chirurgia refrattiva”. Perugia 2000, 10-11 Novembre



240- Relatore all’80° Congresso Nazionale S.O.I., sessione 12, “Novità in tema di contattologia medica” con il lavoro: “Lenti a contatto ad uso continuo” ed alla sessione 84 (Corso), con qualità di Istruttore con il lavoro: “Geometrie e materiali innovativi per lenti a contatto”. Napoli,2000, 22-25 Novembre.

Ha acquisito 27 Crediti Formativi



241- Relatore alla X Giornata di Studi Oftalmologici: “ Attualità sul segmento anteriore e posteriore dell’occhio”, con il lavoro: “Neuroprotezione e Glaucoma”. Roma 2000, 12 Dicembre



242- Partecipazione al Congresso “Prevenzione e terapia delle maculopatie”. Roma 2000, 15-16 Dicembre



243- Partecipazione al Corso di Aggiornamento “Le uveiti postoperatorie”. Roma 2001, 19 Gennaio



244- Moderatore alla Tavola Rotonda “Il presente ed il futuro dell’ottica oftalmica” al V Congresso Annuale Interdisciplinare “La correzione dei difetti visivi: occhiali, lenti a contatto o chirurgia refrattiva? L’opzione interdisciplinare”. Bologna, 2001, 11-12 Febbraio



245- Organizzatore e Relatore al II Congresso Nazionale “Low Vision Academy”- Italy “L’ipovisione nel glaucoma- cause e riabilitazione” con il lavoro: “L’otticopatia glaucomatosa”. Roma 2001, 24-25 Febbraio



246- Comunicazione al 3rd International Glaucoma Symposium-I.G.S. con il lavoro: “An “in vitro model” for post-trabeculectomy: evaluation of drugs differently controlling cell proliferation”. Prague, Czech Republic, 2001, 21-25 March



247- Partecipazione alla Riunione su “Terapia fotodinamica - UPDATE 2001”. Roma 2001, 29 marzo



248- Relatore al Congresso Nazionale Primavera 2001 “La Presbiopia” Società Oftalmologica Italiana-APIMO al Corso “Nuove realtà in contattologia: correzione della presbiopia, impiego permanente delle lenti a contatto” con il lavoro: “Le modifiche del film lacrimale con lenti a contatto ad uso prolungato” ed al Convegno Nazionale della Low Vision Academy- G.I.S.I. “Ipovisione: Diagnosi, Terapia e Riabilitazione” con il lavoro: “La scelta dell’illuminamento nel soggetto ipovedente”; presentazione del libro “Guida automobilistica ed efficienza visiva”. Firenze 2001, 5-7 Aprile

Ha acquisito 10 crediti formativi



249- Relatore al SOPTI Update: “Argomenti di ottica oftalmica” con il lavoro: “Lenti fotocromatiche”. Roma 2001, 14 Maggio



250- Relatore al 3° Corso di Ipovisione “Riabilitazione visiva delle maculopatie” con il lavoro: “Correzione delle emianopsie con lenti prismatiche”. Roma 2001, 18-19 Maggio



251- Relatore al Convegno: “La soluzione moderna per il recupero sociale dell’ipovedente” con il lavoro “Le radiazioni luminose sull’occhio umano quali cause di ipovisione”. Roma 2001, 20 Settembre



252- Direttore e Relatore al Congresso Nazionale della Società Italiana di Contattologia Medica (S.I.Co.M) con i lavori: “Alterazione dell’omeostasi della superficie oculare indotta dall’uso continuo delle lenti a contatto” e “Lenti a contatto nell’occhio secco”. Roma 2001, 21-22 Settembre



253-Coordinatore Scientifico e Relatore al Seminario “La Presbiopia” con il lavoro: “Fisiopatologia dell’accomodazione”. Roma 2001, 27 Settembre



254- Relatore all’XI Corso Pratico di Ipovisione della Fatif di Milano con il lavoro: “Ruolo della luce in ipovisione”. Riccione 2001, 7-8 Ottobre



255- Relatore al IV Congresso Nazionale S.OPT.I.: “L’approccio interdisciplinare per il raggiungimento dell’efficienza visiva” con il lavoro: “Predittori di compatibilità delle lenti a contatto”. Roma 2001, 21-22 Ottobre



256- Partecipazione al Corso Nazionale di Aggiornamento: “Glaucoma: Fattori meccanici o vascolari? Co-regulation oltre la IOP”. Viterbo 2001, 10 Novembre



257- Relatore all’81° Congresso Nazionale SOI con i lavori: “Predittori di compatibilità delle lenti a contatto idrogel”, “Riabilitazione nelle emianopsie laterali omonime complete”e“Le malattie genetiche in oftalmologia. Aspetti di prevenzione e terapia”. Roma 2001, 28 Novembre- 01 Dicembre



258- Relatore all’XI Giornata di Studi Oftalmologici-ANTV “Dal fotorecettore alla cellula ganglionare” con il lavoro: “Il danno del fotorecettore e della cellula ganglionare. Il ruolo della terapia medica”. Roma 2001, 12 Dicembre



259- Relatore al Congresso Internazionale di Ipovisione Retina Research & Rehabilitation “La riabilitazione visiva dell’ipovisione” con il lavoro: “Ipovisione e sensibilità al contrasto e uso delle lenti filtranti”. Padova 2001, 16-17 Dicembre



260- Partecipazione al I° Corso Pratico di Riabilitazione alla Lettura-Fondazione “G.B. Bietti” per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia ONLUS. Roma 2002, 2 Febbraio



261- Relatore al III Convegno Nazionale Low Vision Academy- Italy con il lavoro: “L’utilizzo dei prismi nella riabilitazione visiva dell’ipovedente”. Palermo 2002, 16-17 Febbraio



262- Relatore al IV Corso Teorico Pratico di Ipovisione con i lavori: “Classificazione dell’ipovisione” e “Sensibilità al contrasto acromatico e cromatico”. Vinci 2002, 10-13 Marzo



263- Relatore alla XVII Riunione A.I.S.G. con i lavori: “Ipertensione oculare acuta sperimentale nel ratto: alterazioni morfologiche e molecolari nella retina e nel nervo ottico” e “Studio in vitro per l’impiego intra-operatorio e/o post-operatorio della Lidocaina e Naropina nella trabeculectomia e facotrabeculectomia”. Rapallo 2002, 22-23 Marzo



264- Partecipazione al Congresso SOI-Primavera. Napoli 2002, 11-13 Aprile



265- Relatore al 1° Congresso Nazionale di Ipovisione LACE ELETTRONICA “Tecniche e strategie di riabilitazione visiva per l’ipovisione” con il lavoro: “Abbagliamento e Fotofobia: valutazione e soluzioni”. Roma 2002, 11-13 Maggio



266- Relatore al 7Th annual Rome Symposium on Cataract, Glaucoma and Refractive Surgery, con il lavoro: “Ocular ischemia: recognition, diagnosis and treatment”. Roma 2002, 17-18 Maggio



267- Coordinatore Scientifico e Relatore al Seminario “Ipovisione” con i lavori: “ Il ruolo dei filtri nell’ipovisione” e “L’utilizzo dei prismi nelle patologie causa di ipovisione”. Roma 2002, 3 Giugno



268- Partecipazione all’incontro con il Prof. Brien Holden sul tema “L’uso continuo con lenti in silicone-idrogel: la nuova era della contattologia”. Roma 2002, 3 Giugno



269- Relatore all’8° Corso di Perfezionamento in Geriatria dal tema “Argomenti di Oftalmologia”, Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, I Clinica Medica, Policlinico Umberto I. Roma 2002, 13 Giugno. Crediti Formativi in base a richiesta ECM evento N° 2536-286 pari 4 (quattro)



270- Relatore al Convegno Internazionale Retina Research & Rehabilitation con il lavoro: “Sensibilità al contrasto- Test dei colori-Guida ed ipovisione”. Milano 2002, 22-23 Giugno



271- Relatore al Seminario di Aggiornamento “Co-Regulation: un nuovo approccio alla gestione del glaucoma” con i lavori: “Il glaucoma-un rebus” e “Influenza dei farmaci sull’emodinamica oculare”. Roma 2002, 3 Luglio



272- Partecipazione al Convegno: “La semeiotica del glaucoma oggi, non solo pressione intraoculare”. Roma 2002, 13 Settembre. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 3 (tre)



273- Relatore al Convegno GISI con il lavoro: “Proposta per una nuova classificazione dell’ipovisione: valutazione della sensibilità al contrasto”. Roma 2002, 21 Settembre



274- Relatore al XXXII Congresso ECLSO con il lavoro: “Contact lens effects on keratocytes apoptosis by excimer laser: a cellular culture study” e con i poster: “Interaction of artificial tears and sodium chloride with hydrogel contact lenses: chemico-physical evaluations to guide the clinical use in dry-eye syndrome” e “Contact lens effects on keratocytes apoptosis by excimer laser: a cellular culture study”. Bordeaux 2002, 27-29 Settembre



275- Relatore al XII Corso di Ipovisione con il lavoro: “Luce & Ipovisione”. Riccione 2002, 29-30 Settembre



276- Partecipazione al Simposium Oftalmologico Internazionale: “ Il Glaucoma a pressione normale-diagnosi, trattamento e follow-up”. Udine 2002, 11 Ottobre. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 5 (cinque)



277- Partecipazione al Corso di Aggiornamento di Perimetria Automatica Computerizzata. Udine 2002, 12 Ottobre. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 4



278- Partecipazione al Simposium Oftalmologico Internazionale: “ Il Glaucoma all’inizio del terzo millennio”. Verona 2002, 18-19 Ottobre. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 8



279- Relatore al Congresso Nazionale S.I.Co.M.: “Confronto dibattito su vizi di rifrazione: lenti a contatto o chirurgia?” con il lavoro: “Epitelio corneale nel portatore di lenti a contatto”. Milano 2002, 19 Ottobre



280- Relatore al IV Convegno Nazionale di Medicina Legale Previdenziale con il lavoro: “La neuroriabilitazione visiva con sistemi prismatici come tecnica indispensabile nella riabilitazione del traumatizzato cranico con alterazioni del campo visivo. Descrizione di un progetto di tutela integrata in ambito Inail”. S. Margherita di Pula (Cagliari) 2002, 23-25 Ottobre



281- Relatore all’ 82° Congresso Nazionale SOI alla Sessione n. 11, Simposio di Aggiornamento Low Vision Academy-LVA: La degenerazione maculare legata all’età-Aspetti Funzionali con il lavoro “Impairment funzionale nella degenerazione maculare legata all’età”; alla Sessione n. 13, Relazione Ufficiale SOI: Ipovisione-Nuova frontiera dell’Oftalmologia con il lavoro: “Lo stimolo luminoso nel suo percorso attraverso il sistema visivo in relazione all’ipovisione”; alla Sessione n. 43, Tavola Rotonda SOI: Ruolo delle lenti a contatto in oftalmologia con il lavoro: “Nuovi materiali per le lenti a contatto”. Roma 2002, 20-23 Novembre. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 26



282- Relatore al IV Congresso Nazionale “Low Vision Academy-Italy” -Glaucoma e Degenerazione maculare-up-date in ipovisione, con il lavoro: “Fisiopatologia del glaucoma”, moderatore alla “Tavola Rotonda con le Associazioni e le Istituzioni” e Segretario Scientifico del Convegno. Padova 2003, 31 Gennaio-1 Febbraio



283- Partecipazione al l° Convegno: “Casi controversi nella patologia glaucomatosa”. Ospedale Sant’Andrea. Roma 2003, 21 Febbraio. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 3



284- Relatore al 2° Corso Nazionale di Ipovisione – Tecniche e strategie di riabilitazione visiva, con il lavoro “Abbagliamento e fotofobia: valutazione e soluzioni”. Rimini 2003, 27/28 Aprile



285- Relatore ed Organizzatore del Corso di Formazione in Oculistica dell’Università degli Studi “La Sapienza”: “Corso di Refrazione: La giusta correzione”, con il lavoro “Le lenti filtranti”. Roma 2003, 21 Maggio



286- Relatore al “Congresso Nazionale di Primavera S.O.I.” “La Traumatologia Oculare”, “International Joint Meeting on Cataract and Refractive Surgery”, con il lavoro “Utilizzo dei prismi nella riabilitazione visiva del paziente ipovedente” al Simposio di Aggiornamento Low Vision Academy. Firenze 2003, 22-23-24 Maggio. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 6



287- Partecipazione al Corso di Formazione in Oculistica dell’Università degli Studi “La Sapienza”: “Corso base di Diagnostica Tradizionale ed OCT”. Roma 2003, 4 Giugno



288- Partecipazione al Corso di Aggiornamento in Microperimetria. Roma 2003, 14 Giugno. Crediti formativi in base a richiesta ECM pari a 4



289- Relatore al 2° Convegno Nazionale dell’Ottica, con il lavoro “Comfort visivo e guida notturna”. Montecatini 2003, 15-16 Giugno



290- Relatore al Corso di Formazione in Oculistica dell’Università degli Studi “La Sapienza”: “Le urgenze in Oftalmologia” con il lavoro: “Il glaucoma acuto”. Roma 2003, 10 settembre



291-Partecipazione al 3rd Educational Course of the ECLSO. Mestre-Venice 2003, 18 September



293- Partecipazione al 33rd Congress of the European Contact Lens Society of Ophthalmologists con lettura ufficiale Kersley. Mestre-Venice 2003, 18-21 September



294- Partecipazione al Convegno: “Problematiche attuali nella Chirurgia della Cataratta: Qualità della funzione visiva, IOL e Biocompatibilità”. Roma 2003, 24 Settembre. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 6 (sei)



295- Partecipazione al Congresso: “I Glaucomi da chiusura d’angolo e glaucomi secondari”. Roma 2003, 27 Settembre



296- Relatore al XIII Congresso Interdisciplinare in Ipovisione con il lavoro: “L’uso dei filtri nella guida automobilistica”. Riccione 2003, 28-29 Settembre



297- Relatore all’ 83° Congresso Nazionale SOI alla Sessione n. 10, Simposio di Aggiornamento Low Vision Academy-LVA e GISI: Ipovisione: aspetti funzionali, clinici e sociali con il lavoro: “Aggiornamenti sulle lenti filtranti e prismatiche”, Moderatore al Simposio SOI per Ottici. Roma 2003, 26-29 Novembre. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 8



298- Segretario Scientifico e Moderatore al V Congresso Nazionale Low Vision Academy-Italy, Malattie eredo-degenerative retiniche; Neoplasie oculari, nel Corso di “Elettrofisiologia e perimetria” e alla Tavola Rotonda: “Ruolo delle Associazioni nell’Ipovisione”. Foggia 2004, 30-31 Gennaio



299- Partecipazione al XXVII Corso di Aggiornamento “Edemi Retinici: Classificazione, Diagnosi, Terapia”.

Roma 2004, 5-6 Marzo.



300- Partecipazione all’evento formativo n. 389-108861 denominato “Corso di Elettrofisiologia oculare”. Pisa 2004, 12 Marzo. Crediti Formativi in base a richiesta ECM pari a 3



301- Comunicazione alla XIX Riunione AISG con il lavoro dal titolo: “Evoluzione degli effetti degenerativi su retina e nervo ottico dopo risoluzione di ipertono acuto sperimentale indotto su ratto”. Rapallo 2004, 19-20 Marzo



302- Relatore al 1° Master in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, con il lavoro dal titolo: “La retinopatia diabetica nell’anziano”. Roma 2004, 24 Marzo



303- Partecipazione all’evento formativo n. 6811-111700 denominato “Occhio secco: sintomo o malattia”. Roma 2004, 25 Marzo



304 - Partecipazione alla Manifestazione “Glaucoma Cascade Meeting”. Venezia 2004, 8-9 Maggio



305- Docente al I Master di II livello in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, con il lavoro “La cataratta nell’anziano”. Roma 2004, 17 Maggio



306 - Partecipazione 7th Congress European Glaucoma Society. Firenze 2004, 30 Maggio-4Giugno



307- Docente al Master Universitario di Primo Livello in Riabilitazione Visiva, con il lavoro: “Filtri e guida”. Vinci (Fi) 2004, 17 Giugno



308- Partecipazione al Convegno di Farmacologia Oculare e Ricerca Avanzata in Oftalmologia. Cannizzaro (CT) 2004, 17-19 Settembre. Crediti formativi ECM pari a 14



309- Relatore al XIV Corso Multidisciplinare di Ipovisione con il lavoro: “Luce, filtri ed ipovisione.” Riccione 2004, 26-27 Settembre



310- Docente al Master di II livello: Patologia corneo-congiuntivale e chirurgia rifrattiva, con il lavoro dal titolo: “Fototraumatismo e apoptosi dei cheratociti”. Napoli 2004, 22 Ottobre



311- Partecipazione 84° Convegno Nazionale SOI e Moderatore Sessione 6a: LVA-GISI. Roma 2004, 24-26 Novembre. Crediti formativi ECM pari a 12



312- Docente al I Master di II livello in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile con il lavoro: “La semeiotica del glaucoma cronico semplice”. Roma 2004, 30 Novembre



313- Docente al I Master di II livello: Patologia corneo-congiuntivale e chirurgia refrattiva.con il lavoro dal titolo: “Fototrasduzione”. Napoli 2004,10 Dicembre



314 - Partecipazione Corso di Oftalmologia Genetica. Firenze 2004,17 Dicembre.Crediti formativi ECM pari a 7



315- Relatore al VI Congresso Nazionale Low Vision Academy- Italy: Diabete, Degenerazione maculare, Chirurgia ricostruttiva orbito-palpebrale, Glaucoma con i lavori :” Inquadramento clinico del diabete”;” Aspetti eziopatogenetici della retinopatia diabetica”; “ERG multifocale”. Moderatore alla sessione “Glaucoma” e “Ruolo delle Istituzioni e delle Associazioni nell’Ipovisione”, Bologna 2005,13-15 Gennaio



316- Relatore al Corso Teorico Pratico per l’ipovisione e la riabilitazione visiva con il lavoro dal titolo:

“ Abbagliamento e cecità notturna”. Roma 2005, 9 Febbraio



317- Partecipazione al Convegno: L’occhio e la luce. Luce e Patologie Oculari. Oftalmoprotezione. Roma 2005, 18-19 Febbraio. Crediti formativi ECM pari a 15.



318- Comunicazione alla XX Riunione AISG con il lavoro dal titolo: “Ruolo della L-Carnitina nella modulazione degli eventi degenerativi indotti da ipertensione oculare acuta”. Torino 2005, 11-12 Marzo.



319- Docente al II Master di II livello in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile con il lavoro: “ La retinopatia diabetica nell’anziano”. Roma 2005, 15 Marzo



320- Docente al II Master di II livello in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile con il lavoro: “ La cataratta”. Roma 2005, 19 Aprile



321- Partecipazione al III Convegno Internazionale SOI, Firenza 2005, 11-14 Maggio. Crediti formativi ECM pari a 9



322- Relatore al Congresso Occhio e Diabete con il lavoro:” Eziopatogenesi del diabete”. Carpi (MO) 2005,17 Settembre



323- Partecipazione al III Corso di Microperimetria, Roma 2005,1 Ottobre. Crediti formativi ECM pari a 3.



324- Relatore al Corso di Microperimetria con il lavoro: “Approccio microperimetrico alle maculopatie degenerative”. Caserta 2005, 6 Ottobre



325- Relatore al Congresso: Imaging del nervo ottico con il lavoro:” Anatomia delle fibre del nervo ottico”. Napoli 2005, 27-29 Ottobre



326- Direttore del Corso Monografico: Visione e Guida al Convegno Nazionale dell’Ottica, e Relatore con i lavori : “ Acuità visiva statica e fotopica.”, “Sensibilità al contrasto”,”Visione: parte meccanica” e “Percezione periferica”. Roma 2005,13-14 Novembre



327- Partecipazione 85° Convegno Nazionale SOI e Relatore al Simposio GISI-LVA-RRR con il lavoro: “Riabilitazione e Glaucoma – casi clinici”. Milano 2005, 23-26 Novembre. Crediti formativi ECM pari a 10



328- Coordinatore Scientifico del VII Congresso Nazionale della Low Vision Academy-Italy “ Patologie corneali ed otticopatie”, Relatore con il lavoro: “Cornea ed ossigeno” e Lettura introduttiva alla tavola rotonda: “La disabilità visiva alla guida automobilistica come barriera sociale”. Roma 2006,20-21 Gennaio



329- Partecipazione in qualità di docente all’evento formativo denominato: Quanto ossigeno serve alla cornea? Organizzato dall’Istituto Benigno Zaccagnini-Provider 1371. Cascina Terme 2006, 29 e 30 gennaio. Crediti formativi ECM pari a 6



330- Partecipazione al XXX Corso di Aggiornamento in Oftalmologia (1976-2006) del Prof. Bruno Lumbroso:

Retina 2006 – La giungla delle nuove terapie e delle nuove diagnostiche. Roma 2006, 3-4 Marzo. Crediti formativi ECM pari a 10



331- Partecipazione al Convegno: Nuove tecniche semeiologiche in oftalmologia: microscopica confocale e microperimetria. Roma 2006, 24 Marzo. Crediti formativi ECM pari a 5



332- Partecipazione al IV Corso di Microperimetria. Roma 2006, 13 Maggio. Crediti formativi ECM pari a 4



333- Relatore al IV Congresso Internazionale SOI, Simposio Società Italiana di Oftalmologia Legale – S.I.O.L.- “Parametri visivi ed idoneità: concetti generali e condizioni specifiche” con il lavoro: “Visione Notturna”. Roma 2006, 17-20 Maggio. Crediti formativi ECM pari a 1



334- Partecipazione al V Congresso S.I.C.S.S.O. - International Scientific Meeting S.I.C.S.S.O. – The latest on ocular surface. Roma 2006, 1-3 giugno. Crediti formativi ECM pari a 5



335- Partecipazione al Forum di Elettrofisiologia della Visione. Roma 2006, 23 Giugno. Crediti formativi ECM pari a 8



336- Docente al III Master di II livello in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile con il lavoro: “ Il glaucoma”. Roma 2006, 12 Settembre



337- Docente al III Master di II livello in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile con il lavoro: “ La cataratta”. Roma 2006, 14 Settembre



338- Relatore al Congresso: “La Miopia-origine, decorso e terapia” con il lavoro: “ Miopia e lenti a contatto”. Modena 2006, 23 Settembre



339- Relatore al Corso di Aggiornamento: “La patologia d’urgenza in oculistica” con il lavoro: “Farmaci di primo impiego nella traumatologia oculare” . Oristano 2006, 30 Settembre. Crediti formativi ECM pari a 2



340- Partecipazione al Simposio “Nuove opportunità terapeutiche nel glaucoma”. Bari 2006, 21 Ottobre. Crediti formativi ECM pari a 4



341- Partecipazione al Corso di Aggiornamento in chirurgia vitreo-retinica. Roma 2006, 24 Novembre. Crediti formativi ECM pari a 4



342- Partecipazione 86° Convegno Nazionale SOI e Relatore al Simposio GISI-LVA-RRR con il lavoro: “Riabilitazione e Glaucoma – casi clinici”. Milano 2006, 29 Novembre – 2 Dicembre. Crediti formativi ECM pari a 10



343- Partecipazione al Corso di diagnostica morfo-funzionale nella patologia maculare. Roma 2007, 9 Febbraio. Crediti formativi ECM pari a 5



344- Relatore al Convegno “Macula: dall’imaging alla terapia” con il lavoro: “FERG-mfERG - Analisi obbiettiva della funzione maculare”. Napoli 2007, 16-17 febbraio



345- Partecipazione al Congresso “Retina 2007, la diagnostica per immagini”. Roma 2007, 2-3-marzo. Crediti formativi ECM pari a 9



346- Relatore al Convegno dell’VIII Congresso Nazionale Low Vision Academy Italy “Maculopatie: danni funzionali e metodologie di recupero” con il lavoro: “Le alterazioni del visus e della capacità di lettura nelle maculopatie”. Bari 2007, 23-24 marzo



347- Partecipazione 5° Congresso Interazionale SOI e Relatore al Simposio S.I.O.L.: Il rischio oculare da giocattolo: normativa attuale e nuovi prodotti tecnologici con il lavoro: “Il Trauma oculare in età scolare-non solo giocattoli”. Roma 2007, 23 – 26 Maggio



348- Relatore al Convegno “Alcon 2007” con il lavoro “La Sindrome dell’occhio secco”. Budapest 2007, 8-9 Giugno



349- Partecipazione al III Forum di elettrofisiologia oculare-Utilità degli esami elettrofunzionali nella diagnosi precoce e nel monitoraggio della malattia. Roma 2007, 22 giugno. Crediti formatici ECM pari a 7



350- Relatore al XX Convegno di Medicina Aeronautica e Spaziale con i lavori: “Valutazione del film lacrimale sotto lenti a contatto in piloti militari” e “La pressione oculare in condizioni di stress iperbarico”. Firenze 2007, 4-7 settembre. Crediti formativi ECM pari a



351- Partecipazione al Corso introduttivo all’Elettrofisiologia della visione. Roma, 2007, 14 Settembre. Crediti formativi ECM pari a 9



352- Partecipazione al Congresso Nazionale della Società Italiana di Oftalmologia Legale. Roma 2007, 21 Settembre



353- Docente al IV Master di II livello in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile con il lavoro: “ Ipovisione”. Roma 2007, 26 Settembre



354- Relatore al Corso di aggiornamento: “Lenti a contatto oggi: possibilità e limiti” con il lavoro: “ Caratteristiche fisiche delle lenti a contatto”. Modena 2006, 29 Settembre



355- Lezione tenuta all’International Summer School 24-30 Settembre 2007 “Low Vision, Epidemiologia, Clinica e Approcci Terapeutici” - Università degli Studi di Bologna / Policlinico S. Orsola – Malpighi Bologna, dal titolo: “Semiologia del glaucoma”. Bologna 2007, 29 Settembre



356- Partecipazione alla Giornata Mondiale della Vista – Inaugurazione del Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti e Riunione dei Centri di Educazione e Riabilitazione Visiva Ipovedenti. Roma 2007, 11-12 Ottobre.



357- Relazione tenuta al Congresso Aeronautica Militare - Ipertensione arteriosa e danni d’organo: aspetti clinici, medico legali e lavorativi con il lavoro “ L’occhio come organo bersaglio”. Roma 2007, 12-13 Ottobre. Crediti formativi ECM pari a



358- Partecipazione al Corso di diagnostica morfo-funzionale nella Patologia Maculare. Roma 2007, 23 Novembre. Crediti formtivi ECM pari a 4



359- Partecipazione al Corso tecnico/pratico con Wet Lab sulle: Nuove metodiche chirurgiche con il laser a femtosecondi in chirurgia rifrattiva”. Roma 2007, 22 Gennaio



360 – Relatore al 79th AsMA Annual Scientific Meeting Boston, MA – “The Allied Aerospace Health and Human Performance Sciences: Unity through Diversity” con il lavoro: “Changes in pilots visual evoked potentials, induced by hypoxemic hypoxia”. Boston, MA 2008, 11-15 May



361 – Relatore al Corso Interregionale CFC, Riunione Interregionale Collegio Federativo di Cardiologia, Le prove degli studi clinici, la pratica della loro applicazione, con il lavoro: “Il rinnovato ruolo del fondo oculare”. Roma 2008, 24 Maggio



362 – Relatore al IX Congresso Nazionale Low Vision Academy Italy con il lavoro: “Attuali concetti patogenetici nella neuropatia ottica glaucomatosa” ed istruttore al Corso Monotematico: “Aspetti pratici-teorici di un esame elettroretinografico”. Bologna 2008, 6-7 Giugno



363- Comunicazioni presentate al XXI Congresso Nazionale A.I.M.A.S. dal titolo: “Modificazioni biometriche oculo-bulbari in soggetti sottoposti ad ipobarismo”, “Variazioni tonometriche in normo vs ipobarismo (18.000 - 25.000 feet)”, “Variazioni topografiche corneali in normo vs ipobarismo (18.000 - 25.000 feet)”, “Variazioni dei potenziali evocati visivi durante l’impiego di visori notturni (nvg)” e presentazione poster dal titolo: “Variabilità dei potenziali evocati visivi pattern reversal in soggetti sottoposti ad ipossia ipossiemica”. Roma 2008, 16-18 Giugno



364- Relatore al Congresso: “Glaucoma e Neuroprotezione” con la relazione: “Le carnitine” e moderatore nella sezione “Farmaci topici e Neuroprotezione”. Roma 2008, 27 Giugno



365- Ha svolto attività di autoformazione (FAD) attraverso il contributo scientifico: “La Sindrome Pseudoesfoliativa nella Chirurgia della Cataratta” (La Voce A.I.C.C.E.R. 01/08) nell’anno 2008. In conformità alla documentazione conservata e in applicazione dei criteri della D.G.R. n. VIII/2372 del 12.04.2006 ha acquistato nr. 5 (cinque) crediti ECM per l’anno 2008. Milano, 08/08/2008



366- Comunicazione presentata al Congresso della Società Oftalmologica Tedesca al 106th DOG Congress 18-21 Settembre 2008 dal titolo “Molecular aspects of acute ocular hypertension in rat”. Berlin 2008, 20 Settembre



367- Docente presso l’Università di Bologna alla International Summer School “Low Vision School: Epidemiology, Clinical and Therapeutic Approach” Second Edition. Bologna 2008, 22-28 Settembre



368- Partecipazione al Seminario dal piloto “Il ruolo dell’epitelio ed endotelio corneale nel successo dell’applicazione di lenti a contatto”. Roma 2008, 6 Ottobre





























































TITOLI DIDATTICI





1) Ha svolto corso regolare di Insegnamento di Oculistica presso la Scuola per Infermieri Professionali: "S. Giovanni di Dio", Ospedale S. Pietro, Via Cassia 600-Roma, nell’Anno Scolastico 1980-81.



2) Ha svolto corso regolare di Insegnamento di Oculistica presso la Scuola per Infermieri Professionali: "S. Giovanni di Dio", Ospedale S. Pietro, Via Cassia 600-Roma, nell’Anno Scolastico 1981-82.



3) Il 3 giugno 1981 designato Rappresentante del Ministero della Sanità in seno alla Commissione esaminatrice di Ottico in quanto esperto di ottica, Sessione 1980-1981



4) Il 20 maggio 1983 nominato, dal Preside dell’I.P.S.I.A. (Roma), rappresentante del Ministero della Sanità in seno alla Commissione esaminatrice di Ottico in quanto esperto di ottica, Settembre 1983



5) Ha svolto corso regolare di Insegnamento di Oculistica presso la Scuola per Infermieri Professionali: "Padre Luigi Tezza", annessa all'Ospedale di zona "Figlie di S. Camillo" - Roma, nell’Anno Scolastico 1985-86.



6) Ha svolto corso regolare di Insegnamento di Oculistica presso la Scuola per Infermieri Professionali: "Padre Luigi Tezza", annessa all'Ospedale di zona "Figlie di S. Camillo" - Roma, nell’Anno Scolastico 1986- 87.



7) Ha svolto corso regolare di Insegnamento di Oculistica presso la Scuola per Infermieri Professionali: "Padre Luigi Tezza", annessa all'Ospedale di zona "Figlie di S. Camillo" - Roma, nell’Anno Scolastico 1987- 88.



8) Ha svolto Attività Didattica integrata consentita presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dall'Anno Accademico 1976-77 al 6-9-1989 nell'attuale corso "B" di Anatomia Umana Normale per gli studenti del II anno di Medicina e Chirurgia.



9) Ha svolto Attività Didattica integrata consentita presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dall'Anno Accademico dal 9-9-1989 al 9-6-1993 nell'attuale corso "B" di Anatomia Umana Normale per gli studenti del II anno di Medicina e Chirurgia.



10) Ha svolto Attività Didattica presso l'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" dall'Anno Accademico 1987-88 al 1988-89 nel corso di Clinica Oculistica per gli studenti di Medicina e Chirurgia.



11) Ha partecipato al programma didattico presso la Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, diretta dal Prof. M.G. Bucci, il 25.02.1992



12) Certificato del 4-7-1996 in cui è stato affidato l’Insegnamento di Oftalmologia – 3° Anno Primo Semestre - per l’Anno Accademico 1994-95, per il Diploma Universitario di Scienze Infermieristiche, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”



13) Certificato del 5-7-1996 in cui è stato affidato l’Insegnamento di Oftalmologia Geriatrica per gli studenti del 3° Anno della Scuola di Specializzazione in Geriatria, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”



14) Certificato del 8-7-1996 in cui sono stati affidati gli incarichi di Insegnamento relativi a: Embriologia e Genetica Oculare e Anatomia Oculare presso la Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”



15) Certificato del 8-7-1996 in cui risulta che ha svolto Attività Didattica integrata consentita presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dall'Anno Accademico dal 7-9-1989 al 8-7-1996 nell'attuale corso "B" di Anatomia Umana Normale per gli studenti del II anno di Medicina e Chirurgia.



16) Certificato del 9-7-1996 in cui è stato affidato l’incarico di Insegnamento di Oftalmologia presso il D.U. in Terapia della Riabilitazione della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”



17) Certificato del 9-7-1996 in cui risulta che ha svolto:



- Nell'Anno Accademico 1989-90 il corso integrato di Farmacologia Oculare presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



- Nell'Anno Accademico 1990-91 il corso di Farmacologia Oculare – Terapia Fisica presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia ed il corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione in Geriatria e Gerontologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



- Nell'Anno Accademico 1991-92 il corso di Embriologia e Genetica Oculare presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, il corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione in Geriatria e Gerontologia ed il Corso di Modellistica Anatomica per la Scuola Diretta a Fini Speciali di Disegno Anatomico della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



- Nell'Anno Accademico 1992-93 il corso di Embriologia e Genetica Oculare presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, il corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia ed il corso di Modellistica Anatomica per la Scuola Diretta a Fini Speciali di Disegno Anatomico della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



- Nell'Anno Accademico 1993-94 il corso di Embriologia e Genetica Oculare presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, il corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia ed il corso di Modellistica Anatomica per la Scuola Diretta a Fini Speciali di Disegno Anatomico della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



- Nell'Anno Accademico 1994-95 il corso di Embriologia e Genetica Oculare presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, il corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia ed il corso di Modellistica Anatomica per la Scuola Diretta a Fini Speciali di Disegno Anatomico della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



18) Certificato del 10-7-1996 in cui è stato affidato l’incarico di Insegnamento di Contattologia nel Corso Integrato di Tecniche Semeiologiche I, del Secondo Anno del D. U. Ortottisti-Assistenti di Oftalmologia nell’Anno Accademico 1995-95, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”



19) Certificato del 10-7-1996 in cui è stato affidato l’incarico di Insegnamento di Modellistica Anatomica presso la Scuola Diretta a Fini Speciali di Disegno Anatomico per gli Anni Accademici 1994-95 e 1995-96, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”



20) Certificato del 1-4-1997 in cui risulta che ha effettuato negli Anni Accademici 1994-95 e 1995-96 lezioni integrate nel Corso di Malattie dell’Apparato Visivo ed ha partecipato come membro effettivo alle Commissioni d’esame per l’insegnamento di Malattie dell’Apparato Visivo – V Canale, presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”



21) Certificato del 4.04.1997 in cui risulta di avere svolto Attività Didattica integrata consentita presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dall'Anno Accademico 1976-1977 al 4.04.1997 nell'attuale corso "B" di Anatomia Umana Normale per gli studenti del II anno di Medicina e Chirurgia



22) Certificato di partecipazione del 25-1-1999 al Ciclo di Seminari (numero quattro su quattro) per docenti dal 14 ottobre al 4 novembre 1998 tenuti a cura dell'Osservatorio Didattico Permanente della Presidenza della Facoltà con coordinatore il Prof. Aldo Torsoli.



23) Certificato di aver svolto un Seminario dal titolo:” Argomenti di Oftalmologia”nell’8° corso di perfezionamento in Geriatria in data 13.06.2002 organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Roma.



24) Certificato di partecipazione del 19-6-2002 ad un Ciclo di Seminari (numero otto su otto) per docenti tenuti a cura dell'Osservatorio Didattico Permanente della Presidenza della Facoltà con coordinatore il Prof. Aldo Torsoli.



25) Certificato di aver tenuto in data 24.03.04, nell’ambito delle attività didattiche del 1° Master in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Roma, il seminario dal titolo: “ La retinopatia diabetica nell’anziano”.



26) Certificato di aver tenuto in data 17.05.04, nell’ambito delle attività didattiche del 1° Master in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Roma, il seminario dal titolo: “ La cataratta nell’anziano”.



27) Certificato del 17-6-2004 di essere stato Docente al Master Universitario di I livello in Riabilitazione Visiva presso l’Istituto Regionale di Studi Ottici e Optometrici (IRSOO), Vinci (FI).



28) Certificato del 22-10-2004 di aver effettuato una Lettura Magistrale su :”Fototraumatismo e apoptosi dei cheratociti” presso il DAS di Oftalmologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II”, Napoli, nell’ambito del Master di II livello:” Patologia corneo-congiuntivale e chirurgia refrattiva”.



29) Certificato di aver tenuto in data 30.11.04, nell’ambito delle attività didattiche del 1° Master in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Roma, il seminario dal titolo: “ Il Glaucoma”.



30) Certificato del 10-12-2004 di aver effettuato una Lettura Magistrale su :”Fototrasduzione” presso il DAS di Oftalmologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Federico II”, Napoli, nell’ambito del Master di II livello:” Patologia corneo-congiuntivale e chirurgia refrattiva”.



31) Certificato di aver tenuto in data 15.03.05, nell’ambito delle attività didattiche del 2° Master in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Roma, il seminario dal titolo: “ La Retinopatia diabetica nell’anziano”.



32) Certificato di aver tenuto in data 19.04.05, nell’ambito delle attività didattiche del 2° Master in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Roma, il seminario dal titolo: “La Cataratta”.



33) Certificato del 7.11.2005 in cui risulta di avere svolto i seguenti Insegnamenti:



- Scuola di Specializzazione in Geriatria:

Oftalmologia geriatrica negli A.A. dal 1990-91 al 1998-99



- I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia:

Embriologia e Genetica Oculare negli A.A. dal 1991-92 al 1998-99

Anatomia Oculare negli A.A. dal 1995-96 al 1998-99

Semeiotica Clinica e Strumentale 2 negli A.A. dal 1997-98 al 1998-99



- Scuola diretta a fini speciali di Disegno Anatomico

Modellistica Anatomica negli A.A. dal 1992-93 al 1997-98



-I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia- Corsi Integrativi agli Insegnamenti di:

Farmacologia Oculare A.A. 1989-90

Farmacologia Oculare-Terapia Fisica A.A. 1990-91



34) Certificato di aver tenuto in data 12.09.06, nell’ambito delle attività didattiche del 3° Master in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Roma, il seminario dal titolo: “Il Glaucoma”.



35) Certificato di aver tenuto in data 14. 09.06, nell’ambito delle attività didattiche del 3° Master in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Roma, il seminario dal titolo: “La Cataratta”.



36) Certificato di aver tenuto in data 25.09.07, nell’ambito delle attività didattiche del 4° Master in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Roma, il seminario dal titolo: “L’ipovisione”.



37) Certificazione di attività didattica svolta dall’Anno Accademico 1996-97 al 2007-2008 presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”(e non riportata nei certificati allegati):



Nell'anno accademico 1996-97 ha svolto l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo, III canale, attività didattica integrata consentita nel corso di Malattie dell'Apparato Visivo, V canale, il corso di Embriologia e Genetica Oculare, il corso di Anatomia Oculare ed il corso di Semeiotica Clinica e Strumentale II presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, il corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia, il corso di Oftalmologia - Area interdisciplinare 3, Medicina Clinica e di Urgenza - per il Diploma Universitario in "Scienze Infermieristiche" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'insegnamento di Malattie dell’Apparato Visivo nel corso integrato di Patologia, Terapia e Riabilitazione degli Organi e Apparati della Locomozione per il Diploma Universitario in "Terapia della riabilitazione della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'insegnamento di Contattologia nel corso integrato di Tecniche Semeiologiche dell'Apparato Visivo, II anno (II semestre) e l'insegnamento di Ottica Fisiopatologica, I anno (II semestre) per il Diploma Universitario in "Ortottisti-Assistenti di Oftalmologia" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" ed il corso di Modellistica Anatomica per la Scuola Diretta a Fini Speciali di Disegno Anatomico della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



Nell'anno accademico 1997-98 ha svolto l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo III canale, attività didattica nel corso di Malattie dell'Apparato Visivo, V canale, il corso di Embriologia e Genetica Oculare, il corso di Anatomia Oculare ed il corso di Semeiotica clinica e Strumentale II presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, il corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia, il corso di Oftalmologia - Area interdisciplinare 3, Medicina Clinica e di Urgenza - per il Diploma Universitario in "Scienze Infermieristiche" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" ed il corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di Tecniche Infermieristiche Applicate alla Medicina Clinica Specialistica per il Diploma Universitario per "Infermiere" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di Tecniche Infermieristiche Applicate alla Medicina Clinica Specialistica per il Diploma Universitario per "Infermiere" presso l’Istituto Fisioterapeutico Ospitaliero di Roma, l'insegnamento di Malattie dell’Apparato Visivo nel corso integrato di Patologia, Terapia e Riabilitazione degli Organi e Apparati della Locomozione per il Diploma Universitario in "Terapia della riabilitazione della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'insegnamento di Ottica Fisiopatologica I, I anno (II semestre), l'insegnamento di Ottica Fisiopatologica II, II anno (I semestre), l'insegnamento di Fisiopatologia della funzione visiva, II anno (I semestre) per il Diploma Universitario in "Ortottisti-Assistenti di Oftalmologia" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" ed il Corso di Modellistica Anatomica per la Scuola Diretta a Fini Speciali di Disegno Anatomico della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



Nell'anno accademico 1998-99 ha svolto l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo, III canale, attività didattica nel corso di Malattie dell'Apparato Visivo, V canale e nel Canale Parallelo per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il corso di Embriologia e Genetica Oculare, il corso di Anatomia e Fisiologia Oculare ed il corso di Semeiotica Clinica e Strumentale II presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, il corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia, il corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di Tecniche Infermieristiche Applicate alla Medicina Clinica Specialistica per il Diploma Universitario per "Infermiere" presso l'Istituto Fisioterapeutico Ospitaliero di Roma, il corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di tecniche infermieristiche applicate alla medicina clinica specialistica per il Diploma Universitario per "Infermiere" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'insegnamento di Malattie dell'Apparato Visivo nel corso integrato di Patologia, Terapia e Riabilitazione degli Organi e Apparati della Locomozione per il Diploma Universitario in "Terapia della riabilitazione della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'insegnamento di Ottica Fisiopatologica I, I anno (II semestre), l'insegnamento di Ottica Fisiopatologica II, II anno (I semestre) e l'insegnamento di Fisiopatologia della funzione visiva, II anno (I semestre) per il Diploma Universitario in "Ortottisti-Assistenti di Oftalmologia" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



Nell'anno accademico 1999-2000 ha svolto l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo, III canale, attività didattica nel corso di Malattie dell'Apparato Visivo, V canale e nel Canale Parallelo, in qualità di titolare, per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il corso di Embriologia e Genetica Oculare, il corso di Anatomia e Fisiologia Oculare ed il corso di Semeiotica Clinica e Strumentale II presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di Tecniche Infermieristiche Applicate alla Medicina Clinica Specialistica per il Diploma Universitario per "Infermiere" presso l'Istituto Fisioterapeutico Ospitaliero di Roma, il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di Tecniche Infermieristiche Applicate alla Medicina Clinica specialistica per il Diploma Universitario per "Infermiere" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'Insegnamento di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di Patologia, Terapia e Riabilitazione degli Organi e Apparati della Locomozione per il Diploma Universitario in "Terapia della riabilitazione della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'insegnamento di Ottica Fisiopatologica I, I anno (II semestre), l'insegnamento di Ottica Fisiopatologica II, II anno (I semestre) e l'insegnamento di Fisiopatologia della funzione visiva, II anno (I semestre) per il Diploma Universitario in "Ortottisti-Assistenti di Oftalmologia" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



Nell'anno accademico 2000-2001 ha svolto l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo,canale B, attività didattica nel corso di Malattie dell'Apparato Visivo, V canale e nel Canale Parallelo, in qualità di titolare, per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il Corso di Embriologia e Genetica Oculare, il Corso di Anatomia e Fisiologia Oculare ed il Corso di Patologia della Sclera, Uvea e Glaucoma presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di Tecniche Infermieristiche Applicate alla Medicina Clinica Specialistica per il Diploma Universitario per "Infermiere" presso l'Istituto Fisioterapeutico Ospitaliero di Roma, il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di Tecniche Infermieristiche Applicate alla Medicina Clinica Specialistica per il Diploma Universitario per "Infermiere" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'Insegnamento di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato di Patologia, Terapia e Riabilitazione degli Organi e Apparati della Locomozione per il Diploma Universitario in "Terapia della Riabilitazione della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", l'Insegnamento di Ottica Fisiopatologica I, I anno (II semestre), l'insegnamento di Ottica Fisiopatologica II, II anno (I semestre) e l'insegnamento di Fisiopatologia della funzione visiva, II anno (I semestre) per il Diploma Universitario in "Ortottisti-Assistenti di Oftalmologia" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



Nell'anno accademico 2001-2002 ha svolto l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo canale B, per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il Corso di Embriologia e Genetica Oculare, il Corso di Anatomia e Fisiologia Oculare ed il Corso di Patologia della Sclera, Uvea e Glaucoma presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato Medicina e Chirurgia Cliniche Specialistiche per il Corso di Laurea I livello per "Infermiere Generale e Pediatrico" presso il Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma "La Sapienza" ed il Corso di Oftalmologia per il Diploma di Disegno Anatomico della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.



Nell'anno accademico 2002-2003 ha svolto l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo canale B, per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il Corso di Embriologia e Genetica Oculare, il Corso di Anatomia e Fisiologia Oculare ed il Corso di Patologia della Sclera, Uvea e Glaucoma presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato Medicina e Chirurgia Cliniche Specialistiche per il Corso di Laurea I livello per "Infermiere Generale e Pediatrico" presso il Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".





Nell'anno accademico 2003-2004 ha svolto l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo canale B, per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il Corso di Embriologia e Genetica Oculare, il Corso di Anatomia e Fisiologia Oculare ed il Corso di Patologia della Sclera, Uvea e Glaucoma presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato Medicina e Chirurgia Cliniche Specialistiche per il Corso di Laurea I livello per "Infermiere Generale e Pediatrico" presso il Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



Nell'anno accademico 2004-2005 ha svolto l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo canale B, per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il Corso di Embriologia e Genetica Oculare, il Corso di Anatomia e Fisiologia Oculare ed il Corso di Patologia della Sclera, Uvea e Glaucoma presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato Medicina e Chirurgia Cliniche Specialistiche per il Corso di Laurea I livello per "Infermiere Generale e Pediatrico" presso il Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



Nell'anno accademico 2005-2006 svolge l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo canale B, per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il Corso di Embriologia e Genetica Oculare, il Corso di Anatomia e Fisiologia Oculare, il Corso di Patologia della Sclera, Uvea e Glaucoma ed il corso di Retina Medica presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato Medicina e Chirurgia Cliniche Specialistiche per il Corso di Laurea I livello per "Infermiere Generale e Pediatrico" presso il Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



Nell'anno accademico 2006-2007 svolge l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo canale B, per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il Corso di Embriologia e Genetica Oculare, il Corso di Anatomia e Fisiologia Oculare, il Corso di Patologia della Sclera, Uvea e Glaucoma ed il corso di Retina Medica presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato Medicina e Chirurgia Cliniche Specialistiche per il Corso di Laurea I livello per "Infermiere Generale e Pediatrico" presso il Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".



Nell'anno accademico 2007-2008 svolge l'insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo canale B, per gli studenti di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il Corso di Embriologia e Genetica Oculare, il Corso di Anatomia e Fisiologia Oculare, il Corso di Patologia della Sclera, Uvea e Glaucoma ed il corso di Retina Medica presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, il Corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Corso di Malattie dell'Apparato Visivo nel Corso Integrato Medicina e Chirurgia Cliniche Specialistiche per il Corso di Laurea I livello per "Infermiere Generale e Pediatrico" presso il Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".

Ha tenuto nell’ambito delle attività didattiche del Master di II livello in Management del paziente geriatrico a rischio di disabilità o disabile, il seminario dal titolo: “L’ipovisione”, presso il Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento dell’Università degli Studi di Roma “Sapienza”.

Membro effettivo nella Commissione per l’esame di ammissione alla Scuola di Specializzazione in Oftalmologia.

Presidente di Commissione d’aula al Concorso di ammissione al corso di laurea specialistica a ciclo unico in Medicina e Chirurgia (Prima Facoltà). Codice di iscrizione alla prova:05417 del 3 settembre 2008 per l’Anno Accademico 2008-2009.



Nell'Anno Accademico 2008-2009 ha svolto l'Insegnamento, di Malattie dell'Apparato Visivo, canale B, per gli studenti del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la I° Facoltà dell'Università degli Studi di Roma "Sapienza", coordinatore del Corso Integrato del V anno: Patologie e Cliniche Specialistiche degli Organi di senso; il Corso di Embriologia e Genetica Oculare; il Corso di Anatomia e Fisiologia Oculare; ed il Corso di Patologia della Sclera, Uvea e Glaucoma presso la I Scuola di Specializzazione in Oftalmologia I° Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma “Sapienza”; il Corso di Oftalmologia Geriatrica presso la Scuola di Specializzazione di Geriatria e Gerontologia I° Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Roma “Sapienza”; Corso monotematico: il ruolo dell’infermiere nel reparto oculistico nel Corso di Laurea I livello per "Infermiere Generale e Pediatrico" presso il Policlinico Umberto I, Università degli Studi di Roma "Sapienza".













TITOLI



CLINICO-ASSISTENZIALI





1) Abilitazione all’Esercizio della Professione di Medico-Chirurgo (gennaio 1974). Diploma 3 maggio 1976



2) Medico Interno, con Compiti Assistenziali, presso la Clinica Oculistica dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dal 20-11-1973 al 30-4-1976 (certificato del 3/10/78)



3) Prestato servizio come Sottotenente Medico di I nomina con qualifica di Assistente al Reparto Oculistico dell'Ospedale Militare Principale di Roma, "S. Ten. Med. Friggeri Attilio" per un periodo di 12 mesi, dal 26.4.75 al 25.4.76 (certificato del 27/4/76)



4) Vincitore del concorso per titoli ed esami per il reclutamento di 50 Tenenti in servizio permanente effettivo del Servizio Sanitario (ruolo ufficiali medici, indetto con D.M. 10 luglio 1975 circ. 93 GU 1975) Prot. n.1/62583/RU del 27.2.76



5) Vincitore del Concorso circ. min. 12670/RU del 20.10.75 per il trattenimento in servizio di subalterni Medici e Farmacisti di I nomina, perchè ammessi alla ferma quinquennale non rinnovabile. Prot. 900/RU del 9.1.76



6) Idoneità Primario di Oculistica sostenuta nella sessione 1986 con voti 86/100.



7) Addetto alla Sorveglianza Sanitaria articolo 16 e 17 del D.Lgs. 626/94 presso l’Azienda Policlinico Umberto I Roma dall’11.02.2005



8) Dal 1 aprile 1981 al 31 dicembre 1989 Medico Civile Convenzionato in qualità di Specialista Oculista presso il Collegio Medico Legale del Ministero della Difesa



9) Estratto del Verbale del Consiglio d’Istituto del 27/09/89 in merito alla richiesta di Strutturazione





10) Estratto del Verbale del Consiglio d’Istituto del 7.09.1990 in cui viene strutturato presso il Servizio Speciale di Neuroimmunologia Oculare diretto dalla Prof.ssa Paola Pivetti



11) Certificato dell’8.06.1996 in cui vengono riportate le qualifiche ricoperte di Medico Interno ed Assegnista biennale



12) Attribuzione della qualifica d’Aiuto presso la Clinica Oculistica – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”



13) Certificato di Strutturazione dal reparto di Immunovirologia Oculare alla Divisione di Clinica Oculistica II diretta dal Prof. Corrado Balacco Gabrieli – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”



14) Addetto alla Sorveglianza Sanitaria art. 16-17 del D.Lgs. 626/94 presso l’Azienda Policlinico Umberto I Roma dall’11.02.2005



15) Richiesta di svolgere a Chirurghi Oculisti un Corso teorico-pratico sulla gestione chirurgica della cataratta con un nuovo simulatore (DevEyes) da parte del DIES Group



































MONOGRAFIE





1-Acuità visiva a luminanza ridotta - Metodiche di indagine

(In coll. con: A. Papale)

Catania, SIFI Ed., 1992



2-Lenti fotocromatiche - Caratteristiche, funzionamento e scelta nell’impiego

(In coll. con: L. Ponte)

Milano, Negri Editore, 1993



3-Radiazioni non ionizzanti ed occhio

Firenze, Tipografia Baccini & Baldi, 1994



4- Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, 1998



5- Fondo oculare tra arte e scienza

(In coll. con: F. Guglielmelli)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 1999



6- Guida automobilistica ed efficienza visiva

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2001



7- Lenti a contatto morbide ad uso continuo. Una rivoluzione nella contattologia

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2001



8-Ipovisione –Riabilitazione visiva alla guida automobilistica

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2002



9- Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2003



10- Lenti a contatto in silicone idrogel. Aspetti chimico-fisici e clinici

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2003



11 – Aspetti immunopatogenetici delle congiuntiviti allergiche

(In coll. con: A.Leonardi, A. Stefanucci)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2004



12 – I test elettrofisiologici per una evidenziazione precoce oggettiva del danno retino-corticale nel soggetto con glaucoma

(In coll. coll. con: D.Martini)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2005



13 – Iperomocisteinemia. Complicanze oculari

(In coll. con: P.P. Gentili, P. Giorno)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2005



14 – Fototraumatismo ed apoptosi dei cheratociti

(In coll. con: P.P. Gentili)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2005



15 – Controllo sulla progressione della miopia assile per un effettivo intervento di salute pubblica

(In coll. con: P.P. Gentili, R. Rosa)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2005



16 – La tonometria, ieri ed oggi

(In coll. con: P.P. Gentili)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2005



17 – La neuropatia ottica ischemica anteriore

( In coll. con: F. Sadun, N. Fantozzi)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2006



18 – Oftalmopatia Basedowiana

(In coll. con: P. Giorno, F. Demasi)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2006



19 – I Filtri – Un mezzo efficace per migliorare la funzione visiva

(In coll. con: R. Rosa, N. Fantozzi)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2006



20 – Angiogenesi – Trattamento farmacologico per patologie neovascolari oculari

(In coll. con: M. Trinchi)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2006



21 – Glaucoma primario ad angolo aperto – Aspetti eziopatogenetici

(In coll. con: B. Imperatrice)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2007



22- L’utilizzo delle cellule staminali limbari e della membrana amniotica nelle patologie della superficie oculare

(In coll. con: S. D’Angelo)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2007



23- Il ruolo del sistema congiuntivale nella risposta riparativa dopo trabeculectomia

(In coll. con: B. Imperatrice)

Canelli (AT), Fabiano Editore, 2008























ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI





1- Il corpo mioide della retina: Analisi immunochimica

(In coll. con: G.Gabbianelli, C.Cavallotti, A.Brancati)

Boll. Soc. Ital. Biol. Sper., 50, 44-48, 1974



2- Analisi istochimica ed immunochimica della retina

(In coll. con: G.Gabbianelli, C.Cavallotti)

Riv. Istoch. Norm. Pat., 19, 169, 1975



3- Sul comportamento della pressione oculare e di altri parametri dopo applicazione di Ocusert P 40

(In coll. con: M.G. Bucci, R. Cutruzzolà)

Boll. Ocul., 54, 291-300, 1975



4- Nota sui recenti progressi nella terapia medica del glaucoma

(In coll. con: T. De Negri, M.G. Bucci)

Giorn. Med. Milit., 326-334, 1975



5- Azione di farmaci adrenergici sull’ampiezza accomodativa, il diametro pupillare ed i vasi congiuntivali

(In coll. con: M.G. Bucci)

Boll. Ocul., 55, 181-193, 1976



6- Comportamento del coefficiente di rigidità sclerale di occhi normali e glaucomatosi dopo somministrazione orale di glicerolo

(In coll. con: T. De Negri, M.G. Bucci, G. Sturniolo)

Giorn. Med. Milit., 197-206, 1976



7- La morfologia funzionale del trabecolato corneo- sclerale umano in condizioni normali

(In coll. con: M.G. Bucci, C. Cavallotti, A. Ciardiello)

Boll. Soc. Ital. Biol. Sper., 52, 1065-1071, 1976



8- Histochemical studies on the retinal morphology

(In coll. con: F. Amenta, C. Cavallotti)

Atti VII Intern. Congr. on Photobiology. Roma, 1976



9- Il comportamento dell’idrodinamica oculare in corso di trattamento con Epinefrina

(In coll. con: T. De Negri, M.G. Bucci, E. Romani)

Giorn. Med. Milit. 283-293,1976



10- Caratteristiche morfologiche e funzionali del trabecolato corneo-sclerale del bulbo oculare umano

(In coll. con: Z. Fumagalli, C. Cavallotti, M.G. Bucci)

Atti XXXIII Congr. Naz. Soc. Ital. Anat. Um. Norm., 1976



11- Sulla natura della miosi e dell’iperemia congiuntivale da somministrazione locale di farmaci con proprietà beta-simpaticomimetiche

(In coll. con: M.G. Bucci, M. Morichini)

Boll. Ocul., 56, 113-123, 1977



12- La presenza di una proteina contrattile miosino-simile a livello del trabecolato corneo-sclerale di cane e di uomo

(In coll. con: M.G. Bucci, C. Cavallotti)

Boll. Ocul., 56, 113-123, 1977



13- Moderni aggiornamenti sulla toxoplasmosi con particolare riguardo a quella oculare. Nota I

(In coll. con: T. De Negri)

Giorn. Med.Milit., 31-39,1977



14- Moderni aggiornamenti sulla toxoplasmosi con particolare riguardo a quella oculare. Nota II

(In coll. con: T. De Negri)

Giorn. Med. Milit., 152-162, 1977



15- Indagini istochimiche sulla distribuzione di un farmaco beta-bloccante (Pindololo) a livello del segmento anteriore oculare

(In coll. con: M.G. Bucci, C. Cavallotti)

Boll. Ocul., 56, 217-221, 1977



16- Über die Möglichkeit, die systemischen Nebenwirkungen der Augentropfen Isoproterenol, durch lokale Verabreichung von Propranolol zu verhindern

(In coll. con: M.G. Bucci)

Klin. Mbl. Augenheilk, 170, 586-591, 1977



17- Lokales Oxprenolol bei der Behandlung verschiedener Glaukomformen

(In coll. con: G.B. Bietti, M.G. Bucci)

Klin. Mbl. Augenheilk, 170, 824-830, 1977



18- Azione locale e sistematica dell’associazione Isoproterenolo-Oxprenololo

(In coll. con: M.G. Bucci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 103, 435-443, 1977



19- Enzymatic studies in the trabeculum of the dog

(In coll. con: M.G. Bucci, C. Cavallotti)

Metabolic Ophthalmol., 1, 219-222, 1977



20- Le lenti a contatto morbide come sistema di somministrazione di farmaci nel glaucoma

(In coll. con: E. Romani, M.G. Bucci, M.C. Vitangeli)

L'Ottico, 127, 38-40, 1978



21- Effetti sistemici della somministrazione orale (propranololo) e locale (isoproterenolo) di farmaci ipotensivi oculari

(In coll. con: C.A. Quaranta, M.G. Bucci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 104, 575-582, 1978



22- Ipertensione oculare acuta da miotici

(In coll. con: C.A. Quaranta, M.G. Bucci, L. Lischetti)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 102, 699-706, 1978



23- Controindicazioni all'uso di lenti corneali

(In coll. con: E. Romani)

Atti I Corso di Aggiornamento A.P.I.M.O. “Attualità in contattologia", pp. 37-45, 1978



24- Comportamento del senso cromatico in occhi portatori di lenti a contatto morbide colorate

(In coll. con: E. Romani)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 105, 101-104, 1979



25- A comparative evaluation of the effectiveness of topical Oxprenolol and Propranolol in the treatment of glaucoma

(In coll. con: M.G. Bucci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 105, 269-276, 1979



26- L’associazione Adrenalina-Oxprenololo nella terapia del glaucoma

(In coll. con: T. De Negri, M.C. Vitangeli, M.G. Bucci)

Giorn. Med. Milit., 109-115, 1979









27- Microftalmoscopia con lampada a fessura. Sull’utilità dell'impiego della lente a contatto corneale di Danker & Wohlk per la visione del fondo oculare

(In coll. con: E. Romani)

L'Ottico, 133, 31-32, 1979



28- Un attivatore dell’AMPc nella terapia del glaucoma

(In coll. con: M.G. Bucci)

Boll. Ocul., 58, 537-543, 1979



29- Possibili cause dell'ipertono oculare dopo “test del buio”

(In coll. con: M.G. Bucci)

Atti 59° Congr. Naz. S.O.I., pp. 224-227, 1979



30- Modello biofisico-matematico per lo studio fluidodinamico dell’occhio umano

(In coll. con: M.G. Bucci, S. Leopardi)

Atti XLVIII Assemblea Generale Soc. Ital. Biol. Sper., 1979



31- Considerazioni sull’uso delle lenti a contatto morbide nelle atalamie dopo interventi fistolizzanti

(In coll. con: S. Leopardi, E. Romani)

Atti Congr. Intern. Contat. Med., Monaco-Montecarlo, pp. 74- 80, 1979



32- Primi dati analitici per l’indirizzo alla scelta del tipo di lenti a contatto ottimale in funzione delle caratteristiche fluido-dinamiche del sistema globo-oculare

(In coll. con: S. Leopardi, E. Romani)

Atti Congr. Intern. Contat. Med., Monaco-Montecarlo, pp. 84-93, 1979



33- Studi sulla personalità dei pazienti glaucomatosi

(In coll. con: T. De Negri, G. Spagnolo, D.C. Troiano)

Giorn. Med. Milit., 100-107, 1980



34- Biomeccanica del sistema globo-oculare: prime osservazioni

(In coll. con: S. Leopardi)

Clin. Ocul. Pat. Ocul., 1, 47-52, 1980



35-Biomeccanica del sistema globo-oculare: Prime osservazioni teorico-sperimentali per l’impiego degli ultrasuoni in tempo reale

(In coll. con: S. Leopardi)

Clin. Ocul. Pat. Ocul., 1, 53-56, 1980



36- Ipobarismo orbitario come test di provocazione per lo studio del rapporto di elasticità tra il binomio occhio-lente corneale

(In coll. con: E. Romani, S. Leopardi)

Contat. Med., 1 (1), 19-38, 1980



37- Lente a contatto morbida per l'esame del fondo oculare. Nota pratica

(In coll. con: E. Romani)

Contat. Med., 1 (1), 39-40, 1980



38- Azione dell’Acetazolamide sulla pressione arteriosa sistemica ed oftalmica

(In coll. con: V. Gasparri, G. Boccassini)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 106, 256-268, 1980



39- Effetti a distanza oculari e generali dopo somministrazioni di Propranololo ed Isoproterenolo

(In coll. con: D.C. Troiano, G. Boccassini)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 106, 279-286, 1980



40- Effetti di un beta-bloccante (Oxprenololo) nel trattamento dei glaucomi congeniti

(In coll. con: G. Spagnolo, G. Boccassini)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 106, 279-286, 1980



41- Possibili sinergismi fra Carbocromene e farmaci adrenergici

(In coll. con: M.G. Bucci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 106, 311-319, 1980



42- Sui possibili effetti sistemici dell’Oxprenololo 1% collirio in pazienti con affezioni cardio-vascolari

(In coll. con: R. Iervolino, G. Boccassini)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 106, 335-342, 1980



43- Sempre maggiore l’interesse degli Oculisti per l’applicazione delle lenti a contatto: colloquio internazionale di contattologia medica di Monaco-Montecarlo

L’Occhio in Italia e nel Mondo, 2 (1), 6-7, 1980



44- Decennale della Contattologia Medica: Congresso di Londra, 18-20 aprile, 1980

L’Occhio in Italia e nel Mondo, 2 (4), 6-7, 1980



45- Ricerche istochimiche sull’angolo irido-corneale: gli enzimi del metabolismo glicidico

(In coll. con: M. Pirrò, E. De Santis, M. Zomparelli)

Rec. Med., 19, 281-284,1980



46- Designing a suitable lens shape for compatibility with the tear film

(In coll. con: E. Romani, S. Leopardi)

Contact Lens J., 9, 21-25, 1980



47- Variabile psicologia nel glaucoma primario: appunti per un modello operativo

(In coll. con: S. Dini)

Clin. Ocul. Pat. Ocul., 2, 192-195, 1981



48- Ha significato per una lente a contatto idrofila la trasmissibilità all'aria?

(In coll. con: S. Leopardi, S. Colesanti)

Contat. Med., 2 (1, 2), 29-47, 1981



49- Nuovo metodo di sterilizzazione per lenti a contatto

(In coll. con: E. Romani, S. Leopardi)

Contat. Med., 2 (1, 2), 93-96, 1981



50- Lenti corneali per ogni sport

(In coll. con: E. Romani)

Contat. Med., 2 (1, 2), 117-121, 1981



51- Architettura e funzione meccanica della struttura macromolecolare dei polimeri per lenti a contatto idrofile

(In coll. con: S. Leopardi, A. Calzavara)

Contat. Med., 2 (1, 2), 149-161, 1981



52- Valutazione dell’idratazione delle lenti a contatto idrofile nei confronti dell’acqua libera

L'Occhio in Italia e nel Mondo, 3 (3), 1-2, 1981



53- Il film lacrimale. Anatomia, fisiologia ed esami funzionali

L'Ottico, 146, 83-103, 1981



54- Disinfezione fisica per lenti a contatto idrofile

L'Ottico, 147, 78-82, 1981



55- Problemi per la formulazione di soluzioni per contattologia

L'Ottico, 148, 59-64, 1981



56- Depositi su lenti a contatto idrofile e soluzioni rigeneranti

L'Ottico, 149, 65-74, 1981







57- Gli psicofarmaci ed il tono oculare

(In coll. con: G. Spagnolo)

L'Occhio in Italia e nel Mondo, 3 (4), 1-4, 1981



58- La maschera subacquea è veramente innocua? Effetti sulla pressione endoculare ed utilità come test di provocazione per la diagnosi nel glaucoma cronico semplice

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 107, 659-666, 1981



59- Emicrania oftalmica: eziopatogenesi e terapia

L'Occhio in Italia e nel Mondo, 3 (6), 1-6, 1981



60- Trattamento dell’ipertensione oculare dopo test a palpebre chiuse

(In coll. con: M.G. Bucci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 107, 667-678, 1981



61- Gli elementi inorganici nel film lacrimale di soggetti sani. Nota I: Li, Na, K, Ca, Mg

(In coll, con: S. Costantini, R. Giordano)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 107, 755-765, 1981



62- Gli elementi inorganici nel film lacrimale di soggetti sani. Nota II: Cr, Mn, Fe, Pb

(In coll. con: S. Costantini, R. iordano)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 107, 815-824, 1981



63- La regolazione neurovegetativa della pressione arteriosa: ruolo dei riflessi a partenza oculare

(In coll. con: V. Marigliano, P. De Marzio, M. Garrone, A. Lukic, A. Facciolo)

Atti 83° Congr. Naz. Med. Int., pp. 1-2, 1981



64- Valutazione tonografica dell’ipertono oculare da chiusura palpebrale

(In coll. con: M.G. Bucci)

Atti 61° Congr. Naz. S.O.I., pp. 497-501, 1981



65- Tests di provocazione nel glaucoma: midriasi e palpebre chiuse. Valutazione comparativa

(In coll. con: C. Milano)

Rec. Med., 20, 651-655, 1981



66- Nuova metodica del test di Schirmer con anestesia locale

Contat. Med., 3 (1), 85-106, 1982



67- Variation de la concentration des éléments inorganiques du film lacrymal chez les sujets ayant un bref "Break up time". Intérêt d'un collyre à base de phosphocréatinine

(In coll. con: S. Costantini, P. Francesconi)

Contactologia, 4 F., 34-37, 1982



68- Les éléments minéraux du film précornéén chez les sujets porteurs ou non de lentilles de contact

(In coll. con: E. Romani, S. Costantini)

Contactologia, 4 F., 101-103, 1982



69- Biomeccanica del sistema globo-oculare: deformazioni di tipo viscoelastico

(In coll. con: S. Leopardi)

Clin. Ocul. Pat. Ocul., 3, 95-100, 1982



70- Modello di informatica per l'interpretazione dei movimenti saccadici dell’occhio

(In coll. con: S. Leopardi)

Clin. Ocul. Pat. Ocul., 3, 211- 216, 1982



71- Midriatici

(In coll. con: M.G. Bucci)

Enciclopedia Med. Ital., Firenze, USES, IX vol., pp. 1443-1445, 1982





72- Miotici

(In coll. con: M.G. Bucci)

Enciclopedia Med. Ital.,Firenze, USES, IX vol., pp. 1776-1778, 1982



73- Regolazione adrenergica dell’idrodinamica oculare

Seminari di Neurobiologia. Roma, Edizioni Europee, I vol., pp. 23-29, 1982



74- Depositi mucoproteici sulle lenti idrofile e tempo d’uso

Atti n. 2 A.I.O., “Lenti a contatto e soluzioni”, pp. 47-49, 1982



75- Indagine su 18 elementi inorganici nel film lacrimale di soggetti sani

(In coll. con: S. Costantini, R. Giordano)

Contat. Med., 3 (2), 193-213, 1982



76- Riflessi neurovegetativi a partenza oculare. Possibile influenza nella patogenesi del danno glaucomatoso

(In coll. con: C. Milano, V. Marigliano)

Rec. Med., 21, 299 - 308, 1982



77- Ricerca della patogenesi delle variazioni del tono oculare indotta da lenti a contatto

(In coll. con: C. Milano)

Rec. Med., 21, 319-326, 1982



78- La profilassi nei portatori di lenti a contatto

(In coll. con: C. Milano)

Rec. Med., 21, 391-400, 1982



79- Analisi sulla validità del test di Schirmer

(In coll. con: C. Milano)

Rec. Med., 22, 109-120, 1983



80- Una nuova metodica per lo studio della problematica fisiopatologica in Clinica Oculistica: biomeccanica del sistema globo oculare

(In coll. con: S. Leopardi)

Clin. Ocul. Pat. Ocul., 4, 57-60, 1983



81-The Closed-Eyelid Test in the management of Glaucoma

(In coll. con: M.G. Bucci)

Glaucoma, 5, 84-89, 1983



82- Gli elementi inorganici nel film lacrimale di soggetti sani. Nota III: Cu, Zn, Co, Ni

(In coll. con: S. Costantini, R. Giordano)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 109, 631-642, 1983



83- Trattamento della retinopatia diabetica con vitamina E

(In coll. con: F. Bozzoni-Pantaleoni, G. Bastioli, S. Cristini)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 109, 643-654, 1983



84-Test delle palpebre chiuse: alterata regolazione nella liberazione di noradrenalina nelle giunzioni sinaptiche?

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 109, 655-668, 1983



85- Determinazione di elementi inorganici sulla superficie e nella struttura di lenti a contatto idrofile

(In coll. con: C. Cavallotti)

Contat. Med., 4 (3), 235-257, 1983



86- Interesse clinico dei liquidi per contattologia

L’Ottico, 160, 93-106, 1983









87- Studi morfologici sulle cellule di sfaldamento dell'epitelio corneale presenti nelle lacrime

(In coll. con: C. Cavallotti)

Atti XXXIX Congr. Naz. Soc. Ital. Anat. Um. Norm., pp. 71-72, 1983



88- Vitamina E, biomembrane e retinopatie

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 4 (2), 46-54, 1983



89- Emicrania oftalmica: danno di bio-membrane?

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 4 (3), 44-51, 1983



90- Alterazioni chimiche delle lenti a contatto. Patologie ad esse conseguenti

(In coll. con: L. Cerulli, R. Fasulo, M. Casini, M. G. Galli)

Atti V Congr. Naz. Contat. Med., pp. 61-90, 1983



91- Valutazioni chimico-fisiche dei materiali gas permeabili usati in contattologia

(In coll. con: M. Casini)

Atti V Congr. Naz. Contat. Med., pp. 107-112, 1983



92- Die anorganischen elemente in der flüssigen und der zellulären Phase des Tränen-films beim Normalen - I. Mitteilung: Mg, Cr, Mn, Cu, Zn

(In coll. con: C. Cavallotti, E. Romani)

Contactologia, 6 D, 39-42, 1984



93- Die anorganischen Elemente in der flüssigen und der zellulären Phase des Tränen-films gesunder Menschen - II. Mitteilung: Na, K, Ca, Fe

(In coll. con: C. Cavallotti)

Contactologia, 6 D, 65-68, 1984



94- Analyse anorganischer Elemente in hydrophilen Kontaktlinsen und Konservierungsmedien mittels Atomabsorptionsspektralphotometrie - I. Mitteilung: Na, K, Ca, Mg

(In coll. con: G. Notarangelo, D. Bravi, P. Verduchi)

Contactologia, 6 D, 69-73, 1984



95- Le alterazioni microstrutturali dell’epitelio corneale in contattologia: effetti della pressione osmotica lacrimale

L’Ottico, 164, 122-126, 1984



96- Valutazione della permeabilità all’ossigeno dei materiali plastici impiegati in contattologia e del consumo di ossigeno della cornea

(In coll. con: M. Casini)

Atti del Dipartimento di Scienze Neurologiche. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, II vol., Seminari di Neurobiologia. C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 123-128, 1983



97- Valutazione del gradiente osmotico del liquido lacrimale nelle alterazioni microstrutturali dell’epitelio corneale in contattologia

(In coll. con: C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, 129-132, 1983



98- Effetto di farmaci psicotropi sul tono oculare, indagine tonometrica

(In coll. con: V. Gasparri, C.M. Cerini)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 5 (1), 41-47, 1984





99- Test di provocazione nel glaucoma cronico semplice: prova del carico idrico

(In coll. con: F. Cruciani, E. Margollicci)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 5 (2), 28-33, 1984







100- Voruntersuchung zur Auswahl des besten Papiers für den Shirmer-Test

(In coll. con: D. Bravi, P. Verduchi)

Contactologia, 6 D, 115-117, 1984



101- Analyse anorganischer Elemente in hydrophilen Kontaktlinsen und Konservierungsmedien mittels Atomabsorptions-Spektralphotometrie. II Mitteilung: Fe, Cu, Zn, Cr, Mn, Si, Al

(In coll. con: G. Notarangelo, D. Bravi, P. Verduchi)

Contactologia, 6 D, 126-130, 1984



102- Lo pterigio come malattia ergoftalmologica: studio clinico statistico sul personale di un’azienda dei trasporti. Risultati preliminari

(In coll. con: F. Cruciani, F. Lucchetta, E. Margollici, M. Sampalmieri)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 5 (3), 46-50, 1984



103- Le alterazioni microstrutturali dell’epitelio corneale riscontrate in seguito all’applicazione delle lenti a contatto

(In coll. con: C. Cavallotti, V. D’Andrea)

Nuova Stampa Med. Ital., 4, 5-13, 1984



104- L’indice di perfusione papillare, paramento per la valutazione di un fattore di rischio nell'ipertensione oculare

(In coll. con: M. G. Bucci, R. Dominici)

Atti 3° Conv. Naz. Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, pp. 749-754, 1984



105- Importanza dell'educazione al sistema di pulizia e disinfezione per lenti a contatto

(In coll. con: M. Casini)

Atti 3° Conv. Naz. Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, pp. 755-760, 1984



106- Problemi medici della pseudofachia nei trasporti

(In coll. con: E. Pafi, W. Fioravanti)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 6 (1), 7-9, 1985



107- Il trabecolato corneo-sclerale: analisi quantitativa di alcuni enzimi

(In coll. con: C. Cavallotti, V. D’Andrea, P. Petrini, M. Casini)

Nuova Stampa Med. Ital., 5, 25-28, 1985



108- Das Übersichtsreferat: Kontaktologie und Antiseptika Benzalkoniumchlorid (BAK)

(In coll. con: M. Casini)

Contactologia, 7 D, 1-9, 1985



109- Presenza di un’attività ATP-asica a livello dell’angolo irido corneale

(In coll. con: S. L. Nori, C. Cavallotti, M. Leoni, V. D’Andrea)

Medicina Oggi, 1 (1), 101-104, 1985



110- Le lesioni corneali secondarie all’impiego di lenti a contatto

(In coll. con: V. D’Andrea, R. Cecere, P. Corvese, C. Cavallotti)

Medicina Oggi, 1 (2), 37-42, 1985



111- L’elettroretinogramma come espressione della maturazione funzionale della retina

(In coll. con: S. L. Nori, M. Leoni, P. Sagnelli, A. Tammaro)

La Stampa Medica Europea, 5, 57-59, 1985



112- Vegleichende Untersuchungen der Polimere von Hydrogellinsen mit verschiedener Hydrophilie mit dem Rasterelektronemikroskop

(In coll. con: E. Romani)

Contactologia, 8 D, 31-37, 1986











113- Effetti di un’associazione antocianosidi-vincamina sulla funzione visiva

(In coll. con: P. Rizzo, F. Bozzoni-Pantaleoni, A. Tucceri, W. Fioravanti)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 7 (1), 17-20, 1986



114- Untersuchung der Wechselwirkung zwischen Kontaktlinsens und Hornhaut durch Morphometrische computergesteuerte Analyse des Endothels der Horhaut

(In coll. con: M. Casini)

Contactologia, 8 D, 99-103, 1986



115- Cheratotomia radiale. Procedimento estremo per correggere un handicap

Dimensione contatto, 1 (1), 2-3, 1986



116- Chirurgia refrattiva: cheratotomia radiale

(In coll. con: G. Boccassini)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 7 (2), 27-32, 1986



117- Strukturelle änderungen des polymers der hydrogellinse nach der “Reinigungsbehandlung"-UnteFsuchungen mit dem Rasterelektronenmikroskop

Contactologia, 8 D, 142 - 143, 1986



118- Prüfung der bakteriziden Wirksamkeit eines thermischen “Lanzeitdesinfektionsgeräts"

(In coll. con: M. Casini, M.C. Stirpe, P. Pompei, G. Boccassini)

Contactologia, 8 D, 180-182, 1986



119- Bewertung der Betriebstemperatur eines thermischen "Langzeitdesinfektionsgeräts"

(In coll. con: M. Casini, E. Tomasini)

Contactologia, 8 D, 183 - 186, 1986



120- Film lacrimale - Sistema difensivo contro le infezioni esogene

Dimensione Contatto, 1 (4), 2-3, 1986



121- Perfusion Pressure and the Papillary Perfusion Index in a Nonglaucomatous Population

(In coll. con: M. G. Bucci, R. Dominici)

Glaucoma, 8, 82 - 86, 1986



122- Protocollo di indagine sperimentale in contattologia: idoneità dei materiali

(In coll. con: M. Casini)

Contat. Med.Chir. Refr., 7 (1), 19-54, 1986



123- Tono oculare e ritmi circadiani

(In coll. con: R. Dominici)

Atti IV Conv. Naz. Coll. Med. Ital. Trasporti, pp. 231-233, 1986



124- Comportamento della funzionalità visiva alle alte velocità. Particolare riguardo al movimento su ferrovia

(In coll. con: P. Luchetti)

Quaderni Centro Studi Medicina dei Trasporti, 2, 37- 66, 1986



125- Morfologische und strukturelle Unterschiede von Kontaktlinsen mit 38% Wasseraufnahme

(In coll. con: M. Casini, E. Romani)

Contactologia, 9 D, 91-98, 1987



126- Bakterizide Wirksamkeit und Wirkungen auf das Polymer eines thermischen Langzeitdesinfektionsgerät, rasterelektronenmikroskopische Untersuchungen

(In coll. con: G. Boccassini, L. Pietropaoli )

Contactologia, 9 D, 102-106, 1987



127- Il muco congiuntivale

(In coll. con: G. Boccassini)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, VIII, 23-24, n.1, 1987



128 -Neue Methodik für die quantitative Bewertung der Reinigungswirkung von enzymatischen Lösungen

(In coll. con: M. Casini, M.C. Stirpe, P. Pompei, G. Boccassini)

Contactologia, 9 D, 122-126, 1987



129- Ruolo delle lacrime nella resistenza alle infezioni oculari esogene

(In coll. con: P. Rizzo, G. Boccassini)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 8 (2), 42-50, n.2, 1987



130- A provocative test for Diagnosis of Low-Tension Glaucoma

(In coll. con: M. G. Bucci)

Glaucoma, 9, 56-60, 1987



131- Soluzioni per contattologia

(In coll. con: E. Romani, G. Boccassini)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 8 (2), 42-50, 1987



132- Indicazioni, limiti e possibilità nel’'utilizzo di potenziali visivi evocati

(In coll. con: P. Luchetti)

Quaderni Centro Studi Medicina dei Trasporti, 3, 6-11, 1987



133- Fondamenti elettrofisiologici e principali applicazioni clinico-oftalmologiche. Rilevanza in Medicina dei Trasporti

(In coll. con: A. Di Ciò, E. Rispoli)

Quaderni Centro Studi Medicina dei Trasporti, 3, 12- 25, 1987



134- Esame oftalmologico: sua utilità nel formulare una diagnosi precoce di vasculopatia generalizzata

(In coll. con: W. Fioravanti, F. Bozzoni, G. Boccassini)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 7 (4), 63-70, 1987



135- Studio al microscopio elettronico a scansione di alcuni materiali idrofili usati per lentine intracorneali

(In coll. con: C. Masci, A. Cornacchia, G. Boccassini)

Contat. Med. Chir. Refr., 8 (2), 101-113, 1987



136- Farmaci e chirurgia refrattiva

(In coll. con: A. Cornacchia, G. Boccassini, C. Masci)

Contat. Med. Chir. Refr., 8 (2), 179-185, 1987



137- Analyse der Oberflächen vo Hydrogel-Kontaktlinsen mit höherem Wassergehalt und physiologische Korrelation zwuschen Wassegehalt und Hornhautstoffwechsel

(In coll. con: M. Casini)

Contactologia, 10 D, 18-22, 1988



138- Korrelation zwischen den Chemisch-physikalischen Eigenschaften von Hydrogelkontaktlinsen-Polymeren und der Horhaut

(In coll. con: M. Casini, D. Manara)

Contactologia, 10 D, 23-25, 1988



139- Fisiopatologia oculare negli operatori ai videoterminali ed aspetti clinici,medico-legali e prevenzione

(In coll. con: R. Dominici, F. Guglielmelli, A. Cornacchia)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 9 (1), 5-16, 1988



140- Materiali clinicamente in uso dopo estrazione della cataratta. Lenti intraoculari

(In coll. con: G. Boccassini, L. Pietropaoli)

Boll. Coll. Med. Ital. Traporti, 9 (1), 32-38, 1988



141- Water content of hydrogel Contact Lenses. A study by 1H NMR Relaxtion Times

(In coll. con: M. Delfini, T. Aureli, F. Calligaris, E. Brosio, L. Lupelli)

Poster Session - European Symposium on Contact Lenses Bausch & Lomb, Berlin, West Germany, 1988





142- Considerazioni sulla validità ed affidabilità della cheratotomia radiale: aspetti etici e medico-legali

(In coll. con: F. Guglielmelli)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 9 (3), 57-65, 1988



143- Nuove prospettive terapeutiche nei processi riparativi corneali: Epidermal Growth Factor

(In coll. con: F. Guglielmelli)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 9 (3), 76-80, 1988



144- Su di un caso di lussazione spontanea del bulbo oculare

(In coll. con: A. Papale)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 114, 703-707, 1988



145- Rilievi epidemiologici della pressione oculare in una popolazione lavorativa

(In coll. con: M.G. Bucci, E. Rotondo)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 114, 1255-1262, 1988



146- Correlazione fra pressione arteriosa oftalmica e pressione oculare in soggetti normali

(In coll. con: M.G. Bucci, M.F. Bizzotto, M.G.M. Coletta)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 114, 1265-1271, 1988



147- Autoregolation of microcirculation in the Prelaminar area of the optic nerve. Proposal for a clinical screening system

(In coll. con: S.P. Mariotti, S.L. Nori)

Atti del Dipartimento di Scienze Neurologiche. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. VIII International Symposium on Morphological sciences. Cerebral circulation and neurotransmitters from basic to clinical sciences. C. Cavallotti, L. Fumagalli (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 99- 105, 1988



148- Effetti del trattamento prolungato di un'associazione vincamina-antocianosidi sulla soglia luminosa differenziale e sull'acuità visiva fotopica

(In coll. con: G. Mattia)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 9 (4), 17-22, 1988



149- Correzione dell’afachia nella prima e seconda infanzia con lenti a contatto

(In coll. con: L. Russo, C. Masci, L. Lupelli)

Contat. Med. Chir. Refr., 9 (3), 253-273, 1988



150- Valutazione dell'effetto refrattivo della cheratotomia radiale

(In coll. con: F. Guglielmelli)

Contat. Med. Chir. Refr., 9 (3), 305-316, 1988



151- Fenomeni istodinamici e neuroplastici corneali dopo cheratotomia radiale

(In coll. con: F. Guglielmelli M. Leoni)

Atti del Dipartimento di Scienze Neurologiche. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Neuroanatomia clinica ed applicata: Lezioni e seminari del corso di perfezionamento in neurofisiologia degli stati di coscienza psicopatologia e terapia. D. Gherardi, C. Cavallotti (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 123-132, 1989





152- Autoregolazione della circolazione coroideale - Il Polso oculare

(In coll. con: S.P. Mariotti, F.M. Lentini)

Atti del Dipartimento di Scienze Neurologiche. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Neuroanatomia clinica e applicata: Lezioni e seminari del corso di perfezionamento in neurofisiologia degli stati di coscienza psicopatologia e terapia. D. Gherardi, C. Cavallotti (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 135-143, 1989













153- Neuroplasticità ed emmetropia: binomio indispensabile nel processo visivo

(In coll. con: F. Guglielmelli, M. Leoni)

Atti del Dipartimento di Scienze Neurologiche. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Neuroanatomia clinica ed applicata: Lezioni e seminari del corso di perfezionamento in neurofisiologia degli stati di coscienza psicopatologia e terapia. D. Gherardi, C. Cavallotti (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 145-151, 1989



154- A.M.P. Ciclico e regolazione del deflusso dell’umor acqueo

(In coll. con: C. Milano, S.P. Mariotti)

Atti del Dipartimento di Scienze Neurologiche. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Neuroanatomia clinica ed applicata: lezioni e seminari del corso di perfezionamento in neurofisiologia degli stati di coscienza, psicopatologia e terapia. D. Gherardi, C. Cavallotti (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 169-181, 1989



155- Acuità visiva a luminanza ridotta - Proposta per una metodica di screening

(In coll. con: L. Lupelli, A. Papale)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 10 (1), 22-23, 1989



156- Intorno alle possibilità tecniche di valutare il grado di capacità visiva notturna nei candidati all’ottenimento della licenza di guida dei veicoli a motore

(In coll. con: E. Rispoli, P. Luchetti, A. Scano)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 10 (1), 28-29, 1989



157- Valutazione mediante RMN a bassa risoluzione dello stato di idratazione della cornea dopo cheratotomia radiale. Studio preliminare

(In coll. con: T. Aureli, E. Brosio, M. Delfini, A. Cornacchia)

Contat. Med. Chir. Refr., 10 (1), 71-78, 1989



158- Cheratotomia radiale e implicazione in ambito M.M.

(In coll. con: V. Martines, F. Guglielmelli)

Ann. Med. Nav., 94, 145-162, 1989



159- A new approach to the study of contact lens: high resolution NMR spectroscopy

(In coll. con: L. Lupelli, M. Delfini, E. Brosio, T. Aureli)

Poster Session - European Symposium on Contact Lenses, Bausch & Lomb, Edinburgh-Scotland, 1989



160- Correzione dei difetti di refrazione con innesto di materiale alloplastico

(In coll. con: C. Masci, A. Cornacchia, L. Militerni)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 10 (2), 35-52, 1989



161- Biocompatibilità delle lenti a contatto - Metodiche di esame

(In coll. con: L. Militerni)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti 10 (3), 5-8, 1989



162- Importanza degli antisettici nelle formulazioni delle soluzioni in uso in contattologia

(In coll. con: L. Militerni)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 10 (4), 18-22, 1989



163- Water dynamic states in hydrogel contact lenses. Study by NMR at low resolution

(In coll. con: T. Aureli, E. Brosio, M. Delfini, L. Lupelli)

Biomaterials in Ophthalmology - An Interdisciplinary Approach. R. Caramazza, P. Versura (Eds.), Bologna, Studio E.R. Congressi, pp. 65-69, 1990



164- Trattamenti delle superfici delle lenti da occhiali e trasmittanza delle radiazioni UV e Visibili

Le lenti oftalmiche. E. Leonardi, E. Romani (Eds.), Milano, Stampa Grafica I, S & C s.n.c., pp. 51-66, 1990



165- Nuovi materiali per lenti a contatto

(In coll. con: L. Militerni)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 11 (1), 21-26, 1990



166- Il comportamento di alcuni parametri oculari e sistemici dopo il test delle palpebre chiuse

(In coll. con: M.G. Bucci, G.L. Manni, A. Martelli)

Boll. Ocul., 69 (Suppl. 2), 113-118, 1990



167- Preliminary study on the dehydration of hydrogel contact lenses by NMR at low resolution

(In coll. con: L. Lupelli, E. Brosio, M. Delfini, T. Aureli)

The Contact Lens J., 18, 101-105, 1990



168- Antisettici in contattologia. Principi fondamentali per la formulazione di soluzioni

(In coll. con: L. Militerni)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 11 (2), 23-29, 1990



169- Studio mediante RMN di H1 e Na23 di idrogel

(In coll. con: E. Brosio, T. Aureli, L. Lupelli, M. Delfini)

Atti Congr. Naz. Risonanze Magnetiche. Pisa, Ed. Universitaria Litografia Felici, 1990



170- Aspetti costituzionali e conformazionali della bendalina mediante Risonanza Magnetica Nucleare

(In coll. con: M. Delfini, M.R. Del Giudice, M.E. Di Cocco, A. Di Nola)

Atti Congr. Naz. Risonanze Magnetiche. Pisa, Ed. Universitaria Litografia Felici, 1990



171- Studio mediante spettroscopia RMN P31, H1, C13 del metabolismo del cristallino di coniglio nella cataratta da trattamento topico con desametasone

(In coll. con: A. Miccheli, T. Aureli, M. Lazzari, M. Delfini)

Atti Congr. Naz. Risonanze Magnetiche. Pisa, Ed. Universitaria Litografia Felici, 1990



172- Comportamento dell'ampiezza del polso oculare dopo instillazione di ß-bloccanti

(In coll. con: M.G. Bucci, S.P. Mariotti, F.M Lentini)

Boll. Ocul., 69, 285-297, 1990



173- Lenti da occhiali colorate e miopia

(In coll. con: A. Papale)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 11 (4), 19-26, 1990



174- Effect of a topical alphalytic drug, Dapiprazole, on the ocular pulse amplitude

(In coll. con: M.G. Bucci, S.P. Mariotti, F.M. Lentini)

Glaucoma, 12, 153-158, 1990



175- Study by P31 and H1 N.M.R. spectroscopy on the effect of antiglaucoma drugs on rabbit lens metabolism

(In coll. con: A. Miccheli, M. Lazzari, F. Guglielmelli, A. Cornacchia, M. Delfini)

Magn. Reson. Med. and Biol., 4, 129-136, 1990



176- Modificazioni cromatiche da lenti colorate per occhiali. Loro idoneità per la guida dei mezzi di trasporto

(In coll. con: G. Feigusch, C. Masci, G. Romani)

Atti 4° Conv. Naz. Coll. Med. Ital. Trasporti, pp.189- 194,1990



177- Fattore luminoso di trasmissione di “lenti da sole” ed influenza sulla guida dei mezzi di trasporto

(In coll. con: G. Russo, G. Feigush, G. Romani)

Atti 4° Conv. Naz. Coll. Med. Ital. Trasporti, pp. 289- 294,1990



178- Flusso coroideale pulsatile: parametro da valutare per l'idoneità alla guida di mezzi di trasporto ad alta velocità

(In coll. con: A. Papale, M.D. Alonzi)

Atti 4° Conv. Naz. Coll. Med. Ital. Trasporti, pp. 295- 302,1990



179- Discromatopsie e guida di autoveicoli

(In coll. con: A. Papale, G. Russo)

Atti 4° Conv. Naz. Coll. Med. Ital. Trasporti, pp. 303- 310,1990







180- Influenza di un farmaco vasoattivo sul flusso coroideale pulsatile

(In coll. con: F.M. Lentini, S.P. Mariotti, C.A. Milano)

Boll. Ocul., 70, 71-81, 1991



181- L’ampiezza del polso oculare dopo dapiprazolo in soggetti glaucomatosi in terapia locale con ß- bloccanti

(In coll. con: F.M. Lentini, S.P. Mariotti)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 117, 603-611, 1991



182- Lenti da occhiali colorate per scopi speciali come protezione per le radiazioni UV e Blu

(In coll. con: L. Lupelli)

Atti Fondaz. Ronchi, 46, 399-422, 1991



183- Effetti del monosialoganglioside GM1 (Sygen) sui difetti perimetrici da glaucoma ad angolo aperto dopo trattamento a breve termine

(In coll. con: C. Masci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 117, 871-886, 1991



184- Valutazione del metabolismo del cristallino mediante spettroscopia RMN P31 ed H1. Potenzialità della sua applicazione nello studio patogenetico della cataratta sperimentale

(In coll. con: M. Delfini, A. Miccheli, T. Aureli)

Boll. Ocul., 70, 645-653, 1991



185- Comportamento del polso oculare dopo instillazione di befunololo cloridrato in soggetti glaucomatosi - Studio a lungo termine

(In coll. con: S.P. Mariotti, G. Russo, P. Palini)

Boll. Ocul., 70, 949-952, 1991



186- Pilocarpina gel Vs pilocarpina collirio

(In coll. con: C. Masci, A. Papale)

Boll. Ocul., 70, 955-972, 1991



187- Effetto sul flusso oculare pulsatile di un farmaco 1-litico (Dapiprazolo 0,5 %) in soggetti affetti da retinite pigmentosa

(In coll. con: C. Masci, A. Papale)

Boll. Ocul.., 70, 1137-1155, 1991



188- Comportamento del polso oculare dopo instillazione protratta di un beta-bloccante selettivo in soggetti glaucomatosi: il betaxololo cloridrato

(In coll. con:S.P. Mariotti, G. Russo)

Boll. Ocul.., 70, 1171-1178, 1991



189- Valutazione del flussso coroideale pulsatile di base ed in condizioni di ipertono acuto indotto in soggetti affetti da retinite pigmentosa ed in terapia con un farmaco 1-litico (Dapiprazolo 0,5%)

(In coll. con: E.M. Vingolo, G.L. Manni, A. Papale, C. Masci)

Boll. Ocul.., 70, 1311-1319, 1991



190- Cataratta da corticosteroidi - Possibili meccanismi eziopatogenetici

(In coll. con: L. Tessitore)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 12 (4), 73-80, 1991



191- Fattore luminoso di trasmissione di lenti per miopia

(In coll. con: L. Lupelli, C. Masci)

Boll. Coll. Med. Ital. Trasporti, 12 (4), 81-84, 1991



192- Beta-bloccanti nel trattamento dell’ipertensione oculare dopo test delle palpebre chiuse

(In coll. con: M.G. Bucci)

Boll. Ocul., 71, 39-44, 1992







193- Influenza di un farmaco ß-bloccante dotato di I.S.A. sul polso oculare di soggetti glaucomatosi

(In coll. con: S.P. Mariotti)

Boll. Ocul., 71, 67-73, 1992



194- Nuove acquisizioni sulla patogenesi delle proliferazioni vitreoretiniche e trattamento farmacologico

(In coll. con: F. Guglielmelli)

Boll. Ocul., 71, 193-203, 1992



195- Studio mediante spettroscopia P31 ed H1 dell’effetto di farmaci antiglaucoma sul metabolismo del cristallino di coniglio

(In coll. con: M. Delfini, A. Miccheli, M. Lazzari, F. Guglielmelli, A. Cornacchia)

Boll. Ocul., 71 (Suppl. 2), 245-260, 1992



196- Retinite pigmentosa e glaucoma: momento causale o correlazione statisticamente positiva?

(In coll. con: A. Papale, M.D. Alonzi)

Boll. Ocul., 71, 317-339, 1992



197- Assorbimento dei farmaci topici dopo cheratotomia. Possibilità di valutazione del loro effetto mediante RMN a bassa risoluzione

(In coll. con: F. Guglielmelli, A. Cornacchia)

Boll. Ocul., 71, 343-371, 1992



198- Comportamento dell’idrodinamica oculare in pazienti affetti da Retinite Pigmentosa sottoposti al test delle palpebre chiuse

(In coll. con: A. Papale, G. Russo)

Boll. Ocul., 71, 393-401, 1992



199- Studio della pressione oculare dopo instillazione combinata di ß-bloccanti non selettivi

(In coll. con: S.P. Mariotti)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118, 651-657, 1992



200- Cinetica dell’umor acqueo a pressione non costante valutata con il test dell’ipobarismo orbitario in soggetti normali

(In coll. con: C. Masci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118, 675-682, 1992



201- Metodi analitici per lo studio dei depositi sulle lenti a contatto

(In coll. con: L. Buzzonetti)

Atti Fondaz. Ronchi, 47, 397-453, 1992



202- Ruolo dello “Stress ossidativo” da radicali liberi dell'ossigeno nell'incremento tonometrico da “Test delle palpebre chiuse”

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118, 867-876, 1992



203- Effetto dell’indometacina collirio sull’ipertono da “Test delle palpebre chiuse”

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118, 879-884, 1992



204- Comportamento dell’idrodinamica oculare valutato con il test dell’ipobarismo orbitario previa instillazione di un collirio a base di epinefrina borato 1%

(In coll. con: C. Masci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118, 887-894, 1992



205- Nuova metodica per valutare l’effetto idrodinamico di un collirio nell’occhio consensuale

(In coll. con: C. Masci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118, 895-902, 1992



206- Radicali liberi, scavengers ed antiossidanti nella fisiopatologia oculare

(In coll. con: F. Guglielmelli)

Atti Fondaz. Ronchi, 47, 655-672, 1992



207- Prevenzione con Bendazac-lisina dei danni oculari indotti da radiazioni non ionizzanti ad alta energia

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 47, 673-680, 1992



208- P31, H1 and C13 NMR studies on the rabbit cataract induced by topical treatment with dexamethasone

(In coll. con: A. Miccheli, M. Lazzari, F. Guglielmelli, M. Delfini, F. Conti)

Poster Session-XI Conf. Intern. Soc. Magn. Reson. (ISMAR), Vancouver, B.C., Canada, pag 172, 1992



209- Characteristic biochemical alterations induced in rabbit lens by topical short-term administration of dexamethasone

(In coll. con: L. Romanelli, R. Bartolini, P. Valeri, M. Lazzari, M. Delfini)

Session Poster-XXVI Congr. Naz. Soc. Ital. Farmacol., Napoli 1992. Pharmacol. Res., 26, (Suppl. 1), 88, 1992



210- Ruolo degli oligoelementi nel film lacrimale di soggetti sani

(In coll. con: C. Cavallotti, E. Romani, V. Sciamanna)

Atti del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, II vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 175-188, 1992



211- Estetica e funzionalità visiva: binomio attuale

(In coll. con: C. Cavallotti, R. Mancino)

Atti del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, II vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 255-262, 1992



212- Papillary conjunctivitis and calcific corneal degeneration

(In coll. con: L. Lupelli)

Cont. Lens J., 20, 6-8, 1992



213- Esperienza clinica con un tipo di lenti a contatto ibride

(In coll. con: L. Lupelli, G. Romani)

Atti Fondaz. Ronchi, 47, 721-726, 1992



214- Danno fotochimico delle strutture corneo-congiuntivali da radiazioni ultraviolette

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 47, 801-822, 1992



215- Dinamica dell’umor acqueo sotto stress dopo instillazione di timololo maleato

(In coll. con: C. Masci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118 (Suppl. 12), 1452-1458, 1992



216- Effetti dell’instillazione di propranololo sulla dinamica dell’umor acqueo in condizioni di provocazione

(In coll. con: C. Masci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118 (Suppl. 12), 1459-1464, 1992



217- Effetti dell’isoproterenolo sulla produzione dell’umor acqueo sotto stress

(In coll. con: C. Masci)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118 (Suppl.12), 1467-1473, 1992



218- Ruolo di sostanze antiossidanti, Vitamina A,E, C, sul’ipertono da “Test delle palpebre chiuse”

(In coll. con: L. Ponte)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 118 (Suppl.12), 1515-1530, 1992



219- Effetti biologici delle radiazioni ultraviolette sul cristallino

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 47, 905-931, 1992











220- Prevenzione delle patologie oculari da radiazioni a brevi lunghezze d’onda mediante l’instillazione di composti chinolinici

(In coll. con: A. Fondi, G. Romani)

Atti Fondaz. Ronchi, 47, 933-942, 1992



221- Test di reversibilità e controllo dell’evoluzione dei difetti perimetrici da glaucoma cronico semplice mediante trattamento a breve termine con monosialo-ganglioside GM1 (Sygen)

(In coll. con: C. Masci)

Boll. Ocul., 71 (Suppl. 6), 205-209, 1992



222- Processi di disidratazione di lenti a contatto idrogel mediante RMN a bassa risoluzione

(In coll. con: L. Lupelli, E. Brosio, M. Delfini, T. Aureli)

Contat. Med. Chir. Refr., 14 (2), 53-58, 1992



223- Ruolo del processo di disidratazione in lenti a contatto “Monouso” e qualità della visione. Studio mediante Risonanza Magnetica Nucleare

(In coll. con: R. Barbieri, E. Brosio, M. Delfini)

Atti 72° Congr. Naz. S.O.I., pp. 161-174, 1992



224- Somministrazione topica di glucocorticoidi ed alterazioni biochimiche indotte nel cristallino. Relazione con lo sviluppo della cataratta

(In coll. con: L. Romanelli, M. Lazzari, M. Delfini, A. Miccheli)

Atti 72° Congr. Naz. S.O.I., pp. 527-541, 1992



225- Iridotomia periferica con laser Nd:YLF (1053 nm): nostra esperienza

(In coll. con: C. Balacco Gabrieli, F. Bozzoni, F. Cruciani, S. Da Dalt, S. Spagnolo)

Atti 72° Congr. Naz. S.O.I., pp. 795-801, 1992



226 Danno fotochimico sulla retina da radiazioni ultraviolette

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 103-124, 1993



227- Suscettibilità retinica al danno da luce blu

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 125-144, 1993



228- Rilievo epidemiologico della pressione endoculare in un gruppo di pazienti affetti da retinite pigmentosa

(In coll. con: E.M. Vingolo, A. Iannaccone)

Boll. Ocul., 72 (Suppl. 1), 123-124, 1993



229- Sul fattore luminoso di trasmissione di ausili visivi per la riabilitazione visiva di soggetti affetti da retinite pigmentosa

(In coll. con: C. Masci, L. Lupelli)

Boll. Ocul., 72 (Suppl. 1), 173-182, 1993



230- Sclerostomia “ab esterno” mediante Ho-YAG laser pulsato nel glaucoma primario ad angolo aperto. Risultati preliminari

(In coll.con: F. Bozzoni-Pantaleoni, S. Spizzirri, M. De Dominicis, C. Balacco-Gabrieli)

Boll. Ocul., 72, (Suppl. 2), 235-246, 1993



231- Ipobarismo orbitario: Test per valutare la cinetica dell’umor acqueo a pressione non costante

(In coll. con: C. Masci)

Boll. Ocul., 72, (Suppl. 2), 269-292, 1993



232- Effetti della iridoclasia con Nd-YAG laser e dell’argon laser trabeculoplastica nella profilassi dell’ipertono da “Test delle palpebre chiuse”

(In coll. con: F. Bozzoni-Pantaleoni, C. Masci)

Boll. Ocul., 72 (Suppl. 2), 399-406, 1993





233- Apparato lacrimale

Oftalmologia. M.G. Bucci (Ed.), Roma, S.E.U., pp. 59- 84, 1993



234- Film lacrimale

Oftalmologia. M.G. Bucci (Ed.), Roma, S.E.U., pp. 85- 94, 1993



235- Lenti a contatto

Oftalmologia. M.G.Bucci (Ed.), Roma, S.E.U., pp. 95- 106, 1993



236- Danno fotoindotto da strumenti e metodiche d'indagine utilizzati in campo oftalmologico

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 271-279, 1993



237- Miopia e luce

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 281-287, 1993



238- Importanza della valutazione dello strato di idratazione delle lenti a contatto in idrogel sulla qualità delle immagini visive.

Lenti a contatto monouso. E. Leonardi, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Tipografia Cardoni, pp. 27-32, 1993



239- Problemi e metodiche sperimentali per l'induzione del danno sulle strutture oculari da radiazioni ultraviolette e luminose

(In coll. con A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 425-435, 1993



240- Lenti filtranti le radiazioni ultraviolette come protezione per la fotosensibilizzazione dei tessuti oculari da farmaci ad uso dermatologico

(In coll. con A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 437-447, 1993



241- Comportamento dell’idrodinamica oculare dopo instillazione di apraclonidina cloridrato 1%

(In coll. con C. Masci)

Boll. Ocul., 72, 433-440, 1993



242- Analisi spettrofotometrica (visibile ed UV) di lenti da occhiali

(In coll. con: L. Lupelli, F. Romani, G. Tagliacozzo)

L’occhio e la luce. B. Brancato, B. Lumbroso, R. Pierro (Eds.), Milano, Ghedini Ed., pp. 231-238, 1993



243- Farmaci e fotosensibilizzazione dei tessuti oculari

(In coll. con A. Fondi)

L’occhio e la luce. B.Brancato, B. Lumbroso, R. Pierro (Eds.), Milano, Ghedini Ed., pp. 277-298, 1993



244- Clobetasone-17-Butyrate and Cataract 31P, 1H, 13C. NMR Study

(In coll. con: M. Accorinti, M. Delfini, F. Guglielmelli, M. Lazzari, C. Manetti, A. Miccheli)

Drug Invest., 6, 83-89, 1993



245- I materiali delle lenti a contatto

(In coll. con: L. Lupelli)

Lenti a contatto a ricambio frequente (monouso). F.M. Grignolo (Ed.), Roma, Tipografia Cardoni, pp. 22-62, 1993



246 - Nuclear Magnetic Resonance study of dehydration in a glyceryl-methylmethacrylate contact lens

(In coll. con: L. Lupelli, E. Brosio, M. Delfini, A. D’Ubaldo, B. Verzegnassi)

Contactologia, 15 E, 64-67, 1993











247- Antibiotici e chemioterapici con potenziale effetto fotosensibilizzante sulle strutture oculari e protezione con lenti filtranti gli ultravioletti. Su di un caso clinico di colorazione della cornea dopo impiego topico di tetraciclina

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 571-585, 1993



248- Correlazione tra danno da fotosensibilizzazione dei tessuti oculari ed assunzione di fenotiazine, allopurinolo ed ematoporfirina. Vantaggi nell’impiego di lenti filtranti gli ultravioletti

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 588-597, 1993



249- Fenomeni di superficie di lenti a contatto in idrogel. Potenziali fattori eziologici di processi infettivi

(In coll. con: L. Lupelli, E. Brosio, M. Delfini, R. Barbieri)

Contat. Med.Chir. Refr., 15 (1), 27-35, 1993



250- Mezzi ottici di protezione per le radiazioni ultraviolette e blu

(In coll. con: L. Lupelli)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 715-746, 1993



251- Scelta di una lente da occhiali per scopi speciali come sistema di protezione da danno fotochimico in base al valore del fattore luminoso di trasmissione

(In coll. con: C. Masci, G. Romani)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 747-759, 1993



252- Importanza dell’illuminamento nell’ipovisione e suo controllo con mezzi ottici e non ottici

(In coll. con: L. Lupelli)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 855-872, 1993



253- Danni oculari indotti da radiazioni infrarosse, microonde, radiofrequenze e campi ELF

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 48, 873-883, 1993



254- Apraclonidina vs indometacina nell’ipertono da argon laser trabeculoplastica

(In coll. con: F. Bozzoni-Pantaleoni, C. Masci, S. Spagnolo)

Boll. Ocul., 72, 699-709, 1993



255- Lenti a contatto in idrogel. Importanza della valutazione del loro stato di idratazione

(In coll. con: C. Cavallotti)

Atti del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, III vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp.153-159, 1993



256- Realtà e nuove prospettive sulla chirurgia refrattiva corneale

(In coll. con: F. Gherardi, L. Ponte)

Atti del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, III vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp.187-194, 1993



257- Recenti acquisizioni sul ruolo della vitamina A in oftalmologia

(In coll. con: M. Leoni, B. Pietranico)

Atti del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, III vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp.195-216, 1993



258- Ormoni sessuali e tono oculare

(In coll. con: S.P. Mariotti, C. Cavallotti)

Atti del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, III vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 301-306, 1993



259- Follow up ad un anno della sclerostomia “ab esterno” mediante Ho-YAG laser pulsato nel glaucoma primario ad angolo aperto

(In coll. con: F. Bozzoni-Pantaleoni, F. Cruciani, B. Barbati, C. Balacco-Gabrieli)

Atti 9° Congresso S.I.L.O., pp. 181-188, 1993

260- Effetti metabolici nel cristallino e nei fluidi intraoculari ed effetti sistemici nella somministrazione topica di corticosteroidi nel coniglio; correlazione con la formazione della cataratta

(In coll. con: L. Romanelli, R. Bartolini, M. Delfini, M. Lazzari)

Atti 3° Congr. Naz. Farmacologia Oculare, 1992. Bologna, Cappelli Ed., vol.3, pp. 391-401, 1993



261- Le lenti fotocromatiche

(In coll. con: L. Ponte)

Ann. Ottalmol. Clin. Ocul., 120, 241-252, 1994



262- Dapiprazolo -Timoxamina placebo nell’ipertono acuto da argon laser trabeculoplastica. Studio preliminare

(In coll. con: F. Bozzoni-Pantaleoni, S. Spagnolo)

Boll. Ocul., 73 ( Suppl. 2), 187-193, 1994



263- Effetti biofisici dei laser in oftalmologia

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 49, 479-491, 1994



264- Inibizione della proliferazione e migrazione dell’epitelio lenticolare dopo estrazione extracapsulare della cataratta con particolare riguardo alle sostanze fotosensibilizzanti

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 49, 493-508, 1994



265- L’azione ultravioletto-filtrante di una sostanza antiallergica: il sodio cromoglicato (SCG)

(In coll. con: A. Fondi)

Atti Fondaz. Ronchi, 49, 509-515, 1994



266- Studio dell’idrodinamica oculare in condizioni di provocazione dopo instillazione di dapiprazolo

(In coll. con: M. Brinelli)

Boll. Ocul., 73, 511-517, 1994



267- Cinetiche di disidratazione di lenti a contatto monouso

Giornata di Contattologia medica: Lenti a contatto a ricambio frequente. E. Balestrazzi (Ed.), Roma, Tipografia Cardoni, pp. 16-22, 1994



268- The administration in association of topical beta-blockers reduced intraocular pressure and increases tonographic outflow more effectively than the administration of the single drugs

(In coll. con: L. Romanelli, R. Bartolini)

Atti 27° Congr. Naz. Soc. Ital. Farmacol. (S.I.F.), pag. 129, 1994



269 - Lenti a contatto a “ricambio frequente” in soluzione di lacrime artificiali. Effetto sui parametri dinamici RMN

(In coll. con: R. Barbieri, E. Brosio, M. Delfini)

Contat. Med. Chir. Refr., 16 (1), 35-38, 1994



270 - Farmacovigilanza in oculistica

(In coll. con: S.P. Mariotti)

Atti del 2° Simposio dell’Associazione Nazionale per la Farmacovigilanza, 1993. V. Berté, A.A. Bignamini (Eds.), Milano, Tipolitografia Poligraph’s, pp. 183-189, 1994



271- Visiere colorate per gli utenti di veicoli a due ruote motorizzate e riconoscimento dei segnali luminosi stradali

(In coll. con: C. Masci, L. Lupelli)

Atti V Convegno A.C.I.-A.N.F.I.A.-AGIP, L’Uomo e l’Automobile, l’A.C.I. per la mobilità, 1993. Roma, Miligraf s.n.c., pp. 231-278, 1994



272- Riconoscimento dei segnali luminosi stradali con visiere colorate per gli utenti di veicoli a due ruote motorizzate

(In coll. con: C. Masci, L. Lupelli)

Trasporti e Trazione, 7 (6), 268-278, 199





273- I processi cognitivi visivi e l’elaborazione dell’immagine

(In coll. con: F.M. Lentini, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, IV vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 253-258, 1994



274- La cheratite erpetica: ruolo della terapia medica e prevenzione con disodiocromoglicato collirio

(In coll. con: S.P. Mariotti, A. Fondi, M. La Cava)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, IV vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 259-268, 1994



275 - L’invecchiamento del cristallino: analisi biochimica e morfologica

(In coll. con: S.P. Mariotti, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, IV vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 269-298, 1994



276 - Materiali per lenti a contatto: aggiornamento e nuove prospettive

(In coll. con: L. Lupelli)

Ottica Italiana, 36 (10), 61-76, 1994



277- Valutazione tonografica dell’efficacia della somministrazione in associazione di tre β-bloccanti non selettivi

(In coll. con: M. Brinelli, R. Bartolini, L. Romanelli)

Boll. Ocul., 74 ( Suppl. 2), 327-333, 1995



278- Lenti a contatto terapeutiche

(In coll. con: B. Boccassini)

Atti Fondaz. Ronchi, 50, 161-188, 1995



279- La retinopatia diabetcica nel ratto: valutazione biochimica e morfologica

(In coll. con: D.Giannini, V. Sciamanna, C. Cavallotti)

Esperienze, 10 (2), 49-53, 1995



280- Peripheral iridotomy performed with Nd: YLF Laser (1053 NM)

(In coll. con: C. Balacco- Gabrieli, F. Bozzoni, F. Cruciani, F. Fiore)

Ann. Ophthalmol., 27, 256-259, 1995



281- Gli occhiali da sole per la fotoprotezione individuale

Trasporti e Trazione, 8 (6), 309-316, 1995



282- La visione delle figure ambigue

(In coll. con: C. Cavallotti, F.M. Lentini, B. Boccassini)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, V vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 95-100,

1995



283- Gli antimetaboliti nella terapia chirurgica del glaucoma

(In coll. con: F. Guglielmelli, B. Boccassini)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, V vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 101-108,

1995



284- Nuove tecnologie laser per la terapia del glaucoma

(In coll. con: F. Guglielmelli, B. Boccassini)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, V vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 109-116,

1995











285- Impiego dell’UBM nello studio sulla sclerotomia da trattamento Ho - YAG laser

(In coll. con: G. Mannino, F. De Bella, F. Bozzoni Pantaleoni, S. Pupparo, M. De Stefanis)

Atti 75° Congr. S.O.I., Fidenza, casa Editrice Mattioli, pp. 353-354, 1995



286- Effetto ipotonizzante del 5-Fluorouracile

(In coll. con: F. Bozzoni Pantaleoni, R. Bartolini, L. Romanelli)

Boll. Ocul., 75 (suppl. 2), 189-194, 1996



287- Meccanismi extracristallini nella correzione della presbiopia

(In coll. con: F. M. Lentini, S.P. Mariotti)

Occhiali, Lenti a Contatto, Ausili per Ipovedenti: Quale futuro? R. Meduri (Ed.), Napoli, Idelson, pp. 57-66, 1996



288- Lenti a contatto morbide colorate: una rassegna aggiornata

(In coll. con: L. Lupelli)

Atti Fondaz. Ronchi, 51, 407-414, 1996



289- Prime esperienze con nuove lenti a contatto terapeutiche dopo sclerostomia con laser ad olmio

(In coll. con: L. Lupelli, C. Mannu)

Atti Fondaz. Ronchi, 51, 449-468, 1996



290- Occhi sani, sicurezza garantita

(In coll. con: M. Rispoli, R. Tassone, P. Tommasini)

Le Strade, 48 (6), 585-588, 1996



291- Studio della interazione Bendalina - Albumina mediante spettroscopia RMN

(In coll. con: M. Delfini, M.E. Di Cocco, G. Rugo)

Proceedings 4° Conv. Naz. di Chimica dei Sistemi e dei Processi Biologici, Accademy College Siena, 1996



292- L’esame del campo visivo nel glaucoma mediante metodiche non convenzionali

(In coll. con: F.M. Lentini, P.P. Di Russo, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VI vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 221-230, 1996



293- Ipertono oculare da uso di glicocorticoidi

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido, P. Sagnelli, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VI vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 279-288, 1996



294- I fattori di crescita e la formazione delle strutture dell’angolo irido - corneale

(In coll. con: R. Rosa, A. Pitino, V. Pescosolido, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VI vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 279-288, 1996



295- L’esame del campo visivo nella guida automobilistica

(In coll. con: V. Pescosolido, F.M. Lentini)

Le Strade, 48 (10), 953-958, 1996



296- Disturbi da abbagliamento nell’analisi funzionale della visione per l’idoneità alla guida automobilistica

(In coll. con: E. Rispoli)

Atti VI Convegno A.C.I. - A.N.F.I.A. - AGIP, L’Uomo e l’automobile, l’A.C.I. per l’utente, 1994. Roma, Torre d’Orfeo Editrice, pp. 194-206, 1996













297- Input “visivi” e sicurezza nella guida automobilistica

(In coll. con: F.M. Lentini, S.P. Mariotti)

Atti VII Convegno A.C.I. - A.N.F.I.A. - AGIP, L’Uomo e l’automobile, la circolazione nelle aree urbane, 1995. S. Cesareo - Roma, Romana Editrice S.r.l., pp. 115-123, 1996



298- Il ruolo della funzione visiva nella sicurezza del traffico: Studio della sensibilità al contrasto. I screening effettuato presso L’A.C.I. di Mantova

(In coll. con: M. Rispoli, P. Tommasini, D. Rispoli, R.E. Tassone)

Atti VIII Convegno A.C.I. - A.N.F.I.A. - AGIP, L’Uomo e l’automobile, il veicolo nel rispetto della sicurezza e dell’ambiente, 1996. S. Cesareo - Roma, Romana Editrice S.r.l., pp. 385-397, 1996



299- Studio comparativo nell’utilizzo dell’argon laser trabeculoplastica (ALT) e della diodi laser trabeculoplastica (DLT) nel trattamento parachirurgico del glaucoma primario ad angolo aperto

(In coll. con: F. Bozzoni Pantaleoni, S. Spagnolo, M. Stalfieri, F. Missiroli)

Boll. Ocul., 75, 825-832, 1996



300- Utilità della ripresa fotografica a colori della papilla ottica nel glaucoma cronico semplice: nostre considerazioni su casi particolari

(In coll. con: S.C. Carlesimo, E. Melchionda, R. Rosa, D. Giorgi, E. Pacella, C. Balacco-Gabrieli)

Clin. Ocul., Pat. Ocul., 17 (3, 4), 109-112, 1996



301- Interaction of disposable contact lenses with a synthetic analogue of human tears

(In coll. con: L. Lupelli, E. Brosio, M. Delfini, R. Gianferri, R. Rosa, E. Barbieri)

Quart. Magn. Res. in Biol. Med., 3, 165-169, 1996



302- Multinuclear NMR spectroscopy of rabbit lenses: metabolic effects of glucocorticoids

(In coll. con: A. Miccheli, R. Rosa, G. Capuani, M.E. Di Cocco, C. Manetti, F. Conti)

Quart. Magn. Res. in Biol. Med., 3, 177-182, 1996



303- Embriologia del cristallino: I fattori di crescita

(In coll. con: M. Buglione, R. Rosa, V. Pescosolido, C.Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 1-10,

1997



304- Embriologia della retina: I fattori di crescita

(In coll. con: E. Melchionda, D. Alberti, R. Rosa, V. Pescosolido, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 11-28,

1997



305- Embriologia dei muscoli estrinseci dell’occhio: Fattori genetici ed epigenetici regolatori

(In coll. con: A. Nuvoloni, R. Rosa, V. Pescosolido, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 29-46,

1997



306- Embriologia delle palpebre e dell’apparato lacrimale: I fattori di crescita

(In coll. con: S. Pupparo, R. Rosa, M. Stalfieri, V. Pescosolido, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol.. C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 47-68,

1997



307- Correzione dell’ipermetropia: occhiali multifocali, l’effetto prismatico e l’aniseiconia

(In coll. con: L. Lupelli)

Clinica e chirurgia dell’ipermetropia. M. Gualdi (Ed.), Roma, Verduci Editore, pp. 53-56, 1997



308- Effetto sull’idrodinamica oculare in condizioni di provocazione di un farmaco 1-litico (dapiprazolo 0,5%)

in soggetti con retinite pigmentosa

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido, B. Boccassini, F. Gherardi, B. Abdolrahimzadeh)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 69-76,

1997



309- Il nervo ottico: morfologia, morfogenesi e fattori di crescita

(In coll. con: E. Melchionda, D. Alberti, R. Rosa, V. Pescosolido, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 129-136, 1997



310- Il chiasma ottico: morfologia, morfogenesi e fattori di crescita

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, V. Pescosolido, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 137-142, 1997



311- Lenti a contatto a “ricambio frequente”: uso giornaliero o prolungato

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 143-148, 1997



312- Glaucoma, pressione arteriosa e farmaci antipertensivi sistemici

(In coll. con: R. Rosa, G. Germanò, M. Muscolo, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 149-164, 1997



313- Le fibre nervose catecolaminergiche nella cornea del coniglio

(In coll. con: C. Cavallotti, E. Pacella, C. Balacco-Gabrieli, B. Abdolrahimzadeh, F. Gherardi)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 211-220, 1997



314- I microfilamenti nella cornea del coniglio: studio autoradiografico, immunochimico ed ultrastrutturale

(In coll. con: M. Artico, J. Fehér, C. Balacco-Gabrieli, E. Pacella, S. De Santis, C. Cavallotti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie, Università degli

Studi di Roma “La Sapienza”, VII vol., C. Cavallotti (Ed.), Roma, Edizioni Universitarie Romane, pp. 221-233, 1997



315- Argon laser photocoagulation in the treatment of the palpebral lobe cysts of the lacrimal gland (dacriops)

(In coll. con: F. Bozzoni Pantaleoni, S. Spagnolo, A. Martini, S. Pupparo, C. Rosati)

Ophthalmic Surg. Lasers, 28, 690-692, 1997



316- Acuità visiva nella “visione crepuscolare”

(In coll. con: E. Rispoli, R.E. Tassone, M. Rispoli, D. Rispoli, R. Rosa)

Traffic & Parking, 4 (3), 10-15, 1997



317- L’impiego di C.R.T. display per una guida sicura

(In coll. con: B. Boccassini, R. Rosa, V. Pescosolido)

Traffic & Parking, 4 (4), 8-11, 1997



318- Percezione di variazioni di luminosità e guida sicura

(In coll. con: E. Rispoli, R. Rosa, V. Pescosolido)

Traffic & Parking, 4 (5), 12-13, 1997



319- Il ruolo della percezione visiva nella guida serale

(In coll. con: E. Rispoli, R. Rosa, V. Pescosolido)

Traffic & Parking, 4 (5), 14-15, 1997



320- Analisi quantitativa degli enzimi LDH ed SDH a livello del trabecolato corneosclerale umano: eventuale ruolo nella malattia glaucomatosa

(In coll. con: E. Pacella, C. Cavallotti, F. Gherardi, C. Balacco Gabrieli)

Boll. Ocul., 76, 647-651, 1997



321- Il glaucoma ad angolo chiuso primario acuto

(In coll. con: M. Accorinti, R. Rosa)

Oftalmologia Sociale, 20 (4), 17-26, 1997



322- Le Uveiti

(In coll. con: M. Accorinti)

Oftalmologia Sociale, 20 (4), 27-36, 1997



323- L’acuità visiva in condizioni di ridotta illuminazione. Rapporto con lo stato di illuminamento indotto dai proiettori delle automobili

(In coll. con: E. Rispoli, R. Tassone, R. Rosa, M. Rispoli, V. Pescosolido)

Atti 9° Convegno A.C.I.-ANFIA-AGIP-UMRAE, l’Uomo e l’Automobile, La tutela dell’ambiente e la sicurezza della circolazione: costi e benefici, coerenza dei provvedimenti. Paestum 29-30 Maggio. Roma, Centro Stampe A.C.I., pp.226-236, 1997



324- Ultrasound biomicroscopy in the clinical evaluation of ab externo holmium: YAG laser sclerostomies

(In coll. con: G. Mannino, F. De Bella, F. Bozzoni Pantaleoni, C. Balacco Gabrieli)

Ophthalmic Surg. Lasers, 29, 156-161, 1998



325- Valutazione dell’effetto dei farmaci antiglaucomatosi sull’ipertensione oculare indotta da prolungata chiusura palpebrale

(In coll. con: M. G. Bucci, M. Centofanti, R. Rosa, L. Romanelli, B. Silvestrini)

Atti 1° Incontro Nazionale della Sezione di Farmacologia Clinica, Maratea (Pz) 29-31 Maggio, 8, 1998



326- A probabilistic model to evaluate the risk exposure of drivers affected by visual function reduction

(In coll. con: L. Mussone, S. Rinelli)

8 Th World Conference on Transport Research. Antwerp, Belgium, 12-17 July, 1998



327- Neurotrasmission in Human Corneoscleral Trabeculae

(In coll. con: C. Balacco Gabrieli, C. Cavallotti, P. Sagnelli, F. Gherardi, E. Pacella)

Ann. Ophthalmol., 30, 309-311, 1998



328- Catecholaminergic nerve fibers in normal and alkali-burned rabbit cornea

(In coll. con:, C. Cavallotti, F. Gherardi, M. Artico, J. Feher, C. Balacco Gabrieli)

Can. J. Ophthalmol., 33, 259-263, 1998



329- Une approche raisonnée de l’utilisation des lentilles de dans un but thérapeutique: notre expérience

(In coll. con: L. Lupelli, R. Rosa, V. Pescosolido)

Contactologia, 20, 119-130, 1998



330- Induced Acute Hypertension: Mode of Retinal Cell degeneration

(In coll. con: G. Del Bianco, G. de Feo, F. Madia, G. Risuleo, G. Scarsella)

Acta Ophthalmol. Scand., 76 (Suppl. 227), 20-21, 1998



331- Danno da glaucoma: blocco del trasporto assoplasmatico nel nervo ottico

(In coll. con: E. Melchionda, F. Grandinetti, I. Memmi, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp.1-32, 1998





332- Occlusioni venose retiniche: aspetti eziopatogenetici

(In coll. con: E. Simonelli, R. Rosa, B. Boccassini, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 33-42, 1998



333- Considerazioni sull’eziopatogenesi della miopia

(In coll. con: E. Simonelli, R. Rosa, B. Boccassini, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 43-48, 1998



334- Genetica del glaucoma pigmentario

(In coll. con: F. Ciucci, R. Rosa, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 49-54, 1998



335- Controversie sulla vascolarizzazione della testa del nervo ottico e dell’area periottica

(In coll. con: E. Melchionda, F. Grandinetti)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 55-72, 1998



336- Effetti metabolici dei glucocorticoidi su cristallini di coniglio – Studio mediante RMN

(In coll. con: A. Miccheli, R. Rosa, B. Boccassini, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 73-88, 1998



337- Le basi molecolari dello sviluppo

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 89-138, 1998



338- Lo sviluppo dell’organizzazione spaziale del corpo

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 139-158, 1998



339- Lo sviluppo delle strutture osse dell’orbita

(In coll. con: R. Rosa, A. Lorini, S.C. Carlesimo, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 159-166, 1998



340- Morfogenesi della tunica sclerale

(In coll. con: R. Rosa, B. Abdolrahimzadeh, V. Pescosolido, I. Memmi)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 167-176, 1998



341- Sviluppo della cornea umana

(In coll. con: R. Trudu, R. Rosa, B. Boccassini, V. Pescosolido)



Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.) Roma, Edizioni Universitarie, pp. 177-200, 1998



342- Morfogenesi del vitreo

(In coll. con: R. Rosa, B. Boccassini, V. Pescosolido, I. Memmi)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 201-210, 1998



343- Lo sviluppo postnatale delle vie visive

(In coll. con: E. Melchionda, C. Moretto, R. Rosa, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 211-222, 1998



344- I potenziali visivi nello sviluppo postnatale delle vie visive

(In coll. con: R. Rosa, B. Boccassini, V. Pescosolido, I. Memmi)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 223-236, 1998



345- Lo sviluppo postnatale delle funzioni visive e plasticità del sistema visivo

(In coll. con: E. Melchionda, C. Moretto, R. Rosa, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 237-244, 1998



346- Lo sviluppo della vascolarizzazione del segmento posteriore dell’occhio e del nervo ottico

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, B. Boccassini, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 245-254, 1998



347- Danno da glaucoma: il ruolo della matrice extracellulare nella testa del nervo ottico

(In coll. con: E. Melchionda, A. Vianello, C. Moretto)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 255-264, 1998



348- I Fattori di rischio nel normal tension glaucoma

(In coll. con: E. Simonelli, R. Rosa, B. Boccassini, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 201-210, 1998



349- Lo sviluppo dei neuroni cerebrali

(In coll. con: R. Rosa, B. Boccassini, V. Pescosolido, I. Memmi)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 273-288, 1998



350- Presbiopia: involuzione nella crescita del sistema visivo

(In coll. con: R. Rosa, L. Lupelli, B. Boccassini, V. Pescosolido)

Atti della Sezione di Anatomia del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari e Respiratorie. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, VIII vol., Morfologia e Metodologia Anatomica. C. Cavallotti, N. Pescosolido (Eds.), Roma, Edizioni Universitarie, pp. 289-314, 1998





351- Nebbia e perdita di efficienza nella guida automobilistica: attuale e possibile prevenzione sul conducente

(In coll.con: E. Rispoli, D. Trivisonno, L. Colella, R. Rosa)

Atti X Convegno A.C.I. – A.N.F.I.A.-UNRAE-ANCNA L’Uomo e l’automobile, Attualità e prospettive per il 2000. Vietri sul Mare 1998, 11-13 Giugno. Roma, Centro Stampe A.C.I., 200-209, 1998



352- Occurence of cholinergic nerve fibers in the human uveoscleral tissue

(In coll. con: C. Cavallotti, F.M. Tranquilli Leali, F. Gherardi, D. Cavallotti)

Int. Ophthalmol.,22,349-353,1998



353- Degenerated events-necrosis and apoptosis of the detached retina caused experimentally in the rats

(In coll. con: A. Buttari, M. Cristofanelli, G. Risuleo, G. Scarsella, M. Mitsonis, K. Bartzelioti, E. Dinou, E. Xalikias, I. Mitsonis)

Atti 32° Panhellenic Ophthalmological Congress, Rhodes 1999, 26-30 May. Athens, City Congress Organisers, A72



354- Degenerated events in the cells of the anterior chamber caused by experimentally produced acute glaucoma in rats

(In coll. con: I. Mitsonis, V. Pescosolido, A. Buttari, G. Risuleo, G. Scarsella, M. Mitsonis, K. Bartzelioti, X. Tiradellis, E. Dinou)

Atti 32° Panhellenic Ophthalmological Congress, Rhodes 1999, 26-30 May. Athens, City Congress Organisers, A118



355- Neuroprotective effect of troxol (water-soluble product of vitamine E) in degenerated retinal cells after experimentally produced acute glaucoma in rats

(In coll. con: A. Buttari, M. Cristofanelli, G. Risuleo, G. Scarsella, M. Mitsonis, K. Bartzelioti, T. Dimitriou, I. Tsipianiti, I. Mitsonis)

Atti 32° Panhellenic Ophthalmological Congress, Rhodes 1999, 26-30 May. Athens, City Congress Organisers, A122



356- The protective role of troxol in the choroidal cells of the against degeneration caused by experimental acute rise in the intraocular pressure

(In coll. con: A. Buttari, G. de Feo, G. Risuleo, G. Scarsella, M. Mitsonis, K. Bartzelioti, I. Kiriazopoulos, M. Kokkinos, I. Mitsonis)

Atti 32° Panhellenic Ophthalmological Congress, Rhodes 1999, 26-30 May. Athens, City Congress Organisers, A123



357- Choroidal cells degeneration after experimentally produced glaucoma in rats

(In coll. con: I. Mitsonis, V. Pescosolido, A. Buttari, M. Mitsonis, G. Risuleo, G. Scarsella, M. Mitsonis, S. Kobanarou, K. Bartzelioti, S. Zaverdinos)

Atti 32° Panhellenic Ophthalmological Congress, Rhodes 1999, 26-30 May. Athens, City Congress Organisers, A124



358- Evoluzione nel tempo del concetto di accomodazione e presbiopia

(In coll. con: R. Rosa, A. Mastromatteo, V. Pescosolido, I. Memmi)

Oftalmologia Sociale, 22 (2), 26-37, 1999



359- Equilibrio dinamico tra epitelio e stroma nella fisiopatologia corneale

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Lac (1,2), 1, 38-41, 1999



360- Morphological changes of human retinas affected vascular diseases

(In coll. con: J. Feher, B. Kovacs, C. Balacco Gabrieli)

It. J. Anat. Embrio., 104 (Suppl. 1), 189, 1999



361 - Age related changes of retina and optic pathways

(In coll. con: C. Cavallotti, J. Feher)

It. J. Anat. Embrio., 104 (Suppl. 2), 165, 1999



362 - Analisi della sensibilità al contrasto a duplicazione di frequenza (Dinamica) in soggetti in possesso di patente di guida automobilistica

(In coll. con: D. Trivisonno, L. Colella, V. Pescosolido, M.L. Livani)

Atti XI Convegno A.C.I. – A.N.F.I.A – U.N.R.A.E. – A.N.C.M.A., L’Uomo e l’automobile, il futuro della mobilità: in viaggio in sicurezza verso l’ambiente. Vietri sul Mare 1999, 3-4 Giugno. Roma. Centro Stampe A.C.I., 417-420, 1999



363 - Acute ocular hypertension as a model of retinal cell degeneration

(In coll. con: G. de Feo, G. Risuleo, G. Scarsella)

Ophthalmology Digest, 3, 19-20, (Sept.) 1999



364- Tinted Spectacle Lenses and Myopia

(In coll.: L. Lupelli)

Atti Fondaz. Ronchi, 54, 637-643, 1999



365- Localization of Dopamine Receptors in the Rabbit Cornea

(In coll.: C. Cavallotti, M. Artico, J. Feher)

Cornea, 18, 721-728, 1999



366- Il microsistema epitelio corneale-lenti a contatto

(In coll.: R. Rosa., B. Boccassini, V. Pesosolido., I. Memmi)

Lac, 1 (3), 15-23, 1999



367- Uveoscleral outflow in dog’s eye: role of several enzymes

(In coll. con: C. Cavallotti, M. Artico, D. Cavallotti)

Int. Ophthalmol., 22, 233-238, 1999



368- Accomodazione del cristallino: Aspetti eziopatogenetici

(In coll. con: R. Rosa, L. Lupelli, V. Pescosolido, I. Memmi)

Oftalmologia Sociale, 22 (4), 40-46, 1999



369- Apoptotic degeneration induction in retinal cells by acute ocular hypertension and neuroprotection by troxol

(In coll. con: M. Cristofanilli, G. de Feo, G. Risuleo, G. Scarsella)

Acta Ophthalmologica Scand., 77 (Suppl. 229), 8-9, 1999



370- Microfilaments inregenerating cells of rabbit cornea: immunological and ultrastructural observations

(In coll. con: D. Cavallotti, M. Artico, J. Feher, S. De Santis, C. Cavallotti)

Eur. J. Morphol., 38, 186-194, 2000



371- Effetto modulante dei farmaci antiipertensivi sistemici sulla pressione oculare

(In coll. con: R. Rosa, L. Strippoli, I. Memmi)

Oftalmologia Sociale, 23 (1), 50-56, 2000



372- La razionalizzazione degli impianti di segnalazione stradale quale fattore di sicurezza, con riferimento alla visibilità in montagna

Atti 3° Convegno internazionale del traffico e la circolazione stradale in montagna nel rispetto dell’embiente.

Trento, Litotipografia Alcione, pp. 65-70, 2000



373- Terapia antiossidante della degenerazione maculare senile

(In coll.: R. Rosa)

Ottica Fisiopatologia, 4, (Suppl. n° 4), 19-28, 2000



374- Modulazione del sistema neuroautonomico cardiovascolare da instillazione di timololo

(In coll.: G. Piccirillo, R. Rosa, V. Pescosolido, E. Santagada, E. Viola, A. Moisè)

Oftalmologia Sociale, 23 (2), 46-50, 2000



375- Una carta dei diritti dei pazienti ipovedenti

(In coll.: R. Rosa, V. Pescosolido)

Oftalmologia Sociale, 23 (3),17-18,2000







376- Trattamento perioperatorio delle trabeculectomie. Un approccio farmacologico su fibroblasti in coltura

(In coll.: E. Melchionda, R. Rosa, M Cristofanilli, G. Scarsella, G. Risuleo)

Oftalmologia Sociale, 23 (3),40-45,2000



377- Alterazioni microcircolatorie cutanee in pazienti con neuropatia ottica glaucomatosa. Studio con laser doppler

(In coll.: R. Russo, L. Santoro, R. Rosa, M. Ranieri, C. Russo)

Atti Applicazioni Cliniche del Laser Doppler, Roma 2000, 15-16 Settembre. Roma, Pontificia Università Urbaniana, pp 1-2, 2000



378-Use of 5-fluoruracil in ab externo holmium laser sclerostomy

(In coll.: F. Bozzoni, D. Giorgi, R. Mollo, R. Bartolini, C. Balacco Gabrieli)

Ann. Ophthalmol.,32(3),236-239, 2000



379- Embriologia del sistema lacrimale

(In coll. con: T. Renda)

Il sistema lacrimale. P. Stendler (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 11-22, 2000



380- Struttura, stabilità, dinamica e funzioni del film lacrimale

(In coll. con: L. Lupelli)

Il sistema lacrimale. P. Stendler (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 23-68, 2000



381- Le alterazioni del film lacrimale

Il sistema lacrimale. P. Stendler (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 237-320, 2000



382- Il genoma umano-I. Strumento di indagine di pratica clinica

(In coll. con: E. Bisante, I. Memmi, M. Ranieri)

Oftalmologia Sociale, 23 (4), 6-14, 2000



383- Ruolo dell’apoptosi nello sviluppo dell’apparato visivo

(In coll. con: R. Rosa, I. Memmi, V. Pescosolido)

Oftalmologia Sociale, 23 (4), 42-49, 2000



384 –Valutazioni chimico-fisiche sulle interazioni lacrime artificiali e lenti a contatto in idrogel

(In coll.: R. Gianferri, A. Raffo, R. Rosa, C. Manetti)

Lac, 2 (1), 23-30,2000



385- Distribution of peptidergic nerve fibres in guinea pig trabecular meshwork

(In coll.: C. Cavallotti, M. Artico, F.M. Tranquilli Leali, E. Pacella)

Anat. Histol. Embryol., 29, 387-391,2000



386- Distribution of catecholaminergic nerve fibers in normal and alkali-injured rabbit corneas

(In coll. con: C. Cavallotti, M. Artico, D. Cavallotti, E. Pacella, F. Gherardi)

Ann. Ophthalmol., 32, 307-312, 2000



387- Guida automobilistica in sicurezza in condizioni di nebbia

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Atti XII Convegno A.C.I. – A.N.F.I.A – U.N.R.A.E. – A.N.C.M.A., L’Uomo e l’automobile, la mobilità in ambiente urbano nel quadro di uno sviluppo “sostenibile”. Paestum 2000, 22-24 Giugno. Roma. Centro Stampe Xerox c/oA.C.I., pp. 381-390, 2000



388- Experimental ocular acute hypertension-induced chromatinic alterations in astrocytic cell in rat optic nerve

(In coll. con: G. Scarsella, G. Risuleo, M. Cristofanilli, C. Cardini, G. De Feo, E. Melchionda)

Acta Ophthalmol. Scand., 78 (Suppl. 232), 7-8, 2000



389- Impaired insulin sensitivity in subsitivity in subjects with macular degeneration of different degree

(In coll. con: M. Manco, G. Mingrone, A. De Gaetano, E. Capistro, Rosa, A. Miccheli, A.V. Greco)

Am. Cell. Nutrition, 19 (5), 686 Abs 97, 2000







390- Are Drusen Markers of Impaired Glucose Tolerance

(In coll. con: M. Manco, G. Mingrone, A. Miccheli, A. De Gaetano, R. Rosa, A V. Greco)

Diabetes Research and Clinical Practice, 50, 5251, 2000



391- Il genoma umano- II. Strumento di indagine di pratica clinica

(In coll. con: E. Bisante, R. Rosa, I. Memmi, V. Pescosolido)

Oftalmologia Sociale, 24 (1), 22-28, 2001



392- Fattori di rischio genetici del melanoma uveale

(In coll. con: I. Memmi, R. Rosa, V. Pescosolido)

Oftalmologia Sociale, 24 (1), 43-48, 2001



393- Age-related changes in rat retina

(In coll. con: C.Cavallotti, M. Artico, J. Feher)

Jpn. J. Ophthalmol., 45, 68-75, 2001



394- Metabolic changes in rabbit lens induced by treatment with dexamethasone

(In coll. con: A. Miccheli, C. Manetti, G.D. Iannetti, J. Feher, C. Cavallotti)

Ophthalmic Res., 33,68-74, 2001



395- Il glaucoma cronico semplice

(In coll. con: I. Memmi)

Ipovisione, 4, 25-28, 2001



396- Il sistema visivo umano

(In coll. con: R. Rosa)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 25-47, 2001



397- Le funzioni visive coinvolte nella guida automobilistica

(In coll. con: R. Rosa)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 49-125,

2001



398- Valutazione delle funzioni visive coinvolte nella guida automobilistica

(In coll. con: R. Rosa)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.127-198,

2001



399- Casistica degli scenari a rischio

(In coll. con: L. Mussone)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 199-224,

2001



400- Proposta di metodologia per lo screening della funzione visiva degli automobilisti per l’idoneità alla guida

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 233-238,

2001



401- Innovazioni tecnologiche di integrazione alle funzioni visive per una guida automobilistica più sicura

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 239-248,

2001



402- Neurofisiologia e fenomenologia della percezione

(In coll. con: A. Vento, V.Pescosolido, C. Mitsonis)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 247-260,

2001





403- Il ruolo dei fattori psicologici nel determinismo degli incidenti stradali

(In coll. con: V. Vaage, V. Pescosolido, C. Mitsonis)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 261-267,

2001



404- La stabilità psico-percettiva dell’automobilista

(In coll. con: P. Gheller, V. Pescosolido, C. Mitsonis)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 269-276,

2001



405- Diabete e guida automobilistica

(In coll. con: R. Rosa)

Guida automobilistica ed efficienza visiva. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 287-293,

2001



406- Effetto protettivo in vivo di un analogo idrosolubile della vitamina E (troxolo) nei fenomeni degenerativi retinici indotti sperimentalmente nel ratto

(In coll. con: R. Rosa)

Atti del Convegno “Clinica delle Retinopatie”, Roma, 24-9-1999. Pisa, Ed. Omnia Medica, pp. 77-105, 2001



407- Il genoma unamo – III. Strumento di indagine di pratica clinica

(In coll. con: E. Bisante, I. Memmi, V. Pescosolido, R. Rosa)

Oftalmologia Sociale, 24 (2), 6-14, 2001



408- Ipovisione: caratteristiche dei pazienti, valutazione della qualità di vita e loro impatto con i servizi di riabilitazione

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

Oftalmologia Sociale, 24 (2), 38-41, 2001



409- Vantaggi e svantaggi delle lenti a contatto a ricambio frequente

(In coll. con: L. Lupelli, V. Pescosolido)

Lac, 3 (1), 22-30, 2001



410- Qualità di vita nei pazienti ipovedenti: utilità dei questionari

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa, V. Pescosolido)

L’Oftalmologo Informer, 7, 38-44, 2001



411- A murine cell culture model for post-trabeculectomy antifibrotic treatment: Induction of apoptosis by Cyclosporin

(In coll. con: M. Cristofanilli, G. Risuleo, G. Scarsella)

Acta Opthalmol. Scand., 79, 309-312, 2001



412- Determination of Dopamine D1 receptors in the human uveo-scleral tissue by light microscope autoradiography

(In coll. con: C. Cavallotti, V. Pescosolido, G. Iannetti)

Int. Ophthalmol., 23, 171-179, 2001



413- Aspetti genetici della cataratta congenita

(In coll. con: I. Memmi, F. Grandinetti, V. Pescosolido)

Oftalmologia Sociale, 24 (3), 33-40, 2001



414- Fattori di rischio della cataratta senile

(In coll. con: I. Memmi, V. Pescosolido)

Oftalmologia Sociale, 24 (3), 41-43, 2001



415- Ectopia lentis: aspetti genetici

(In coll. con: I. Memmi, R. Rosa, V. Pescosolido)

Oftalmologia Sociale, 24 (3), 44-50, 2001





416- A morphometric study of age changes in the rat optic nerve

(In coll. con: D. Cavallotti, C. Cavallotti, G.D. Iannetti, E. Pacella)

Ophthalmologica, 215, 366-371,2001



417- La valutazione dei risultati della riabilitazione visiva

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa, V. Pescosolido)

Oftalmologia Sociale, 24 (4), 33-42, 2001



418- Obiettivi e strumenti nella riabilitazione visiva dei pazienti anziani ipovedenti

(In coll. con: N. Fantozzi)

Ipovisione, 6, 39-45, 2001



419- Elementi fondamentali della chimica macromolecolare delle lenti a contatto

(In coll. con: M. Conte)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo - Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli

(AT), Fabiano Editore, pp. 15-22, 2001



420- Lenti a contatto con gomma siliconica

(In coll. con: A. Stefanucci)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo - Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli

(AT), Fabiano Editore, pp. 23-40, 2001



421- Alterazioni dell’omeostasi della superficie oculare indotte dall’uso di lenti a contatto

(In coll. con: M. Trinchi)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo - Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli

(AT), Fabiano Editore, pp. 41-72, 2001



422- Ipossia corneale: il grande ostacolo all’uso continuo

(In coll. con: M. Trinchi)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo - Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli

(AT), Fabiano Editore, pp. 91-110, 2001



423- Predittori fisici di compatibilità delle lenti a contatto

(In coll. con: C. Manetti, M. Trinchi)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo - Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli

(AT), Fabiano Editore, pp. 111-128, 2001



424- La nuova generazione di lenti a contatto morbide ad alto Dk: lenti al silicone idrogel

(In coll. con: M. Trinchi)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo - Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli

(AT), Fabiano Editore, pp. 129-142, 2001



425- L’uso terapeutico delle lenti a contatto in gomma siliconica e silicone idrogel

(In coll. con: L. Lupelli)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo - Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli

(AT), Fabiano Editore, pp. 143-152, 2001



426- I depositi sulle lenti a contatto

(In coll. con: M. Trinchi)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo - Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli

(AT), Fabiano Editore, pp. 153-174, 2001



427- La manutenzione delle lenti a contatto morbide a ricambio programmato

(In coll. con: F.R. Grossi Gondi, R. Rosa, V. Pescosolido)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo - Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli

(AT), Fabiano Editore, pp. 175-188, 2001









428-Test per l’esame del film lacrimale

(In coll. con: S. Da Dalt)

Lenti a contatto morbide ad uso continuo- Una rivoluzione nella contattologia. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 189-214, 2001



429- La pratica clinica in contattologia-Osservazioni delle reazioni corneali indotte da lenti a contatto

(In coll. con: M. Lava, O. De Bona)

Edizione Ciba Vision Italia, Marcon (Ve), Novembre 2001



430-La nuova generazione di lenti a contatto morbide ad “uso continuo”

(In coll. con: M. Trinchi)

Lac, 3 (3), 6-24,2001



431- Diffusive contribution to permeation of hydrogel contact lenses: theorical model and experimental evaluation by nuclear magnetic resonance techniques

(In coll. con: C. Manetti, L. Casciani)

Polymer, 43, 87-92, 2002



432- Aspetti socio-legali della predisposizione genetica

(In coll. con: I. Memmi)

Oftalmologia Sociale, 25 (1), 47-49, 2002



433- Le minorazioni visive

(In coll. con: N. Fantozzi)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.19-26, 2002



434- Le patologie oculari causa di ipovisione

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 27-64, 2002



435- Illuminamento ed ipovisione

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 65-104, 2002



436- I Filtri

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 105-120, 2002



437- L’utilizzo dei prismi nella riabilitazione visiva per lontano dell’ipovedente

(In coll. con: N. Fantozzi)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.121-142, 2002



438- L’uso degli specchi nella riabilitazione visiva per lontano dell’ipovedente

(In coll. con: N. Fantozzi)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.143-146, 2002



439- L’uso dei sistemi ingrandenti, dei telescopi inversi e delle lenti negative nella riabilitazione visiva per lontano dell’ipovedente

(In coll. con: N. Fantozzi)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.147-156, 2002







440- Apprendimento e riabilitazione

(In coll. con: R.A. Meduri, N. Fantozzi)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.1181-198, 2002



441- Qualità di vita dopo la riabilitazione visiva

(In coll. con: N. Fantozzi, V. Pescosolido)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.225-240, 2002



442- Orientamento e mobilità del soggetto ipovedente

(In coll. con: N. Fantozzi)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.241-256, 2002



443- Il tempo di reazione visuo-motorio

(In coll. con: N. Fantozzi)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.257-270, 2002



444- Le discromatopsie acquisite periferiche: dalla fisiopatologia alla clinica

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 271-288, 2002



445- Il soggetto ipovedente alla guida automobilistica

(In coll. con: N. Fantozzi)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 289-304, 2002



446- I sistemi di segnaletica per l’orientamento visivo

(In coll. con: N. Fantozzi)

Ipovisione- Riabilitazione visiva alla guida automobilistica. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.305-332, 2002



447- Riattivazione e latenza dell’Herpesvirus nell’occhio

(In coll. con: I. Memmi)

Oftalmologia Sociale, 25 (2), 44-46, 2002



448- Un caso anomalo di sindrome di Posner – Schlossman

(In coll. con: R. Plateroti, I. Memmi)

Oftalmologia Sociale, 25 (2), 47-49, 2002



449-Lenti amorfiche biottiche

(In coll. con: N. Fantozzi)

Oftalmologia Sociale, 25 (3), 22-24, 2002



450-Abbagliamento e Fotofobia: Valutazioni e Soluzioni

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

Oftalmologia Sociale, 25 (3), 25-37, 2002



451- Lo stimolo luminoso nel suo percorso attraverso il sistema visivo in relazione all’ipovisione

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

In: Zingirian M., Gandolfo E.(Eds.), Ipovisione nuova fontiera dell’Oftalmologia. Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 25-38 , 2002











452- Come valutare la funzione visiva residua. Possibili ipotesi di lavoro per una classificazione del danno visivo

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

In:Abati S., Giacomelli G., Volpe R. (Eds.), Argomenti di ipovisione – Suppl. 3. Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 9-32, 2002



453-Importanza clinica e diagnostica della sensibilità al contrasto spaziale statica e cromatica

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

In:Abati S., Giacomelli G., Volpe R. (Eds.), Argomenti di ipovisione – Suppl. 3. Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 9-32, 2002



454- An in vitro model for post-trabeculectomy: evaluation of drugs differently controlling cell proliferation.

(In coll. Con: G.Scarsella , G. Risuleo)

Acta Ophthalmol. Scand., 80 (Suppl. 236), 59, 2002



455-Una nuova proposta per la classificazione dell’ipovisione: valutazione della sensibilità al contrasto, delle condizioni di illuminamanto e dei filtri

(In coll: con R.Rosa, N. Fantozzi)

Oftalmologia Sociale, 25 (4), 41-49, 2002



456- Occurrence of catecholamonergic nerve fibers in the human uveoscleral tissue in conditions of normal and raised intraocular pressure

(In coll. con: C. Cavallotti, M.Artico, E.Pacella, D. Cavallotti

Int. Ophthalmol., 24, 133-139, 2002



457 – Iposecrezione lacrimale e ridotta sensibilità corneale in portatori di lenti a contatto – rischi di aggravamento dopo chirurgia refrattiva?

(In coll. con: M. Trinchi)

Lac, 4 (3), 4-6, 2002



458- L’effetto dell’uso di lenti a contatto sull’ “omeostasi” dell’epitelio corneale

(In coll. con: M.Trinchi)

Lac, 4 (4), 4-9, 2002



459 – Age-related changes in the human optic nerve

(In coll. con: C.Cavallotti, E. Pacella, F.M. Tranquilli-Leali, J. Feher)

Can. J. Ophthalmol., 37, 389-394;2002



460- La neuroriabilitazione visiva con sistemi prismatici come tecnica indispensabile per il traumatizzato cranico con alterazioni del campo visivo. Descrizione di un progetto di tutela integrata in ambito Inail

(In coll. con : C.Sapuppo, P. Scelfo, V. Cassarà)

Oftalmologia Sociale, 26 (1) , 40-49; 2003



461- Age-related changes in rat optic nerve: morphological studies

(In coll. con: C. Cavallotti, D. Cavallotti, E. Pacella)

Anat. Histol. Embryol., 32, 12-16; 2003



462- Il differenziamento cellulare: lo sviluppo della corteccia cerebrale e dei nervi oculomotori

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 15-44, 2003



463- Neurogenesi

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 45-54, 2003







464- Apoptosi e suo ruolo nello sviluppo dell’apparato visivo

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 55-74, 2003



465- Lo sviluppo delle forme e degli schemi spaziali negli embrioni

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 75-92, 2003



466- Il primo sviluppo dell’embrione

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 93-112, 2003



467- Pre-embrione ed embrione

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 113-118, 2003



468- Embriologia dell’orbita

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 119-126, 2003



469- Embriologia delle palpebre

(In coll. con: S. Pupparo, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 127-132, 2003



470- Embriologia dell’apparato lacrmale

(In coll. con: S. Pupparo, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 133-138, 2003



471- Embriologia dei muscoli estrinseci dell’occhio

(In coll. con: A. Nuvoloni, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 139-148, 2003



472- Embriologia della sclera

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 149-154, 2003



473- Embriologia della cornea

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 155-186, 2003



474- Embriologia dell’angolo irido-corneale

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 187-198, 2003



475- Embriologia del cristallino

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 199-214, 2003







476- Embriologia del vitreo

(In coll. con: R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 215-224, 2003





477- Embriologia della coroide

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 225-230, 2003



478- Embriologia della vascolarizzazione della zona periottica e del nervo ottico

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.231-234, 2003



479- Embriologia della retina

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.235-246, 2003



480- Embriologia del nervo ottico

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.247-254, 2003



481- Embriologia del chiasma ottico

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.255-260, 2003



482- Embriologia del sistema genicolato-striato

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.261-276, 2003



483- Lo sviluppo post-natale delle vie visive

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.277-282, 2003



484- Lo sviluppo post-natale delle funzioni visive e plasticità del sistema visivo

(In coll. con: E. Melchionda, R. Rosa, V. Pescosolido)

Embriologia dell’apparato visivo ed aspetti di biologia dello sviluppo. N. Pescosolido (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp.283-286, 2003



485- L’utilità del test dell’abbagliamento nella diagnostica clinica: presentazione del Brightness Acuity Tester (BAT)

(In coll. con: R.Rosa, N. Fantozzi)

Oftalmologia Sociale, 26 (2) , 39-45; 2003



486- Efficienza visiva e sicurezza stradale: quali limiti?

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

L’Oftalmologo Informer, 44-51, 15/2003



487-Acute Branch Retinal Arterial Embolism Successfully Treated with Intravenous Prostaglandin E1.

Case Reports

(In coll. con: R. Steigerwalt Jr., M. Corsi, M.R. Cesarone, G.V. Belcaro)

Angiology, 54, 491-493, 2003



488- Struttura, funzioni dei nervi corneali e prevenzione del dolore corneale.

(In coll. con: M.L. Spezia, R. Rosa, V. Recupero)

Oftalmologia Sociale, 26(3), 23-39, 2003



489- La comunicazione intercellulare

(In coll. con: C. Cantarelli, L. Paffetti, G. Scarsella)

Oftalmologia Sociale, 26 (3), 40-44, 2003



490- An NMR spectroscopy study of bendaline-albumin interactions

(In coll. con: M. Delfini, C. Bianchetti, M.E. Di Cocco, F. Porcelli, R. Rosa, G. Rugo)

Bioorg. Chem., 31, 378-388, 2003



491- Permeabilità e compatibilità delle lenti a contatto

(In coll. con: C. Manetti)

Contattologia Medica. SOI (Ed.), Canelli (AT), Fabiano Editore, pp. 23-36, 2003



492- L’importanza della luce sulle capacità visive residue

(In coll. con: N. Fantozzi, R. Rosa)

Ipovisione - I fondamenti e la pratica. L. Lupelli (Ed.), Palermo, Medical Books, pp. 263-320, 2003



493- Qualità di vita e riabilitazione visiva

(In coll. con: N. Fantozzi, V. Pescosolido)

Ipovisione, 13, Novembre, 2003



494- Model of the oxygen distribution across the cornea and contact lens: the effect of the temperature - Lettura Kersley 2003

Oftalmologia Sociale, 26 (4), 14-15, 2003



495- Nuovi aspetti sullo sviluppo post-natale dell’occhio. Il ruolo della sclera nell’insorgenza e nell’evoluzione della miopia

(In coll. con: R. Rosa, M.L. Spezia)

Oftalmologia Sociale, 26 (4), 18-19, 2003



496- Il Trasforming Growth Factor-β

(In coll. con: C. Cantarelli, L. Paffetti, G. Scarsella)

Oftalmologia Sociale, 26 (4), 27-36, 2003



497- I multiformi ruoli nell’occhio del fattore di crescita basico dei fibroblasti (bFGF)

(In coll. con: I. Memmi, S. Giorgini)

Oftalmologia Sociale, 26 (4), 37-49, 2003



498- Ipertensione oculare acuta sperimentale nel ratto: alterazioni morfologiche e molecolari indotte nella retina e nel nervo ottico

(In coll. con: A.B. Procoli, G. Scarsella, G. Risuleo)

Atti XVII Riunione AISG, Rapallo 2002, 22-23 Marzo, Torino, pag.12, 2004



499- Studio in vitro per l’impiego intra-operatorio e/o post-operatorio della Lidocaina e Naropina nella trabeculectomia e facotrabeculectomia

(In coll. con: S. Alasko, G. Risuleo, R. Rosa, G. Scarsella)

Atti XVII Riunione AISG, Rapallo 2002, 22-23 Marzo, Torino, pag.34,2004



500- Azione protettiva di derivati della Carnitina su un modello in vitro di cellule 3T6 indotte a morte cellulare programmata. Studio preliminare per una nuova terapia neuroprotettiva per il glaucoma

(In coll. con: S. Giorgini, G. Scarsella, G. Risuleo)

Atti XVII Riunione AISG, Rapallo 2002, 22-23 Marzo, Torino, pag.39,2004



501- Evoluzione degli effetti degenerativi su retina e nervo ottico dopo risoluzione di ipertono sperimentale indotto su ratto

(In coll. con: G. Scarsella, G. Risuleo, R. Leo)

Atti XIX Riunione AISG, Rapallo 2004, 19-20 Marzo, Torino, pag. 95, 2004



502- Coinvolgimento del TGF-β nelle patologie della retina

(In coll. con: C. Cantarelli, L. Paffetti, G. Scarsella)

Oftalmologia Sociale, 27 (1), 33-45, 2004



503- Chiralità ed anestetici loco-regionali impiegati in chirurgia oculare

(In coll. con: S. Murer, L. Paffetti)

Oftalmologia Sociale, 27 (1), 46-49, 2004



504 - Eparina. I suoi multiformi ruoli e le sue prospettive nella terapia oftalmologia

(In coll. con: L. Paffetti)

Oftalmologia Sociale, 27 (2), 36-39, 2004



505 - Le metalloproteasi di matrice nelle patologie e nei processi riparativi dei tessuti oculari

(In coll. con: M.L. Spezia, R. Rosa, L. Paffetti)

Oftalmologia Sociale, 27 (2), 40-46, 2004



506 - Considerazioni su alcuni sistemi recettoriali presenti nel corpo ciliare e nel trabecolato. Loro importanza nell’idrodinamica oculare

(In coll. con: R.Rosa, M.L. Spezia)

Oftalmologia Sociale, 27(2), 47-49, 2004





507 - Age related changes in the human retina

(In coll. con: C. Cavallotti, M. Artico, F.M. Tranquilli Reali, J. Feher)

Can. J. Ophthalmol., 39, 61-68, 2004



508 - LF-NMR water self-diffusion and relaxation time measurements of hydrogel contact lenses interacting with artificial tears

(In coll. con: C. Manetti, L. Casciani)

J. Biomater. Sci. Polymer Edn, 15, 331-342, 2004



509 – Interazione tra lac e lacrime artificiali: uno studio mediante risonanza magnetica nucleare

(In coll. con: L. Casciani, C. Castro, C. Manetti)

ATO, 56,14-16, 2004



510 – Glycosaminoglycans in human trabecular meshwork: age-related changes

(In coll. con: C. Cavallotti, J. Feher, P. Sagnelli)

Ophthalmic Res., 36,211-217, 2004



511 – Modificazioni post-secretorie delle mucine in portatori di lenti a contatto ad uso prolungato

(In coll. con: D. Martini)

Lac,VI (2),9-12,2004



512 – Uso terapeutico delle lenti a contatto in silicone idrogel

(In coll. con: D. Martini)

Lac,VI(2),15-19,2004



513 – La comunicazione intercellulare. Il ruolo dello ione calcio nella regolazione genica

(In coll. con: R. Rosa, M.L. Spezia, D. Martini)

Oftalmologia Sociale,27(3),30-32,2004



514 – Le metalloproteasi di matrice nei processi riparativi corneali

(In coll. con: M.L. Spezia, R. Rosa, L. Paffetti, D. Martini)

Oftalmologia Sociale,27(3),33-40,2004



515 – Il ruolo delle metalloproteasi di matrice nella patologia del deflusso dell’umore acqueo e nel processo cicatriziale postoperatorio dopo la chirurgia filtrante del glaucoma

(In coll. con: R. Rosa, M.L. Spezia, L. Paffetti, D. Martini)

Oftalmologia Sociale,27(3),41-49,2004



516 – Aspetti clinici sul ruolo del calcio e sull’attivazione delle proteinchinasi nell’epitelio del cristallino nella regolazione delle giunzioni intercellulari

(In coll. con: R. Rosa, P. Giorno, P.P. Gentili, F. Paolucci)

Oftalmologia Sociale,27(4),38-42,2004



517 - L’impiego degli antiossidanti sul danno tissutale da radicali liberi dopo trattamento con laser ad ecccimeri (PRK)

(In coll. con: R. Rosa, P. Giorno, P.P. Gentili, F. Paolucci)

Oftalmologia Sociale,27(4),43-49,2004



518 – Meccanismi molecolari alla base dell’apoptosi

( In coll. con : D. Martini)

Quaderni di Oftalmologia. Neuroprotezione nella terapia del Glaucoma. SOI (Ed), Roma, I.N.C. ,pp.45-56, 2004



519 – Neuroprotezione e glaucoma: approccio farmacologico, le carnitine

Quaderni di Oftalmologia. Neuroprotezione nella terapia del Glaucoma. SOI (Ed), Roma, I.N.C. ,pp.118-143, 2004



520 – Cheratocono: Ipotesi eziopatogenetiche ed influenza delle lenti a contatto

(In coll. con: L. Paffetti)

Lac,VI (n3),4-11,2004



521 – I biomateriali in oftalmologia

(In coll. con: R. Cartocci, P. Giorno, G. Morichini)

Oftalmologia Sociale,28(1),28-35,2005



522 – Il ruolo delle cellule mobili nel glaucoma ad angolo aperto

(In coll. con: P. Giorno, P.P. Gentili)

Oftalmologia Sociale,28(1),36-43,2005



523 – Il ruolo delle metalloproteasi (MMP) nell’eziologia del glaucoma primario da angolo aperto (GAAP) ed in pazienti affetti da sindrome pseudoesfoliatio/glaucoma (PEX/PEXG)

(In coll. con: R. Rosa, P.P.Gentili, P. Giorno, M.L. Spezia)

Oftalmologia Sociale,28(1),44-49,2005



524 – Re-evaluation and quantification of the different sources of nerve fibres supplying the rat eye

( In coll. con: C. Cavallotti, A. Frati, P. Sagnelli)

J. Anat., 206, 217-224, 2005



525 – Controllo sulla progressione della miopia assile per un effettivo intervento di salute pubblica .I parte

( In coll. con: P.P. Gentili, R. Rosa)

b 2 eyes magazine, n.12 (giugno),10-23,2005



526 – Microvessels of the human optic nerve head: ultrastructural and radioreceptorial changes in eyes with increased IOP.

(In coll. con: J.Feher, F.Tranquilli Leali, C.Cavallotti)

Can. J. Ophtalmol.,40,492-498,2005



527 – Effect of sitemic anti-hypertensive drugs on intra-ocular pressure

(In coll. con: E. Pacella,P. Sagnelli, C. Cavallotti)

La Nuova Stampa Medica Italiana, 25,5-14,2005



528 – La capsula del cristallino e la prevenzione della cataratta secondaria

(In coll. con: C. Cavallotti, G.Scarsella, G.Risuleo, L.Scorolli)

La Nuova Stampa Medica Italiana, 25,15-23,2005



529- L’apoptosi delle cellule del cristallino umano in coltura

(In coll. con: C. Cavallotti, G.Scarsella, G.Risuleo, L.Scorolli)

La Nuova Stampa Medica Italiana, 25,25-40,2005



530 – Analisi dell’intolleranza alle lenti a contatto attraverso l’esplorazione

dell’integrazione neuroanatomica di difesa della superficie oculare

(In coll. con: A. Stefanucci)

Lac,VII (n1),11-27,2005



531 – Controllo sulla progressione della miopia assile per un effettivo intervento di salute pubblica. II parte

(In coll. con: P.P. Gentili, R.Rosa)

b 2 eyes magazine, n.18 (ottobre),6-18,2005



532 – Lenti a contatto ed allergie oculari, un connubio possibile se peraltro necessario con alcune di esse

(In coll. con: A. Stefanucci)

Lac, VIII (n1),4-22,2006



533 – Age-related changes in the human retina

(In coll. con: C. Cavallotti)

In: Conn P.Michael (Ed.),Handbook of models for human aging.Amsterdam,Elsevier. Cap.67,pp.793-812,2006



534 – Le molecole di difesa della superficie oculare

(In coll. con: S. Conflitti)

Oftalmologia Sociale,29 (2),23-32,2006



535 – La trasparenza corneale: metodiche di valutazione

(In coll. con: S. Conflitti)

Oftalmologia Sociale,29 (2),33-42,2006



536 – Hydrogel, disponibilità di ossigeno ed edema corneale

(In coll. con: A. Stefanucci)

Lac, VIII (n2),10-26,2006



537 – Biomeccanica corneale

(In coll. con: S. D’Angelo)

Oftalmologia Sociale, 29 (3), 12-23, 2006



538 – Mantenimento di una superficie oculare sana per un miglioramento della qualità della vita del paziente

(In coll. con: S. D’Angelo)

Oftalmologia Sociale, 29 (3), 32-49, 2006



539 – Cellule staminali limbari: identificazione e caratterizzazione

(In coll. con: S. D’Angelo)

Oftalmologia Sociale, 29 (4), 28-42, 2006



540 – Densità e distribuzione delle cellule di Langherans nell’epitelio corneale umano

(In coll. con: S. D’Angelo)

Oftalmologia Sociale, 29 (4), 43-49, 2006



541 – La comunicazione cellulare tramite le mucine di membrana e possibile attivazione in portatori di lenti a contatto

Lac, VIII (n3),9-20,2006



542 – Qualità di vita dopo la riabilitazione visiva

(In coll. con: N. Fantozzi, V. Pescosolido)

Ipovisione e Psicologia. Palermo, A.R.I.S., pp. 75-92, 2006



543 – Degenerative and apoptotic events at retinal and optic nerve level after experimental induction of ocular hypertension

(In coll. con: N. Calandrella, G. Scarsella, G. Risuleo)

Mol. Cell Biochem., 301,155-163 ,2007



544 – Traumi oculari in età scolare

(In coll. con: A. Mazzoni)

Oftalmologia Sociale, 30 (1), 47-49, 2007



545- Traumi oculari da scoppio di Airbags

(In coll. con: A. Mazzoni)

Salute e sicurezza stradale: l’onda lunga del trauma – Prima, durante, dopo, poi… e poi ancora. F. Taggi, P. Marturano (Eds.), Roma, C.A.F.I. Editore, pp. 373-3377, 2007



546 – Processi riparativi nelle cellule epiteliali corneali in portatori di lenti a contatto: eventi molecolari

(In coll. con: B. Imperatrice)

Oftalmologia Italiana – Notiziario SOI, 38, 26-36, 2007



547- Processi riparativi nelle cellule endoteliali corneali in portatori di lenti a contatto: eventi molecolari

(In coll. con: B. Imperatrice)

Oftalmologia Italiana – Notiziario SOI, 39, 44-51, 2007



548- Sindrome di Marfan: manifestazioni oculari e trattamento – Un caso chirurgico di ectopia lentis con prolasso di vitreo in camera anteriore

(In coll. con: V. Magliari Galante, F. Bozzoni-Pantaleoni)

Oftalmologia Sociale, 30 (2), 34-39, 2007



549- Sull’utilizzo di Bevacizumab (Avastin) – Riflessioni

(In coll. con: P. Karavitis)

Oftalmologia Sociale, 30 (3), 17-23, 2007



550- Conservanti e Lenti a contatto

(In coll. con: L. Casciani)

Superficie oculare, 1 (1), 8, 2007



551- Il ruolo del danno visivo negli incidenti automobilistici tra guidatori anziani

(In coll. con: M. S. Evangelista)

Oftalmologia Sociale, 30 (4), 38-49, 2007



552- Identification by means of low-field nuclear magnetic resonance of the chemical-physical characteristics of multidose artificial taer solutions in interaction with hydrogel model contact lenses.

(In coll. con: L. Casciani)

J. Ocul. Pharamacol. Ther., 23, 551-557, 2007



553- Danno apoptotico indotto dalla luce nelle cellule retiniche: fisiopatologia e clinica

(In coll. con: D. Impallara, S. De Gaetano, E. Zere)

Oftalmologia Sociale, 31 (1), 8-35, 2008



554- Prevenzione della cataratta da stress ossidativo

(In coll. con: E. Zere, D. Impallara, S. De Gaetano)

Oftalmologia Sociale, 31(1), 39-57, 2008



555- Gli interfroni nella terapia topica delle neoplasie congiuntivo-corneali

(In coll. con: S. De Gaetano)

Oftalmologia Sociale, 31 (1), 62-66, 2008



556- Cheratite da abuso di anestetici. Caso clinico

(In coll. con: V. Pescosolido, D. Impallara)

Oftalmologia Sociale, 31(1), 67- 71, 2008



557- Age-Related changes and/or diseases in the human retina

(In coll. con: P. Karavitis)

In: Cavallotti Carlo A. P., Cerulli L. (Eds.), Age-Related changes of the human eye. Totowa, NJ, USA, Humana Press, Ch. 9: 2008;pp. 193-202



558- Treatment of intraocular pressure in Elderly patients

(In coll. con: M. Schveoller, I. Iliu, A. Cerulli)

In: Cavallotti Carlo A. P., Cerulli L. (Eds.), Age-Related changes of the human eye. Totowa, NJ, USA, Humana Press, Ch. 17: 2008;pp. 305-318



559- Many suggestions to protect the eyes in aging people

(In coll. con: P. Karavitis, F. Pacella)

In: Cavallotti Carlo A. P., Cerulli L. (Eds.), Age-Related changes of the human eye. Totowa, NJ, USA, Humana Press, Ch. 23: 2008;pp. 393-398



560- IOL blu selettive: prevenzione per la maculopatia legata all’età

(In coll. con: S. De Gaetano, D. Impallara, E. Zere)

Oftalmologia Sociale, 31(2), 37-43, 2008



561- Ranibizumab review

(In coll. con: P. Karavitis)

Oftalmologia Sociale, 31(2), 44-49, 2008



562- Il Potenziale di Riposo – L’elettro-oculogramma (EOG)

(In coll. con: A. Stefanucci)

Notiziario SOI, 46,18-26, 2008

































































































































RIASSUNTI DELLE PUBBLICAZIONI





1- Il corpo mioide della retina: analisi immunochimica

II corpo mioide è presente nei fotorecettori retinici dove svolge un ruolo non ancora ben definito. Infatti, alcuni Autori gli attribuiscono propietà contrattili, mentre altri pensano che esso intervenga nella sintesi delle proteine che poi migrano lungo l'intero fotorecettore. Il presente lavoro si propone di chiarire la morfologia e la funzione del corpo mioide della retina mediante l'uso di tecniche immunochimiche.



2 -Analisi istochimica ed immunochimica della retina

Si è condotto uno studio istologico, istoenzimatico ed immunochimico della retina di coniglio per chiarire la morfologia e la funzione del corpo mioide dei fotorecettori.

I risultati lasciano supporre che nel corpo mioide sono presenti proteine di natura contrattile e confermano che i fotorecettori retinici sono cellule dotate di un loro specifico dinamismo.



3 - Sul comportamento della pressione oculare e di altri parametri dopo l'applicazione di Ocusert-P.40

E' stato valutato il comportamento della pressione oculare in soggetti glaucomatosi dopo l'applicazione di Ocusert-P40. Parallelamente è stata pure esaminata in soggetti normali dal punto di vista pressorio la risposta dell'ampiezza accomodativa, del diametro pupillare e della profondità della camera anteriore. Dopo aver esposto i risultati gli Autori concludono che l'Ocusert-P40 rappresenta indubbiamente un progresso sia come efficacia che dal punto di vista degli effetti collaterali nella terapia medica del glaucoma. Infatti, è stato osservato che prescindendo dalla presssione oculare, tutti i parametri esaminati risentono in misura notevolmente inferiore dell'effetto del miotico quando questo viene somministrato a mezzo del sistema Ocusert-P40.



4 - Nota sui recenti progressi nella terapia medica del glaucoma

E' stato valutato il comportamento della pressione oculare in soggetti glaucomatosi dopo l'applicazione di Ocusert 24 h. Parallelamente negli stessi soggetti è stato esaminato il tono oculare dopo Pilocarpina 2%.

In un altro gruppo di pazienti glaucomatosi è stato notato il comportamento della pressione oculare dopo l'applicazione di Ocusert P40.

In un terzo gruppo di pazienti del tutto normali dal punto di vista pressorio è stata valutata la risposta dell'ampiezza accomodativa, del diametro pupillare e della profondità della camera anteriore dopo l'applicazione di Ocusert P40.

Dopo aver esposto i risultati gli Autori concludono che l'Ocusert e specialmente il P.40 rappresenta un tangibile progresso sia come efficacia che dal punto di vista degli effetti collaterali nella terapia medica del glaucoma.



5- Azione di farmaci adrenergici sull'ampiezza accomodativa, il diametro pupillare ed i vasi congiuntivali

La contemporanea somministrazione locale di Propranololo allo 0,5 per cento e di Bufenina allo 0,5 per cento antagonizza l'azione ipotonizzante oculare osservata dopo somministrazione di solo Propranololo. Un antagonismo più modesto è stato osservato tra Propranololo 1 per cento e Epinefrina 2 per cento.

La Bufenina determina una lieve ma duratura miosi ed un aumento del potere accomodativo, mentre il Propranololo ha mostrato una lieve tendenza alla midriasi ed una diminuzione del potere accomodativo. Anche per questi parametri è stato rilevato, tra i farmaci, un antagonismo vario a seconda delle concentrazioni usate. Nessuna azione antagonista è stata esercitata dal Propranololo sull'Epinefrina la quale sembra possedere a livello oculare una attività eminentemente alfa-stimolante.



6 -Comportamento del coefficiente di rigidità sclerale in occhi normali e glaucomatosi, dopo somministrazione orale di glicerolo

E' stata notata una modesta diminuzione del coefficiente di rigidità sclerale dopo somministrazione orale di glicerolo (g. 1/Kg) in soggetti normali ed in pazienti affetti da vari tipi di glaucoma. Tale modificazione non è sembrata essere significativa. Gli Autori fanno alcune considerazioni su tale fenomeno.



7 -La morfologia funzionale del trabecolato corneo- sclerale umano in condizioni normali

Vengono riportati i risultati di una indagine istochimica tendente a dimostrare nell'occhio umano la presenza di una sostanza autocontrattile a livello trabecolare. In base ai risultati ottenuti gli Autori espongono il loro pensiero sulla possibile patogenesi del glaucoma cronico semplice.



8 - Histochemical studies on the retinal morphology

Scopo della presente indagine è stato quello di approfondire alcuni aspetti istochimici ed immunochimici del tessuto retinico. E' stato così osservato che i recettori retinici contengono filamenti contrattili presumibilmente in grado di produrre finissimi movimenti nella retina vivente. Tali movimenti produrrebbero la contrazione di una porzione delle cellule visive allo stimolo luminoso.

E' stata inoltre evidenziata una intensa attività enzimatica di tipo LDH, SDH, e G-6-PDH a livello recettoriale.



9 -ll comportamento dell'idrodinamica oculare in corso di trattamento con Epinefrina

Quattordici pazienti affetti in uno od entrambi gli occhi da glaucoma cronico ad angolo aperto sono stati trattati con Epinefrina al 2 per cento per tre volte al giorno. E' stata osservata una ipotensione oculare in tutti i pazienti trattati. Da un punto di vista idrodinamico avviene un significativo decremento della formazione dell'umor acqueo all'inizio della terapia. In seguito si è notato un progressivo incremento della fuoriuscita di esso. Sono state avanzate alcune considerazioni sulla azione della Epinefrina.



10 -Caratteristiche morfologiche e funzionali del trabecolato corneo-sclerale del bulbo oculare umano

Vengono riportati i risultati istochimici volti a dimostrare la presenza di una sostanza contrattile miosino-simile a livello del trabecolato



11 -Sulla natura della miosi e dell'iperemia congiuntivale da somminitrazione locale di farmaci con proprietà beta-simpaticomimetiche

Le indagini sono state condotte in soggetti normali ed in pazienti affetti da glaucoma cronico. In tali indagini è stato rilevato quanto segue:

1)La miosi e l'iperemia congiuntivale indotte dalla somministrazione locale di Bufenina (beta- stimolante) e di Oxprenololo (beta-bloccante) sono risultati essere Atropino resistenti. Non sembra pertanto interessato il sistema parasimpatico;

2) Il pretrattamento con indometacina, al fine di inibire la sintesi delle prostaglandine dal loro precursore, l'acido arachidonico, ha parzialmente ridotto l'intensità di tali fenomeni specie per quanto riguarda l'iperemia congiuntivale;

3) Associando all'Oxprenololo, l'instillazione di Pilocarpina, si ottiene un notevole incremento della miosi, ma non dell'ipotonizzazione oculare.

Si ritiene pertanto che tali farmaci coinvolgano nella loro azione beta-stimolo, con la mediazione del sistema AMPc-Prostaglandine. A tale attività sono da farsi risalire tanto l'ipotonizzazione oculare, quanto la miosi e l'iperemia congiuntivale.



12 -La presenza di una proteina contrattile miosino-simile a livello trabecolato corneo-sclerale di cane e di uomo

Molti dati della letteratura sull'argomento fanno presumere che le strutture che compongono il trabecolato sclerale partecipano attivamente al deflusso dell'umor acqueo.

La presenza di microfilamenti nel citoplasma delle cellule endoteliali che rivestono le trabecole e lo strato più profondo del canale di Schlemm ha indotto gli Autori a condurre la presente indagine. Infatti, tali filamenti sono molto simili a quelli osservati all'interno di strutture cellulari dotate di attività contrattile.

Mediante una tecnica istochimica che si avvale di anticorpi anti-miosina, è stato possibile dimostrare la presenza di una proteina contrattile miosino-simile a livello delle trabecole in modo particolare, dell'endotelio corneale e di quello che riveste i collettori dell'umor acqueo.

Tali reperti sono stati rilevati in preparati di cane e di uomo. Vengono fatte alcune conseguenti osservazioni sull'importante e sconosciuto meccanismo del deflusso dell'umor acqueo a livello trabecolare.



13 -Moderni aggiornamenti sulla toxoplasmosi con particolare riguardo a quella oculare - Nota 1^

Viene fatta una descrizione del Toxoplasma e delle sue caratteristiche biologiche con particolare riferimento alla Toxotossina e alle sue caratteristiche bio fisico chimiche.



14 -Moderni aggiornamenti sulla toxoplasmosi con particolare riguardo a quella oculare - Nota2^

Viene descritta l'epidemiologia, la patogenesi, l'immunità, l'ipersensibilità, le forme cliniche, l'anatomia patologica oculare, l'aspetto oftalmoscopico e gli esami di laboratorio nella malattia toxoplasmotica.



15 - Indagini istochimiche sulla distribuzione di un farmaco betabloccante (Pindololo) a livello del segmento anteriore oculare

L'indagine è stata condotta su occhi di cane e di uomo. Il Pindololo, coniugato ad isotiocianato di fluoresceina è stato rilevato a livello della muscolatura interna oculare (muscolo sfintere e dilatatore), delle pareti vasali (iride e coroide), del trabecolato sclerale e dei collettori intrasclerali. Tali reperti consentono anzitutto di meglio giustificare alcuni fenomeni (miosi, spasmo accomodativo,iperemia) che si osservano dopo somministrazione di farmaci del gruppo beta- adrenergico. Inoltre, la presenza eventuale di beta- recettori a livello del trabecolato sclerale avvalorerebbe l'ipotesi dell'esistenza di una partecipazione "attiva" di tale distretto ai fenomeni idrodinamici oculari.



16 - Über die Möblichkeit die systemischen Neben wirkungen der Augentropfen Isoproterenol durch lokale Verabreichung von Propranolol zu verhindern

La somministrazione locale di Isoproterenolo riduce la pressione oculare in occhi normali e glaucomatosi ma determina la insorgenza di effetti collaterali sistemici quali tachicardia ed ipotensione arteriosa. Al fine di poter usare il suddetto farmaco evitando gli effetti collaterali è stato adottato il seguente procedimento consistente nell'instillare nell'occhio controlaterale Propranololo 1%, 30-60 m' prima della installazione dell'Isoproterenolo nell'occhio da ipotonizzare. In tale modo non viene diminuita l'efficacia terapeutica del farmaco e nello stesso tempo vengono evitati episodi di tachicardia o riduzione marcata della pressione arteriosa.



17 -Lokales Oxprenolol bei der Behandlung verschiedener Glaukomformen

L'Oxprenololo è una nuova sostanza appartenente alla famiglia dei beta-bloccanti e si è mostrata efficace nel trattamento della ipertensione oculare. Nella presente indagine sono stati sottoposti a trattamento con Oxprenololo varie forme di glaucoma. Il farmaco è stato somministrato alla concentrazione dell'1 per cento e dello 0,5 per cento.

E' stata osservata una notevole azione ipotonizzante oculare anche in occhi non più sensibili ad altro genere di terapia medica. Gli effetti collaterali sono risultati praticamente trascurabili (modica iperemia e lieve miosi in qualche occhio trattato). Inoltre, il pretrattamento con Oxprenololo consente di poter instillare anche l'Isoproterenolo senza che questi determini tachicardia od ipotensione arteriosa.



18 -Azione locale e sistemica dell'associazione isoproterenolo-oxprenololo

In 12 soggetti affetti bilateralmente da glaucoma cronico semplice è stata condotta un'indagine al fine di studiare gli effetti locali e sistemici della somministrazione associata di Isoproterenolo (beta- stimolante) e di Oxprenololo (beta bloccante). Da tali indagini si è potuto concludere anzitutto che l'Isoproterenolo è in grado di ridurre la pressione oculare anche se parallelamente induce una marcata tachicardia. Questa viene antagonizzata pre-trattando l'occhio controlaterale con Oxprenololo, farmaco pure in grado di ridurre di per sé la pressione oculare.

La fase ipertensiva oculare che segue subito alla instillazione del farmaco, è una risposta locale in quanto presente anche in condizioni di antagonismo sistemico ed in quanto riducibile mediante pre- trattamento locale omolaterale con un farmaco in antagonismo farmacologico, quale è l'Oxprenololo.



19 -Enzymatic studies in the trabeculum of the dog

Al fine di dimostrare come il trabecolato corneo- sclerale partecipi attivamente a livello cellulare al processo idrodinamico del deflusso dell'umor acqueo, gli Autori hanno dimostrato che negli occhi normali di cane è presente una attività enzimatica in corrispondenza del trabecolato stesso. E' stata infatti evidenziata una moderata positività per l'SDH ed una marcata positività per l'LDH. Indubbiamente la presenza di questo ultimo enzima di natura squisitamente metabolica, può confortare l'ipotesi che a tale livello si attui un "attivo" trasporto di fluidi.



20-Le lenti a contatto morbide come sistema di somministrazione di farmaci nel glaucoma

Avvalendosi di lenti corneali morbide opportunamente pre-trattate è stato possibile prolungare l'azione farmacologica di un farmaco beta- bloccante (Oxprenololo) usando anche concentrazioni solitamente inefficaci. Tale metodica sembra essere valida in quanto consente l'uso di sostanze che a concentrazioni consuete (1-2%) possono indurre fenomeni collaterali locali e sistemici intollerabili. Inoltre con tale metodica può essere prolungata l'azione del farmaco anche durante le ore notturne.



21 -Effetti sistemici della somministrazione orale (propranololo) e locale (isoproterenolo) di farmaci ipotensivi oculari

La somministrazione locale di Isoproterenolo al 4- 5 per cento in uno od entrambi gli occhi di un soggetto glaucomatoso riduce la pressione oculare ma provoca una ipotensione arteriosa reattiva ed una marcata tachicardia.

La somministrazione orale di Propranololo, in dosi di 10 mg. 2 ore prima, consente di eliminare i suddetti effetti collaterali ma di non antagonizzare l'azione ipotensiva oculare dell'Isoproterenolo, sia 4 che 5 per cento in entrambi gli occhi.

Vengono fatte considerazioni sul diverso effetto di tali combinazioni farmacologiche a livello sistemico ed oculare.



22 -Ipertensione oculare acuta da instillazione di miotici

Vengono descritti due casi di pazienti in cui somministrazione di Pilocarpina e di Bufenina ha provocato un attacco acuto di glaucoma. In riferimento, anche ad altri casi riportati dalla letteratura, vengono fatte alcune considerazioni sui possibili meccanismi d'azione responsabili.



23 -Controindicazioni all'uso di lenti corneali

Gli Autori discutono sulle controindicazioni all'uso delle lenti corneali auspicando che nell'applicazioni di dette protesi esse siano sempre ben presenti all'applicatore.



24 -Comportamento del senso cromatico in occhi portatori di lenti a contatto morbide colorate

Gli Autori hanno studiato le modificazioni del senso cromatico sull'asse rosso-verde con lenti idrofile variamente colorate con assorbimento del 25% utilizzando l'apparecchio di Nagel tipo I in soggetti con Farnsworth-Munsell 100 Hue normale.

Con le lenti marroni e grigie si tendeva al perfetto dosaggio dei colori (P<0,05) mentre con le lenti azzurre alla protanomalia (P<0,01).



25 -A comparative evaluation of the effectiveness of topical Oxprenolol and Propranolol in the treatment of glaucoma

La somministrazione locale di Propranololo 1 per cento e di Oxprenololo 0,5 ed 1 per cento è stata eseguita in pazienti affetti da glaucoma ad angolo aperto, valutandone in maniera comparativa l'azione ipotonizzante oculare.

Parallelamente è stato controllato il comportamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, essendo stato in precedenza rilevato un risentimento di tali parametri dall'azione di tali sostanze beta-bloccanti.

Non è stata rilevata alcuna differenza significativa fra l'azione ipotonizzante oculare delle due sostanze, mentre si e osservato che:

1) La pressione arteriosa sistolica diminuisce significativamente (P<0,01) solo dopo l'instillazione di Propranololo 1 per cento a distanza di 40 m'.

2) La pressione arteriosa diastolica diminuisce (P<0,01) sia dopo Propranololo 1 per cento che dopo Oxprenololo 1 per cento. L'Oxprenololo 0,5 per cento non ha indotto alcuna modificazione di entrambi i parametri.

Sia dopo la instillazione di Propranololo 1 per cento che di Oxprenololo 1 per cento, è stata rilevata una bradicardia statisticamente significativa, mentre l'Oxprenololo 0,5 per cento non ha mostrato alcun effetto bradicardico.

Si ritiene pertanto che quest'ultimo farmaco, usato alla concentrazione dello 0,5 per cento rappresenti un mezzo efficace ed innocuo nel trattamento della ipertensione oculare.



26 -L'associazione Adrenalina-Oxprenololo nella terapia del glaucoma

E' stata condotta un'indagine clinico-sperimentale al fine di valutare l'azione ipotonizzante oculare di due farmaci adrenergici, l'Oxprenololo e l'Adrenalina, somministrati singolarmente ed in associazione.

Sono stati esaminati 41 occhi affetti da glaucoma cronico semplice. L'Oxprenololo si è dimostrato più efficace dell'Adrenalina nel ridurre la pressione oculare ed anche l'associazione Oxprenololo + Adrenalina ha consentito di rendere più duratura nel tempo l'azione ipotonizzante posseduta dal solo Oxprenololo.





27 -Microftalmoscopia con lampada a fessura. Sull'utilità dell'impiego della lente a contatto corneale di Danker & Wohlk per la visione del fondo oculare

Le lenti a contatto concave (metodo introdotto da Koeppe) e quelle intercalari piano-concave (metodo introdotto da Lemoine e Valois) danno del fondo oculare una immagine diretta e virtuale mentre le lenti intercalari piano-convesse danno un'immagine reale e capovolta (metodo introdotto da Zamenhof). Si utilizza il primo metodo con i vetri a contatto di Goldmann e d'Allen e con le lenti intercalari di Hruby mentre il secondo metodo è stato rimesso in auge dalle lenti intercalari di Bayadi.

Le lenti ausiliarie concave danno un campo stereoscopico limitato mentre le lenti convesse un campo stereoscopico illimitato ma fastidioso. Le lenti a contatto presentano dei campi di visione mono e binoculare più grandi delle lenti intercalari concave.



28 -Un attivatore del AMPc (Carbocromene) nella terapia del Glaucoma

Dopo somministrazione locale di un attivatore "indiretto" dell'AMPc (Carbocromene) alla concentrazione del 2 e del 4 per cento è stata osservata una riduzione significativa della pressione oculare in occhi affetti da glaucoma cronico ad angolo aperto.

Vengono fatte alcune considerazioni sull'aumento dell'AMPc intracellulare a livello trabecolare ed un incremento del deflusso dell'umore acqueo tonograficamente rilevato. Gli AA. avanzano l'ipotesi che l'AMPc intervenga come attivatore di processi energetici (glicolisi) necessari per un'attiva partecipazione della cellula endoteliale del trabecolato al meccanismo del deflusso dell'umor acqueo.



29 -Possibili cause dell'ipertono oculare dopo test del buio

L'indagine è stata condotta in pazienti affetti da glaucoma cronico o sospetti glaucomatosi. Lo scopo è stato quello di valutare il comportamento della pressione oculare in tali occhi nelle condizioni sperimentali suddette. E' stato osservato che il buio non è necessario e neppure sufficiente in alcuni casi per determinare una risposta pressoria. Infatti, la chiusura palpebrale con le conseguenti turbe termodinamiche e bioenergetiche che essa comporta sembra essere l'elemento determinante per determinare un ipertono oculare. La midriasi non gioca alcun ruolo trattandosi di occhi con angolo irido-corneale del tutto aperto.

Infatti, anche il pretrattamento con miotici non inibisce tale rialzo pressorio. Efficace a tale scopo è risultata essere la instillazione di Propranololo, Isoproterenolo e di Fosfocreatinina.

Tale test della "chiusura palpebrale" non deve tuttavia essere confuso con il classico test del buio, positivo in occhi con angolo iridocorneale stretto. Occorrono ulteriori indagini per meglio approfondire tale fenomeno.



30 -Modello biofisico-matematico per lo studio fluido- dinamico dell'occhio umano

Gli Autori hanno voluto realizzare un nuovo modello bio-fisico-matematico per lo studio fluido- dinamico dell'occhio umano in toto e dei suoi componenti. Tale modello contiene cinque variabili morfofunzionali indipendenti: tre componenti di velocità che forniranno il vettore V e due proprietà termodinamiche in funzione di spazio e tempo. Queste sono sufficienti a determinare lo stato e quindi tutte le altre proprietà ad esso relative. Con queste cinque variabili morfofunzionali abbiamo elaborato cinque equazioni indipendenti corrispondenti: tre di moto, una di continuità ed una di energia. A questo modello si è aggiunta infine una equazione di stato per poter descrivere l'equazione dell'energia in funzione di tre variabili: temperatura, densità e pressione invece che di due soltanto. Con tale modello è stato possibile ottenere, secondo gli Autori, un quadro del comportamento del moto del fluido oculare.



31 -Considerazioni sull'uso delle lenti a contatto morbide nelle atalamie dopo interventi fistolizzanti

Gli AA. nella prima parte del lavoro prendono in considerazione le espressioni cliniche, le teorie eziopatogeniche, le complicanze e le terapie in uso per le atalamie insorgenti dopo un intervento fistolizzante mentre successivamente descrivono i risultati clinici su sei casi di atalamia da loro risolti utilizzando lenti a contatto morbide.

Gli AA., considerando che la condizione viscoelastica delle tuniche oculari prima dell'intervento sia la condizione, sine qua non, dell'atalamia, ipotizzando che le lenti a contatto morbide applicate dopo l'intervento servono a correggere e conservare il modulo viscoelastico sclero-corneale ed abbreviare così il tempo di risposta di rilassamento delle fibre corneo-sclerali per mezzo del fenomeno dell'elasticità ritardata.

Prospettano infine la possibilità di poter impedire questa complicanza analizzando prima dell'intervento alcuni parametri bio-meccanici del sistema globo oculare e regolandosi di conseguenza.



32 -Primi dati analitici per l'indirizzo alla scelta del tipo di lente a contatto ottimale in funzione delle caratteristiche fluidodinamiche del sistema globo- oculare

Gli AA hanno esempliflicato attraverso la loro metodica (biomeccanica del sistema globo oculare ) un caso specifico di valutazione di alcuni parametri biomeccanici di utile significatività pratica in contattologia.

Attraverso questi hanno stabilito come scegliere razionalmente il tipo di lente a contatto più idonea sia secondo il tensore energetico risultante dalle forze esercitate dalla lente a contatto sul sistema globo-oculare e sia secondo il parametro indicizzato della norma fisiologica della viscosità cinematica e dinamica del film lacrimale.



33 -Studi sulla personalità dei pazienti glaucomatosi

Gli Autori hanno effettuato una ricerca bibliografica sullo stato della personalità dei pazienti glaucomatosi constatando che alcuni studiosi hanno stabilito delle tappe che debbono essere considerate fondamentali per chiarire gli aspetti "psicosomatici" del glaucoma.



34 -Biomeccanica del sistema globo oculare:prime osservazioni

Gli AA. hanno descritto il concetto di deformazione a livello del sistema globo-oculare soffermandosi principalmente su quella alla compressione e trazione; hanno definito il carico specifico ed il rapporto tra carico e deformazione che è una costante caratteristica e peculiare per ogni sostanza morfofunzionale: elasticità.

Si nota che le deformazioni dell'occhio sano sono proporzionali entro certi intervalli al carico che gli viene applicato (comportamento elastico)mentre in uno con grave patologia della struttura viscoelastica si parlerà di comportamento plastico, cioè esso rimane deformato anche quando la sollecitazione non è più presente.

Gli AA. hanno inoltre chiarito il concetto di resistenza soffermandosi sul fatto che l'elasticità e la resistenza descrivono biotecnologicamente un materiale biologico.

Nell'impossibilità di misurare la resistenza con unità di misura biomeccaniche si prospetta l'ipotesi di utilizzare a tale scopo quelle energetiche che dovrebbero essere l'unità di base del fattore di correzione delle misurazioni biomeccaniche.

Nell'occhio c'è una conversione continua tra le varie forme di energia (potenziale, elastica, cinetica, superficiale) e dai vari rapporti fra queste si possono spiegare numerose lesioni oculari e misurazioni biomeccaniche.

Il lavoro si conclude con una delucidazione schematica di come si può calcolare il carico necessario per la formazione di una soluzione di continuo.



35 -Biomeccanica del sistema globo-oculare: Prime osservazioni teorico-sperimentali per l'impiego degli ultrasuoni in tempo reale

Gli AA. hanno studiato ed analizzato il SGO per l'elaborazione di una tecnica che permetterà loro di interpretare i parametri forniti di tipo biomeccanico in quelli clinici.

Essi hanno analizzato le diverse condizioni di stato delle varie fasi morfofunzionali del SGO.

Per queste ultime hanno posto i limiti di validità per la scelta di quei parametri necessari al calcolo sia delle deformazioni che della elasticità per l'impiego del RT in Clinica Oculistica.



36 -L'ipobarismo orbitario come test di provocazione per lo studio del rapporto di elasticità tra il binomio occhio-lente corneale

Gli AA. hanno realizzato una metodica che ha messo in risalto la tecnica dell'ipobarismo orbitario in occhi sani e glaucomatosi con e senza lenti a contatto.

Anche se la casistica non è molto significativa dal punto di vista statistico essa è servita ugualmente a rilevare l'utilità a fini diagnostici.

Gli AA. hanno determinato il vantaggio e/o svantaggio tra la lente a contatto tipo HEMA e l'occhiale mentre per gli altri tipi di lenti hanno potuto soltanto stabilire indicativamente il tempo di rifiuto dell'occhio alla lente a contatto.

Gli AA. concludono che i valori ottenuti sono valori limite e quindi ad una mancanza di rifiuto in tali condizioni di stress ci sarà una completa sicurezza della capacità viscoelastica di tolleranza del sistema globo-oculare alla lente corneale nelle normali condizioni ambientali.



37 -Lente a contatto morbida per l'esame del fondo oculare

Viene descritta una nuova lente a contatto la cui nota essenziale è quella di essere flessibile (HEMA al 38%) per l'esame del fondo oculare.

Tale lente presenta i seguenti parametri:

- diametro totale: 14,5 mm.;

- raggio di curvatura: 8,40 mm.;

- zona ottica utile: 8 mm.;

- potenza diottrica: 58 diottrie negative.

Nell'impiego di questa lente, preceduta da midriasi pupillare, abbiamo osservato:

a) facilità di applicazione senza il formarsi di bolle d'aria come spesso avviene con il vetro a 3 specchi di Goldmann;

b) l'anestesia locale preventiva non è strettamente indispensabile;

c) non è necessario l'impiego di soluzioni alla metilcellulosa che disturbano notevolmente il paziente;

d) possibilità di esplorare zone più periferiche rispetto alla lente a contatto rigida in quanto essa,una volta applicata non si decentra e segue i movimenti di sguardo;

e) facilità di rimozione.



38 -Azione dell'Acetazolamide sulla pressione arteriosa sistemica ed oftalmica

Gli AA. hanno ritenuto interessante procedere alla determinazione dei rapporti intercorrenti tra il tono oculare, pressione arteriosa omerale ed oftalmica dopo somministrazione di Acetazolamide al fine di meglio comprendere un'eventuale componente vascolare nell'azione ipotonizzante oculare del farmaco e gli effetti sistemici indesiderati accusati dai pazienti.

Gli AA. concludono che il parallelo decremento della pressione arteriosa oftalmica e del tono oculare non fa che ridurre lo squilibrio di gradiente a livelli inferiori mentre per un risultato positivo non si dovrebbero osservare riduzioni della pressione arteriosa sistemica ed in particolare oftalmica.



39 -Effetti a distanza oculari e generali dopo somministrazione di Propranololo ed Isoproterenolo

Gli Autori hanno preso in considerazione un beta- bloccante (Propranololo) ed un beta-stimolante (Isoproterenolo) rispettivamente dati per via generale e locale. Il pretrattamento di 1 h con il beta- bloccante a 10 e 20 mg non antagonizza a livello oculare (ipotensione) gli effetti del beta-stimolante.

Sulla frequenza cardiaca, l'associazione prima detta, provoca una bradicardia mentre sulla pressione arteriosa omerale max e min.una ipotensione ma solo con dosi di 20 mg di Propranololo.



40 -Effetti di un beta-bloccante (Oxprenololo) nel trattamento dei glaucomi congeniti

Gli Autori hanno condotto un'indagine clinico- sperimentale al fine di valutare l'azione ipotonizzante oculare di un beta-bloccante (Oxprenololo) dato per via locale in occhi affetti da glaucoma congenito.

Il farmaco si è dimostrato efficace momentaneamente e nel tempo nel ridurre la pressione oculare non dando luogo ad effetti collaterali locali o sistemici.



41 -Possibili sinergismi tra Carbocromene e farmaci adrenergici

In occhi affetti da glaucoma cronico è stata valutata l'azione ipotonizzante oculare della associazione del Carbocromene, farmaco in grado di determinare un aumento del contenuto intracellulare di AMP-Ciclico, con altri farmaci ipotonizzanti oculari, quali l'Epinefrina, l'Isoproterenolo, il Propranololo e l'Antidrasi.

L'attività ipotonizzante oculare del Carbocromene è stata incrementata solo dalla associazione col Propranololo e con l'Antidrasi.

Poichè l'azione di questi ultimi sembra esercitarsi elettivamente mediante una riduzione della produzione di umor acqueo, pare essere indirettamente confermato che il Carbocromene riesca ad incrementare la attività degli elementi trabecolari facilitando o stimolando la loro funzione di drenaggio dell'umor acqueo.



42 -Sui possibili effetti sistemici dell'Oxprenololo 1% collirio in pazienti con affezioni cardio-vascolari

Gli AA. hanno condotto un'indagine clinico- sperimentale al fine di valutare gli effetti sistemici di un Beta-bloccante (Oxprenololo) dato per via locale in occhi sani alla concentrazione dell'1% ed in soggetti con patologia cardiovascolare.

Il farmaco si è dimostrato ben tollerato dai pazienti e con scarsi efffetti sulla pressione arteriosa massima e minima, la frequenza cardiaca e l'elettrocardiogramma.



43 -Sempre maggiore l'interesse degli Oculisti per l'applicazione delle lenti a contatto: Colloquio Internazionale di Contattologia Medica di Monaco- Montecarlo

E' una sintesi dei lavori scientifici presentati al Colloquio Internazionale di Contattologia Medica di Monaco-Montecarlo.



44 -Decennale della Contattologia Medica: Congresso di Londra 18-20 aprile, 1980

E' una sintesi dei lavori presentati al decennale di Contattologia Medica di Londra.



45 -Ricerche istochimiche sull'angolo irido corneale: Gli enzimi del metabolismo glicidico

Nel presente studio è stata analizzata istochimicamente la distribuzione degli enzimi lattico-deidrogenasi (LDH, come indicatore della via glicolitica), succinico-deidrogenasi (SDH, come indicatore del ciclo di Krebs) e glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PDH, come indicatore della via dei pentoso-fosfati) a livello dell'angolo irido-corneale, nel ratto.

I risultati ottenuti hanno dimostrato la presenza di un'attività LDH ed SDH in corrispondenza dell'angolo irido-corneale.La G6PDH non ha dimostrato positività di reazione.

I risultati analizzati sono in discussione.



46 -Designing a suitable lens shape for compatibility with the tear film

Vengono descritte le caratteristiche ideali di una lente a contatto che dovrebbe possedere una viscoelasticità che soddisfi i parametri fluido- meccanici del film lacrimale e che si mantenga in equilibrio dinamico indifferente sull'occhio per la corrispondenza dei baricentri tra sistema globo- oculare e lente stessa.



47 -Variabile psicologica nel glaucoma primario:appunti per un modello operativo

Gli AA. hanno analizzato 100 soggetti glaucomatosi per metterne a fuoco una supposta variabile psicologica. In questa ricerca il glaucoma primario viene messo in correlazione con una abnorme tensione psichica di tipo ansioso e per verificare detta ipotesi è stato utilizzato il questionario S.A. IPAT di R.B. Cattell.

Gli AA. hanno concluso che vi è una maggiore incidenza di ansia nei soggetti glaucomatosi di sesso maschile; che il fenomeno ansioso si manifesta con maggior frequenza fra i 40 ed i 49 anni, nonostante la massima incidenza di glaucoma sia stata rilevata tra i 50 e i 59; che non è stata accertata una correlazione significativa tra attività lavorativa e malattia glaucomatosa relativamente al livello di ansia; che il decorso della malattia-diagnosi più o meno recente e gravità obiettiva (% invalidità) non incide o interferisce sullo stato d'ansia accertato.



48 -Ha significato per una lente a contatto idrofila la trasmissibilità all'aria?

Gli AA. hanno evidenziato la problematica della trasmissibilità all'aria delle lenti a contatto idrofile mediante un singolare procedimento che permette un'esatta valutazione dei parametri chimicofisici interessati.



49 -Nuovo metodo di sterilizzazione per lenti a contatto

Gli AA. hanno presentato una tecnica originale di sterilizzazione per lenti a contatto caratterizzata dal fatto di racchiudere queste all'interno di una camera a tenuta ermetica dotata di pareti rigide ed indeformabili e di operare secondo le seguenti fasi: a) lavaggio meccanico; b) introduzione in detta camera di un flusso di CO2; c) produzione di vuoto all'interno di detta camera.



50 -Lenti corneali per ogni sport

Gli AA. in questa breve nota hanno analizzato l'importanza delle lenti a contatto nello sport ed il compito che il medico specialista deve svolgere.



51 -Architettura e funzione meccanica della struttura macromolecolare dei polimeri per lenti a contatto idrofile

Gli AA. hanno descritto in modo abbastanza esauriente sia dal punto di vista tecnologico che chimico-fisico la progettazione e la realizzazione di una lente a contatto idrofila.

Hanno inoltre analizzato in modo originale le relazioni tra le proprietà meccaniche e le caratteristiche chimiche del polimero utili per una migliore applicazione delle lenti a contatto.



52 -Valutazione dell'idratazione delle lenti a contatto idrofile nei confronti dell'acqua libera

Gli AA. hanno evidenziato attraverso una breve nota, basata sui concetti di porosità assoluta ed effettiva, il significato reale del fenomeno chimico- fisico dell'assorbimento dell'acqua libera di una lente a contatto idrofila. Hanno in seguito spiegato il significato pratico del parametro commerciale di idrofilia come aliquota di una percentuale: volume di acqua assorbita per cento come uguale al percento del volume degli spazi comunicanti del per cento del volume del vuoto totale.



53 -II film lacrimale, Anatomia, fisiologia ed esami funzionali

Si analizza l'anatomia, la fisiologia e gli esami funzionali in uso per lo studio del film precorneale. Molte conoscenze si sono ottenute in questi ultimi anni ma ancora grossi problemi necessitano un più accurato riscontro che si spera di risolverli con i rapidi progressi della ricerca.



54 -Disinfezione fisica per lenti a contatto idrofile

Si analizzano i vari processi di sterilizzazione fisica in uso per lenti a contatto idrofile facendo notare vantaggi e svantaggi e si presenta inoltre una tecnica teorica originale di disinfezione caratterizzata dalle seguenti fasi: a) lavaggio meccanico, b) introduzione, in una camera ermetica dove sono alloggiate le lenti a contatto, di un flusso di CO2, con il raggiungimento di una pressione di 5 atm., c) rapida produzione, sempre in detta camera, del vuoto molecolare (5 mmHg).



55 -Problemi per la formulazione di soluzioni in contattologia

Si discute la problematica che si apre quando si vuol formulare un liquido per contattologia. Isotonia, isodria, viscosità, sterilità e soluzioni tampone sono parametri che vanno attentamente analizzati ma risulta a tutt'oggi impossibile ottenere dei risultati ideali in quanto spesso le componenti sono in aperto conflitto.

Come conclusione si prospetta che alcune cause di rifiuto della lente a contatto possono essere legate all'errata formulazione del liquido.



56 -Depositi su lenti a contatto idrofile e soluzioni rigeneranti

Si sono analizzati i principali depositi sulle lenti morbide e le soluzioni cosiddette rigeneranti in uso per rimuoverli. Le conclusioni invitano ad un uso piu attento nella pulizia delle lenti ed alla ricerca di metodi più sicuri per effettuarla.



57 -Gli psicofarmaci ed il tono oculare

Le conclusioni che si possono trarre da questa indagine bibliografica non sono certo univoche. In effetti, sembrerebbe importante, in primum, analizzare se al paziente si somministra un farmaco psicolettico o psicoanalettico e cioè un sedativo od uno stimolante. L'impiego degli psicolettici, in soggetti glaucomatosi, sembrerebbe in effetti migliorare quasi sempre lo stato tensionale mentre più dubbio appare l'impiego dei timoanalettici.

Se si prendono invece in considerazione quelle ricerche statistiche in cui il farmaco neurolettico era elettivo, si nota che i risultati sono contrastanti ed infatti per Bock ed Isayama questi farmaci aumenterebbero la pressione intra-oculare mentre per Georgiades avrebbero un effetto ipotonizzante. Inoltre, mentre per Faggioni e Nouri i neurolettici diminuirebbero la pressione oculare, i timolettici avrebbero azione opposta,evento non riscontrato da Cuendet.

In conclusione, da tutti questi studi non sembra essere addivenuti a dei risultati certi per cui si consiglia un attento controllo tonometrico prima e dopo la somministrazione continua di questi farmaci.



58 - La maschera subacquea è veramente innocua? Effetti sulla pressione endoculare ed utilità come test di provocazione per la diagnosi nel glaucoma cronico semplice



Viene descritto un originale esame di provocazione della malattia glaucomatosa: il test della maschera. E' comparato con il test delle palpebre chiuse notandosi una completa sovrapposizione dei risultati ottenuti. Si dà notevole importanza al gradiente termico che si ottiene sotto maschera in quanto al neutralizzarsi di questo anche l'ipertono viene a mancare.

Si auspica che tale test venga eseguito in tutti i soggetti che per vari motivi hanno bisogno di tale mezzo protettivo per un tempo appena superiore alla mezz'ora.



59 - Emicrania oftalmica: eziopatogenesi e terapia

L'Autore riporta le conoscenze attuali sull'eziologia dell'emicrania oftalmica; teoria umorale e meccanica, che interpretano il sintomo dolore polarizzato alla periferia ed un'ulteriore teoria (Sicuteri) in cui questo viene proposto come originantesi da ancor non ben determinate strutture del tronco encefalico.

Vengono inoltre sintetizzati i criteri generali di trattamento che consistono nella psico e farmacoterapia (analgesici, ergotamina, indometacina, antiserotoninici, precursori della serotonina, clonidina, anti-aggreganti piastrinici, bromocriptina, cinnarizina, propranololo ed antidepressivi).



60 -Trattamento dell'ipertensione oculare dopo test a palpebre chiuse

In un gruppo di soggetti selezionati, la chiusura delle palpebre e non il buio, determina un aumento significativo della pressione oculare. La presente indagine è stata condotta per valutare la possibilità di inibire farmacologicamente tale rialzo pressorio. Tra i farmaci usati solo alcuni beta-bloccanti (Propranololo e Oxprenololo) e beta-stimolanti (Isoproterenolo) e la Fosfocreatina si sono mostrati efficaci. La Pilocarpina,l'Epinefrina, la Clonidina, il Salbutamolo, il Carbocromene e la Diclorfenamide sono risultati inefficaci. Vengono fatte alcune considerazioni sul possibile meccanismo patogenetico di tale risposta ipertensiva.



61 -Gli elementi inorganici nel film lacrimale di soggetti sani. Nota I. Li, Na, K, Ca, Mg

Gli Autori, dopo aver brevemente illustrato il ruolo bioogico degli elementi alcalini ed alcalino- terrosi presi in considerazione, hanno studiato la loro presenza nel film lacrimale di soggetti sani.

Le concentrazioni riscontrate sono state paragonate con quelle statisticamente presenti nel siero.



62 - Gli elementi inorganici del film lacrimale di soggetti sani. Nota II. Cr, Mn, Fe, Pb

Dopo aver brevemente illustrato la chimica ed il ruolo biologico degli elementi inorganici studiati, gli Autori hanno effettuato il confronto tra i valori riscontrati nel film lacrimale di soggetti sani e quelli relativi ad altri fluidi biologici.



63 - Valutazione tonografica dell'ipertono oculare da chiusura palpebrale

Sono state condotte indagini idrodinamiche per approfondire il meccanismo d'azione patogenetica dell'ipertono oculare dopo test delle palpebre chiuse.

Sono stati esaminati soggetti che presentavano una risposta negativa al test del buio eseguito con palpebre aperte (ambiente buio) ed una risposta positiva dopo test eseguito con chiusura delle palpebre stesse. Il fenomeno è risultato essere di natura idrodinamica anche se forse provocato da uno squilibrio energetico.



64 - Test di provocazione nel glaucoma: midriasi e palpebre chiuse. Analisi comparativa

Gli AA. hanno analizzato i dati ottenuti sperimentalmente in 94 occhi con valori pressori ai limiti della norma, ad angolo aperto, sottoposti successivamente ai test di provocazione: midriasi, palpebre chiuse ed associazione dei due test. I risultati ottenuti depongono per una maggiore validità ed attendibilità offerta dal test delle palpebre chiuse.



65 - Nuova metodica del test di Schirmer con anestesia locale

L'Autore evidenzia come per una corretta esecuzione del test di Schirmer basale sia necessario far intercorrere tra l'instillazione dell'anestetico locale e la prova un tempo minimo di 7' senza necessità di prosciugamento del fornice.

Si osserva inoltre una correlazione tra il p (peso cartina asciutta-umidificata) e la misurazione in millimetri della quantità di secrezione lacrimale.

E' stato inoltre calcolato il peso specifico medio del fluido assorbito dalla carta bibula (0,35-0,39) il cui basso valore apre nuove problematiche di ricerca.



66 - Variation de la concentration des éléments inorganique du film lacrimal chez les sujets ayant un bref "Break up Time". Interêt d'un collyre à base de phosphocreatinine

Tenendo conto del dosaggio dei componenti inorganici presenti nel film lacrimale di soggetti con B.U.T. ridotto, gli Autori suggeriscono che questo stato patologico possa essere messo in relazione con una alterazione dell'equilibrio ionico delle lacrime. Un collirio a base di fosfocreatinina, di cui hanno eseguito la sperimentazione, tende a riportare il film lacrimale ad uno stato ottimale.



67 - Les éléments minéraux du film précornéen chez les sujets porteur au non de lentilles de contact

Gli Autori hanno studiato la variazione di concentrazione degli elementi inorganici del film lacrimale, in soggetti sani non portatori e portatori di lenti a contatto. Hanno constatato una diminuzione sensibile della concentrazione del calcio e ferro (-48%), del rame, magnesio, manganese e cromo (-36%) e più moderata per lo zinco (-18%) nel film preoculare di soggetti portatori di lenti a contatto.



68 - Biomeccanica del sistema globo-oculare: deformazioni di tipo viscoelastico

Gli AA. hanno valutato il comportamento viscoelastico di un elemento anatomico in funzione della temperatura osservando che a temperature inferiori ai 4°C il materiale biologico è rigido (deformazione elastica), fra i 4 e i 37° è elastico, intorno ai 37° è viscoso (deformazione plastica irreversibile).

Gli AA., per usufruire di un modello semplice per la simulazione morfofunzionale del sistema globo oculare hanno immaginato la deformazione viscoelastica come una combinazione, in serie od in parallelo, di deformazione elastica e viscosa (modello della molla: elastico e dell'ammortizzatore: viscoso).

Seguono degli esempi di patologia oculare che si potranno probabilmente risolvere razionalizzando su questa strada alcune nozioni e concetti di Clinica Oculistica.



69 - La regolazione neurovegetativa della pressione arteriosa. Ruolo dei riflessi a partenza oculare

Gli AA., dopo aver descritto la presenza del riflesso neurovegetativo a partenza oculare di Dagnini-Aschner, hanno voluto verificare se uno stimolo a partenza oculare, come quello provocato con il test del buio, sia in grado di causare modificazioni dei parametri cardio-vascolari.

Gli AA. osservano nei normotesi un abbassamento del 10% della pressione arteriosa sistolica e diastolica e della frequenza cardiaca mentre due diversi tipi di risposta negli ipertesi (come i normotesi o modificazioni non apprezzabili).

I risultati vengono discussi.



70 - Modello di informatica per l'interpretazione dei movimenti saccadici dell'occhio

Gli AA. hanno elaborato un modello teorico- sperimentale per lo studio dei movimenti saccadici e la loro valutazione in termini di informatica, al fine di apportare un contributo alla diagnosi differenziale dell'occhio sano da quello patologico.



71 - Midriatici

Agli AA. è stata affidata la trattazione di tale tema per l'Enciclopedia Medica Italiana.



72 - Miotici

Agli AA. è stata affidata la trattazione di tale tema per l'Enciclopedia Medica Italiana.



73 - Regolazione adrenergica dell'idrodinamica oculare

L'A. riporta i nuovi aspetti della regolazione dell'idrodinamica oculare e quindi dell'omeostasi pressoria che sembra avvenire con un meccanismo adrenergico. Quando viene a mancare questa capacità di regolazione per cui ad una diminuzione del coefficiente di deflusso non corrisponde una diminuzione della produzione di umor acqueo avremo un aumento della pressione oculare che può portare ad un glaucoma.



74 -Depositi mucoproteici sulle lenti idrofile e tempo di uso

Dai dati ottenuti si può concludere che i depositi mucoproteici, su lenti in HEMA disinfettate chimicamente e mai rigenerate, sono sempre presenti già al terzo mese di uso senza sensibilmente aumentare con il tempo e ciò porta ad osservare che una diligente pulizia effettuata dal portatore è la cura migliore per una lente. Il fatto che in effetti più sorprende è la presenza di depositi anche su lenti completamente nuove.

Ciò apre la problematica della asettizzazione industriale di queste protesi e del ciclo di preparazione per cui si richiedono alle Autorità competenti disposizioni precise e severe in merito.



75 - Indagine su 18 elementi inorganici nel film lacrimale di soggetti sani

Gli AA., dopo aver brevemente illustrato la chimica ed il ruolo biologico di 18 elementi inorganici, hanno investigato la loro presenza nel film lacrimale di soggetti sani.

Le concentrazioni riscontrate sono state paragonate con quelle statisticamente presenti in altri fluidi biologici.



76 -Riflessi neurovegetativi a partenza oculare. Possibile influenza nella patogenesi del danno glaucomatoso

Gli AA. dopo aver descritto la presenza di riflessi neurovegetativi a partenza oculare anche da minimi stimoli quali il bendaggio, discutono l'ipotesi suggestiva di una influenza di tali riflessi sulla emoreologia distrettuale oculare come concausa di alterazioni funzionali e strutturali quali i deficit campimetrici nel glaucoma sine ipertensione.



77 -Ricerca della patogenesi delle variazioni del tono oculare indotta da lenti a contatto

Gli AA., sulla scorta delle recenti osservazioni di ipertono oculare conseguenti all'applicazione di lenti a contatto di vario tipo hanno condotto una ricerca su tale possibile evenienza. I risultati tonometrici, gonioscopici, tonografici, di pachimetria, sul diametro e sul tipo di lente, hanno portato a prospettare conclusioni patogenetiche legate non solo ad un possibile ruolo meccanico ma ad una azione organo- lesiva indotta dai metaboliti tossici e non ultima l'azione tossica dei conservanti e dei monomeri ceduti dalle lenti stesse.



78 -La profilassi nei portatori di lenti a contatto

Gli AA., nel tentativo di individuare una condotta valida da consigliare per la profilassi nei portatori di lenti a contatto morbide, mediante le soluzioni correntemente utilizzate in contattologia, hanno preso in esame una serie di lenti in HEMA prima e dopo il trattamento chimico.

Il reperto costante di depositi organici ed inorganici sulle lenti trattate apre il problema sull'utilità di adoperare le usuali soluzioni pulenti.



79 -Analisi della validità del test di Schirmer

Gli AA., partendo dalla constatazione delle varianti del test di Schirmer, delle possibili false risposte sia in senso positivo che negativo, si sono proposti di indagare la validità del test anche in funzione della carta bibula impiegata. I risultati depongono che la quantità di adsorbimento e quindi della risposta del test è funzione delle caratteristiche chimico-fisiche della carta. Non ultimo assume significato il pH acido della carta.



80 -Una nuova metodica per lo studio della problematica fisiopatologica in clinica oculistica: biomeccanica del sistema globo oculare

Gli AA. hanno esposto una nuova metodica per lo studio della problematica fisiopatologica del "sistema globo oculare". Essi hanno ampliato una loro precedente tecnica già elaborata e verificata per i segmenti scheletrici ossei. Tale nuova metodica permetterà di esaminare e di determinare biomeccanicamente le varianti morfofunzionali oculari; fornirà inoltre l'indirizzo, per la valutazione sia teorica che sperimentale dei parametri per la formulaziorme della diagnosi e della prognosi e per nuove tecniche sperimentali per rilevare contemporaneamente più parametri partendo da un generico punto del sistema globo oculare.



81 -The Closed - Eyelid Test in the Management of Glaucoma

In un selezionato gruppo di soggetti sospettati di essere affetti da glaucoma ad angolo aperto e con il test del buio negativo è risultato presente un incremento pressorio dopo "test delle palpebre chiuse". Una completa ripetibilità del test è possibile dopo permanenza del soggetto a 60' di luce. L'esame tonografico non ha rilevato esserci alcuna relazione tra i valori di C e di F e l'incremento pressorio dopo il test. Numerosi farmaci antiglaucomatosi sono stati provati per inibire il rialzo pressorio. Sono risultati efficaci solo il dl- propanololo, l'isoproterenolo e la fosfocreatina o similari. Il test è risultato inoltre positivo in soggetti operati con successo di intervento antiglaucomatoso.



82 -Gli elementi inorganici nel film lacrimale di soggetti sani. Nota III: Cu, Zn, Co, Ni

Gli Autori, dopo aver brevemente illustrato la chimica ed il ruolo biologico degli elementi inorganici studiati hanno effettuato il confronto tra i valori riscontrati nel film lacrimale di soggetti sani e quelli relativi ad altri fluidi biologi. In particolare è stata riscontrata una correlazione inversa tra il contenuto di rame e di zinco nel film lacrimale.



83 -Trattamento della retinopatia diabetica con vitamina E

Gli Autori hanno esaminato in 24 soggetti diabetici con micro-angiopatia retinica, mediante l'esame fluorangiografico, l'ERG, la F.C.F., il senso cromatico e luminoso, l'efficacia di altri dosaggi di Vit. E (600mg/die).

I risultati ottenuti vanno messi in evidenza come si abbiano almeno 2 vantaggi: un netto miglioramento dei potenziali oscillatori ed una normalizzazione della curva scotopica e della soglia terminale. Gli Autori prospettano quindi un largo impiego della Vit. E ad alti dosaggi nella prevenzione e/o stabilizzazione della microangiopatia diabetica retinica.



84 -Test delle palpebre chiuse: alterata regolazione nella liberazione di nor-adrenalina nelle giunzioni sinaptiche?

Viene ipotizzato che il test delle palpebre chiuse possa ricollegarsi ad un'alterata regolazione nell'attivazione dell'adenilciclasi delle cellule dell'epitelio ciliare per insufficiente secrezione di catecolamine a livello delle giunzioni neuro- effettrici sinaptiche. Ciò potrebbe avvenire o per scarsa eccitazione dei recettori facilitanti o per ipereccitazione dei recettori inibenti presinaptici. Viene infine chiarito il possibile meccanismo di azione di alcuni farmaci utili per antagonizzare il fenomeno (Vit. E, fosfageni, ß+, ß-bloccanti).



85 -Determinazione di elementi inorganici sulla superficie e nella struttura di lenti a contatto idrofile

Sono stati dosati biochimicamente 14 elementi inorganici nel liquido conservante ed in lenti idrofile al 38% previamente incenerite. 10 elemcnti inorganici sono stati inoltre dosati nelle lenti idratate e dopo dialisi esaustiva. Alcuni frammenti di lente sono stati anche sottoposti a procedimenti morfologici (MES ed istochimici) per evidenziare la presenza di eventuali depositi organici ed inorganici.

I risultati ottenuti portano a credere che il periodo ottimale per l'uso delle lenti idrofile sia compreso entro i 24 mesi.

Dopo tale tempo si assisterebbe ad una sineresi del polimero della lente con alterazioni irreversibili di essa e perdita della propria elasticità.

Si auspica che dopo i processi di lavorazione industriale le lenti siano sottoposte a dialisi per permettere l'allontanamento di elementi contaminanti.

Si è infine accertato che la riduzione di numerosi elementi inorganici nel film lacrimale di soggetti portatori di lenti a contatto è causata da una diversa secrezione del film lacrimale o ad una diversa composizione di questo nel fornice congiuntivale.



86 -Interesse clinico dei liquidi per contattologia

L'Autore descrive le problematiche presenti nella formulazione dei liquidi per contattologia.

E' necessario che queste soluzioni siano isotoniche al liquido lacrimale, che il pH abbia un valore tale da assicurare la tolleranza, la massima efficacia del disinfettante, la stabilità dello stesso e non modifichi i parametri della lente. Un ulteriore requisito essenziale che queste soluzioni debbono possedere è la sterilità. Questo problema è quello più arduo da ottenere. L'Autore descrive quindi i requisiti che un disinfettante dovrebbe possedere: 1) Ampia attività batteriostatica-battericida, fungistatica-fungicida; 2) Azione continua nel tempo; 3) Azione non allergica o sensibilizzante; 4) Compatibile con gli altri componenti la soluzione; 5) Chimicamente stabile e non fotodegradabile; 6) Solubile negli appropriati agenti veicolanti; 7) Non deve alterare né la forma né i parametri della lente; 8) Non deve essere adsorbito dalle materie plastiche con cui sono confezionati i contenitori né dalle lenti a contatto; 9) Azione non tossica e non irritante per i tessuti oculari. Su ognuno di questi requisiti l'Autore si dilunga notevolmente ed in specie all'ultimo preso in considerazione.

L'Autore descrive infine i principali antisettici utilizzati in contattologia con le proprie caratteristiche di azione e di efficacia.



87 -Studi morfologici sulle cellule di sfaldamento dell'epitelio corneale presenti nelle lacrime

In questo lavoro vengono presentati irisultati morfologici relativi alle cellule di esfoliazione presentinel liquido lacrimale di soggetti portatori di lenti a contatto.

I risultati ottenuti portano a credere che nei soggetti portatori di lenti a contatto aumenti il numero delle cellule esfoliative, diminuisca la loro concentrazione relativa e si modifichi la loro morfologia.



88 -Vitamina E, biomembrane e retinopatie

L'Autore riporta una sintesi dei lavori sulle azioni antiossidante - strutturale di membrana e vitaminica dell'alfa-tocoferolo dopo aver fatto una breve premessa sulle sue caratteristiche fisico- chimiche.

Più in particolare la produzione di un radicale superossido (02-) in un vasto numero di reazioni biochimiche è ampiamente documentata. Mentre lo 02- è coinvolto in talune reazioni biologicamente importanti da una parte, dall'altro esso ha un effetto deleterio sugli organismi a causa della sua elevata reattivìtà nei confronti di sostanze biologicamente importanti come i lipidi insaturi con formazione di idroperossidi. I tocoferoli, ubicati abbondantemente nelle membrane subcellulari, eliminano l'ossigeno singlet (02-) ed i radicali liberi con protezione delle biomembrane.

Oltre a svolgere una funzione antiossidante l'alfa-tocoferolo verrebbe ad avere un'azione strutturale di membrana in virtù di specifiche interazioni che possono insorgere tra questa vitamina ed i fosfolipidi polinsaturi di membrana.

Ulteriore azione dell'alfa-tocoferolo è quella di intervenire sia a livello del citocromo che forse sugli ubichinoni, presenti sulla membrana interna mitocondriale e quindi nella fosforilazione ossidativa, con una riduzione delle richieste metaboliche dei tessuti.

L'Autore riporta infineuna sintesi dei più recenti lavori dedicati al ruolo protettivo svolto dalla vit. E sulle membrane corioretiniche con i vantaggi che essa apporta in base alle sue proprietà (azione inibitoria sulla sintesi del collagene e sulla riparazione tessutale; effetto antinfiammatorio; strutturale di membrana ed antiossidante, rivolto verso gli acidi grassi essenziali e polinsaturi, la Vit. A ed i caroteni, gli aminoacidi solforati ed i donatori di metile ed infine azione regolatrice sulla sintesi di ATP).



89 -Emicrania oftalmica: danno di biomembrane?

L'Autore riporta una sua teoria etiopatogenetica sull'insorgenza dell'emicrania oftalmica ipotizzando che il primum movens di tale affezione sia da ricercarsi in un danno morfofunzionale di alcune biomembrane (endoteliali, piastriniche o neuronali). Tale anomala condizione altera il loro equilibrio dinamico con insorgenza del dolore.

L'Autore prospetta l'impiego di sostanze con azione stabilizzatrice di membrana quale l'_ - tocoferolo che possiede una riconosciuta azione strutturale di membrana ed un effetto antiossidante.



90 -Alterazioni chimiche delle lenti a contatto. Patologie ad esse conseguenti

Gli Autori riferiscono sulla tolleranza biologica dei materiali usati in contattologia. Vengono inoltre esaminati i metodi di polimerizzazione con cui il materiale viene sintetizzato.

Come concause delle alterazioni delle lenti vengono presi anche in considerazione gli effetti dovuti all'ambiente e le interazioni con il liquido lacrimale. Gli Autori hanno studiato in particolare il fenomeno dell'interazione del PHEMA con gli elementi inorganici presenti nel film lacrimale e con i sistemi di disinfezione.



91 -Valutazioni chimico-fisiche dei materiali gas- permeabili usati in contattologia

Gli Autori, dopo aver sottoposto a revisione critica sulla base delle ultime acquisizioni scientifiche il concetto di "lente gas permeabile", lo ridefiniscono per singole classi di materiali, spiegando per ognuno il meccanismo di trasporto attraverso il polimero del gas disciolto.

Al fine di rendere la trattazione più semplice gli Autori propongono una riclassificazione dei materiali attualmente impiegati nella correzione delle ametropie, modificando ed ampliando quella proposta da Peppas.



92 -Die anorganischen Elemente in der flüssigen und der zellulären Phase des Tränenfilms beim Normalen - I. Mitteilung: Mg, Cr, Mn, Cu, Zn

Gli Autori hanno analizzato, utilizzando la tecnica della spettrofotometria con assorbimento atomico, alcuni elementi inorganici (Mg, Cr, Mn, Cu, Zn) presenti nel liquido e nella fase cellulare del film lacrimale.

I risultati ottenuti nel sopranatante sono stati comparati con quelli del siero osservando un decremento per il magnesio ed il rame, un valore più alto per il manganese mentre concentrazioni simili si sono osservate per il cromo e lo zinco.

I risultati vengono discussi.



93 -Die anorqanischen Elemente in der flüssigen und der zellulären Phase des Tränenfilms gesunder Mlenschen - II. Mitteilung: Na, K, Ca, Fe

Gli Autori hanno analizzato certi elementi inorganici (Na, K, Ca, Fe) presenti nella fase liquida e cellulare del film lacrimale, impiegando la spettrofotometria ad assorbimento atomico.

I risultati ottenuti nel sopranatante sono stati comparati con quelli del siero; per il Ca ed Fe si è osservata una netta diminuzione, concentrazioni uguali per il K e quasi uguali per il Na.

Vengono discussi i risultati.



94 - Analyse anorganischer Elemente in hydrophilen Kontaklisen und Konservierungsmedien mittel atomabsorptions Spektralphotometrie I. Mitteilung: Na, K, Ca, Mg

Gli Autori hanno analizzato, mediante spettrofotometria di assorbimento atomico, alcuni elementi inorganici (Na, K, Ca, Mg) in lenti tornite in Hema al 38% nuove e con vario periodo di uso e nei liquidi conservanti prima e dopo l'impiego.

I risultati ottenuti mettono in evidenza un aumento di sostanze osmoticamente attive nelle lenti usate anche per breve periodo (15 gg.) e che il calcio non è un elemento sempre presente nelle lenti nuove od usate ed anzi in queste ultime la sua concentrazione può essere inferiore alle lenti nuove.

Si auspica un migliore processo di lavorazione industriale sia nei liquidi che nelle lenti ed una migliore metodica di pulizia ad uso del portatore per controllare tali elementi inorganici.



95 -Le alterazioni microstrutturali dell'epitelio corneale in contattologia: effetti della pressione osmotica lacrimale

L'Autore ha supposto che le alterazioni microstrutturali dell'epitelio corneale descritte da alcuni Autori in occhi portatori di lenti a contatto (conservate in soluzioni saline isotoniche) possono ricollegarsi ad una perturbazione del film lacrimale.

Il parametro fisico presumibilmente e direttamente responsabile sarebbe l'ipotonicità che si viene a manifestare in occhi non adattati alle lenti a contatto.

Si auspica un controllo del flusso e dell'osmolarità lacrimale dopo un certo periodo di adattamento alle lenti a contatto per valutarne il valore e confermare o meno la buona sopportabilità di esse nel tempo.



96 -Valutazione della permeabilità all'ossigeno dei materiali plastici impiegati in contattologia e del consumo dell'ossigeno della cornea

Gli Autori hanno esaminato i metodi attualmente più impiegati per la valutazione della permeabilità all'ossigeno dei materiali plastici usati in contattologia. Hanno inoltre esposto i metodi in uso per la misurazione diretta del consumo d'ossigeno della cornea, mettendo in evidenza le difficoltà tecniche che si frappongono per l'esatta valutazione dei dati.



97 -Valutazione del gradiente osmotico del liquido lacrimale nelle alterazioni microstrutturali dell'epitelio corneale in contattologia

Gli Autori hanno supposto che le alterazioni microstrutturali dell'epitelio corneale descritte in occhi portatori di lenti a contatto (conservate in soluzioni saline isotoniche) possono ricollegarsi ad una perturbazione del film lacrimale.

Un parametro fisico presumibilmente e direttamente responsabile sarebbe l'ipotonicità lacrimale che si verrebbe a manifestare in occhi non adattati alle lenti a contatto.

Si auspica un controllo del flusso e dell'osmolarità lacrimale dopo un certo periodo di adattamento alle lenti a contatto per valutarne il valore e confermare o meno la buona sopportabilità di essi nel tempo.



98 -Effetto dei farmaci psicotropi sul tono oculare. Indagine tonometrica

Gli Autori riportano uno studio tonometrico eseguito su 74 pazienti ricoverati psichiatrici.

Si sottolinea come gli psicofarmaci ed in specie gli psicolettici anche a dosi elevate e per lungo tempo eseguite non provochino un aumento del tono oculare.

Si evidenzia come in soggetti psicotici trattati o non il tono oculare sia frequentemente più elevato della norma per cui si reputa opportuno un controllo di tale parametro in questi soggetti.



99 -Test di provocazione nel glaucoma cronico semplice: prova del carico idrico

Gli Autori, analizzando le più importanti ricerche effettuate sulla prova del carico idrico come test di provocazione nel glaucoma cronico semplice, e sulla base delle proprie esperienze cliniche, esaminano l'interpretazione data nel tempo del fenomeno ipertono da carico idrico, per meglio comprendere il meccanismo di azione del test, valutarne l'utilità o meno della clinica e considerare le reali possibilità di migliorarlo con adeguate modifiche.

Pongono inoltre in risalto i limiti e le condizioni che più spesso possono renderlo inattendibile quando si è spinti a richiederlo.



100 -Voruntersuchung zur Auswahl des besten Papiers für den Shirmer-Test

Gli Autori, allo scopo di valutare la carta bibula ottimale per eseguire il test di Schirmer hanno preliminarmente preso in considerazione tre tipi di carta: la Whatman 111, 41 e 113 che differiscono principalmente per la loro capacità di ritenzione.

Per la loro attendibilità sono stati in esse dosati, prima e dopo il test di Schirmer, alcuni minerali che fanno parte di complessi metallo- proteine.

I risultati ottenuti portano a concludere che ciò che viene ad adsorbirsi sulle carte bibule prese in esame è un liquido notevolmente diverso rispetto alla normale componente acquosa del film lacrimale.

Se però tutti gli Autori usassero sempre la stessa carta e quindi si riportasse sempre lo stesso errore si potrebbe nondimeno valutare la "secrezione totale" normale. Ciò non esclude però che, visti i risultati, sia necessario continuare la ricerca della carta ottimale e cìoè con minor azione selettiva per dare una migliore attendibilità al test.



101 -Analyse anorganischer Elemente in hydrophilen Kontaktlinsen und Konservierungsmedien mittels Atomabsorptions-Spektral-photometrie. II Mitteilung: Fe, Cu, Zn, Cr, Mn, Si, Al

Gli Autori hanno analizzato, mediante la spettofotometria di assorbimento atomico, alcuni elementi inorganici (Fe, Cu, Zn, Cr, Mn, Al, Si) in lenti tornite in HEMA al 38% nuove e con vario periodo di uso e nei liquidi conservanti prima e dopo l'impiego.

I risultati ottenuti mettono in evidenza nelle lenti tracce di ferro e quantità non irrilevanti di rame e zinco sia nelle lenti nuove che usate. Tracce di ferro si riscontrano anche nei liquidi conservanti prima e dopo l'impiego. Si ipotizza che la formazione delle macchie rossicce possa avvenire mediante il processo della corrosione galvanica e si auspica una migliore lavorazione industriale sia dei liquidi che delle lenti.



102 -Lo pterigio come malattia ergoftalmologica: studio clinico-statistico sul personale di un'Azienda dei Trasporti. Risultati preliminari

Gli Autori hanno valutato la frequenza dello pterigio su 14.774 soggetti del personale di sesso maschile e di età media di 50 anni di un'Azienda dei Trasporti.

Hanno osservato un'incidenza crescente di tale malattia in funzione dell'esposizione agli agenti irritanti estrinseci: 0,3% per quello di linea, con massima frequenza calcolata tra i 50-54 anni.



103 -Le alterazioni microstrutturali dell'epitelio corneale riscontrate in seguito all'applicazione delle lenti a contatto

Gli Autori, nel presente lavoro, descrivono le alterazioni microstrutturali dell'epitelio corneale riscontrate in seguito all'applicazione di lenti a contatto. Queste alterazioni sono causate o dall'alterazione del film lacrimale o dalla tossicità delle soluzioni disinfettanti. Infatti, i conservanti sono assorbiti dai polimeri e quindi ceduti durante l'applicazione.



104 -L'indice di perfusione papillare, parametro per la valutazione di un fattore di rischio nell'ipertensione oculare

Nella genesi o nell'aggravamento dei deficit campimetrici nel glaucoma, la componente vascolare della testa del nervo ottico sembra giocare un notevole ruolo.

Riconosciuta l'importanza di poter in qualche modo quantizzare il rapporto pressorio occhio - sangue, a livello della testa del nervo ottico, si è ritenuto opportuno utilizzare l'indice di perfusione.

Scopo del presente lavoro clinico-statistico è stato quello di valutare la reale estensione dell'area così detta "normale" per poter così cominciare ad applicare clinicamente tale indice.



105 -Importanza dell'educazione al sistema di pulizia e disinfezione per lenti a contatto

Gli Autori analizzano i vari tipi di depositi sulle lenti a contatto dopo aver fatto una doverosa premessa sui materiali in uso per dette protesi, ritenendo che l'azione di pulizia sia estremamente importante perchè i depositi, oltre a causare notevoli fastidi, aumentano il pericolo di infezione. Infatti, gli antisettici, interagendo con i depositi stessi impoveriscono le soluzioni disinfettanti del principio attivo che viene ceduto successivamente all'occhio. Da ciò risulta l'importanza dell'educazione del paziente all'adozione di una metodica pulizia.



106 - Problemi medici della Pseudofachia nei trasporti

Si è posto il quesito, se personale addetto a compiti per i quali è richiesta un'ottimale funzione visiva possa svolgere tali compiti pur essendo portatore di I.O.L. mono o bilaterale. Le conclusione tratte,anche in seguito ai dati fornitici da quattordici Professori, Direttori di Cliniche Universitarie,sembrano affermare che questo mezzo protesico, pur rappresentando un buon metodo di correzione dell'afachia, non offra una soluzione ideale, nè tanto meno,garanzia assoluta o permanente ad ottimali funzioni visive specie in soggetti giovani e ancor più se utilizzati nella conduzione di mezzi di trasporto pubblici.



107 -Il trabecolato corneo-sclerale: analisi quantitativa di alcuni enzimi

Il deflusso dell'umor acqueo della camera anteriore del bulbo oculare è regolato dal trabecolato corneo-sclerale, in cui sono presenti alcune attività enzimatiche correlate con il ciclo di Krebs, con la glicolitica e con la neurotrasmissione.

Il mantenimento della normale pressione endobulbare è sotto il controllo di tali enzimi.

Nel presente studio sono state misurate quantitativamente mediante analisi elettronica d'immagine, alcune attività enzimatiche presenti nel trabecolato corneo-sclerale di cane.

Le attività enzimatiche dell'LDH e dell'SDH sono risultate elevate, mentre le attività dell'AChe e della G6PDH sono scarsamente presenti.

La LDH è presente anche in altre strutture del bulbo oculare implicate nel trasporto attivo e riassorbimento della acqua. La SDH appartiene alla via glicolitica ed è implicata nella produzione di legami altamente energetici.

La presenza in concentrazione elevata di tali enzimi, implicati nella produzione di energia, può indicare che il deflusso dell'umor acqueo è controllato mediante il trasporto attivo di acqua.



108 -Das Übersichtsreferat: Kontaktologie und Antiseptika - Benzalkoniumchlorid (BAK)

Gli Autori fanno il punto sullo stato delle conoscenze attuali degli ammoni quaternari ed in particolare del cloruro di benzalconio. Questo prodotto è utilizzato per il trattamento locale antinfettivo e nei prodotti di conservazione delle lenti a contatto.

Dopo qualche nozione preliminare sugli ammoni quaternari, gli Autori descrivono le proprietà chimiche, la preparazione ed il dosaggio del cloruro di benzalconio. Successivamente espongono il meccanismo dell'attività antibatterica, le proprietà tensioattive, l'interazione con il materiale delle lenti a contatto e con i flaconi in plastica e lo studio della citotossicità nelle strutture oculari.

Gli Autori concludono che il cloruro di benzalconio è un antisettico particolarmente efficace che può essere utilizzato per la conservazione delle lenti a contatto rigide.



109 - Presenza di attività ATP-asica a livello dell'angolo irido-corneale

E' stata descritta la presenza di un'attività enzimatica ATPasica a livello della porzione di transizione tra camera anteriore e posteriore dell'occhio.

A liveIlo dell'angolo irido-corneale l'ATPasi è presente in corrispondenza degli elementi endoteliali ed a livello delle pareti del canale di Schlemm. Una minore reattività per l'enzima è stata osservata a livello delle trabecole dell'angolo irido-corneale.

I risultati sono discussi in rapporto alla ipotesi avanzata, che il deflusso dell'umore acqueo sia un meccanismo attivo, mediato dalla attività contrattile delle cellule del trabecolato irido-corneale.



110 -Le lesioni corneali secondarie all'impiego di lenti a contatto

Le lesioni corneali conseguenti all'impiego delle lenti a contatto sono determinate dalla riduzione della tensione di ossigeno all'interfacie lente- liquido lacrimale, per effetto delle modificazioni del film lacrimale e della tossicità dei liquidi disinfettanti delle lenti.

E' quindi importante consigliare l'impiego delle lenti a contatto basandosi su principi di ordine clinico e non su motivazioni meramente estetiche.



111 -L'elettroretinogramma come espressione della maturazione funzionale della retina

Nel presesente lavoro sono stati studiati gli elettroretinogrammi della retina di ratti tra i 7 ed i 60 giorni di età in seguito alla stimolazione con flashes luminosi. I risultati ottenuti mostrano che la maturazione funzionale della retina di ratto si attua gradualmente nei primi 28 giorni di vita extrauterina.



112 -Vergleichende Untersuchungen der Polymere von Hydrogellinsen mit verschiedener Hydrophilie mit dem Rasterelktronenmikroskop

Gli AA. hanno voluto caratterizzare con il MES lo stato della struttura del polimero di lenti idrogel a varia idrofilia (38-79%) e mai usate così da poter comprendere se esistono zone dove i depositi si instaurano con una frequenza preferenziale e quale é l'influenza dei componenti del polimero in riferimento a questo fenomeno.



113 -Effetti di un'associazione antocianosidi-vincamina sulla funzione visiva

Il presente studio descrive gli effetti a breve termine di una associazione di farmaci, vincamina- antocianosidi, sulla funzione visiva. Detta funzione è stata studiata analizzando il visus, la frequenza critica di fusione, l'ERG e la curva adattometrica, prima e dopo l'assunzione del farmaco.



114 -Untersuchung der Wechselwirkung zwischen Kontaktlinsen und Hornhaut durch morphometrische computerge-steuerte Analyse des Endothels der Hornhaut

Scopo della presente ricerca è stato quello di proporre una tecnica per lo studio in vivo della permeabilità corneale all'ossigeno dopo applicazione di lenti a contatto.

A tal fine è stato utilizzato il microscopio endoteliale prima e dopo 90' dall'applicazione delle lenti. Sono stati valutati i seguenti parametri che caratterizzano la forma delle cellule endoteliali: diametro massimo, area, fattore di forma ed è stato introdotto il concetto di "valutazione dinamica relativa".

Per meglio comprendere le modifiche funzionali endoteliali intercorse dopo l'applicazione delle lenti si è proceduto alla interrelazione dei dati: diametro massimo-area, diametro massimo-fattore di forma.

I risultati ottenuti prospettano che la correlazione: fattore di forma-diametro massimo è quella più attendibile nel fornirci dei dati funzionali endoteliali e cioè in sintesi nel valutare in vivo la permeabilità all'ossigeno di una lente a contatto. In tal caso l'eventuale danno corneale potrà essere rilevato e prevenuto prima che sia clinicamente manifesto.





115 -Cheratotomia radiale. Procedimento estremo per correggere un handicap

L'Autore considera la cheratotomia radiale con le sue indicazioni e complicanze e la indica solo come estremo rimedio per correggere una ametropia.



116 -Chirurgia refrattiva: cheratotomia radiale

Vengono sintetizzati i vari tipi di interventi in corso per la chirurgia refrattiva ed in particolare si considera la cheratotomia radiale con le sue indicazioni e le sue complicanze.

Detta chirurgia è indicata solo in quei casi in cui nè gli occhiali nè le lenti a contatto risolvono soddisfacentemente il problema dell'ametrope e cioè tali mezzi non sono compatibili con la loro vita.



117 -Strukturelle änderungen des polymers der hydrogellinse nach der "Reinigungsbehandlung" - Untersuchungen mit dem Rasterelektronenmikroskop

I risultati ottenuti dall'Autore al M.E.S., sugli effetti di una soluzione così detta "rigenerante", sui polimeri di lenti idrogel al 38%, porterebbero a concludere che detto trattamento,che dovrebbe essere utile alla pulizia radicale delle lenti e quindi provocare un benessere per il portatore, non sarebbe altro che deleterio alla struttura stessa del polimero e quindi da non utilizzare neppure saltuariamente.



118 - Prüfung der bakterizide Wirksamkeiit eines thermischen "Langzeitdesinfektionsgeräts"

Gli AA. hanno valutato l'efficacia battericida di un asettizzatore termico a ciclo lungo. Stabilita la sterilità del liquido contenente le lenti sigillate, queste sono state contaminate in soluzioni contenenti 108 batteri/ml selezionati da soggetti portatori. Le lenti sottoposte a trattamento termico a ciclo lungo si sono rilevate sterili mentre le altre non trattate hanno evidenziato la crescita di innumerevoli colonie batteriche.



119 -Bewertung der Betriebstemperatur eines therischen "Langzeitdesinfektionsgeräts"

Gli AA. hanno valutato la costanza della temperatura di esercizio in un nuovo tipo di asettizzatore a "ciclo lungo" servendosi di una speciale microsonda al Pt. I risultati ottenuti evidenziano tale proprietà. La correlazione dei dati trovati sperimentalmente, con quelli riportati in letteratura per altri asettizzatori, vengono analizzati al fine di stabilire una correlazione termodinamica con il processo di degradazione del polimero. Gli AA. concludono facendo notare che pur esistendo tale correlazione, questa è di natura solo qualitativa, non essendo tutt'ora stata valutata quantitativamente tale relazione.



120 -Film lacrimale - Sistema difensivo contro le infezioni esogene

Come esistono gli agenti aggressori devono pur essere presenti fattori che servono a proteggere l'occhio dalle infezioni.

Già la continua dinamica del film lacrimale con l'ammiccamento palpebrale e le ciglia sono fattori protettivi fisici di primaria importanza in quanto riescono ad eliminare la maggior parte dei potenziali microrganismi patogeni ma a questi devono aggiungersi fattori chimici presenti nelle lacrime quali: il lisozima, la lattoferrina, la beta-lisina, il complesso sistema immunologico, il complemento, il muco vero ed alcuni prodotti del metabolismo batterico.

Nel presente lavoro i vari fattori vengono presi specificatamente in esame.



121 -Perfusion Pressure and the Papillary Perfusion Index in a Non-glaucomatous population

Le prove clinico-sperimentali hanno messo in luce che nel meccanismo patogenetico del danno al nervo ottico nel glaucoma, l'equilibrio tra la pressione intraoculare e la pressione sistemica rappresenta un parametro importante. In una popolazione non glaucomatosa, selezionata con pressione intraoculare normale e valori sia normali che alti della pressione sistemica, è stata valutata sia la distribuzione della pressione di perfusione che l'indice di perfusione papillare.

In rapporto alla pressione di perfusione, i due gruppi di soggetti non glaucomatosi mantengono una chiara distinzione in relazione principalmente al valore della pressione sistemica, mentre l'indice di perfusione papillare tende ad unificare entrambi i gruppi in una popolazione più omogenea non glaucomatosa. Si è concluso che l'indice di perfusione papillare è clinicamente più significativo della correlazione tra la pressione oculare e quella sistemica e può risultare utile nella distinzione degli occhi normali ed emodinamicamente non ben equilibrati.



122 -Protocolli di indagine sperimentale in contattologia: idoneità dei materiali

Gli AA. descrivono come si debba valutare l'idoneità di un materiale sia sotto il profilo chimico-fisico che microbiologico. E' opportuno prendere in considerazione: a) trasparenza ottica ed altre caratteristiche correlate, b) inerzia biologica, c) bagnabilità e caratteristiche delle superfici, d) inerzia o stabilità chimica ed altre caratteristiche correlate, e) stabilità meccanica e dimensionale, f) permeabilità all'ossigeno, g) conducibilità termica. Nessuno degli aspetti sopra elencati può essere valutato dall'applicatore, anche se esperto; è quindi opportuno un protocollo di indagine per valutare a priori sicurezza di un materiale, così come avviene per i sistemi di pulizia e disinfezione.



123 -Tono oculare e ritmi circadiani

I rapporti tra campo visivo e tono oculare sono ben noti, ad un aumento del tono può corrispondere una riduzione del campo visivo. Ne deriva l'importanza di studiare il tono oculare non solo estemporaneamente, in occasione di visite oculistiche ma di considerare l'andamento nell'arco delle ventiquattro ore al fine di accertare l'esistenza di un suo andamento ciclico. In effetti, è importante una analisi relazionale tra il tono oculare e gli altri indici biologici legati ai ritmi circadiani.

Si è potuto cosi constatare come il tono non sia costante ma presenti escursioni più o meno rilevanti nell'arco delle ventiquattro ore e soprattuto evidenti nelle tarde ore della mattinata. Sapere per quante ore il tono perduri elevato, più che l'importanza del picco, è un fattore che ci dà la possibilità, calcolando l'integrale dell'area sopratesa,di valutare meglio il rischio a cui va incontro il soggetto.



124 -Comportamento della funzionalità visiva alle alte velocità con particolare riguardo al movimento su ferrovia

Gli AA. prendono in esame le varie funzioni visive, anche in relazione al loro substrato anatomo- funzionale, ponendole in rapporto alle alte velocità sviluppate dai treni di nuovo progetto. Questa disanima anche in accordo con le ricerche eseguite da vari Autori, arriva a puntualizzare le alterazioni ed i possibili impegni patologici oculari causati da stimoli ad alta velocità. In modo particolare gli Autori si sono interessati degli effetti di deprivazione sensoriale, delle capacità percettive in relazione a forma ed effetti ottici, soffermandosi soprattutto sull'esame dell'acuità visiva dinamica, sul senso del contrasto, sul campo visivo, sul senso cromatico, sugli effetti dell’abbagliamento e sulla analisi di altri parametri prettamente oculari. Sono state esaminate infine alcune rare patologie insorgenti alle alte velocità menzionate da vari Autori. Il lavoro si conclude proponendo una serie di esami diagnostici, che dovrebbero essere inseriti nel protocollo della funzionalità visiva per l'idoneità dei macchinisti ad alta velocità.



125 -Morphologische und strukturelle unterschiede von Kontaktlinsen mit 38% Wasseraufnahme

Gli AA. hanno studiato al microscopio elettronico a scansione le superfici di più lenti idrofile al 38% attualmente utilizzate nella correzione delle ametropie.

E' stata risontrata una differenza strutturale e morfologica delle varie superfici. Questi risultati sono una prova dell'influenza dei processi di sintesi e fabbricazione sullo stato finale delle superfici e portano ad ipotizzare una diversa risposta dopo l'interazione con il film lacrimale anche in differenti zone della stessa lente. Sembra così dimostrarsi che la stessa idratazione non sia fattore da solo sufficiente nella scelta fra due lenti.



126 -Bakterizide Wirksamkeit und Wirkungen auf das Polymer eines thermischen Langzeitdesinfektionsgerats, rastereletronenmikroskopische Untersuchungen

Gli AA. hanno valutato al microscopio elettronico a scansione l'efficacia battericida e l'influenza sul polimero di un asettizzatore termico a "ciclo lungo".

Le lenti sottoposte a questo trattamento non hanno messo in evidenza residui biologici mentre il polimero sembra aver subito alterazioni morfo-strutturali simili a quelle delle lenti contaminate e non trattate termicamente. Si può quindi dedurre un effetto di degradazione del polimero da parte di sostanze biologiche mentre non si può per ora avvalorare un effetto termico (55° per 60') a breve o lungo termine sul polimero, richiedendo ciò ulteriori indagini.

I risultati preliminari evidenziano come per ottenere un'efficace azione di disinfezione delle lenti non sia necessario raggiungere elevate temperature di esercizio, con conseguente marcato stress per il polimero, ma che temperature di 55°C per un tempo di 60' possono essere sufficienti in quanto già dette temperature potrebbero essere critiche specie se si integrano alle alterazioni indotte dai materiali biologici.



127 -Il muco congiuntivale

Gli AA. descrivono il ruolo svolto dal muco congiuntivale e la sua composizione chimica; vengono anche analizzate le metodiche di studio e le problematiche tutt'ora aperte.



128 -Neue Methodik für die quantitative Bewertung der Reinigungswirkung von enzymatigchen Lösungen

Gli AA. sfruttando la capacità di legame della clorexidina con le proteine del film lacrimale, hanno messo a punto una metodica per valutare l'efficacia di più sistemi pulenti. Tale metodica è stata impiegata per studiare alcune soluzioni enzimatiche presenti sul mercato. I risultati negativi ottenuti hanno fatto ipotizzare che sia necessario, fino a prova contraria, far seguire alla pulizia con enzimi una con tensioattivi, che non si ha una perfetta conoscenza del programma di azione degli enzimi in soluzione e che non sono ancora ben note le reazioni degli enzimi con gli altri prodotti chimici impiegati.



129 -Ruolo delle lacrime nella resistenza alle infezioni oculari esogene

Si sono descritti i fattori chimici di difesa dell'apparato lacrimale contro infezioni oculari esogene: lisozima, lattotransferrina, beta-lisina immunoglobuline, sistema complementare, prodotti del metabolismo dei batteri, effettori cellulari misti dell'immunità, sistema afferente dell'immunità e muco vero, i quali agirebbero in modo sinergico ma non ancora del tutto noto.

Solo un'approfondita conoscenza di questo sistema ed il facile dosaggio dei vari componenti chimici potrà aprire una svolta nell'applicazione più sicura delle lenti a contatto al fine di prevenire le complicanze tipo la congiuntivite papillare gigante.



130 -A provocative Test for the Diagnosis of Low -Tension Glaucoma

Gli Autori descrivono una nuova procedura per formulare la diagnosi di glaucoma a bassa pressione. Tale test consiste nella tecnica dell'ipobarismo (-50 mmHg per 5 minuti) orbitario. Si è osservato una significativa riduzione della produzione di umor acqueo in soggetti affetti da glaucoma a bassa pressione in confronto a soggetti normali. Simili risultati sono stati ottenuti in persone con una severa vasculopatia. Si ipotizza che nella riduzione della pressione oculare sia responsabile una ridotta perfusione sanguigna.



131 -Soluzioni per contattologia

Viene valutato quanto sia indaginoso formulare una soluzione per contattologia per le notevoli problematiche che si aprono: isotonia, pH e conservante che deve possedere numerose caratteristiche.

Vengono esaminati i principali disinfettanti in commercio e descritte le caratteristiche delle soluzioni detergenti, comprese le enzimatiche, le conservanti, le umettanti e quelle per il risciacquo.







132 -Indicazioni, limiti e possibilità nell'utilizzo dei potenziali visivi evocati

Gli AA., dopo aver brevemente esaminato la struttura anatomo-funzionale delle vie visive, presentano un quadro generale sui potenziali visivi evocati, con particolare riguardo all'aspetto tecnico e diagnostico, esponendo anche una rassegna di patologie con il loro quadro elettrodiagnostico.



133 -Fondamenti elettrofisiologici e principali applicazioni clinico-oftalmologiche. Rilevanza in Medicina dei Trasporti

Gli AA. espongono i fondamenti elettrofisiologici ed i principali ed i più comuni aspetti applicativi in campo clinico dell'esame elettroretinografico.



134 - Esame oftalmologico: sua utilità nel formulare una diagnosi precoce di vasculopatia generalizzata

Gli AA. descrivono le alterazioni retiniche precoci in varie vasculopatie sistemiche ricordando come un esame oftalmologico routinario sia quanto mai utile per svelare dette malattie e per prevenire che, con il fisiologico incremento della popolazione anziana, non si abbia anche un aumento di una patologia retinica vascolare con i notevoli problemi psicologici ed assitenziali che ciò comporterebbe.



135 -Studio al microscopio elettronico a scansione di alcuni materiali idrofili usati per lenti intracorneali

Gli AA., utilizzando il MES, hanno valutato le superfici di tre lenti idrofile utilizzate come lenti intracorneali (ICL).

I risultati mettono in evidenza come il loro aspetto morfologico sia sostanzialmente differente e come esso vari ancha tra zona e zona di una stessa lente.

Ciò porta a concludere che la scelta di un polimero per l'impianto intracorneale, oggi del tutto occasionale, debba in futuro basarsi su dati più squisitamente scientifici.



136 - Farmaci e chirurgia refrattiva

L'epitelio corneale rappresenta una barriera naturale alla penetrazione dei microorganismi e dei farmaci somministrati per via locale. E' noto altresì che la maggior parte dei farmaci per uso oftalmico possa risultare potenzialmente tossica verso le strutture corneali, in particolare verso l'epitelio, con l'effetto di un incremento della permeabilità corneale. Tale incremento può essere ancora più marcato dopo un intervento di cheratoplastica, di epicheratofachia o di cheratotomia radiale in cui la barriera epiteliale è gravemente alterata se non distrutta. Secondo gli AA. l'aumentata permeabilità della cornea sottoposta a questi interventi è da non sottovalutare quando si voglia farmacologicamente trattare il post-intervento e le successive affezioni corneali, valutando, all'uopo, gli effetti tossici del farmaco impiegato e ricorrendo, se necessario, ad un aggiustamento del dosaggio al fine di ottenere il miglior risultato terapeutico.



137 -Analyse der Oberflächen von Hydrogel-Kontaktlinsen mit höherem Wassergehalt und physiolgiche Korrelation Zwischen Wassergehalt und Hornhautstoffwechsel

Gli AA. confrontano i dati fisico-chimici delle lenti a contatto con quelli della cornea e specialmente il consumo di ossigeno in vivo.

Cinque lenti a contatto ad alta idrofilia sono state esaminate sulle due facce mediante il microscopio elettronico a scansione.

Mediante l'analisi termica differenziale gli AA. hanno esaminato la qualità dell'acqua di idratazione di un idrogel.

Questi risultati sono stati confrontati con il Dk e con l'equivalente di ossigeno alla temperatura tra i 25-40 gradi.



138 -Korrelation zwischen den chemisch-physukalischen Eigenschaften von Hydrogelkortaklinsen-Polymeren und der Hornhaut

Gli AA. hanno analizzato mediante l'analisi termica differenziale la natura dell'acqua di idratazione delle lenti a contatto ad alta idrofilia.

Le caratteristiche così determinate sono confrontate con lo stato fisiologico della cornea con il modello di Tsuda.



139 -Fisiopatologia oculare negli operatori ai videoterminali ed aspetti clinici, medico-legali e prevenzione

Gli AA. considerano in generale gli aspetti costruttivi dei VdT ed in particolare quelli inerenti l'insorgenza dei disturbi visivi negli operatori del settore.

Successivamente valutano gli aspetti fisio- patologici soggettivi responsabili di tali disturbi insieme alle caratteristiehe dell'ambiente di lavoro auspicando l'attuazione di un protocollo diagnostico oftalmologico preventivo di cui gli stessi Autori forniscono lo schema.

Vengono infine esaminati gli attuali aspetti legislativi in materia.



140 -Materiali clinicamente in uso dopo estrazione della cataratta. Lenti intraoculari

Gli AA. descrivono le caratteristiche chimiche dei materiali in uso per l'impianto di un cristallino artificiale con le problematiche inerenti.



141 -Water content of hydrogel contact lenses. A study by 1H NMR relaxation times

E' ben noto come la permeabilità dell'ossigeno (DK) delle lenti a contatto hydrogel sia in rapporto al contenuto idrico.

Per acquisire maggiori conoscenze sul meccanismo di idratazione delle lenti a contatto è stato svolto uno studio dei tempi di rilassamento 1H NMR.

I tempi di rilassamento 1H NMR hanno dato informazioni sui differenti tipi di acqua e gli scambi relativi tra questi differenti compartimenti. Sono riportati i risultati preliminari ed esaminate le lenti a contatto hydrogel a diversi valori in contenuto idrico.



142 -Considerazioni sulla validità ed affidabilità della cheratotomia radiale: aspetti etici e medico-legali

Gli AA. valutano l'efficacia e l'affidabilità della cheratotomia radiale nella correzione della condizione ottica della miopia basandosi sui dati disponibili in letteratura ed esponendo personali considerazioni circa la sua utilità.

Vengono inoltre affrontati gli aspetti medico- legali connessi a tale tecnica chirurgica sia per la responsabilità professionale del chirurgo che per l'idoneità a mansioni lavorative specifiche.



143 -Nuove prospettive terapeutiche nei processi riparativi corneali: Epidermal Growth Factor

Gli AA. valutano gli effetti degli Epidermal Growth Factors sulle strutture corneali alla luce di osservazioni sperimentali e cliniche: prendono altresì in considerazione gli aspetti del reperimento di tali sostanze e le potenziali applicazioni cliniche.



144 -Su di un caso di lussazione spontanea del bulbo oculare

Gli AA. descrivono un caso di lussazione spontanea del bulbo oculare giunto alla loro osservazione.

Colgono l'occasione per una disamina della letteratura ma non traggono considerazioni circa la possibile patogenesi.



145 -Rilievi epidemiologici della pressione oculare in una popolazione lavorativa

Gli AA. hanno esaminato due campioni di popolazione per l'individuazione della media della pressione oculare:

-uno rappresentato da una popolazione selezionata e perchè lavorativa e perchè priva di patologie oculari (584 pazienti);

-un altro rappresentato da una popolazione selezianata solo in quanto lavorativa (1938 pazienti).

Gli AA., in base ai risultati ottenuti, si sentono di indicare come valore pressorio oculare medio di una popolazione di età tra 39 e 62 anni, quasi tutta maschile, emmetrope e priva di patologie oculari accertate, il valore di 13,9 ± 1,7 mmHg ed il valore di 15,03 ± 2,5 mmHg per la popolazione lavorativa nel suo complesso e con le caratteristiche epidemiologiche della precedente. Non è risultata una differenza significativa tra il primo gruppo di persone e la popolazione nel suo complesso. I risultati non consentono di trarre conclusioni circa le influenze ormonali mentre si è messo in evidenza come la differenza di tono tra l'occhio destro e sinistro è sempre uguale o inferiore ai 3 mmHg.



146 -Correlazione fra pressione arteriosa oftalmica e pressione oculare in soggetti normali

Gli AA. si sono proposti di verificare le correlazioni esistenti tra la pressione nell'arteria oftalmica ed il tono oculare. Lo studio è stato condotto su un campione di 3875 occhi esaminati mediante un protocollo di indagine standard che prevedeva, tra l'altro, la misurazione della perfusione arteriosa ed il rilevamento del tono oculare.

Il lavoro si è concluso con una complessa elaborazione matematico-statistica dei dati ottenuti dimostrando la debolezza della correlazione tra pressione arteriosa oftalmica e tono oculare.



147 -Autoregolation of microcirculation in the preliminar area of the optic nerve. Proposal for a clinical screening system

Vengono descritti i contributi sperimentali per la valutazione di uno stato di Autoregolazione della microcircolazione nell'area preliminare del nervo ottico che notevole importanza viene ad assumere per la funzionalità dello stesso. I risultati ottenuti dai vari Autori non sono concordi per cui è necessario un ulteriore approfondimento della problematica.



148 -Effetti del trattamento prolungato di un'associazione vincamina-antocianosidi sulla soglia luminosa differenziale e sull'acuità visiva fotopica

Gli AA.hanno analizzato, in soggetti con patologie oculari, dopo somministrazione prolungata di un'associazione di due specialità medicinali: antocianosidi di Vaccinium Myrtillus e vincamina a cessione protratta, le modificazioni indotte sul senso luminoso differenziale e sull'acuità visiva fotopica (A.V.F.).

Si rileva che per effetto di tale combinazione la sensibilità retinica si eleva sensibilmente, specie nella zona paracentrale, la fluttuazione resta invariata nella maggioranza dei casi mentre l'A.V.F. migliora.



149 -Correzione dell'afachia nella prima e seconda infanzia con lenti a contatto

L'impiego di lenti a contatto nell'infanzia rappresentano l'alternativa più valida dopo un intervento per cataratta. In questo lavoro gli Autori esaminano le problematiche connesse con questo sistema correttivo: lunghezza assiale del bulbo, raggio di curvatura corneale, film lacrimale, aniseiconia ed anisoforia. Descrivono inoltre i benefici e gli svantaggi connessi con i vari tipi di lenti: rigide, idrofile ed al silicone.



150 -Valutazione dell'effetto refrattivo della cheratotomia radiale

Gli Autori hanno esaminato i risultati degli interventi di cheratotomia radiale, disponibili nella letteratura internazionale, sotto il profilo della loro efficacia immediata ed a distanza di tempo dall'intervento ed anche in relazione alla diverse tecniche utilizzate.



151- Fenomeni istodinamici e neuroplastici corneali dopo cheratotomia radiale

Da una fase definita "refrattiva", in cui veniva dato il massimo impulso alla parte prettamente chirurgica della cheratotomia radiale, gli operatori stanno ora passando ad una definita "istologica", al cui risultato finale contribuisce in modo determinante il processo di rimaneggiamento tessutale ed in cui emerge chiara la necessità di conoscere il destino dell'innervazione tessutale dopo l'intervento.

Tali rilievi sano di grande importanza per i soggetti che si sottopongono a questo tipo di chirurgia perchè difetti di innervazione, oltre a compromettere lo stesso trofismo corneale, potrebbero pregiudicare l'uso di lenti a contatto di cui i pazienti potrebbero giovarsi dopo l'intervento.

Dall'esame della letteratura emerge come l'evolversi delle tecniche chirurgiche ed il tipo di tecnica influenzi notevolmente il processo.

Gli AA. concludono come la conoscenza dei processi riparatori che seguono ad un intervento di RK, per quanto studiati, sono ancora non perfettamente noti e presentano numerosi interrogativi e nella misura in cui questi saranno sciolti la prevedibilità della RK diverrà più precisa.



152 -Autoregolazione della circolazione coroideale - Il polso oculare

Gli AA. descrivono la fisiologia del polso oculare e le sue modificazioni in varie patologie oculari. La misurazione del polso tramite O.C.V.M. (Ocular Cerebral Vascular Monitor) associata eventualmente ad un'unità di suzione sclerale, per lo studio delle variazioni del polso oculare all'incremento della pressione intraoculare, risulta essere assai promettente nella diagnosi precoce e nella prognosi di varie patologie oculari, in particolare nel glaucoma.



153 -Neuroplasticità ed emmetropia: binomio indispensabile nel processo visivo

La visione è un processo estremamente complesso che origina da un processo fotochimico a livello retinico e si compie con la percezione ed il riconoscimento delle immagini, cioè con la sensazione visiva.

Alla base di tutto ciò c'è la costituzione di connessioni neuronali che portano alla formazione di circuiti sia a livello corticale che sottocorticale ed anche a livello intraretinico.

Tale plasticità neuronale sembra necessariamente prerogativa dell'età infantile e gli AA. descrivono l'importanza dell'emmetropia quale fattore di stimolo della neuroplasticità nel processo visivo.

Analizzano quindi quella vasta gamma di presidi, ottici e chirurgici, per la correzione dei vizi di refrazione, anche in considerazione delle particolari esigenze dell'età pediatrica, permettendo così alle strutture nervose di trarre le necessarie e corrette sollecitazioni dal mondo esterno per completare lo sviluppo delle strutture neuroftalmologiche in età prenatale.



154 -A.M.P. Ciclico e regolazione del deflusso dell'umor acqueo

Negli ultimi anni molti studi sono stati condotti per identificare quali fossero i mediatori extra ed intracellulari del feedback fisiologico riguardanti la pressione intraoculare. Poco alla volta, partendo da analisi diverse, si è andato mettendo in luce il ruolo centrale svolto dall'AMPc che svolgerebbe l'azione di secondo mediatore nel delicato meccanismo dell'omeostasi pressoria intraoculare.

Gli AA., nel presente lavoro, descrivono gli studi effettuati per chiarire ciò ed il ruolo centrale dell'AMPc quale mediatore intracellulare dell'azione delle prostaglandine che notevole importanza vengono anch'esse ad assumere nel deflusso dell'umor acqueo.



155 -Acuità visiva a luminanza ridotta - Proposta per una metodica di screening

Gli Autori propongono un test di screening rapido, ripetibile e relativamente economico per la valutazione dell'acuità visiva a luminanza ridotta, che contrappone ad una illuminazione variabile un ottotipo fisso.

Nella messa a punto di tale test gli Autori hanno preso in considerazione metodiche similari, in specie quella di Trimarchi e coll.



156 -Intorno alle possibilità tecniche di valutare il grado di capacità visiva notturna nei candidati all'ottenimento della licenza di guida dei veicoli a motore

Gli Autori,dopo aver passato in rassegna i pregi ed i limiti delle tecniche intese ad esaminare la capacità visiva scotopica, propongono un protocollo di studio di tale funzione basato su metodiche elettrofunzionali.



157- Valutazione mediante RNM a bassa risoluzione dello stato di idratazione della cornea dopo cheratotomia radiale - Studio preliminare

Allo scopo di individuare un indice di ritorno a valori normali di cornee operate con cheratotomia radiale, cornee di coniglio sono state esaminate mediante spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare di protone a bassa risoluzione.

Dall'esame dell'interazione del liquido corneale con la matrice solida mediante tempi di rilassamento RMN le cornee operate e non mostrano differenze significative in tempi immediatamente seguenti l'intervento. Tali differenze sembrano scomparire dopo 60 giorni dall'intervento.



158 -Cheratotomia radiale e implicazioni in ambito M.M.

Gli Autori tracciano le linee principali di ricerca nel campo della chirurgia oculare, per la correzione dei difetti di refrazione. Vengono espresse valutazioni personali sull'atteggiamento da mantenere all'atto del reclutamento nella marina militare (M.M.) dei soggetti sottoposti a tali interventi.



159 -A new approach to the study of contact lens: high resolution NMR spectroscopy

Gli Autori allo scopo di comprendere perché i polimeri utilizzati per la costruzione di lenti a contatto abbiano una diversa capacità di disidratazione ed evidenzino diversi stati di moto dell'acqua hanno intrapreso uno studio mediante spettroscopia RMN ad alta risoluzione per chiarire la struttura configurazionale, conformazionale ed i costituenti di base del polimero.

Sono state studiate lenti idrogel al 38, 45 e 70%.

I risultati hanno messo in evidenza i componenti del polimero e la loro struttura bidimensionale.



160 -Correzione dei difetti di refrazione con innesto di materiale alloplastico

I vizi di refrazione possono essere corretti in modo permanente con innesto di lentine intracorneali (ICL). Le ICL possono essere impiantate con due diverse tecniche chirurgiche: "Dissezione lamellare a mano libera" e "Dissezione completa con microcheratomo". Con la prima tecnica, più facile da realizzare e meno traumatica, devono essere usate lentine rigide molto sottili ad alto indice di refrazione (le morbide infatti danno risultati molto scadenti). I risultati ottenuti finora negli esperimenti su animali ed i primi innesti nell'uomo sono stati molto promettenti.

Con la seconda tecnica sono stati eseguiti finora solamente esperimenti su animali usando lentine morbide ed i risultati sono stati molto soddisfacenti con limitate complicazioni.

Gli Autori valutano le possibili complicazioni connesse a detti interventi e suggeriscono la necessità di ulteriori studi sui materiali da utilizzare.



161 -Biocompatibilità delle lenti a contatto - Metodiche di esame

Gli Autori analizzano le varie metodiche in uso per valutare l'inerzia biologica dei materiali per lenti a contatto e come questa debba essere esaminata dal punto di vista sia immediato che cronico.

La biocompatibilità dei materiali per lenti a contatto è indubbiamente di importanza fondamentale per l'uso clinico dato lo sviluppo di questo mezzo correttivo nelle ametropie.



162 - Importanza degli antisettici nelle formulazioni delle soluzioni in contattologia

Gli Autori, dopo una premessa sulla storia delle lenti a contatto idrofile, osservano come con l'immissione sul mercato di queste lenti, il problema della disinfezione di esse emerga in tutta la sua importanza.

Le lenti idrogel assorbono dal 35 all'80% di acqua, rispetto al loro peso allo stato anidro, ciò è possibile grazie alla natura idrofila del polimero e più precisamente alla presenza di gruppi -OH nel gel ed al fatto che, allo stato idratato, il gel presenta su tutta la superficie dei minuscoli pori.

Questi fatti contribuiscono in maniera determinante ad aumentare i rischi di infezione per cui nelle soluzioni multiuso per contattologia sono quanto mai utili gli antisettici che devono proteggere l'ametrope dal pericolo di infezioni e mantenere l'efficacia delle soluzioni nel tempo.



163 - Water dynamic states in hydrogel contact lenses. Study by NMR at low resolution

Quattro tipi di lenti in idrogel a diverso grado di idratazione: 38,6% (Allergan Optical, Polymacon, HEMA), 45% (Bausch & Lomb, Hetafilcon B, HEMA-NVP), 58% (Vistakon, Etafilcon A, HEMA-MA) e 78% (Toray, Incanto, MMA-VP), sono state studiate mediante NMR a bassa risoluzione riscontrando che esse sono caratterizzate dalla presenza di acqua con elevato grado di immobilizzazione mentre le lenti Toray, con un 78% di acqua nel polimero, anche da un'acqua con le caratteristiche di mobilità tipiche dei fluidi.

Si è ancora ottenuto, durante il processo di disidratazione di queste lenti, un graduale aumento in percentuale del legame dell'acqua che va dal 5% nello stato di massima idratazione al 23% dopo 27 ore.



164 - Trattamento delle superfici delle lenti da occhiali e trasmittanza delle radiazioni UV e visibili

L'Autore descrive i vari trattamenti superficiali a cui può essere sottoposta una lente da occhiali osservando come essi abbiano un risvolto più clinico che estetico e per cui non può essere omessa la loro conoscenza.

I risultati possono essere così sintetizzati.

Il trattamento antiriflesso multistrato effettuato su lenti in materiale organico oltre al prevedibile incremento di trasmittanza (T) nel visibile riduce la T delle radiazioni ultraviolette. Lo stesso trattamento su lenti Crown con ne 1,52 ed 1,60 riduce la T sia delle radiazioni blu che ultraviolette, sulle lenti al titanio con ne 1,7 solo delle radiazioni ultraviolette mentre induce un incremento della T, sia delle radiazioni blu che ultraviolette, sulle lenti al lantanio con ne 1,8.

Il trattamento selettivo per gli UV è altamente efficace (lenti UVX Essilor Orma) su lenti non colorate mentre se effettuato su lenti tipo PLS (selettive per il blu) non determinarebbe sostanziali modifiche della loro trasmittanza.

Il trattamento combinato UV ed antiriflesso multistrato su lenti organiche induce un notevole incremento di T nel blu e parzialmente nel campo degli UV.

Il trattamento selettivo per le radiazioni blu è di recente introduzione e si è visto come per le lenti PLS (530, 540, 550) sia altamente efficace mentre parzialmente si sarebbe osservato per le lenti Corning 511, 527, 550.

I trattamenti di colorazione per lenti solari hanno messo in evidenza una T molto varia di queste lenti nel campo degli ultravioletti.

Il trattamento fotocromatico dà luogo ad una notevole riduzione della T delle radiazioni ultraviolette rispetto al materiale base ed i risultati sono diversi per le varie lenti in commercio.

Trattamento polarizzante, stratificato, indurente, antiappannante ed a specchio vengono infine descritti.

In conclusione, va sempre tenuto presente il trattamento da consigliare al momento della prescrizione di una lente da occhiali per una migliore salvaguardia dello stato visivo.



165 - Nuovi materiali per lenti a contatto

Vengono descritti i nuovi materiali in uso per lenti a contatto: rigidi, semi-rigidi, elastomeri ed idrofili. L'evoluzione tecnologica di questi ultimi anni è stata notevole e ciò ha permesso di avere a disposizione questi nuovi polimeri che offrono miglior confort ed una garanzia a più lungo termine.

Tutto ciò deve essere motivo di stimolo per l'applicazione ottimale.



166 - Il comportamento di alcuni parametri oculari e sistemici dopo il test delle palpebre chiuse

Precedenti indagini hanno dimostrato che durante la prova del buio ("dark-room test"), la chiusura delle palpebre e non il buio dell'ambiente è responsabile della positività del test. Nella presente indagine è stato dimostrato che non esiste alcuna correlazione fra: la risposta a tale test e valori pressori di base, valore di base e variazione della profondità della camera anteriore, valore di base e variazione dello spessore della lente.

Al contrario è emersa una correlazione inversa fra pressione oculare di base e corrispondenti variazioni della pressione sistemica sistolica e diastolica.

Vengono fatte considerazioni sull'utilità di tale test nella diagnosi di glaucoma, specie in quei casi in cui i valori pressori rilevati non giustificano la presenza di danni anatomo-funzionali.



167 - Preliminary study on the dehydration of hydrogel contact lenses by NMR at low resolution

La tecnica della Risonanza magnetica nucleare (RMN) è in grado di valutare le proprietà e le caratteristiche delle lenti a contatto utilizzate per la correzione dei vizi refrattivi. In particolare essa può fornire un metodo di valutazione della quantità, dei tipi e degli stati di moto dell'acqua presenti in una lente nonchè seguirne le cinetiche di idratazione e disidratazione ed è contemporaneamente in grado di chiarire i meccanismi di tali processi. Nelle lenti è rilevata l'interazione dell'acqua con la matrice polimerica e conseguentemente i campi di esistenza, le cinetiche e i meccanismi di scambio tra gli stati dell'acqua ottenendo così informazioni riguardo le proprietà tecnologiche del materiale.

Nel nostro studio sono state prese in considerazione a temperature controllate lenti a differenti contenuti di acqua e valutazioni quantitative tramite RMN sono state confrontate con dati ottenuti con la tecnica gravimetrica. E' stato possibile delineare un meccanismo di disidratazione ed i risultati ci inducono ad ipotizzare la necessità di utilizzare tempi differenti di asciugamento in base alle caratteristiche del polimero.



168 - Antisettici in contattologia. Principi fondamentali per la formulazione di soluzioni

Gli Autori nel presente lavoro osservano come solo con l'immissione sul mercato delle lenti morbide, il problema della disinfezione delle lenti a contatto, fino a quel momento dibattuto solo in funzione del confort dell'ametrope, emerga in tutta la sua importanza. Fanno ancora notare quale siano gli scopi degli antisettici per le soluzioni per lenti a contatto. Aspetti legislativi, generalità, dinamica del processo di disinfezione, fattori che influenzano l'attività degli antisettici, principali caratteristiche che dovrebbero possedere sono tutti fattori presi in considerazione.

Gli Autori inoltre osservano come il problema dell'antisettico non possa essere mai disgiunto da quello deIla formulazione in cui entra a far parte in modo integrante. Infatti, i pro ed i contro del grande numero dei prodotti chimici usati per i sistemi di disinfezione, sono tutti discutibili ma è indubbio che, degli antisettici usati in questo tipo di soluzioni, si debba assolutamente conoscere il periodo di validità dell'attività, l'efficacia dell'antisettico e la sicurezza del disinfettante.

GIi Autori infine analizzano le componenti fondamentali di una soluzione.



169 - Studio mediante RMN di 1H e 23Na di idrogel

Gli idrogel costituiscono una classe di polimeri rigonfiabili, non solubili in acqua e quindi particolarmente idonei allo studio delle caratteristiche di acqua dispersa in matrice solida. E' stato ipotizzato che il contenuto di acqua in equilibrio con gli idrogels viene a dipendere dal grado dl cross linking del network polimerico. Gli idrossiderivati del metilmetacrilato costituiscono una categoria di idrogels largamente impiegati come materiali biocompatibili, in particolare in lenti a contatto. Allo scopo di caratterizzare gli stati fisici dell'acqua che vengono a dipendere dalla interazione con la matrice polimerica, gli eventuali fenomeni di scambio, la cinetica e i meccanismi del processo di disidratazione, in funzione della differente natura della matrice polimerica sono stati studiati tre differenti tipi di idrogel mediante tempi di rilassamento protonici T1 e T2 RMN in bassa risoluzione. Sono stati ottenuti valori delle costanti cinetiche di disidratazione ed i meccanismi dei processi di disidratazione sono stati correlati alle caratteristiche strutturali della matrice polimerica. E' stata inoltre presa in esame la permeabilità della matrice solida allo ione sodio mediante RMN di 23Na.



170 - Aspetti costituzionali e conformazionali della Bendalina mediante Risonanza Magnetica Nucleare

La bendalina lisinato dell'acido [(1-benzil-1H- indazol-3-il)ossi]acetico è un farmaco dall'azione antidegradativa largamente usato nel trattamento della cataratta. Gli aspetti costituzionali sono stati investigati mediante spettroscopia RMN bidimensionale COSY e spettroscopia bidimensionale eterocorrelata carbonio-idrogeno ed è stato seguito il comportamento dei siti di protonazione e deprotonazione in funzione del pH nell'intervallo d'uso fisiologico onde chiarire il meccanismo e l'ordine di protonazione e deprotonazione. E' stato condotto uno studio di RMN protonica in funzione della concentrazione ed è stato possibile calcolare la costante di associazione. Sono state inoltre studiate le proprietà conformazionali in soluzione mediante la misura dei tempi di rilassamento T1 spin-reticolo di H-1 e C-13, degli effetti Overhauser selettivi e non selettivi C-13-(H- 1) e protonici. Su tali basi è stato possibile costruire un modello Dreiding della conformazione in soluzione acquosa.



171 - Studio mediante spettroscopia RMN 31P, 1H, 13C del metabolismo del cristallino di coniglio nella cataratta da trattamento topico con desametasone

L'etiopatogenesi della cataratta, valutata negli aspetti biochimici, a tutt'oggi non è ancora chiarita. La spettroscopia RMN 31P e 13C è stata ampiamente applicata allo studio delle variazioni biochimiche nel cristallino indotte da cataratta sperimentale. Uno del modelli più utilizzati per lo studio "in vitro" è l'induzione della cataratta osmotica mediante incubazione del cristallino con alte concentrazioni di galattosio o glucosio. Tuttavia, l'incubazione "in vitro" del cristallino comporta variazioni delle condizioni fisiologiche di esso che possono influenzare una corretta interpretazione delle variazioni biochimiche osservabili nella formazione della cataratta. E' stato messo a punto un metodo sperimentale per l'induzione in vivo della cataratta nel coniglio mediante trattamento topico (collirio) per 30 gg. con desametasone alle concentrazioni normalmente impiegate nella clinica(0,2%). Variazioni dei metaboliti fosforilati, aminoacidi, zuccheri, polioli sono stati determinati mediante spettroscopia 31P, 1H e 13C RMN e discusse in termini di meccanismi di azione.



172 - Comportamento dell'ampiezza del polso oculare dopo instillazione di ß-bloccanti

Mediante l'utilizzazione dell'Ocular Cerebral Vascular Monitor (OCVM), che consente di ottenere registrata su carta l'ampiezza del polso oculare, è stato valutato il comportamento di tale parametro dopo somministrazione locale di alcuni farmaci beta-bloccanti: timololo 0,5%, betaxololo 0,5%, levobunololo 0,5 %, carteololo 2%.

Una riduzione significativa di tale ampiezza è stata rilevata dopo instillazione di carteololo 2% e non significativa dopo timololo 0,5 % e betaxololo 0.5%. Solo l'instillazione di levobunololo 0,5% ha determinato un aumento significativo dell'ampiezza del polso oculare.

Vengono fatte alcune considerazioni sulla possibile interferenza di tale azione vasomotoria sulla perfusione del circolo cilio-retinico.



173 - Lenti da occhiali colorate e miopia

Gli Autori, in seguito al desiderio di molti soggetti miopi di utilizzare lenti da occhiali colorate, prendono in considerazione i fattori da valutare prima della prescrizione: senso cromatico e recettori retinici, aberrazione cromatica dei mezzi diottrici dell'occhio, alterazioni del senso cromatico nella miopia ed in rapporto all'età, aberrazione cromatica delle lenti da occhiali, trasmittanza ed interferenza delle lenti colorate da occhiali nella guida di autoveicoli ed infine possibile insorgenza di patologie.

Gli Autori concludono, dopo una disamina degli argomenti sopra esposti, come la prescrizione di detto mezzo correttivo colorato sia tutt'altro che semplice e come esso sia il risultato di varie esigenze talora contrastanti.



174 - Effect of a topical alphalytic drug, Dapiprazole, on the ocular pulse amplitude

E' stato valutato il comportamento del polso oculare prima e dopo la somministrazione topica di dapiprazolo, un farmaco con attività alfalitica. Per la determinazione del polso oculare è stato usato l'Ocular Cerebral Vascular Monitor (OCVM). Sono stati valutati 23 occhi di soggetti sani. I risultati mostrano come il dapiprazolo aumenti in modo significativo l'ampiezza del polso oculare e che tale aumento è indipendente da variazioni della pressione intraoculare.



175 - Study by P-31 and H-1 N.M.R. spectroscopy on the effect of antiglaucoma drugs on rabbit lens metabolism

Sono stati valutati nel presente lavoro gli effetti metabolici di farmaci antiglaucoma sul metabolismo del cristallino di coniglio mediante R.M.N. P-31 e H-1. Per il trattamento a lungo termine sono stati valutati colliri a base di pilocarpina e di due beta- bloccanti: timololo (0,5%) e befunololo (0,5%). Le analisi sono state eseguite su estratti acquosi di cristallini.

I risultati hanno messo in evidenza un aumento del flusso glicolitico sui cristallini trattati con beta- bloccanti, in particolare su quelli trattati con befunololo. Il trattamento con pilocarpina non ha messo invece in evidenza variazioni significative.



176 - Modificazioni cromatiche da lenti colorate per occhiali. Loro idoneità per la guida dei mezzi di trasporti

La memoria affronta il problema delle alterazioni cromatiche provocate dalle lenti colorate per occhiali, con specifico riferimento al riconoscimento dei segnali semaforici nella guida di veicoli.

L'introduzione riassume alcuni concetti relativi alla colorimetria dei segnali luminosi ed alle metodologie seguite per definire nella normativa le caratteristiche cromatiche della luce emessa. Viene illustrata in particolare una norma UNIFER piuttosto recente e molto rigorosa. E' stato anche messo a punto un programma di calcolo - basato su un foglio elettronico - che consente un agevole calcolo delle alterazioni cromatiche che le luci semaforiche subiscono quando osservate attraverso un filtro (una lente per occhiali, ma anche ad es. il vetro frontale del veicolo). Mediante questo programma si potranno calcolare le alterazioni di cromaticità indotte sui segnali semaforici da lenti colorate.

I risultati potranno così suggerire di classificare le lenti in tre gruppi:

- lenti sostanzialmente neutre, omologabili come raccomandate per la guida di veicoli;

- lenti con colorazione apprezzabile, "sconsi-gliabili" per la guida dei veicoli;

- lenti che causano una pesante alterazione cromatica, per le quali sarebbe auspicabile l'imposizione di "warning" che ne vietino l'impiego nella guida dei veicoli.



177 - Fattore luminoso di trasmissione di "lenti da sole" ed influenza sulla guida dei mezzi di trasporto

L'utilizzo di lenti "da sole" per la correzione di un vizio di refrazione, per motivi estetici o semplicemente per un miglior comfort, comporta una serie di problematiche.

Scopo della presente nota è stato quello di analizzare il fattore luminoso di trasmissione (v) al fine di poterle classificare in lenti per scopi generali (attenuazione della luce), cosmetiche e per scopi speciali (ANSI Z80.3-1986).

Mentre in una prima fase del lavoro mediante lo spettrofotometro è stato valutato il fattore spettrale di trasmissione di numerose lenti colorate scelte fra le più diffuse sul mercato italiano, successivamente è stato calcolato il fattore luminoso di trasmissione di ogni lente per l'illuminante naturale ed artificiale (lampada ad incandescenza).

Discutendo i risultati gli AA. classificano le "lenti da sole" rispetto alle norme ANSI Z80.3-1986 (propositi generali, uso cosmetico, propositi speciali) ed elaborano una proposta per l'omologazione di esse per la guida dei mezzi di trasporto quando il soggetto deve possedere integra la propria performance visiva.



178 - Flusso coroideale pulsatile: parametro da valutare per l'idoneità alla guida di mezzi di trasporto ad alta velocità

Gli Autori prendono in considerazione le diverse metodiche clinicamente utilizzate per valutare il flusso ematico oculare nonché le patologie nelle quali è stata evidenziata una sua alterazione.

Essi sottolineano che tra le varie tecniche utilizzate: metodi contrastografici, termografia ed oculopletismografia, quest'ultima, pur valutando solo il flusso coroideale pulsatile, è utilizzabile per conoscere lo stato funzionale della coroide.

Dato inoltre il suo carattere di non cruenza, facilità di impiego e ripetibilità, si propone per la selezione del personale idoneo alla guida dei mezzi di trasporto ad alta velocità, evenienza che richiede l'esclusione di qualsiasi stato di sofferenza oculare.



179 - Discromatopsie e guida di autoveicoli

Gli Autori prendono in considerazione i disturbi della visione cromatica in rapporto alla guida degli autoveicoli.

Dopo aver brevemente esaminato i fattori che influenzano la percezione cromatica e gli effetti che una sua alterazione può indurre sul riconoscimento della segnaletica stradale, essi si soffermano sulle proposte (modifica delle segnalazioni stradali luminose e non, ausili visivi come le lenti selettive) avanzate dagli altri Autori per risolvere almeno parzialmente il problema.

Essi concludono auspicandosi che l'applicazione della normativa, già presente nella nostra legislazione, che richiede un senso cromatico sufficiente per la guida degli autoveicoli sia attentamente controllatra e che essa venga adottata anche dagli altri paesi che hanno aderito alla patente europea.



180 - Influenza di un farmaco vasoattivo sul flusso coroideale pulsatile

Gli AA., in considerazione del fatto che il flusso ematico coroideale rappresenta l'85-90% del flusso sanguigno oculare totale, hanno valutato, mediante l'Ocular Cerebral Vascular Monitor sec. Langham, il polso oculare o meglio il flusso sanguigno pulsatile oculare in soggetti in terapia protratta con Vincamina ritardo.

I risultati hanno messo in evidenza come il flusso ematico coroideale pulsatile non ha, nella media, subito modificazioni ma si sono osservate anche notevoli variazioni tra prima e dopo il trattamento.

Gli AA. concludono che la soggettività di alcune risposte non sia ancor oggi spiegabile ma l'importanza del dato funzionale deve portare a valutare clinicamente quelle altre variabili che sicuramente entrano in giuoco e che fanno migliorare il flusso coroideale sanguigno specie in quei soggetti ai quali ci si propone di somministrare il farmaco in modo protratto.



181 - L'ampiezza del polso oculare dopo dapiprazolo in soggetti glaucomatosi in terapia locale con ß-bloccanti

Gli Autori hanno studiato le modificazioni del polso oculare (P.O.) con l'Ocular Cerebral Vascular Monitor (O.C.V.M. sec. Langham), in soggetti glaucomatosi in terapia cronica con farmaci ß-bloccanti topici, dopo instillazione di un farmaco ad azione a1-litica (dapiprazolo 0.5%).

Dopo 16±2 gg. di terapia il valore del P.O. è risultato significativamente aumentato di 0.21±0.45 mmHg. I valori sembrano poter concludere positivamente sull'esistenza di un effetto di incremento del P.O. e cioè del flusso ematico pulsatile dapiprazolo topico anche in presenza di un farmaco ß-bloccante.



182 - Lenti da occhiali colorate per scopi speciali come protezione per le radiazioni UV e Blu

E' dimostrato che le radiazioni ad elevata energia fotonica (Blu e UV) possono essere dannose per la cornea, il cristallino e la retina. Le lenti per occhiali possono assicurare un'adeguata protezione oculare se vengono utilizzati dei materiali UV e Blu assorbenti. Con tale prospettiva emerge, per gli specialisti oftalmici, la necessità di educare i pazienti che gli occhiali, e in special modo quelli "da sole", non debbono essere scelti semplicemente seguendo i criteri esteciti e di moda. E' necessario quindi che vengano al più presto formulate normative per classificazione di tutti i tipi di lenti oftalmiche uniformandosi così ad altri Paesi.



183 -Effetti del monosialoganglioside GM1 (Sygen) sui difetti perimetrici da glaucoma ad angolo aperto dopo trattamento a breve termine

Gli AA. hanno valutato gli effetti sull'evoluzione dei difetti perimetrici da glaucoma ad angolo aperto del monosialoganglioside GM1 (Sygen) con trattamento a breve termine.

Il suo razionale impiego viene giustificato in una limitazione della neurotossicità da neurotrasmettitori eccitatori (EAA) per inibizione della traslocazione permanente della proteinkinasi C (PKC).

La significativa reversibilità di parte del danno perimetrico ottenuta dopo questo trattamento tenderebbe ad avvalorare l'ipotesi che in tale patologia oculare vi possa essere una traslocazione permanente della PCK nelle fibre neuronali per cui il monosialoganglioside GM1, inibendo quest'ultimo evento, risulterebbe utile per "controllare" l'evoluzione del danno perimetrico che come "test di reversibilità".

D'altra parte, la regressione ottenuta dopo sospensione della terapia prospetta il suo utilizzo per cicli più lunghi anche per un "ottimale potenziamento della neuroplasticità", con riattivazione di circuiti latenti e cioè potenziando gli effetti trofici del Nerve Growht Factor in quanto agendo esclusivamente a valle della stimolazione dei recettori degli EAA e non bloccandoli non danneggia funzioni fisiologiche incluse le risposte plastiche necessarie alla riparazione.



184 - Valutazione del metabolismo del cristallino mediante spettroscopia RMN P-31 ed H-1. Potenzialità della sua applicazione nello studio patogenetico della cataratta sperimentale

La spettroscopia RMN è una tecnica non invasiva e non distruttiva che permette di determinare contemporaneamente i diversi cambiamenti metabolici che avvengono in un tessuto vivente in condizioni fisiologiche e patologiche.

Gli AA., su queste premesse, hanno intrapreso uno studio sul metabolismo del cristallino di coniglio non trattato mediante spettroscopia RMN P-31 ed H-1 (di protone) su estratti acquosi.

Informazioni utili si possono trarre dallo spettro protonico (mio-inositolo, aminoacidi...) per cui in definitiva, studiando il cristallino mediante la spettroscopia RMN P-31 ed in particolare H-1 sarà possibile ottenere delle informazioni che permetteranno una maggiore comprensione dei processi metabolici nello studio patogenetico della cataratta sperimentale.



185 - Comportamento del polso oculare dopo instillazione di befunololo cloridrato in soggetti glaucomatosi - Studio a lungo termine

Gli Autori hanno studiato il comportamento del polso oculare in soggetti glaucomatosi in terapia con befunololo cloridrato 0,5%. I rilevamenti sono stati effettuati dopo 3 ore, 15 e 30 giorni dall'inizio della terapia, in condizioni di costanza della pressione intraoculare, della pressione sistemica e della frequenza cardiaca; per rilevare il polso oculare è stato usato l'O.C.V.M. sec Langham.

All'analisi statistica non si sono evidenziate differenze tra i valori del P.O. rilevati a 3 ore, 15 e 30 giorni e quindi una costanza di influenza di questo farmaco sul flusso ematico sistolico.

Gli Autori ipotizzano che eventuali effetti di mediatori locali sul sistema vasale coroideale possono essere evidenziabili nel caso specifico, a breve termine (entro le 3 ore), in quanto a medio (15 gg) e lungo termine (30 gg) fenomeni di compenso possono alterare i dati rilevabili.



186 - Pilocarpina gel Vs pilocarpina collirio

Un gel di pilocarpina (PILOGEL®) è stato di recente introdotto sul mercato italiano e dai primi studi effettuati ha dimostrato una efficacia paragonabile per azione ipotensiva al prodotto in collirio al 2-4%.

Per verificare quanto da altri Autori asserito, è stato intrapreso il presente studio volto a confrontare l'effetto della pilocarpina 4% gel Vs pilocarpina 2-4% collirio.

Sono stati sottoposti a trattamento con Pilogel® pazienti affetti da glaucoma cronico semplice in precedenza già trattati con pilocarpina 2 e 4% collirio.

Mentre il confronto pilocarpina 4% gel Vs pilocarpina 4% collirio non ha evidenziato differenze significative tra l'effetto ipotonizzante dei due farmaci ad eccezione delle prime ore pomeridiane in cui il collirio è significativamente più efficace, il confronto pilocarpina 4% gel Vs pilocarpina 2% collirio ha messo in evidenza risultati temporalmente opposti e cioè una maggiore efficacia ipotensiva della pilocarpina 4% gel la mattina e con assenza di variazioni significative nel pomeriggio.Per quanto riguarda l'andamento tonometrico nel corso della giornata dopo somministrazione di Pilogel® è stato osservato il massimo incremento pari a 0.93±1.96 mmHg tra le ore 10 e le ore 11, circa 12 ore dopo la somministrazione.

Gli Autori concludono che l'effetto del Pilogel® può essere assimilato nel corso della mattinata a quello della pilocarpina 4% collirio e nel pomeriggio a quello della pilocarpina 2% collirio per l'incremento tonometrico statisticamente significativo (10% circa) riscontrato 12 ore dopo la somministrazione del farmaco (h. 22) e mantenutosi costante nel corso della rimanente giornata.



187 - Effetto sul flusso oculare pulsatile di un farmaco 1-litico (Dapiprazolo 0,5%) in soggetti affetti da retinite pigmentosa

Gli Autori, dopo aver valutato il flusso coroideale pulsatile di base in un gruppo di pazienti affetti da retinite pigmentosa (R.P.) che risultava ridotto (376.50±169.95 µl/min), hanno studiato gli effetti su questo parametro di un collirio con proprietà 1-litica quale il dapiprazolo.

Il farmaco veniva instillato a medio termine (30 gg.) alla concentrazione dello 0.5% tre volte al giorno.

Circa il 57 % dei soggetti ha ottenuto un incremento significativo in percentuale del flusso coroideale pulsatile (24.28±20.29)mentre nei restanti non ha sortito variazioni superiori alla fluttuazione di base che è risultata ampia in questo gruppo di soggetti. Tale risultato può essere interpretato per le diverse condizioni anatomo- funzionali dei soggetti o per particolari proprietà del farmaco tutt'ora non note.

Di contro, nel periodo oggetto di studio, non si sono ottenute modifiche del visus.

Gli AA. concludono che l'incremento del flusso coroideale pulsatile, almeno teoricamente, va considerato come un primo risultato per l'ulteriore utilizzo del dapiprazolo in questa patologia anche in considerazione del fatto che è stata riscontrata una migliore performance visiva in soggetti affetti da R.P. che presentavano un più elevato flusso coroideale pulsatile e per il fatto che l'unica controindicazione sembra essere una sensazione di "ridotta luminosità" per la modesta miosi da esso indotta a parte lo scarso bruciore.



188 - Comportamento del polso oculare dopo instillazione protratta di un beta-bloccante selettivo in soggetti glaucomatosi: il betaxololo cloridrato

Gli Autori hanno studiato il comportamento del polso oculare di soggetti glaucomatosi dopo l'instillazione di betaxololo cloridrato 0,5%. Il rilevamento è stato condotto con l'O.C.V.M. sec. Langham (Digilab).

Non si sono evidenziate differenze statisticamente significative nei rilevamenti tra 3 ore dalla prima instillazione e 15 giorni di terapia in condizioni di costanza della pressione intraoculare, della pressione sistemica e della frequenza cardiaca.

Gli AA. ipotizzano una costanza di influenza del farmaco ß1-selettivo sul flusso coroideale pulsatile per il valore riscontrato a medio termine (15 gg.) rispetto a quello riscontrato a breve termine (3 ore) ed interpretano i dati anche in base ai risultati ottenuti con altri farmaci ß-bloccanti: befunololo 0,5% e carteololo 2%.



189 - Valutazione del flusso coroideale pulsatile di base ed in condizioni di ipertono acuto indotto in soggetti affetti da retinite pigmentosa ed in terapia con un farmaco 1-litico (Dapiprazolo 0,5%)

Gli Autori hanno valutato in un gruppo di pazienti affetti da retinite pigmentosa (R.P.) il flusso coroideale pulsatile (Fp) di base che è risultato ridotto(415.68±175.21 µl/min) rispetto a soggetti normali di pari età e sesso.

Hanno quindi rilevato gli effetti su questo parametro del dapiprazolo, collirio con proprietà 1-litica.

Il farmaco veniva instillato a medio termine (30 gg.) alla concentrazione dello 0,5% tre volte al giorno.

E' stato ottenuto un incremento significativo del flusso coroideale pulsatile.

Successivamente, in stato di ipertono acuto indotto mediante coppetta di suzione, i risultati ottenuti hanno messo in evidenza un decremento del flusso coroideale pulsatile di uguale entità sia in condizioni di base che dopo dapiprazolo.

Gli AA. concludono che l'incremento del flusso coroideale pulsatile, almeno teoricamente, va considerato come un primo risultato per l'ulteriore utilizzo del dapiprazolo in questa patologia e come l'ipertono acuto indotto, almeno con i valori pressori da noi effettuati, annullerebbe l'effetto vasoattivo del farmaco per la contropressione meccanica esercitata.



190 - Cataratta da corticosteroidi - Possibili meccanismi eziopatogenetici

Gli Autori hanno esaminato le varie ipotesi eziopatogenetiche descritte in letteratura sull'insorgenza della cataratta sottocapsulare posteriore in seguito a trattamento corticosteroideo, sia sistemico che topico, e ciò al fine di valutare una possibile prevenzione, visto l'ampio uso di questi farmaci nel trattamento di molte patologie sia oculari che generali. In effetti, gli AA. hanno osservato che molte sono le opinioni oggi proposte per l'insorgenza di detta cataratta, per cui sono necessari ulteriori studi per meglio capire il fenomeno e quindi prevenirlo.



191 - Fattore luminoso di trasmissione di lenti per miopia elevata

Gli Autori hanno preso in considerazione il fattore luminoso di trasmissione di lenti oftalmiche per elevata miopia che non risulta essere di rilevanza clinica per le comuni lenti in uso non trattate che trattate superficialmente.



192-Beta-bloccanti nel trattamento dell'ipertensione oculare dopo test delle palpebre chiuse

Gli AA., allo scopo di meglio antagonizzare la risposta ipertensiva dopo test delle palpebre chiuse (TPC), hanno valutato l'efficacia di alcuni beta- bloccanti in commercio (levobunololo 0,5%, timololo 0,5%, betaxololo 0,5%, carteololo 1%).

I risultati hanno dimostrato come il levobunololo 0,5% ed in minor misura anche gli altri beta-bloccanti valutati siano in grado di ridurre la risposta ipertensiva dopo TPC e questo dato, a parere degli AA, può essere ricondotto non ad un peculiare meccanismo di beta-blocco ma alle specifiche caratteristiche delle molecole con una azione a livello degli elementi cellulari delle vie di deflusso.



193 - Influenza di un farmaco ß-bloccante dotato di I.S.A. sul polso oculare di soggettio glaucomatosi

Gli Autori hanno studiato il comportamento del polso oculare in pazienti affetti da glaucoma cronico ad angolo aperto dopo somministrazione di carteololo cloridrato 2%. Sono stati valutati i dati di quei pazienti che non avevano mostrato modificazione di pressione arteriosa sistemica, frequenza cardiaca e pressione intraoculare.

I valori del polso oculare, rilevati con l'O.C.V.M. sec. Langham, non si erano modificati tra 3 ore, 15 e 30 giorni.

Gli AA. interpretano questa condizione vascolare coroideale e formulano delle ipotesi fisiopatologiche per interpretarne il meccanismo.



194 - Nuove acquisizioni sulla patogenesi delle proliferazioni vitreoretiniche e trattamento farmacologico

Gli Autori, sulla base delle conoscenze riportate in letteratura, espongono le linee di ricerca attuali per la conoscenza della genesi delle proliferazioni vitreo-retiniche e per la possibilità di un approccio farmacologico complementare a quello chirurgico classico.

Gli Autori concludono che pur avendo a disposizione categorie di farmaci, ogni sforzo terapeutico dovrà essere volto alla prevenzione della loro formazione ed in questo senso acquistano particolare rilievo i farmaci utili per l'integrità della barriera emato-retinica quali gli antocianosidi del mirtillo.



195 - Studio mediante spettroscopia P-31 ed H-1 dell'effetto di farmaci antiglaucoma sul metabolismo del cristallino di coniglio

Nel presente studio è stato valutato mediante spettroscopia P-31 e H-1 RMN, l'effetto metabolico di farmaci antiglaucoma nei cristallini di conigli. pilocarpina e due farmaci con attivityà ß-bloccante, quali timololo 0,5% e befunololo 0,5% sono stati utilizzati per il trattamento mediante instillazione a lungo termine.

I risultati hanno messo in evidenza un aumento del flusso glicolitico nei cristallini trattati con ß- bloccanti, in particolare befunololo ma non con pilocarpina.



196 - Retinite Pigmentosa e glaucoma: Momento causale o correlazione statisticamente positiva?

Gli Autori presentano due casi di R.P. associata a glaucoma. Essi colgono l'occasione per una disamina degli altri casi descritti in letteratura e delle possibili connessioni etiologiche tra le due malattie proposte da diversi Autori.

Gli Autori ritengono che l'analisi dei rapporti intercorrenti tra R.P. e glaucoma non può prescindere dalla disamina dello stato idrodinamico dei soggetti.



197 -Assorbimento dei farmaci topici dopo cheratotomia. Possibilità di valutazione del loro effetto mediante RMN a bassa risoluzione

Gli Autori illustrano importanti aspetti della strategia farmacologica dopo cheratotomia sulla base delle nuove prospettive della ricerca farmacologica e delle modificate condizioni strutturali della cornea. Da questo punto di vista vengono considerate la idroliposubilità del farmaco, la variazione del dosaggio della preparazione standard in base alla sua concentrazione ed al volume, un controllo del pH lacrimale in base al pK della sostanza utilizzata, le varie modalità di somministrazione ed infine il ricorso ad associazioni farmacologiche al fine di limitarne gli effetti collaterali e potenziarne l'azione. Viene infine valutata la possibilità dello studio del loro effetto mediante la RMN a bassa risoluzione.



198 - Comportamento dell'idrodinamica oculare in pazienti affetti da Retinite Pigmentosa sottoposti al test delle palpebre chiuse

Gli Autori hanno sottoposto un gruppo di soggetti affetti da Retinite Pigmentosa al test delle palpebre chiuse, esame che permetterebbe di valutare la funzionalità trabecolare.

I risultati hanno evidenziato nei soggetti con retinite pigmentosa un incremento volumetrico significativamente più basso rispetto a quello riscontrato in soggetti sani, con tono endoculare "borderline"e con glaucoma primario ad angolo aperto.

Tale comportamento, secondo gli Autori, potrebbe considerarsi secondario ad una ridotta produzione di umor acqueo e/o far ipotizzare un deflusso trabecolare aumentato.



199 - Studio della pressione oculare dopo instillazione protratta di ß-bloccanti

Gli Autori hanno studiato l'andamento della pressione intraoculare in pazienti glaucomatosi trattati con ß-bloccanti non selettivi: levobunololo cloridrato e timololo maleato, in varie concentrazioni ed anche associandoli.

La pressione intraoculare durante la terapia associata (levobunololo cloridrato 0,25% e timololo maleato 0,25% in somministrazione quadriquotidiana bimodale) si è ridotta in modo statisticamente significativa dalla 3ª-5ª ora in poi rispetto a quanto osservato durante la terapia farmacologica quadriquotidiana bimodale con timololo maleato 0,25% e levobunololo cloridrato 0,25% che peraltro non ha fornito risultati statisticamente diversi, se non ai limiti della significatività alla 5ª ora della curva tonometrica.

Il trattamento monofarmacologico 0,25% quadriquotidiano bimodale ha fornito inoltre risultati tonometrici sempre significativamente più bassi rispetto al trattamento con lo stesso farmaco allo 0,50% instillato biquotidianamente.



200 - Cinetica dell'umor acqueo a pressione non costante valutata con il test dell'ipobarismo orbitario in soggetti normali

Gli AA., avendo riscontrato come il fenomeno ipertensivo oculare successivo alla sospensione del test dell'ipobarismo orbitario sia principalmente correlabile ad una produzione di umor acqueo (U.A.), hanno proposto questa tecnica per valutare clinicamente il flusso sotto stress a pressione non costante, cioè in condizioni di decremento della pressione oculare ed in assenza di influenza delle vie di deflusso pressione dipendenti.

I risultati ottenuti non hanno messo in evidenza variazioni significative di produzione di U.A. in µl/min nelle varie frazioni di tempo per lo stesso valore di ipobarismo mentre hanno fatto osservare che per valori costanti di tempo la produzione di U.A. µl/min aumenta in modo non lineare in funzione del decremento pressorio.



201 - Metodi analitici per lo studio dei depositi sulle lenti a contatto

Gli Autori valutano e confrontano le diverse tecniche di studio dei depositi sulle lenti a contatto, distinguendo le metodiche di analisi in qualitative e quantitative, ambulatoriali e di laboratorio. Le metodiche di esame ambulatoriali prese in considerazione sono: esame con lampada a fessura, di idrofobicità, con lente di ingrandimento 7x e con intensa sorgente luminosa, con microscopio speculare, stereomicroscopia, macrostereomicroscopia e microscopia ottica. Le metodiche di laboratorio descritte sono: istologiche ed istochimiche, microscopia ad immunofluorescenza, microscopia a contrasto di fase ed interferenziale, microscopia a luce polarizzata, microscopia elettronica a scansione ed a trasmissione, microanalisi con microsonda elettronica a raggi X, elettroforesi, metodi biologici, ELISA, metodica radioimmunologica (RIA), spettrofotometria, spettroscopia a raggi infrarossi tradizionale ed a trasformata di Fourier, spettroscopia Raman-Laser, spettroscopia ad assorbimento atomico o di emissione, diffrazione a raggi x e cristallografia, cromatografia su strato sottile, gascromatografia, cromatografia liquida ad alta pressione, analisi degli aminoacidi, scansione elettronica per analisi chimica, termogravimetria ed analisi calorimetrica differenziale, risonanza magnetica nucleare (RMN) e procedimento di analisi simultanea. Gli AA. concludono che assume un particolare rilievo la possibilità di individuare con queste metodiche la presenza e la composizione dei depositi al fine di selezionare quei polimeri più adatti alla contattologia e valutare la possibile causa di rifiuto di una lente a contatto da parte del portatore.



202 - Ruolo dello "stress ossidativo" da radicali liberi dell'ossigeno nell'incremento tonometrico da "Test delle palpebre chiuse"

L'Autore, al fine di valutare il ruolo dello "stess ossidativo" da radicali liberi dell'ossigeno nell'incremento tonometrico da "Test delle palpebre chiuse" (TPC) ha utilizzato una sostanza, l'allopurinolo, che agisce quale scavenger di radicali liberi in virtù della sua azione bloccante la xantina- ossidasi che verrebbe ad essere presente nei tessuti in condizioni di ipossia.

I risultati ottenuti hanno messo in evidenza come la somministrazione di allopurinolo riduca significativamente l'ipertono da TPC e cioè in condizioni di stress termico e quindi viene ad essere avvalorata l'importanza dei radicali liberi dell'ossigeno in questo evento.

Inoltre, si ipotizza che l'incremento tonometrico riscontrato dopo il test sarebbe rapportabile ad un ostacolato deflusso a livello del trabecolato per la ridotta presenza di scavengers.



203-Effetto dell'indometacina collirio sull'ipertono da "Test delle palpebre chiuse"

L'Autore, al fine di valutare il ruolo dello stress ossidativo-termico nell'incremento tonometrico da "Test delle palpebre chiuse", ha utilizzato una sostanza, l'indometacina 1% collirio, che agisce fra l'altro sulla liberazione dei radicali liberi da parte delle cellule attivate.

I risultati ottenuti hanno messo in evidenza che l'instillazione del farmaco riduce significativamente l'ipertono da TPC e quindi viene ad essere avvalorata l'importanza dei radicali liberi dell'ossigeno in questo evento.



204 - Comportamento dell'idrodinamica oculare valutato con il test dell'ipobarismo orbitario previa instillazione di un collirio a base di epinefrina borato 1%

Gli AA. hanno sottoposto un gruppo di soggetti al Test dell'Ipobarismo Orbitario (TIO) eseguito monocularmente dopo singola instillazione di un collirio a base di epinefrina borato 1% in entrambi gli occhi.

Tale test valuta la produzione di umor acqueo (UA) in condizioni di stress ed in assenza di influenza delle vie di deflusso pressione dipendenti.

E' stata eseguita anche una curva tonometrica dopo instillazione del farmaco in entrambi gli occhi.

I risultati ottenuti hanno messo in evidenza come mentre il tono oculare raggiunge il massimo decremento dopo un'ora dall'instillazione di epinefrina borato 1%, rimanendo poi stabile per le prime ore, la massima riduzione di produzione si riscontra anch'essa alla 1ª ora mentre incrementi significativamente non diversi rispetto alla base si riscontrano dalla terza ora.

Gli AA., per spiegare il fatto che mentre il tono resta costante la produzione sotto stress aumenta, ipotizzano che vi sia una lenta perdita di efficacia del farmaco non ancora valutabile nelle condizioni di stato per cui, per un migliore controllo del mantenimento dell'effetto tonometrico, prospettano l'impiego di una sua più ridotta concentrazione e più frequente instillazione al fine di ridurre anche gli effetti collaterali sistemici.



205 - Nuova metodica per valutare l'effetto idrodinamico di un collirio nell'occhio consensule

Gli AA. hanno sottoposto un gruppo di soggetti al Test dell'Ipobarismo Orbitario (TIO) in entrambi gli occhi dopo instillazione di un collirio a base di epinefrina borato 1% in un solo occhio.

Tale test valuta la produzione di umor acqueo (UA) in condizioni di stress ed in assenza di influenza delle vie di deflusso pressione dipendenti.

I risultati ottenuti supportano l’ipotesi che il farmaco non raggiunga valori idrodinamicamente utili ad una riduzione di produzione nell’occhio consensuale ed inoltre che l’ipertono paradosso dopo 5’ in entrambi gli occhi sia da rapportare ad eventi extrabulbari.



206 - Radicali liberi, scavengers ed antiossidanti nella fisiopatologia oculare

Gli Autori espongono il ruolo dei radicali liberi e dei processi ossidanti nella patologia oculare considerando i meccanismi biologici fisiologici di difesa tessutale ed auspicano una strategia farmacologica che protegga le strutture cellulari dagli agenti ossidanti.





207 - Prevenzione con Bendazac-lisina dei danni oculari indotti da radiazioni non ionizzanti ad alta energia

Nel presente lavoro gli Autori si sono proposti di valutare se la somministrazione orale o topica del Bendazac-lisina, sostanza ad azione antidenaturante, sia un mezzo farmacologico atto a prevenire le opacizzazioni lenticolari e, se possibile, le lesioni retiniche causate da radiazioni ad alta energia nella considerazione degli intimi meccanismi che causano il danno molecolare, dipendente dagli UV e dalla luce blu, sulle strutture oculari.



208 - P31, H-1 and C-13 NMR studies on the rabbit cataract induced by topical treatment with dexamethasone

Negli ultimi anni la spettroscopia RMN è stata utilizzata per studiare i meccanismi biochimici molecolari coinvolti nell'induzione della cataratta.

In particolare questi studi utilizzano modelli animali per spiegare i meccanismi molecolari coinvolti nella produzione della cataratta diabetica. Inoltre è stata osservata una cataratta sottocapsulare posteriore nei pazienti sottoposti a trattamento cronico con corticosteroidi.

Noi abbiamo sviluppato un modello sperimentale per indurre una cataratta nel coniglio utilizzando un trattamento topico con desametasone. La spettroscopia H-1, P-31 e C-13 ha mostrato che le variazioni metaboliche nei cristallini di conigli trattati per 15 e 30 giorni erano simili alle variazioni osservate precedentemente nella cataratta diabetica. I livelli di glucosio plasmatico negli animali trattati erano cambiati rispetto ai controlli.

Sono inoltre discussi il meccanismo di azione del desametasone sul cristallino e l'utilizzo del modello sperimentale presentato per studiare i farmaci anti- cataratta.



209 - Characteristic biochemical alterations induced in rabbit lens by topical short-term administration of dexamethasone

La cataratta è una effetto collaterale ben conosciuto della somministrazione sia sistemica che topica dei glicocorticoidi; attualmente non è chiaro quale sia l'alterazione biochimica responsabile di questo effetto. L'obiettivo di questo studio è stato quello di studiare se un trattamento a breve termine con desametasone (Dx) per via topica conducesse a delle alterazioni biochimiche caratteristiche del cristallino, dell'umor acqueo e del vitreo. I risultati hanno messo in evidenza dopo un trattamento a breve termine (da 1 a 4 settimane) con Dx topico che la spettroscopia NMR rilevava un apprezzabile incremento del Sorbitolo (S), del sorbitolo-3-fosfato (S-3-P) e del fruttosio-3-fosfato (F-3-P) nell'estratto acquoso dei cristallini degli occhi trattati.

I livelli del S del S-3-P e del F-3-P aumentavano in rapporto alla durata del trattamento. I livelli del glucosio aumentavano nell’umor acqueo e nel vitreo mentre quelli dell'acido ascorbico nell'umor acqueo e nel vitreo erano ridotti rispetto a quelli degli occhi non trattati.

Poichè un incremento del S, S-3-P e del F-3-P è caratteristico nei cristallini catarattosi dei conigli diabetici è possibile che la cataratta diabetica e quella indotta da glicocorticoidi abbiano una simile via biochimica.



210 - Ruolo degli oligoelementi nel film lacrimale di soggetti sani

Gli Autori, dopo aver illustrato la chimica ed il ruolo biologico di 18 elementi inorganici, hanno studiato la loro presenza nel film lacrimale di soggetti sani.

Le concentrazioni riscontrate nel film lacrimale sono state paragonate con quelle presenti nel siero.



211 - Estetica e funzionalità visiva: binomio attuale

I notevoli cambiamenti di vita intercorsi in questi ultimi anni hanno reso sempre più importante possedere una buona funzionalità visiva con un ottimale stato estetico. Ciò risulterà essere ancora più rilevante negli anni futuri.

Per un corretto trattamento dei vizi refrattivi l'occhiale, specie in alcune condizioni patologiche come l'afachia e la miopia elevata, non dà un risultato funzionale ed estetico valido il che è invece possibile utilizzando: lenti a contatto, lenti intraoculari oppure ricorrendo alla chirurgia refrattiva.

Gli Autori discutono i vantaggi e gli svantaggi dei vari sistemi concludendo che estetica e funzionalità visiva sono oggi un binomio attuale ed in rapida evoluzione.



212 - Papillary conjunctivitis and calcific corneal degeneration

Vengono riportati due casi di congiuntivite papillare indotta presumibilmente dagli esiti di una cheratopatia calcarea, con completa risoluzione sia dei sintomi soggettivi che dell'ipertrofia papillare, dopo utilizzo di lenti a contatto morbide-idrogel del tipo monouso (Etafilcon A) per un periodo prolungato di sette giorni.



213 - Esperienza clinica con un tipo di lenti a contatto ibride

Lenti di concezione relativamente recente, rigide nella porzione centrale e morbide nella porzione periferica, sono state applicate a un gruppo di 84 soggetti, già portatori di lenti rigide, di cui 72 affetti da cheratocono bilaterale di vario grado. La sintomatologia soggettiva presente con le lenti rigide è stata completamente risolta con l'uso di tali lenti ibride. Le difficoltà incontrate sono state soprattutto di ordine pratico e limitate alla tendenza alla rottura della lente nel punto di transizione tra la parte rigida e quella morbida e una certa difficoltà di rimozione della lente dall'occhio. Quest'ultimo problema è stato in larga parte risolto con l'esecuzione di un microforo nella parte periferica della lente rigida.



214 - Danno fotochimico delle strutture corneo-congiuntivali da radiazioni ultraviolette

Nel presente lavoro sono valutati la lunghezza d'onda ed i diversi valori di energia luminosa implicati nella produzione del danno fotochimico delle strutture corneo-congiuntivali e vengono esposte le modifiche istologiche e metaboliche che ne derivano. L'esposizione cronica in ambienti ad alta densità di radiazioni ultraviolette è stata messa in relazione con l'insorgenza di pterygium, pinguecola, cheratite a bandelletta e tumori maligni corneali e per questi motivi deve essere consigliata ad individui dediti a particolari attività lavorative o ricreazionali una prudente esposizione o misure protettive: cappello con visiera ed occhiali UV filtranti.



215 - Dinamica dell'umor acqueo sotto stress dopo instillazione di timololo maleato

Gli AA. hanno sottoposto un gruppo di soggetti al Test dell'Ipobarismo Orbitario (TIO) dopo instillazione di un collirio beta-bloccante (timololo maleato 0,5%). Tale test valuta la produzione di umor acqueo (UA) in condizioni di stress ed in assenza di influenza delle vie di deflusso pressione dipendenti.

I risultati ottenuti, nelle condizioni sperimentali testate (-50 mmHg x 8'), evidenziano come il farmaco già nei primi minuti agisca riducendo sensibilmente la produzione di UA mentre la pressione oculare non risulta ancora ridotta.

Gli AA. ipotizzano che l'ipotono avvenga per una riduzione della secrezione attiva che per altro avverrebbe indirettamente.



216 - Effetti dell'instillazione di propranololo sulla dinamica dell'umor acqueo in condizioni di provocazione

Gli AA. hanno sottoposto un gruppo di soggetti al Test dell'Ipobarismo Orbitario (TIO) dopo instillazione di un collirio beta-bloccante (propranololo 1%). Tale test valuta la produzione di umor acqueo (UA) in condizioni di stress ed in assenza di influenza delle vie di deflusso pressione dipendenti.

I risultati ottenuti, nelle condizioni sperimentali testate (-50 mmHg x 8'), supportano l'ipotesi che il farmaco già nei primi minuti e quando la pressione oculare non risulta modificata riduce statisticamente la produzione di UA.

Inoltre, dopo due ore dall'instillazione del propranololo, quando significativa risulta la riduzione della pressione oculare nella curva tonometrica, la produzione sotto stress ritorna ad essere quella iniziale.

Gli AA. prospettano ulteriori studi, anche in condizioni di non provocazione, al fine di un ottimale controllo della produzione di UA nei soggetti glaucomatosi.



217 - Effetti dell'isoproterenolo sulla produzione dell'umor acqueo sotto stress

Gli AA. hanno sottoposto due gruppi di soggetti omogenei dopo instillazione (5' ed 1h prima del test) di un collirio beta-stimolante: isoproterenolo solfato 4%, al Test dell'Ipobarismo Orbitario (TIO). Tale test valuta la produzione di umor acqueo (UA) in condizioni di stress ed in assenza di influenza delle vie di deflusso pressione dipendenti.

I risultati ottenuti hanno messo in evidenza, nella prima ora dall'instillazione, un'azione bifasica: prima una riduzione di produzione quindi un suo incremento mentre il tono oculare di base risultava non variare.

Resta indubbio che il fenomeno sia secondario ad una risposta vascolare locale con conseguenti turbe idrodinamiche. Successive ricerche sono necessarie al fine di meglio comprendere il meccanismo di azione di questi farmaci ß-stimolanti.



218 - Ruolo di sostanze antiossidanti, vitamina A, E, C, sull'ipertono da "Test delle palpebre chiuse"

Gli Autori ipotizzano che l'ipertono da "Test delle palpebre chiuse" (TPC) sia da correlare ad uno stato di alterato bilanciamento tra richieste ed offerte metaboliche con stess ossidativo.

I radicali liberi prodotti durante il test sarebbero causa, in rapporto alla resistenza all'autossidazione, di ostacolato deflusso trabecolare anche se è possibile un'aumentata produzione di umor acqueo.

Si è voluta confermare tale ipotesi somministrando separatamente, per via sistemica e per sette giorni consecutivi prima del test, ad intervallo di una settimana, sostanze antiossidanti quali vitamine A, E, C.

I risultati ottenuti portano a considerare che tali sostanze, ed in specie il retinolo, almeno per le posologie usate, possono ridurre l'ipertono da TPC.

Si intravede così l'importanza dello stato di autossidazione delle strutture del segmento anteriore oculare ed il ruolo centrale che potrebbe assumere il sistema adenosinico in un momento complesso di interventi in quelle occasioni in cui cellule e tessuti si trovano a dover fronteggiare un elevato dispendio energetico allo scopo di mantenere e ripristinare un adeguato bilanciamento tra richieste ed offerte metaboliche così come durante il TPC.



219 - Effetti biologici delle radiazioni ultraviolette sul cristallino

Durante gli ultimi venti anni le radiazioni sono state identificate come un importante fattore implicato nel determinismo di opacità lenticolari. Infatti, sono state accumulate numerose prove che coinvolgono gli UV nella formazione di aggregati proteici nel cristallino, nella generazione di composti fluorescenti, nella pigmentazione nucleare, nella inibizione di attività enzimatiche e nell'alterazione della permeabilità di membrana. Gli Autori hanno ricercato nel processo d'invecchiamento del cristallino ed in determinati tipi di cataratta senile l'importanza di un'esposizione cronica a radiazioni UV.



220 - Prevenzione delle patologie oculari da radiazioni a brevi lunghezze d'onda mediante l'instillazione di composti chinolinici

L'instillazione di colliri contenenti sostanze con azione di filtro nei confronti degli UV e della luce blu viene presa in considerazione dagli Autori come un utile mezzo nella prevenzione di patologie oculari adesse collegate. In particolari attività tale mezzo può permettere di superare difficoltà legate all'uso degli occhiali e del cappello con visiera ma d'altra parte necessita di una instillazione di una goccia ogni due- tre ore il che può limitarne l'accettazione per usi prolungati.



221 - Test di reversibilità e controllo dell'evoluzione dei difetti perimetrici da glaucoma cronico semplice mediante trattamento a breve termine con monosialo- ganglioside GM1 (Sygen)

Gli AA. hanno valutato gli effetti sull'evoluzione dei difetti perimetrici da glaucoma ad angolo aperto del monosialoganglioside GM1 (Sygen) con trattamento a breve termine.

Il suo razionale impiego viene giustificato in una limitazione della neurotossicità da neurotrasmettitori eccitatori (EAA) per inibizione della traslocazione permanente della proteinkinasi C (PKC).

La significativa reversibilità di parte del danno perimetrico ottenuta dopo questo trattamento tenderebbe ad avvalorare l'ipotesi che in tale patologia oculare vi possa essere una traslocazione permanente della PCK nelle fibre neuronali per cui il monosialoganglioside GM1, inibendo quest'ultimo evento, risulterebbe utile per "controllare" l'evoluzione del danno perimetrico che come "test di reversibilità".

D'altra parte, la regressione ottenuta dopo sospensione della terapia prospetta il suo utilizzo per cicli più lunghi anche per un "ottimale potenziamento della neuroplasticità", con riattivazione di circuiti latenti e cioè potenziando gli effetti trofici del Nerve Growht Factor in quanto agendo esclusivamente a valle della stimolazione dei recettori degli EAA e non bloccandoli non danneggia funzioni fisiologiche incluse le risposte plastiche necessarie alla riparazione.



222 - Processi di disidratazione di lenti a contatto idrogel mediante RMN a bassa risoluzione

Gli idrossi derivati del metacrilato costituiscono una categoria di idrogel largamente impiegati come materiali biocompatibili in particolare per le lenti a contatto. Allo scopo di caratterizzare gli stati fisici dell'acqua che vengono a dipendere dall'interazione con la matrice polimerica, gli eventuali fenomeni di scambio, la cinetica ed i meccanismi del processo di disidratazione, in funzione della differente natura della matrice polimerica, sono stati studiati quattro differenti tipi di idrogel mediante tempi di rilassamento protonici T2 RMN a bassa risoluzione. Ciò è stato effettuato dopo uguale asciugamento, per eliminare l'acqua di superficie, ed a temperatura costante di 35°C. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza che i meccanismi dei processi di disidratazione non sono strettamente correlabili né con il valore nominale del contenuto di acqua (38.6,45,58,78%), né con gli stati fisici (libera o legata) dell'acqua stessa per cui si ipotizza che la cinetica di disidratazione degli idrogel dipenda dalle caratteristiche strutturali della matrice polimerica.



223 - Ruolo del processo di disidratazione in lenti a contatto “Monouso” e qualità della visione. Studio mediante Risonanza Magnetica Nucleare

La conoscenza nel tempo dello stato di idratazione di una lente a contatto in idrogel rappresenta un fattore di estrema rilevanza clinica influenzando, in ultima analisi, la qualità della visione. In tale ambito una grande importanza assume lo studio del processo di disidratazione eseguito su lenti “monouso”. Tale processo è stato a tutt’oggi prevalentemente considerato mediante le tecniche gravimetriche. Le Risonanze Magnetiche Nucleari (RMN) sono in grado di fornire invece informazioni non solo sul contenuto in acqua, ma anche sui tipi di acqua (libera e legata) presenti e sui meccanismi dei corrispondenti processi. Recenti studi condotti dagli Autori hanno infatti messo in evidenza il preminente ruolo giocato dei differenti tipi di acqua nel processo di disidratazione rispetto al contenuto di acqua. Nel presente lavoro mediante RMN sono stati analizzati i processi di disidratazione di tre lenti monouso di Case diverse. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza il ruolo rappresentato dall’acqua legata nella struttura del polimero e conseguentemente nella qualità del prodotto.



224 - Somministrazione topica di glucocorticoidi ed alterazioni biochimiche indotte nel cristallino. Relazione con lo sviluppo della cataratta

Sono stati studiati gli effetti biochimici e metabolici, a livello oculare e sistemico, della somministrazione oculare topica di due glucocorticoidi, il desametasone (Dx) ed il clobetasone butirrato (Cb), al fine di individuare le alterazioni responsabili della formazione della cataratta indotta da steroidi. Le alterazioni biochimiche indotte nel cristallino sono state studiate mediante spettroscopia RMN. I risultati indicano che Dx, ma non Cb, provoca, a livello del cristallino alterazioni del metabolismo glicidico e delle membrane, modificazioni assai simili a quelle riscontrate in animali diabetici e nella cataratta da zuccheri. Queste modificazioni sembrano quindi essere attribuibili ad un aumento dei livelli di glucosio. E’ d’altronde possibile il coinvolgimento di un meccanismo di tipo ossidativo, come suggerito dalla drastica diminuzione dei livelli di acido ascorbico. E’ infine possibile che vi sia una precoce alterazione della funzionalità della Na-K,ATPasi epiteliale del cristallino. Gli effetti oculari sembrano comunque essere secondari a fenomeni sistemici.



225 - Iridotomia periferica con laser Nd:YLF (1053 nm): nostra esperienza

Gli Autori hanno verificato l’efficacia della iridotomia con laser Nd:YLF a picosecondi nel glaucoma primario acuto. Sono stati sottoposti ad iridotomia laser 15 occhi di altrettanti pazienti durante le 12 ore successive alla diagnosi. Non è stata impiegata alcuna terapia locale ipotonizzante pre e nell’immediato post-operatorio. In 8 pazienti, risultati positivi a distanza di un mese dal trattamento al test della camera buia, è stata eseguita anche una iridotomia nell’occhio adelfo. Alla fine del follow-up di 4 mesi si è osservato un buon compenso tonometrico in oltre il 90% dei casi trattati. L’iridotomia praticata con il Nd: YLF presenta margini regolari e ridotto danno perilesionale. L’energia totale accumulata è più elevata rispetto a quella del Nd: YAG laser, tuttavia la bassissima quantità di energia liberata da ogni singolo impulso risulta meno lesiva per il tessuto.



226 - Danno fotochimico sulla retina da radiazioni ultraviolette

Gli Autori hanno intrapreso la loro ricerca per stabilire se l'esposizione acuta o cronica a radiazioni nello spettro dell'ultravioletto prossimo durante attività all'aperto o in occasione di intensa illuminazione artificiale (microscopio operatorio) può causare sulla retina umana un danno paragonabile a quello che si verifica in condizioni sperimentali di notevole irraggiamento.



227 - Suscettibilità retinica al danno da luce blu

Lo spettro d'azione del danno retinico fotochimico comprende non solo l'ultravioletto prossimo (300-400 nm) ma anche la luce blu (400-500 nm) ed i dati istologici mostrano come i due tipi di lesioni abbiano caratteristiche differenti così come viene discusso in dettaglio. Infatti ci sono diverse molecole nei coni, nei bastoncelli e nell'epitelio pigmentato retinico capaci di assorbire fotoni ad alta energia, di trasmettere il loro stato di eccitazione ad altri costituenti del tessuto retinico e di causare danni irreversibili.



228 - Rilievo epidemiologico della pressione endoculare in un gruppo di pazienti affetti da retinite pigmentosa

E' stato preso in esame un gruppo di 159 pazienti affetti da retinite pigmentosa (RP) afferenti al Centro per le Patologie Retiniche Eredofamiliari al fine di valutare la possibile presenza di valori della pressione endoculare (IOP) diversi da quanto riscontrato in una popolazione di soggetti sani e privi di patologie oculari. La valutazione della IOP è stata effettuata sia sul gruppo nel suo comlesso che in otto sottogruppi, sei dei quali distinti in base all'aspetto oftalmoscopico dl fondo oculare e due costituiti da pazienti affetti da forme sindromiche di RP (S. di Usher e Laurence-Moon-Bardet-Biedl).

I risultati di questo studio consentono di escludere la possibile associazione dell'ipertensione endoculare con questa affezione retinica, sia con la malattia considerata nel suo complesso sia in rapporto ai diversi quadri identificabili sulla base dei riscontri oftalmoscopici. Appare peraltro indispensabile verificare attentamente l'effettiva presenza di un ipertono prima di sottoporre pazienti affetti da RP a trattamenti antiglaucomatosi, data l'azione vasocostrittrice che molti di questi farmaci esplicano a carico del circolo coroideale.



229 - Sul fattore luminoso di trasmissione di ausili visivi di soggetti affetti da Retinite Pigmentosa

Gli Autori, dopo una valutazione degli ausili in uso per la riabilitazione visiva in soggetti affetti da retinite pigmentosa (RP): mezzi ottici ingrandenti (sistemi telescopici per lontano ed ausili per vicino), mezzi per l'espansione del campo visivo (telescopi inversi, prismi) ed intensificatori di brillanza, valutano l'importanza del fattore luminoso di trasmissione degli ausili ottici in uso per lontano e vicino.

In conclusione gli AA. pur non potendo valutare quantitativamente questo fattore considerano come esso sia di primaria importanza nella scelta dell'ausilio ingrandente per il fatto che il soggetto affetto da RP desidera una massima luminosità per una miglior "performance" visiva.



230 - Sclerostomia "ab esterno" mediante Ho-YAG laser pulsato nel glaucoma primario ad angolo aperto. Risultati preliminari

Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da un notevole impulso alla ricerca di metodiche di trattamento del glaucoma primario ad angolo aperto mediante radiazione laser in alternativa alla chirurgia filtrante tradizionale. D'altra parte, la scarsa stabilità nel tempo dei risultati ottenuti con le tecniche di trabeculoplastica Argon e Nd:YAG laser e la costante evoluzione della tecnologia hanno riportato in auge le tecniche di sclerostomia, aggiornate mediante l'utilizzo di diverse sorgenti di radiazione laser.

Gli Autori presentano i risultati preliminari della loro esperienza relativa al trattamento del glaucoma primario ad angolo aperto mediante sclerostomia "ab esterno" eseguita con Ho-YAG laser pulsato e monitoraggio post-operatorio dei valori tonometrici sino a 4 mesi.



231 - Ipobarismo orbitario: Test per valutare la cinetica dell'umor acqueo a pressione non costante

Reputando interessante l'impiego clinico di un test per la valutazione della cinetica dell'umor acqueo (U.A.) in condizioni di provocazione in assenza di influenza delle vie di deflusso pressione dipendenti gli AA. si sono proposti di utilizzare il Test dell'Ipobarismo Orbitario (TIO).

Per un riscontro che il fenomeno ipertensivo alla sospensione dell'ipobarismo fosse principalmente correlabile ad una produzione di UA e non ad una congestione corio-retinica, si sono avvalsi di un inibitore dell'anidrasi carbonica (diclorfenamide, 50 mg) che come noto agirebbe riducendo la produzione di UA per uno scambio Na+H+ a livello delle cellule chiare dell'epitelio ciliare.

I risultati ottenuti avvalorano l'ipotesi che l'ipertono dopo TIO può essere proposto per valutare la produzione di U.A. in condizioni di stress con esclusione delle vie di deflusso pressione dipendenti a pressione non costante e cioè in condizioni di decremento della pressione oculare.



232 - Effetti della iridoclasia con Nd-YAG laser e dell'argon laser trabeculoplastica nella profilassi dell'ipertono da "Test delle palpebre chiuse"

Non è ancora ben nota la causa dell'incremento pressorio dopo il Test delle Palpebre Chiuse (TPC). Gli AA, allo scopo di valutare questa problematica, hanno sottoposto un gruppo di soggetti con angolo stretto ad iridoclasia con Nd-YAG laser e quindi ad Argon laser trabeculoplastica (ALT) mentre un ulteriore gruppo con angolo aperto solo ad ALT. Il TPC veniva ripetuto prima e dopo ogni trattamento laser.

I risultati ottenuti dopo iridoclasia con Nd-YAG laser non hanno messo in evidenza alcuna variazione tonometrica né di base né dopo il test di provocazione mentre dopo ALT in ambedue i gruppi si è ottenuto sia una riduzione significativa del tono oculare basale che dopo TPC con valori statisticamente superiori in quest'ultimo caso.

Gli AA concludono che l'incremento tonometrico riscontrato dopo il test di provocazione non sarebbe rapportabile ad un blocco pupillare per cui il trattamento con Nd-YAG laser non risulterebbe utile mentre l'ALT costituirebbe un sicuro indirizzo terapeutico in quanto i valori di incremento rientrerebbero nella normalità almeno per i tempi esaminati (3-4 settimane).



233 - Apparato lacrimale

In questo capitolo, del libro di "Oftalmologia" di M.G. Bucci, viene descritta l'anatomia, la fisiologia, la semeiotica, le metodiche cliniche di indagine e la patologia dell'apparato lacrimale e cioè delle ghiandole lacrimali, che provvedono alla secrezione delle lacrime e delle vie lacrimali che sono deputate alla escrezione del liquido lacrimale.



234 - Film lacrimale

In questo capitolo, del libro di "Oftalmologia" di M.G. Bucci, viene descritta la composizione fisica e chimica delle lacrime, gli esami di pratica clinica per lo studio della funzionalità del film lacrimale, le anomalie ed il loro trattamento medico.





235 - Lenti a contatto

In questo capitolo, del libro di "Oftalmologia" di M.G. Bucci, vengono descritte le indicazioni e controindicazioni all'uso delle lenti a contatto, i materiali in uso, le tecniche di applicazione, la manutenzione e le complicazioni all'uso.



236 - Danno fotoindotto da strumenti e metodiche d'indagine utilizzati in campo oftalmologico

Alcuni strumenti oftalmologici e l'angiografia a fluorescenza possono rappresentare una sorgente di radiazioni non ionizzanti che presentano la potenziale proprietà di causare un danno fotoindotto sulle strutture oculari soprattutto sulla retina. Particolare attenzione deve essere prestata dagli Oftalmologi nel valutare la contemporanea assunzione di farmaci fotosensibilizzanti.



237 - Miopia e luce

Lo scopo del presente lavoro è quello di rivedere gli studi sperimentali eseguiti in occhi di animali riguardanti la possibilità di indurre per mezzo della stimolazione luminosa lo sviluppo della miopia e di avanzare l'ipotesi che l'emmetropizzazione è un fenomeno dipendente dalla visione.



238 - Importanza della valutazione dello stato di idratazione delle lenti a contatto in idrogel sulla qualità delle immagini visive

L'Autore valuta l'importanza dello stato di idratazione delle lenti a contatto nella qualità delle immagini visive.

I dati riscontrati non confermano che gli idrogel ad alto contenuto nominale di acqua si disidratano più velocemente e così gli idrogel con più elevata percentuale di acqua libera.

La disidratazione è funzione quindi delle proprietà chimico fisiche del polimero.



239 - Problemi e metodiche sperimentali per l'induzione del danno sulle strutture oculari da radiazioni ultraviolette e luminose

Nel presente lavoro gli Autori considerano i problermi riguardanti l'induzione sperimentale del danno da radiazioni UV e luminose sulle strutture oculari (cornea, cristallino, retina) facendo attenzione agli aspetti pratici che hanno una correlazione con la vita umana e rilevano la necessità di utilizzare animali che presentino un'analogia più rispondente possibile con i mezzi diottrici o con la retina umana per ottenere risultati di utilità clinica.



240 - Lenti filtranti le radiazioni ultraviolette come protezione per la fotosensibilizzazione dei tessuti oculari da farmaci ad uso dermatologico

Gli Autori, avendo riscontrato la presenza di cataratta in soggetti la cui relativa giovane età non poteva giustificare il cosiddetto processo di aging del cristallino, sono stati spinti, in base all'anamnesi fornita dai pazienti, ad indagare su alcuni farmaci, come gli psoraleni e i retinoidi, usati in campo dermatologico, per comprendere i danni indotti dalla loro accertata o potenziale attività fotosensibilizzante a carico delle strutture oculari e quindi capaci di determinare tra l'altro l'insorgenza della cataratta e mettere in atto le opportune misure di protezione del cristallino e della retina utilizzando lenti UV filtranti.



241 - Comportamento dell'idrodinamica oculare dopo instillazione di apraclonidina cloridrato 1%

Gli Autori hanno valutato il comportamento dell'idrodinamica oculare in ambedue gli occhi dopo instillazione monoculare di un collirio a base di apraclonidina cloridrato 1%.

I risultati ottenuti hanno messo in evidenza una significativa riduzione del tono e della produzione di umor acqueo in ambedue gli occhi anche se con un significativo minor effetto idrodinamico nell'occhio consensuale.

Gli AA. concludono che il farmaco, per il suo assorbimento sistemico, avrebbe un effetto idrodinamico sull'occhio consensuale mentre, per la sua scarsa lipofilia e ridotta penetrazione della barriera emato-encefalica, influenzi solo scarsamente la pressione arteriosa.



242 - Analisi spettrofotometrica (visibile ed UV) di lenti da occhiali

Poiché la relazione causa-effetto tra radiazione UV e blu e determinate patologie oculari sta acquisendo sempre più credito in campo oftalmologico, gli Autori hanno ritenuto opportuno effettuare un'estesa analisi spettrofotometrica di lenti da occhiali in commercio. Sono state comparate lenti per uso principalmente refrattivo, con superfici ottiche differentemente trattate, lenti per uso principalmente terapeutico e lenti per uso principalmente antisolare, sia in materiale organico che minerale.I dati sono stati analizzati alla luce della loro efficacia nell'assorbimento delle radiazioni a corta lunghezza d'onda. I trattamenti superficiali (antiriflesso, UV selettivo e i due combinati), effettuati su lenti a scopo principalmente refrattivo, hanno effetto differenziato sulla trasmittanza della radiazione blu ed UV, a seconda del materiale con cui è costruita la lente. Le lenti a scopo principalmente terapeutico con colorazione in pasta hanno mostrato di poter effettivamente ostacolare la trasmissione sia della radiazione blu che UV in misura maggiore rispetto ad altre lenti commercializzate a tal scopo. Per le lenti a scopo principalmente antisolare i risultati sono stati notevolmente contrastanti sulla capacità selettiva sia della radiazione blu che UV.

Tutto ciò rende evidente la necessità di una formulazione di norme che pongano in condizione sia i distributori che i fruitoridi lenti organiche di conoscere in modo univoco le caratteristiche di trasmittanza.



243 - Farmaci e fotosensibilizzazione dei tessuti oculari

Esiste per alcuni farmaci la possibilità di causare, tramite un meccanismo fototossico, dei danni a carico delle strutture oculari esposte all'azione delle radiazioni ultraviolette (cornea, cristallino, retina). L'eventualità di insorgenza di una fotoallergia sembra invece essere più remota e comunque molto più difficilmente determinabile, ma non è escluso che sia implicata in manifestazioni definite, fino ad oggi, semplicemente "da ipersensibilità". E' pur vero che questa capacità degli agenti fotosensibilizzanti di determinare alterazioni cellulari può essere vantaggiosamente indirizzata a scopo terapeutico. Infatti, gli Psoralieni trovano impiego, oltre che nella psoriasi e nella vitiligine, nella cura dei linfomi cutanei (fotoferesi), l'Ematoporfirina nel trattamento di melanomi oculari e dei retinoblastomi (fototerapia) e se alle sperimentazioni effettuate anche con Doxorubicina ed Ac. retinoico (instillati intraoperatoriamente) seguirà un'applicazione pratica, farmaci con potenziale proprietà fotosensibilizzante potranno essere utilizzati nell'inibizione della proliferazione e della migrazione dell'epitelio lenticolare, responsabile dell'insorgenza di opacità, dopo intervento di estrazione extracapsulare di cataratta. Non bisogna infine dimenticare che è stato dimostrato che anche sostanze utilizzate nelle soluzioni per la conservazione, la disinfezione ed il risciacquo delle lenti a contatto, quali il Thimerosal e la Clorexidina, presentano un'attività mutagena UVA dipendente e che perciò deve essere sconsigliato un uso improprio dei prodotti che li contengono, evitando, per quanto è possibile, il contatto con essi.

Considerando poi che composti come le Fenotiazine, gli Psoraleni, l'Allopurinolo, le Tetracicline ed i Sulfamidici per uso topico, tanto per citare i più usati, sono difficilmente sostituibili con altri farmaci e che in assenza di radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d'onda non sono dannosi per i tessuti dell'occhio, l'utilizzazione di speciali lenti filtranti gli UV e la luce blu, già sperimentate ed adottate in corso di PUVA terapia della psoriasi e della vitiligine, potrebbe essere estesa, per il relativo basso costo e la buona tollerabilità, a quei trattamenti con i farmaci citati in questo lavoro. In realtà, l'uso di comuni lenti da sole, che non solo non presentano un filtraggio selettivo nei riguardi di UV e luce blu, ma addirittura ostacolano la normale risposta miotica dell'iride alla stimolazione luminosa, non risulta di alcuna utilità, anzi può accentuare l'assorbimento di radiazioni dannose.



244 - Clobetasone-17 butirrato e cataratta. Studio RMN con 31P, 1H e 13C

Sono stati studiati gli effetti di un farmaco corticosteroideo sintetico, il clobetasone-17- butirrato, sul metabolismo di cristallini di coniglio utilizzando risonanza magnetica nucleare spettroscopica 31P, 1H e 13C.

Non sono state osservate variazioni nei livelli di sorbitolo, sorbitolo 3-P, alfa-glicerofosfato, fruttosio 3-P o mioinositolo. Comunque il clobetasone- 17-butirrato non ha influenzato il trasporto attivo di aminoacidi né alterato i livelli plasmatici di glucosio. Questi risultati indicano che l'instillazione di clobetasone-17-butirrato non induce effetti collaterali nel cristallino di coniglio, che invece sono stati descritti con trattamento prolungato di desametasone.



245 - I materiali delle lenti a contatto

In quest’ultimi venti anni un notevole numero di materiali adatti alla costruzione di lenti a contatto sono stati immessi nel mercato. Una classificazione di tali materiali viene proposta, riferendosi alla classica suddivisione in morbidi e rigidi, e una analisi comparata delle loro caratteristiche viene effettuata.



246 - Nuclear Magnetic Resonance study of dehydration in a glyceryl-methylmethacrylate contact lens

E’ stato studiato il processo di disidratazione delle lenti a contatto di gliceril-metil-metacrilato (Crofilcon A) con la risonanza magnetica nucleare (RMN) a bassa risoluzione e i risultati sono stati confrontati con le misurazioni gravimetriche. L’analisi dei tempi di rilassamento traversi permette di distinguere l’acqua legata da quella libera della lente. Ci sono due fasi nel processo di disidratazione. Durante la prima fase si osserva una perdita dell’acqua libera, mentre quella legata rimane costante, mentre in una seconda fase si è osservata una perdita dell’acqua legata.



247 - Antibiotici e chemioterapici con potenziale effetto fotosensibilizzante sulle strutture oculari e protezione con lenti filtranti gli ultravioletti. Su di un caso clinico di colorazione della cornea dopo impiego topico di tetraciclina

Gli Autori, avendo osservato un caso di colorazione della cornea dopo impiego topico di tetraciclina, hanno preso in esame le modalità con cui i raggi ultravioletti possono attivare delle molecole dotate di particolare attività fotosensibilizzante, in modo da consentire loro di intragire con le strutture biologiche. Hanno così ricercato tra gli antibiotici ed i chemioterapici, quei composti che a causa della loro capacità di fotolegame con i tessuti oculari avessero la probabilità di causare danni a questi livelli.



248 - Correlazione tra danno da fotosensibilizzazione dei tessuti oculari ed assunzione di fenotiazine, allopurinolo ed ematoporfirina. Vantaggi nell’impiego di lenti filtranti gli ultravioletti

Gli Autori, continuando la loro ricerca sull’attività fotosensibilizzante posseduta da alcuni farmaci, come Psoralieni, Retinoidi, Antibiotici e Chemioterapici, hanno potuto appurare che anche le Fenotiazine, l’Allopurinolo e l’Ematoporfiina posseggono una tale proprietà. Essi vogliono sottolineare che, abolita per mezzo di lenti UV schermanti la eventuale interazione di tali sostanze presenti nell’occhio con i raggi UV, responsabile del danno sulle strutture oculari, potrebbe essere salvaguardata l’integrità di questi tessuti.



249 - Fenomeni di superficie di lenti a contatto in idrogel. Potenziali fattori eziologici di processi infettivi

La relazione tra fenomeni di superficie delle lenti a contatto (lac) in idrogel ed infezioni corneali appare a tutt’oggi confusa e per certi versi contraddittoria. L’obiettivo del lavoro è stato quindi quello di individuare e studiare, oltre al contenuto totale dell’acqua ed alla carica ionica, ulteriori parametri fisico-chimici, come i tipi di acqua e la loro cinetica, degli idrogel più diffusi per la costruzione di lenti a “rimpiazzo frequente”, possibili fattori causali dell’evento infettivo. Utilizzando la RMN a bassa risoluzione l’acqua totale è stata differenziata in esterna ed interna di cui inoltre è stata caratterizzata la cinetica. Dopo aver discusso l’aspetto biotecnologico dei polimeri studiati si è considerata l’acqua esterna come fenomeno di superficie in rapporto alla formazione dei depositi muco-proteici, all’aderenza batterica e alla disepitelizzazione corneale ed i risultati vengono discussi.



250 - Mezzi ottici di protezione per le radiazioni ultraviolette e blu

E’ dimostrato che le radiazioni ad elevata energia fotonica possono essere dannose per la cornea, il cristallino e la retina. Sia le lenti per occhiale che le lenti a contatto morbide possono assicurare un’adeguata protezione oculare se vengono utilizzati dei materiali UV assorbenti. Le lenti a contatto rigide possono lasciare scoperta, e quindi non protetta, circa il 30% della superficie corneale mentre le lenti intraoculari con filtri per la radiazione UV (RUV), oggi in uso, ed auspicabili anche per la radiazione blu (RB), rappresentano un’essenziale forma di protezione per la retina dell’afachico ma per ovvie ragioni non per la cornea. Con tale prospettiva emerge, per gli oftalmologi, la necessità di educare i pazienti che gli occhiali, e in special modo quelli “da sole”, non debbono essere scelti semplicemente seguendo i criteri estetici e di moda. E’ necessario inoltre che vengono al più presto formulate delle restrittive e uniformi normative a livello internazionale (ISO-CEN) sulle propietà di trasmissione di questi mezzi ottici di protezione.



251 - Scelta di una lente da occhiali per scopi speciali come sistema di protezione da danno fotochimico in base al valore del fattore luminoso di trasmissione

Gli Autori, considerando che le lenti da occhiali per scopi speciali e cioè selettive per le radiazioni UV e blu, con l’impiego primario di alleviare la fotofobia, l’abbagliamento e la perdita di contrasto in alcune patologie oculari così come quello preventivo per il danno fotochimico indotto da radiazioni a brevi lunghezze d’onda sono in continua espansione, hanno osservato come il fattore luminoso di trasmissione (v e blu) sia un parametro da considerare per l’idoneità di una lente da utilizzare a tal ascopo. I risultati ottenuti su alcuni tipi di queste lenti (22) hanno messo in evidenza, con diversi illuminanti, la notevole variabilità del v e blu per le lenti esaminate e quindi come la scelta di una lente per scopi speciali debba essere sempre ponderata per il fine prefissatoci.



252 - Importanza dell’illuminamento nell’ipovisione e suo controllo con mezzi ottici e non ottici

Gli Autori prendono in considerazione le problematiche connesse al controllo dell’illuminamento nell’ipovisione: tipo di illuminante, distanza superficie illuminante-occhio, angolo di irraggiamento della superficie illuminante, tipo di lente prescritta, mezzi non-ottici ed il fattore luminoso di trasmissione.



253 - Danni oculari indotti da radiazioni infrarosse, microonde, radiofrequenze e campi ELF

Studi di laboratorio hanno mostrato un sensibile aumento di danni oculari (opacità lenticolari e cataratta, cicatrici corioretiniche, disorganizzazione del vitreo) a seguito di esposizione a microonde, radiofrequenze, radiazioni infrarosse ed abnormi stimolazioni della retina (magnetofosfeni) indotte da campi ELF. L’estrapolazione dei dati ottenuti in vitro all’uomo non è accettata da tutti gli Autori ma le implicazioni di questi risultati sperimentali non possono essere ignorate.



254 - Apraclonidina VS indometacina nell’ipertono da argon laser trabeculoplastica

Gli AA. si sono proposti di valutare l’efficacia dell’apraclonidina cloridrato nella profilassi dell’ipertono acuto che segue l’Argon laser trabeculoplastica (ALT) quando tale farmaco viene instillato sia nell’occhio in cui viene eseguito il trattamento che nel controlaterale.

L’effetto dell’apraclonidina è stato confrontato VS l’indometacina.

I risultati ottenuti confermano l’efficacia dell’2-agonista nel ridurre detto ipertono anche quando è instillato nell’occhio consensuale pur se con valori significativamente minori.

Si conferma l’effetto non ipotonizzante dell’indometacina su l’incremento pressorio dopo ALT.



255 - Lenti a contatto in idrogel. Importanza della valutazione del loro stato di idratazione

L’Autore esamina le varie possibilità offerte dalla tecnologia per valutare lo stato di idratazione di un idrogel per lenti a contatto: gravimetria, refrattometria, analisi termica differenziale, termogravimetria, spettroscopia Raman laser ed all’infrarosso con trasformate di Fourier (ATR/FTIR) e la risonanza magnetica nucleare (RMN) a bassa risoluzione.

L’Autore reputa che quest’ultima metodica sia molto idonea. Infatti, con i metodi gravimetrici si ottengono solo dati inerenti alla variazione del contenuto totale di acqua del sistema mentre con l’analisi dei parametri dinamici RMN è possibile seguire nel tempo la distribuzione e la mobilità dell’acqua di superficie (esterna) ed interna e valutare il loro coefficiente di disidratazione.

Queste indicazioni possono essere quindi utilizzate per una migliore valutazione dei polimeri per lenti a contatto.



256 - Realtà e nuove prospettive sulla chirurgia refrattiva corneale

Gli Autori riportano gli interventi di chirurgia refrattiva corneale che oggi si eseguono e quelle che sono le nuove prospettive sia con la chirurgia che con i trattamenti laser.

Esistono dati precisi per i quali può essere indicato un intervento ed a cui bisogna attenersi e ciò in riferimento all’età del soggetto, allo stato obiettivo oculare, all’attività svolta e non ultimo alla motivazione indotta dal paziente.

La scelta della soluzione chirurgica deve essere una soluzione ponderata e non dettata dalla moda ma giustificata da validi motivi.



257 - Recenti acquisizioni sul ruolo della vitamina A in oftalmologia

La vit. A è implicata nello sviluppo fetale e nella regolazione della proliferazione e differenziazione cellulare durante tutto l’arco della vita e, probabilmente, nella prevenzione e nella cura dei tumori.

L’esigenza di vit. A per la visione è conosciuta da decenni ed i deficit vitaminici costituiscono una delle maggiori cause di morbidità pediatrica oculare.

La vit. A gioca anche un ruolo importante nel mantenimento dell’integrità corneale e congiuntivale, nei processi metabolici e, probabilmente, nella guarigione delle ferite corneali. Nell’uomo è la ghiandola lacrimale a costituire la fonte principale di retinolo per la superficie dell’occhio.

Il ruolo della vitamina A è stato riscontrato anche nel controllo dell’ipertono oculare con regolazione dei processi metabolici nel segmento anteriore conseguenti ad uno stress termico (Test delle palpebre chiuse).

Inoltre gli AA. si soffermano su quelle sostanze in grado di legare e proteggere la vit. A nelle sue varie forme nell’ambito del ciclo visivo e degli eventi ad esso correlati.



258 - Ormoni sessuali e tono oculare

Gli AA. hanno esaminato gli studi condotti sui rapporti tra pressione intraoculare ed ormoni; poiché i risultati sono spesso contrastanti viene proposta una interpretazione delle cause di questo disaccordo circa gli effetti degli ormoni sul tono oculare.



259 - Follow up ad un anno della sclerostomia “ab esterno” mediante Ho-YAG laser pulsato nel glaucoma primario ad angolo aperto

Gli Autori presentano i risultati della loro esperienza relativa al trattamento del glaucoma primario ad angolo aperto mediante sclerostomia “ab esterno” eseguita con Ho-YAG laser pulsato su 13 occhi di 11 pazienti e con monitoraggio post-operatorio fino a 12 mesi. Si è ottenuta la normalizzazione in 5 casi (38,5%) senza terapia medica; in 3 occhi (23%) normalizzazione con terapia medica minimale; in 2 casi (15,4%) è stato necessario ricorrere a terapia medica massimale; negli ultimi tre casi (23%) si è reso necessario l’intervento chirurgico filtrante.



260 - Effetti metabolici nel cristallino e nei fluidi intraoculari ed effetti sistemici nella somministrazione topica di corticosteroidi nel coniglio; correlazione con la formazione della cataratta

Sono stati studiati gli effetti biochimici e metabolici, a livello oculare e sistemico, indotti dalla somministrazione topica di due corticosteroidi, il desametasone (Dx) ed il clobetasone butirrato (Cb), in conigli giovani ed adulti. I conigli sono stati sottoposti a trattamenti di durata compresa tra 7 e 30 giorni. Le alterazioni biochimiche indotte nel cristallino sono state studiate su estratti acquosi di cristallini mediante spettroscopia RMN di 31P, 1H e 13C; sono state inoltre determinate le variazioni dei livelli di glucosio, Na+, K+ ed acido ascorbico nel siero e nei fluidi intraoculari. I due farmaci hanno mostrato caratteristiche diverse: Dx provoca un aumento transitorio dei livelli di glucosio, una diminuzione, anch’essa transitoria, dei livelli di K+ e di Na+ ed una diminuzione stabile e notevole dei livelli di acido ascorbico; a livello del cristallino, Dx provoca estese alterazioni del metabolismo glicidico, con aumento o comparsa di metaboliti anomali; si ha inoltre riduzione dei livelli di alcuni aminoacidi e dei metaboliti idrosolubili dei fosfolipidi di membrana. Tali alterazioni sono analoghe a quelle riscontrate nella cataratta indotta da zuccheri e nella cataratta diabetica sperimentale. Cb non provoca variazioni significative, sia a livello sistemico che a livello oculare, in nessuno dei parametri considerati.



261 - Le lenti fotocromatiche

Gli Autori hanno descritto le caratteristiche di fabbricazione e di funzionamento delle lenti fotocromatiche in vetro minerale ed organico. Segue un’analisi sui parametri di uso pratico quali il tempo di oscuramento e di rischiaramento, la possibilità di effettuare trattamenti aggiuntivi quali l’antiriflesso, assorbenti e di tempra. E’ stata ancora considerata la possibilità di costruire con il materiale fotocromatico lenti bi-tri-multifocali e per scopi speciali.



262 - Dapiprazolo e Timoxamina vs placebo nell’ipertono acuto da argon laser trabeculoplastica. Studio preliminare

Gli Autori si sono proposti di valutare l’efficacia di due 1-bloccanti, dapiprazolo e timoxamina, nella prevenzione all’ipertono acuto che segue l’Argon laser trabeculoplastica (ALT). Il confronto è stato effettuato verso un placebo.

I dati ottenuti sembrano evidenziare il positivo effetto di questi farmaci e specie per il dapiprazolo. Viene discusso il vantaggio di poter ottenere durante l’ALT, con un solo collirio, un’azione miotica senza riduzione di profondità della camera anteriore, consensualmente ad un decremento dell’ipertono acuto.



263 - Effetti biofisici dei laser in oftalmologia

Gli Autori, dopo una breve trattazione sulle caratteristiche tecniche dei laser, descrivono gli effetti biofisici conseguenti all’interazione tra tessuti oculari ed emissione laser, in particolare il meccanismo di fotodissociazione indotto dal laser ad eccimeri ed i suoi danni reali o potenziali.



264 - Inibizione della proliferazione e migrazione dell’epitelio lenticolare dopo estrazione extracapsulare della cataratta con particolare riguardo alle sostanze fotosensibilizzanti

Gli Autori hanno esaminato le modalità pratiche e sperimentali, con particolare attenzione all’azione meccanica ed alle sostanze fotosensibilizzanti, per inibire la proliferazione e la migrazione dell’epitelio lenticolare e quindi l’opacizzazione della capsula posteriore in seguito ad intervento di estrazione extracapsulare della cataratta e ciò dopo un rapido riepilogo dell’origine dei tessuti epiteliali responsabili del fenomeno.



265 - L’azione ultravioletto-filtrante di una sostanza antiallergica: il sodio cromoglicato (SCG)

Gli Autori hanno esaminato allo spettrofotometro colliri contenenti sodio cromoglicato al 2-4%. I risultati delle analisi mostrano un’ottima proprietà UV-filtrante del SCG. In tal modo è prospettabile che la sostanza possa essere impiegata non soltanto come specifico antiallergico ma anche come filtro adatto a prevenire il danno UV dipendente sulle strutture oculari.



266 - Studio dell’idrodinamica oculare in condizioni di provocazione dopo instillazione di dapiprazolo

Gli AA. hanno sottoposto un gruppo di soggetti al test dell’ipobarismo orbitario (TIO) dopo una singola instillazione di un collirio a base di dapiprazolo 0,5% in un solo occhio.

Il test utilizzato valuta la produzione di umor acqueo in condizioni di stress ed in assenza d’influenza delle vie di deflusso pressione-dipendenti prendendo come parametro l’ipertono oculare che viene riscontrato dopo l’esame.

I risultati ottenuti hanno messo in evidenza che l’incremento tonometrico rispetto al valore di base è significativamente ridotto, specie tra la prima e la seconda ora dell’instillazione.

Gli AA. ipotizzano che un meccanismo d’azione del farmaco risieda in una interferenza con le strutture preposte alla produzione dell’umor acqueo.



267 - Cinetiche di disidratazione di lenti a contatto monouso

L’Autore esamina le varie possibilità offerte dalla tecnologia per valutare lo stato di idratazione di un idrogel per lenti a contatto: gravimetria, refrattometria, analisi termica differenziale, termogravimetria, spettroscopia Raman laser ed all’infrarosso con trasformate di Fourier (ATR/FTIR) e la risonanza magnetica nucleare (RMN) a bassa risoluzione.

L’Autore reputa che quest’ultima metodica sia molto idonea. Infatti, con i metodi gravimetrici si ottengono solo dati inerenti alla variazione del contenuto totale di acqua del sistema mentre con l’analisi dei parametri dinamici RMN è possibile seguire nel tempo la distribuzione e la mobilità dell’acqua di superficie (esterna) ed interna e valutare il loro coefficiente di disidratazione.

Queste indicazioni possono essere quindi utilizzate per una migliore valutazione dei polimeri per lenti a contatto.



268 - The administration in association of topical beta-blockers reduced intraocular pressure and increases tonographic outflow more effectively than the administration of the single drugs

I beta-bloccanti rappresentano il trattamento più frequente del glaucoma, ma hanno gravi effetti collaterali, particolarmente nei pazienti asmatici e cardiopatici. E’ stato precedentemente dimostrato come la somministrazione cronica di due beta-bloccanti in associazione sia stata più efficace nel ridurre la pressione intraoculare (IOP) di quanto ci si potesse aspettare in base all’attività di ogni singolo farmaco. Per chiarire le caratteristiche farmacodinamiche di questo sinergismo abbiamo studiato gli effetti tonografici della somministrazione acuta in associazione binaria di tre beta-bloccanti [timololo maleato 0.25% (Tm), metipranololo 0.1% (Mt) e levobunololo idrocloride 0.25% (Lv)], in pazienti con valori patologici o ai limiti della IOP e del deflusso tonografico (C).

Diciotto pazienti (età 53±15.4 aa) che non avevano ricevuto in precedenza alcun trattamento sono stati in un primo tempo sottoposti a tonografia per determinare i valori basali di IOP e C. Quando erano testati i trattamenti con i singoli farmaci i pazienti ricevevano i farmaci due volte, alle 7.00 a alle 9.00; in caso di trattamento in associazione i pazienti ricevevano un farmaco alle 7.00 e il secondo alle 9.00; in entrambi i casi i pazienti erano sottoposti a tonografia alle 11.00. Poiché abbiamo usato dosaggi dei tre farmaci che sono considerati equivalenti, la dose totale dei beta-bloccanti era uguale in tutti i tests. Sono state testate tutte le associazioni binarie dei tre farmaci, cambiando anche l’ordine di somministrazione. L’intervallo di washout è stato di 15 giorni.

Qui sotto si riportano solo i risultati statisticamente significativi. Nei pazienti con IOP basale >21 mmHg i trattamenti con i singoli farmaci riducevano la IOP del 25-30% e non c’erano differenze fra i tre farmaci. I trattamenti in associazione riducevano la IOP del 45-45% e tutti erano più efficaci rispetto al trattamento con ogni singolo farmaco. Nei pazienti con IOP basale <21 mmHg, d’altro canto, i trattamenti in associazione avevano la stessa efficacia del trattamento con i singoli farmaci. Nei pazienti con valori basali di IOP <21 mmHg e C<0.15 l/min, l’associazione dei trattamenti che comprendevano Mt incrementavano i vali C più dei singoli trattamenti farmacologici e del trattamento Tm+Lv. Questi risultati suggeriscono che la somministrazione in associazione può ridurre la IOP con dosi più basse di quelle correntemente utilizzate, limitando pertanto l’incidenza di effetti collaterali.



269 - Lenti a contatto a “ricambio frequente” in soluzione di lacrime artificiali. Effetto sui parametri dinamici RMN

E’ stata esaminata la dipendenza dei tempi di rilassamento RMN dei protoni dell’acqua in interazione con lenti a contatto in idrogel a “ricambio frequente” dal tempo di trattamento delle lenti stesse con una soluzione modello di lacrime artificiali. Per tutti e tre i tipi di lenti analizzate il trattamento con lacrime artificiali ha mostrato una debole influenza sui parametri dinamici RMN dell’acqua “esterna” alle lenti, mentre è stata osservata una dipendenza del tempo di rilassamento T2 dell’acqua “interna”. Si misura infatti una forte variazione di T2 (fino al 25% del valore di riferimento) sin dal primo minuto di applicazione delle lacrime artificiali per le lenti costituite da un polimero non-ionico, variazione che è più contenuta e cineticamente più lenta per idrogel di tipo ionico. Essendo il valore del tempo di rilassamento T2 RMN legato alla mobilità molecolare si può supporre una ridotta mobilità per le molecole d’acqua in interazione con gli idrogel nelle condizioni di utilizzo e, in prima approssimazione, una minore velocità di diffusione nella matrice polimerica.



270 - Farmacovigilanza in oftalmologia

Gli Autori hanno preso in considerazione gli effetti sistemici dei farmaci somministrati localmente in terapia oftalmica. Molti di questi effetti collaterali (ad es. per i beta-bloccanti e la pilocarpina di uso quotidiano nella terapia del glaucoma, la fenilefrina impiegata nella diagnostica oftalmoscopica) potrebbero essere prevenuti con semplici manovre, all’atto della instillazione, messe in atto dal paziente stesso.

Sono stati inoltre riassunti gli effetti secondari a carico dell’occhio provocati dai farmaci somministrati per via sistemica. Questi sono noti da molto tempo, ma è necessario sottolinearli in quanto sono spesso sottovalutati; in alcuni casi gli studi effettuati hanno indicato le strategie che si possono mettere in atto per evitare effetti collaterali, spesso irreversibili. E’ stato ad esempio rilevato come spesso non siano i farmaci stessi a produrre i danni ai tessuti oculari ma l’interazione tra il farmaco depositatosi nel tessuto stesso e le radiazioni elettromagnetiche: questo tipo di danno è oggi prevenibile.

Mentre il danno secondario provocato da alcuni farmaci è noto a tutti, e da tutti tenuto presente, quello causato da tanti altri farmaci di impiego comune è meno noto (ad es. da psoralieni, retinoli, antibiotici e chemioterapici).

Inoltre, viene messa in evidenza l’interazione tra contraccettivi orali ed occhio, per la grande diffusione dell’impiego dei primi e per il gran numero di effetti oculari indesiderati verificatisi senza che il paziente ne fosse informato.

Da quanto esposto gli Autori giungono alla conclusione che la sempre auspicata collaborazione tra specialisti, sinora affatto realizzata, è oggi indispensabile, sia per il dovuto rispetto nei confronti del paziente, sia perché la ricerca farmacologica mette a disposizione un tale numero di nuovi prodotti all’anno che è di fatto difficile che il paziente li sappia riferire con precisione al momento della raccolta dei dati anamnestici.



271 - Visiere colorate per gli utenti di veicoli a due ruote motorizzate e riconoscimento dei segnali luminosi stradali

Nonostante che i caschi per veicoli a due ruote motorizzate siano stati resi obbligatori da 1986 nel nostro Paese la visiera non è stata presa in considerazione pur dovendo soddisfare alcuni requisiti tra cui quelli ottici.

In merito alle proprietà ottiche è possibile fare riferimento a due normative già promulgate: BS 4110:1979 e E/ECE/324-E/ECE/TRANS/505-Rev.1/Add.1/Rev.2/Amend.3 del 25-6-91, mentre in altre nazioni si può far riferimento ad altre normative specifiche per lenti colorate.

Risulta da tali normative che i dati spettrali dei segnali luminosi stradali utilizzati sono decisamente differenti e che il calcolo delle coordinate cromatiche x-y, che fanno riferimento al diagramma CIE, evidenzia risposte diverse per il rosso, verde e giallo.

Un confronto diretto tra le varie normative non risulta del tutto appropriato anche per le differenze nei metodi di calcolo. Così, per esempio, per la normativa ANSI Z80.3-1986 si fà riferimento al fattore luminoso di trasmissione del segnale (tsig), per la normativa AS 1067.1-1990 al fattore R e fattore V, per le normative BS 2724:1987 e DIN 58217.1980 al quoziente di indebolimento visivo relativo (Q).

Gli AA., nel presente lavoro, esaminano quindi, in riferimento alle varie normative, alcune visiere in uso nel nostro Paese e concludono dimostrando che solo due visiere sono idonee per la normativa BS4110:1979 ed una per quella ECE mentre il 50% delle visiere esaminate sarebbero idonee per l’uso diurno in base alle normative per lenti da sole. Prospettano quindi ulteriori indirizzi normativi che richiedono una più fattiva collaborazione tra i vari specialisti interessati all’argomento affinché siano proposte ponderate limitazioni in funzione anche dello stato del senso cromatico del conducente, mentre non è auspicabile una risoluzione del problema limitando notevolmente e praticamente eliminando dal commercio le visiere colorate.



272 - Riconoscimento dei segnali luminosi stradali con visiere colorate per gli utenti di veicoli a due ruote motorizzate

Nonostante che i caschi per veicoli a due ruote motorizzate siano stati resi obbligatori da 1986 nel nostro Paese la visiera non è stata presa in considerazione pur dovendo soddisfare alcuni requisiti tra cui quelli ottici.

In merito alle proprietà ottiche è possibile fare riferimento a due normative già promulgate: BS 4110:1979 e E/ECE/324-E/ECE/TRANS/505-Rev.1/Add.1/Rev.2/Amend.3 del 25-6-91, mentre in altre nazioni si può far riferimento ad altre normative specifiche per lenti colorate.

Risulta da tali normative che i dati spettrali dei segnali luminosi stradali utilizzati sono decisamente differenti e che il calcolo delle coordinate cromatiche x-y, che fanno riferimento al diagramma CIE, evidenzia risposte diverse per il rosso, verde e giallo.

Un confronto diretto tra le varie normative non risulta del tutto appropriato anche per le differenze nei metodi di calcolo. Così, per esempio, per la normativa ANSI Z80.3-1986 si fà riferimento al fattore luminoso di trasmissione del segnale (tsig), per la normativa AS 1067.1-1990 al fattore R e fattore V, per le normative BS 2724:1987 e DIN 58217.1980 al quoziente di indebolimento visivo relativo (Q).

Gli AA., nel presente lavoro, esaminano quindi, in riferimento alle varie normative, alcune visiere in uso nel nostro Paese e concludono dimostrando che solo due visiere sono idonee per la normativa BS4110:1979 ed una per quella ECE mentre il 50% delle visiere esaminate sarebbero idonee per l’uso diurno in base alle normative per lenti da sole. Prospettano quindi ulteriori indirizzi normativi che richiedono una più fattiva collaborazione tra i vari specialisti interessati all’argomento affinché siano proposte ponderate limitazioni in funzione anche dello stato del senso cromatico del conducente, mentre non è auspicabile una risoluzione del problema limitando notevolmente e praticamente eliminando dal commercio le visiere colorate.



273 - I processi cognitivi visivi e l’elaborazione dell’immagine

Sulla base delle ultime esperienze effettuate da diversi ricercatori, sono illustrati due distinti modelli di elaborazione delle immagini identificati nell’uomo normale. Il primo, cognitivo, molto sofisticato e ad elevata frequenza spaziale, preposto principalmente alla percezione, il secondo, visuale-motorio, meno raffinato ma più essenziale e a bassa frequenza spaziale, preposto al controllo del movimento guidato visivamente. Viene inoltre illustrato un efficace test di dissociazione dei due sistemi al fine di poterne studiare le peculiari caratteristiche.



274 - La cheratite erpetica: ruolo della terapia medica e prevenzione con disodiocromoglicato collirio

L’osservazione di un caso di vitiligine curato con PUVAsol terapia (4,5’-8-trimetilpsoralene + esposizione solare) che presentava in un occhio una tipica ulcerazione dendritica da HSV1 ha indotto gli AA. a considerare la possibilità che gli psoraleni possano causare la riattivazione del virus erpetico. Gli AA. nel sottolineare il ruolo fondamentale della prevenzione dall’esposizione solare focalizzano l’attenzione sulla pressoché totale azione di filtro nei confronti dell’UV prossimo attuata dal disodio cromoglicato collirio.



275 - L’invecchiamento del cristallino: analisi biochimica e morfologica

Gli AA. esaminano gli studi compiuti sui processi di invecchiamento del cristallino animale ed umano per evidenziare le alterazioni comuni tra presbiopia e cataratta, e per inquadrare questo fenomeno evolutivo da un punto di vista funzionale, biochimico ed ultrastrutturale. Propongono l’impiego delle misure PFG-SE per acquisire nuovi dati al fine di una migliore conoscenza dei fenomeni in gioco nella senescenza del cristallino.



276 - Materiali per lenti a contatto: aggiornamento e nuove prospettive

In questi ultimi anni un notevole numero di materiali adatti alla costruzione di lenti a contatto sono stati immessi sul mercato. In questo lavoro viene proposta una classificazione, viene effettuata un’analisi comparata delle caratteristiche dei materiali e vengono prospettate delle linee di sviluppo.



277 - Valutazione tonografica dell’efficacia della somministrazione in associazione di tre b-bloccanti non selettivi

Lo scopo del presente lavoro era quello di confrontare l’efficacia della somministrazione acuta di un’associazione binaria di tre -bloccanti non selettivi, con quella dei farmaci singoli, valutata mediante tonografia. La somministrazione dei farmaci associati determina un significativo decremento della IOP, in pazienti con valori basali maggiori di 21 mmHg.

Le associazioni con metipranololo determinano inoltre un significativo aumento del deflusso. Dal punto di vista clinico questi dati possono rappresentare un vantaggio nella terapia del glaucoma. I possibili meccanismi che sono alla base del sinergismo osservato sono brevemente discussi.



278 - Lenti a contatto terapeutiche

L’idea di utilizzare le lenti a contatto a scopo terapeutico, al fine di migliorare la sintomatologia oculare ed il decorso di alcune malattie oculari, risale al 1859. Da allora notevoli progressi sono stati eseguiti ed abbiamo oggi a disposizione lenti idrogel, rigide gas-permeabili ed al collagene, per impieghi terapeutici a breve e lungo termine. Gli Autori descrivono per le varie lenti i criteri di applicazione (raggio di curvatura, spessore, grado di idrofilia, diametro, potere), le indicazioni (ruolo di riserva di farmaci e di enzimi, di cicatrizzazione, antalgico, di protezione e nelle tesaurismosi) e le loro complicazioni indotte.



279 - La retinopatia diabetica nel ratto: valutazione biochimica e morfologica

Abbiamo indotto nel ratto un diabete sperimentale da streptozotocina. Dopo 6 settimane e dopo 40 settimane dalla comparsa del diabete abbiamo studiato la retinopatia diabetica. I livelli di noradrenalina contenuti nell’omogenato di retina diminuiscono di circa il 20% dopo 6 settimane e di oltre il 75% dopo 40 settimane rispetto ai valori iniziali.

L’analisi quantitativa delle immagini per lo studio delle cellule nervose catecolaminergiche contenute nella retina ha dimostrato che dopo 6 settimane si ha una riduzione di circa il 15% rispetto ai valori iniziali. Tale riduzione dopo 40 settimane è molto evidente e raggiunge il 50% rispetto ai valori iniziali.

Questi dati dimostrano che la retina è precocemente coinvolta nella malattia diabetica. Tale coinvolgimento è molto eclatante nel diabete di lunga durata (40 settimane). Queste cellule nervose catecolaminergiche retiniche hanno probabile significato ortosimpatico e servono per il controllo locale dei vasi della circolazione retinica.



280 - Iridotomia periferica eseguita con Nd:YLF Laser (1053nm)

Gli Autori hanno testato la validità della iridotomia eseguita con il laser a picosecondi Nd:YLF nel glaucoma acuto primario. Quindici occhi sono stati sottoposti all’iridectomia laser entro dodici ore dalla diagnosi. Non è stata somministrata nessuna terapia locale prima o immediatamente dopo il trattamento. Otto pazienti che sono risultati positivi al test del buio un mese dopo il trattamento sono stati sottoposti ad iridectomia laser nell’occhio controlaterale. Gli Autori hanno osservato un buon controllo pressorio oculare in più del 90% dei pazienti alla fine di quattro mesi di follow-up. L’iridotomia fatta con Nd:YLF laser a picosecondi mostra margini regolari e minimi danneggiamenti perilesionali. L’enegia totale impiegata è più alta rispetto al Nd:YAG laser, tuttavia il minor livello di energia erogata per ogni impulso è meno dannosa per il tessuto.



281 - Gli occhiali da sole per la fotoprotezione individuale

L’Autore esegue un confronto delle normative per filtri solari (DPI di classe 1) esistenti nel mondo: BS 2724: 1987, DIN 58 217, ANSI Z80.3-1986 e AS 1067.1-1990. Tali normative, ad eccezione di quelle australiane, sono di carattere volontario e cioè sono delle raccomandazioni per il fabbricante. Attualmente, in Europa, la situazione è stata sostanziamente modificata dall’entrata in vigore della direttiva 89/686/CEE, che fissa i principi generali a cui il fabbricante di filtri solari deve attenersi. In data 17-08-94 è stato inoltre pubblicato il documento finale CEN/TC85/WG1N53 riguardante gli occhiali da sole per uso generale (non industriale: EN172) che dopo 6 mesi ha assunto la status di Norma Europea sostituendo le Norme nazionali eventualmente esistenti.



282 - La visione delle figure ambigue

Nell’interpretazione delle figure ambigue appare dimostrata l’alternanza tra varie forme di rappresentazione mentale, come anche di notevole interesse appare l’ipotesi di un controllo da parte dei modelli cognitivi sullo sguardo attivo con movimenti sequenziali.



283 - Gli antimetaboliti nella terapia chirurgica del glaucoma

Gli Autori valutano i risultati riportati in letteratura circa l’impiego di farmaci antimetaboliti nella terapia chirurgica del glaucoma particolarmente i meno conosciuti di cui si hanno risultati ancora sperimentali di laboratorio.



284 - Nuove tecnologie laser per la terapia del glaucoma

Gli Autori analizzano le nuove tecnologie laser attualmente in fase sperimentale per la realizzazione di sclerostomie filtranti.



285 - Impiego dell’UBM nello studio sulla sclerotomia da trattamento Ho - YAG laser

Gli AA con una moderna tecnica di “immaging” ultrasonico (UBM) hanno esplorato la sclerotomia dopo trattamento con Ho - YAG laser. La tecnica di analisi ha consentito di visualizzare i tragitti fistolosi, di definirne il decorso, la localizzazione e la forma. Non è azzardato prospettare in futuro un uso prematuro dell’UBM come eco - guida alla corretta esecuzione della laser - terapia.



286 - Effetto ipotonizante del 5-Fluorouracile

L’effetto della somministrazione sottocongiunti-vale di 5-Fluorouracile sulla PIO è stato studiato in pazienti glaucomatosi non recentemente operati in trattamento topico cronico. Il farmaco riduceva del 30% circa la PIO dopo singola somministrazione in circa metà dei pazienti; l’effetto era massimo ad una settimana dalla somministrazione. Nei pazienti che non rispondevano alla prima somministrazione si osservava comunque una riduzione pari al 30% della PIO in seguito a 3 ulteriori somministrazioni effettuate ad una settimana di distanza. Gli effetti collaterali erano lievi e con un’incidenza globale pari al 35%. I risultati di un effetto “tossico” e reversibile sull’epitelio ciliare vengono discussi.



287 - Meccanismi extracristallini nella cor-rezione della presbiopia

Gli AA. prendono in considerazione alcuni dei meccanismi neurofunzionali in giuoco quando si usino per la prima volta delle correzioni per la presbiopia o qualora se ne cambi il potere. Vengono analizzati gli effetti di tale situazione ed i meccanismi di adattamento posti in atto. Viene proposto di trasporre nella pratica quotidiana alcune delle osservazioni rilevate in sede sperimentale.



288 - Lenti a contatto morbide colorate: una rassegna aggiornata

Le lenti a contatto in idrogel possono essere colorate4 per soddisfare diverse esigenze principalmente per renderle meglio visibili, per cambiare il colore dell’iride e fini cosmetici, per assorbire specifiche lunghezze d’onda e, infine per scopi protesici. Oltre che per il maggior comfort iniziale le lenti morbide colorate sono da preferirsi alle lenti rigide colorate per vantaggi conseguenti all’uso di diametri più elevati, che permettono un’intera copertura della cornea, e per effetto della ridotta mobilità. Viene preso in esame lo stato dell’arte delle lenti morbide colorate sottolineando da una parte la notevole potenzialità di diffusione delle lenti semi-trasparenti, a matrice di punti o linee.



289 - Prime esperienze con nuove lenti a contatto terapeutiche dopo sclerostomia con laser ad olmio

Il problema dell’incarceramento irideo risulta di gran lunga la complicanza più rilevante dopo sclerectomia olmio YAG. Inoltre anche un’ipotonia marcata può persistere dopo l’intervento. Gli Autori, con lo scopo di prevenire tali complicanze hanno ritenuto che una nuova lente a contatto morbida a grande diametro totale (Glaucontact) potesse meglio regolare il deflusso dell’acqueo. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza che con l’applicazione permanente di tale lente non si riesce ad ottenere una riduzione apprezzabile del deflusso per cui vengono ipotizzate alcune variazioni da apportare alla geometria della lente.



290 - Occhi sani, sicurezza garantita

L’analisi della curva della sensibilità al contrasto è già da vari anni utilizzata nello studio della funzione visiva in corso di diverse patologie.

In questo lavoro il rilievo della sensibilità al contrasto è stato impiegato come test per verificare l’efficienza della funzione visiva in un gruppo di volontari in possesso di patente di guida.

Lo scopo del lavoro è stato quello di controllare la possibilità di impiego di questo parametro della funzione visiva a livello di screening ed inoltre di definire una fascia di normalità per l’idoneità alla guida di autoveicoli.

I risultati ottenuti sembrano confermare la possibilità di un uso di questa metodica come esame di screening della funzione visiva in ampi campioni di popolazione, mentre non è stato possibile tracciare una curva media o una fascia di normalità relativa al tipo di metodica ed allo strumento utilizzato a causa del numero limitato di campioni.



291- Studio della interazione Bengalina-Albumina mediante spettroscopia RMN

La Bendalina (BNDL) o lisato dell’acido 1-(Benzil)-1H-Indazol-3-ilossi aceto è un farmaco con proprietà antinfiammatorio usato per la cura della cataratta. La principale azione della BNDL è come antidenaturante delle proteine; in particolare in vivo e in vitro è in grado di inibire la denaturazione di albumina e delle cristalline (le proteine del cristallino) originata da calore, da radiazione U.V. e da radicali liberi, prevenendo e riducendo, nel caso delle cristalline, la formazione dei larghi aggregati.

Estremamente importante è la capacità di stabilizzare le proteine plasmatiche in quanto lo studio dell’interazione con esse è in grado di far meglio comprendere le proteine funzionali delle sostanze.

E’ stato eseguito uno studio dell’interazione Bendaline-Albumina mediante parametri di moto RMN che ha permesso di accertare nella porzione indazolacetina il gruppo responsabile della interazione con l’Albumina. Il sito di binding della Bengalina con l’Albumina analogamente a quello di altri componenti indolcii sembra essere rappresentato dai subdolini IIA e IIIA ove sono legate altre sostanze biologicamente attive a base di acidi carbossilici aromatici. Tali subdomini sono di tipo prevalentemente idrofobico ma con un contributo al binding della lisina 100 del subdominio IIA con il gruppo carbossilato.



292 - L’esame del campo visivo nel glaucoma mediante metodiche non convenzionali

Nel corso degli ultimi anni sono state sperimentate numerose tecniche alternative alla perimetria automatica computerizzata nello studio del C.V. nel glaucoma o nell’ipertono endoculare. Gli AA. Illustrano le metodiche più suscettibili di un impiego futuro, esaminandone i vantaggi e gli svantaggi.



293 - Ipertono oculare da uso di glicocorticoidi

Esistono diverse forme di glaucoma tra cui quello iatrogeno indotto da somministrazione di glicocorticoidi sia per via sistemica che topica. Nel nostro lavoro abbiamo voluto evidenziare la correlazione tra tali farmaci ed il tono oculare, nonché ricercare in letteratura come viene spiegato tale evento e quindi il meccanismo d’azione dei glicocorticoidi.

Dagli studi sperimentali presi in considerazione è emerso che il glaucoma da glicocorticoidi ha le caratteristiche cliniche e strutturali di un glaucoma cronico semplice e che si sviluppa solo in soggetti geneticamente predisposti con la partecipazione di altri fattori (trasmissione ereditaria multifattoriale). Inoltre, i glicocorticoidi agiscono sul tono oculare, tramite un’ostruzione meccanica delle vie di deflusso con uno o più dei seguenti meccanismi:

1. inibiscono la fagocitosi da parte delle cellule trabecolari con conseguente accumulo di pigmenti e di detriti cellulari;

2. alterano le membrane delle cellule endoteliali;

3. aumentano le dimensioni cellulari e di conseguenza riducono lo spazio intercellulare;

4. modificano la sintesi e quindi il turnover della matrice extracellulare.

A ciò bisogna aggiungere:

1. fattori oculari (rapporto C/D), miopia, fuso di Krukemberg);

2. fattori endocrini (iperglicemia indotta da carico orale di glucosio, diabete, asse ipotalamo-ipofisi-surrene);

3. fattori legati ai farmaci (frequenza di somministrazione, concentrazione, composizione chimica, vie di somministrazione.



294 - I fattori di crescita e la formazione delle strutture dell’angolo irido-corneale

Gli Autori descrivono i principali processi embriogenetici legati allo sviluppo dell’angolo camerulare e delle sue strutture, dell’iride e del corpo ciliare. Vengono inoltre riassunte le principali anomalie e malformazioni congenite. Alla luce delle più recenti acquisizioni scientifiche, gli Autori discutono il ruolo rivestito da alcuni geni e fattori di crescita nelle varie fasi di maturazione degli organi, consapevoli dell’importanza che essi assumeranno nei prossimi anni come possibili mediatori nella prevenzione di importanti malattie congenite e/o ereditarie dell’occhio.



295 - L’esame del campo visivo nella guida automobilistica

Con le nuove normative introdotte agli inizi degli anni ’90 riguardo all’idoneità psico-fisica per il conseguimento o il rinnovo della patente di guida automobilistica è stato confermato tra gli altri esami il campo visivo che deve risultare normale. Il campo visivo esplora la parte di spazio che ciascun occhio riesce a percepire mantenendo fisso lo sguardo.

L’importanza di tale esame nell’ambito della prevenzione della sicurezza alla guida è fuori discussione, tuttavia, la sua attuazione pratica incontra non pochi ostacoli.

L’esecuzione più classica è mediante il perimetro manuale di Goldmann che presenta il grosso limite del tempo d’esame e della specifica preparazione del tecnico.

Nuove metodiche sono state quindi proposte per sopperire a questi limiti d’altra parte nessuna finora è in grado di soddisfare i requisiti necessari per testare il campo visivo nell’ambito del conseguimento dell’idoneità fisica alla guida automobilistica.

Nuove vie di ricerca devono quindi essere perseguite.



296 - Disturbi da abbagliamento dell’analisi funzionale della visione per l’idoneità alla guida di autoveicoli

Gli Autori hanno voluto richiamare l’attenzione sulla differenza tra acutezza visiva e funzione visiva. A tal scopo semplificando al massimo il fenomeno visivo e limitandoci alla semplice visione in bianco e nero, osservano che per poter distinguere un oggetto è necessario che vengano superate le soglie di almeno tre parametri fondamentali della visione: Luminanza, Dimensione e Contrasto.

I parametri vengono discussi e posti in relazione all’abbagliamento durante la guida di autoveicoli.

Gli Autori concludono come sia necessario una migliore selezione ed interventi tecnici per ridurre il fenomeno dell’abbagliamento.



297 - Input “visivi” e sicurezza nella guida automobilistica

L’apparato visivo, stimolato dalla luce, consente l’acquisizione dell’ambiente esterno e dei suoi particolari caratterizzanti. Frequentemente per meglio assolvere le proprie funzioni l’occhio deve variare la distanza di messa a fuoco mediante l’accomodazione, capacità che tende a diminuire con l’età.

Durante la guida, in particolare in condizioni di traffico elevato, l’accomodazione viene continuamente utilizzata dal guidatore nell’osservare l’ambiente esterno o il cruscotto o viceversa, con conseguente possibile affaticamento visivo e distrazione, sia pure temporanea, dello sguardo dalla strada. Per minimizzare questo problema ed aumentare la sicurezza di guida, diverse Case automobilistiche hanno proposto interessanti soluzioni alcune delle quali derivate dalla tecnologia aereonautica.

Tuttavia non solo l’accomodazione ma tutto l’apparato visivo viene comunque estesamente sollecitato durante la guida, soprattutto in condizioni ambientali difficili quali traffico urbano intenso, scarsa visibilità o marcia notturna.

Per supportare o ampliare le capacità visuali del guidatore in tali condizioni, sono in corso di progettazione o di sperimentazione tutta una serie di dispositivi, alcuni dei quali estremamente sofisticati.

Gli AA. illustrano le proposte più recenti valutandone le loro possibili applicazioni in campo automobilistico, tenuto conto delle caratteristiche del tutto peculiari di quest’ultimo e ritenendo necessari ulteriori approfondimenti.



298 - Il ruolo della funzione visiva nella sicurezza del traffico: Studio della sensibilità al contrasto - I screening effettuato presso l’AC di Mantova

E’ stata analizzata la curva della sensibilità al contrasto mediante un metodo di rilevazione binoculare a tre frequenze spaziali (0,79; 3,16 e 12 C/°). Lo scopo, è quello di esaminare la funzione visiva dell’individuo per una maggiore sicurezza di guida nel traffico in condizioni di nebbia e foschia. I risultati hanno dimostrato che questo tipo di metodica consente di ottenere rapidamente risultati attendibili e significativi. Sono riportate considerazioni personali.



299 - Studio comparativo nell’utilizzo dell’Argon laser trabeculoplastica (ALT) e della diodi laser trabeculoplastica (DLT) nel trattamento parachirurgico del glaucoma primario ad angolo aperto

Gli Autori hanno eseguito una laser trabeculoplastica in 31 pazienti (54 occhi) affetti da glaucoma primario ad angolo aperto, suddividendoli, in modo random in due gruppi di 27 occhi ciascuno; il primo gruppo è stato trattato con laser ad Argon ed il secondo con laser a diodi. Ambedue i trattamenti sono stati applicati nei 180° inferiori del trabecolato. L’andamento tonometrico è stato controllato a tre giorni e successivamente a 1-6-12-24 mesi.

Lo scopo dello studio è stato quello di valutare eventuali differenze nel decremento tonometrico ottenuto con i due tipi di laser trabeculoplastica come supporto parachirurgico alla terapia medica del glaucoma; essa può essere eseguita con vantaggio in casi selezionati di glaucoma ad angolo aperto, sia con il laser ad Argon sia con quello a diodi.

Durante il follow up considerato i due tipi di trattamento non hanno mostrato differenze statisticamente significative nell’andamento dei valori pressori. A fronte di una pari efficacia, la trabeculoplastica Argon è risultata di più facile esecuzione mentre il laser a diodi più maneggevole e pratico.



300 - Utilità della ripresa fotografica a colori della papilla ottica: nostre considerazioni su casi particolari

Scopo del presente lavoro è di evidenziare l’utilità clinica della fotografia della papilla ottica nella gestione del follow-up di pazienti affetti da glaucoma cronico semplice, soprattutto in casi clinici particolari. Presso il centro Glaucoma della II Divisione della Clinica Oculistica dell’Università “La Sapienza” di Roma, gli Autori hanno eseguito la ripresa fotografica in gruppi di pazienti affetti da glaucoma cronico semplice o in accertamento diagnostico che presentano malformazioni papillari, aree di atrofia corioretinica peripapillare, dischi ottici con rapporto cup/disk alterato ( 0,3), asimmetrie significative del rapporto cup/disk (> 0,2) o semplicemente perchè monoculi o di giovane età.

Spesso i pazienti presentano contemporaneamente più criteri di inclusione, rafforzando la necessità di eseguire in questi casi tale indagine. In ognuno di questi gruppi è presente una problematica clinica, per la quale lo studio dello stato papillare gioca un ruolo fondamentale. La fotografia della papilla ottica consente di documentare lo stato attuale papillare e di effettuare una valutazione obiettiva da parte di più operatori, rappresentando un indispensabile ausilio per il monitoraggio cronologico del paziente.

L’analisi fiotografica della papilla ottica si pone alla stregua delle più moderne metodiche di indagine dello stato papillare per la semplicità di esecuzione, l’economicità, la ripetibilità e la non invasività; inoltre rappresenta la base di un’ulteriore analisi morfometrica.

In conclusione, la fotografia della papilla ottica è una pratica estensibile all’intera popolazione glaucomatosa, o quanto meno a casi particolari, che alla utilità clinica associa la possibilità di effettuare un’opera di educazione sanitaria specifica, migliora il rapporto “paziente-malattia” e agevola anche la compliance terapeutica.



301- Interaction of disposable contact lenses with synthetic analogue of human tears

In questo studio sono state analizzate mediante RMN a bassa risoluzione le lenti a contatto in idrogel disposable, basate su copolimeri dell’HEMA, in interazione con soluzione salina e analogo sintetico delle lacrime umane.

La misura RMN dei tempi di rilassamento tra le molecole di acqua “esterna” ed “interna” delle lenti a contatto può essere dedotta dalla loro dinamica.

I tempi di rilassamento dei protoni relativi all’acqua interna sono più alti nei polimeri non ionici (Polymacon) rispetto a quelli ionici (Etafilcon A, Vifilcon A), ciò suggerisce che le molecole hanno una ridotta mobilità quando interagiscono con la matrice dei polimeri non ionici.

Il trattamento con analogo sintetico delle lacrime umane induce un notevole incremento dei tempi di rilassamento nella quota relativa all’acqua interna.

Così come un incremento dei tempi di rilassamento più alto dipende dalla durata del trattamento (1 minuto o un giorno) per le lenti costituite da polimeri ionici, similmente risulta essere più alto per le lenti costituie da polimeri non-ionici immerse per 1 minuto.

Questo fenomeno può essere razionalmente spiegato ipotizzando che anche l’interazione proteina-matrice polimerica contribuisce a ridurre il contenuto di acqua dell’idrogel quando applicato, così come la temperatura e la evaporazione sono state già ipotizzate.



302 - Multinuclear NMR Spectroscopy of rabbit lenses: Metabolic effects of glucocorticoids

Le modificazioni metaboliche nel cristallino di giovani conigli indotte da un prolungato trattamento topico con desametasone sono state studiate mediante 1H, 13C e 31P spettoscopia RMN.

Si è visto che il trattamento con desametasone induce un incremento dei livelli di sorbitolo, sorbitolo-3-fosfato, fruttosio-3-fosfato, glicerolo-3-fosfato e glucosio-6-fosfato ed un decremento dei livelli di GSH e mio-inositolo, in analogia a quanto è stato osservato nelle lenti di ratti diabetici da streptozotocina e che precedono le opacità lenticolari.

L’incremento dei livelli sierici di glucosio spiega solo parzialmente le variazioni biochimiche osservate, e la perdita di incremento degli intermediari del ciclo dei pentoso-fosfati, esempio il sedoeptulosio-7-fosfato, sembra supportare l’ipotesi di una inibizione di glucosio-6-fosfato deidrogenasi dipendente dal trattamento con desametasone.

Un decremento delle potenzialità antiossidanti delle cellule epiteliali lenticolari attraverso la riduzione del GSH ha suggerito un suo possibile meccanismo patogenetico nella cataratta indotta da glicocorticoidi.



303 - Embriologia del cristallino: i fattori di crescita

Abbiamo analizzato i fattori di crescita che esercitano un ruolo specifico nell’embriogenesi del cristallino. I dati raccolti sono stati integrati da alcune osservazioni sull’embriologia e sulla morfologia funzionale del cristallino stesso.



304 - Embriologia della retina: i fattori di crescita

Gli Autori descrivono le principali fasi evolutive dell’embriogenesi della retina neurosensoriale e dell’epitelio pigmentato retinico, ed analizzano i fattori di crescita che intervengono nel corso dei processi di differenziazione e di sviluppo di queste strutture, in particolare è stato studiato e descritto il processo di maturazione dei fotorecettori retinici.



305 - Embriologia dei muscoli estrinseci dell’occhio: i fattori genetici ed epigenetici regolatori

Dopo una breve introduzione sull’anatomia macro e microscopica dei muscoli estrinseci dell’occhio vengono descritte alcune tra le teorie, peraltro molto controverse, che riguardano i primi eventi della ontogenesi dei muscoli estrinseci dell’occhio e delle loro giunzioni neuromuscolari. Esistono strette correlazioni tra lo sviluppo dei muscoli extraoculari nella scimmia Macacus e quello del genere umano ed infatti gli studi più interessanti sono stati condotti appunto su campioni prelevati da feti dei primati.



306 - Embriologia delle palpebre e dell’apparato lacrimale: i fattori di crescita

Abbiamo studiato i fattori di crescita che svolgono un ruolo nell’embriogenesi delle palpebre e dell’apparato lacrimale. Sono stati inoltre presi in considerazione i fattori coinvolti nella secrezione mucosa dell’epitelio congiuntivale. I dati sono integrati da osservazioni sulla embriologia e sulla morfologia dei due sistemi.



307 - Correzione dell’ipermetropia: occhiali multifocali, l’effetto prismatico e l’aniseiconia

Le lenti multifocali vengono usate nell’ipermetropia o per correggere l’ametropia associata a presbiopia o quando è presente una eso-deviazione latente o manifesta. La prescrizione di tali lenti può indurre effetti prismatici non voluti durante la visione a distanza ravvicinata.

Le maggiori probabilità di scatenare una sintomatologia astenopeica si presentano quando si produce una differenza di effetto prismatico sui meridiani verticali. Vengono proposte alcune soluzioni per superare tale problema. Per qunanto riguarda l’aniseiconia, viene sottolineata l’inadeguatezza, dal punto di vista clinico, della legge di Knapp e si suggerisce di utilizzare sempre lenti a contatto nella correzione dell’anisometropia senza tenere in alcun conto la causa della stessa.



308 - Effetto sull’idrodinamica oculare in condizioni di provocazione di un farmaco -1 litico (Dapiprazolo 0,5%) in soggetti con retinite pigmentosa

Gli Autori hanno studiato in un gruppo di soggetti affetti da Retinite Pigmentosa, dopo instillazione a lungo termine di dapiprazolo 0,5%, la risposta al test dell’ipobarismo orbitario, esame che permette di valutare la produzione di umor acqueo in assenza di deflusso pressione-dipendente.

I risultati hanno evidenziato che tale farmaco è in grado di ridurre la produzione dell’umor acqueo del 53% circa, che peraltro è già ridotta, senza indurre variazione significativa della pressione endoculare in condizioni basali.



309 - Il nervo ottico: Morfologia, morfogenesi e fattori di crescita

Dopo aver descritto la morfologia del nervo ottico ed esaminate le principali fasi della morfogenesi vengono studiati quei fattori di rischio che sembra possano esercitare uno specifico ruolo nel corso di questo periodo.



310 - Il chiasma ottico: Morfologia, morfogenesi e fattori di crescita

Sono descritte le caratteristiche morfologiche e le principali linee di organizzazione architettonico-funzionali seguite nel corso della morfogenesi del chiasma ottico.

Vengono discusse in particolare le più recenti ipotesi relative alla “scelta” evolutiva intrachiasmatica delle fibre “dirette” e di quelle “crociate”. Sono elencati infine i principali fattori di crescita che controllano la morfogenesi del chiasma ottico.



311 - Lenti a contatto a “ricambio frequente”: uso giornaliero o prolungato

Gli Autori espongono come l’ipossia da lenti a contatto (lac) a “ricambio frequente” si possa prevenire effettuandone un uso solo giornaliero in quanto il DK/L di queste lenti è sufficiente solo per un uso diurno (EOP 10% ad occhi aperti).

Studi sul cambiamento delle proteine lacrimali tra occhio aperto e chiuso sembrano confermare l’ipotesi che l’occhio chiuso è esposto ad uno stato infiammatorio sub-clinico per cui l’applicazione di lac peggiora tale condizione e per questo gli Autori ne sconsigliano l’uso.



312 - Glaucoma, pressione arteriosa e farmaci antipertensivi sistemici

Fra i possibili fattori di rischio nella eziologia del glaucoma, particolare importanza è stata rivolta alla pressione arteriosa (PA), specificatamente tra alta PA sistolica non trattata e glaucoma cronico semplice e tra bassa PA diastolica e glaucoma sine ipertensione, ed al suo trattamento qualora essa risultasse elevata (calcio-antagonisti, beta-bloccanti, ACE-inibitori, diuretici).

A tal riguardo è stato osservato che la somministrazione orale di calcio antagonisti (es. nitrendipina) in soggetti con ipertensione essenziale moderata e senza ipertono oculare determina oltre che effetti sistemici anche un moderato decremento della pressione intraoculare, mentre la sua instillazione evidenzia un marcato effetto ipotensivo oculare. Gli scotomi nei soggetti con glaucoma sine ipertensione miglioravano dopo che il paziente riceveva il Ca-antagonista dimostrando quindi una reattività dei vasi a quest’ultimo con una vasodilatazione che risultava in un aumentato flusso sanguigno al nervo ottico.

La somministrazione orale di -bloccanti è anch’essa correlata con una riduzione della pressione oculare (IOP) specie quando il farmaco -bloccante controlla, riducendola, la pressione sistemica. Peraltro, il nadololo, farmaco non selettivo ad emivita più lunga, ad una singola dose di 20 o 40 mg per os determina un consistente decremento della IOP per l’intera giornata.

Anche gli ACE-inibitori per via sistemica si sono dimostrati efficaci nel ridurre la IOP con meccanismi non perfettamente noti e probabilmente agendo sulle arterie ciliari posteriori inibendo l’enzima di conversione da angiotensina I ad angiotensina II e provocando così un furto sanguigno al corpo ciliare.

Infine, tra i diuretici, non di uso corrente per ridurre i valori pressori, si è messo in evidenza il ruolo dell’acetazolamide nel controllo della IOP.



313 - Le fibre nervose catecolaminergiche nella cornea del coniglio

E’ stata dimostrata la presenza di fibre nervose catecolaminergiche nella cornea di coniglio. Negli anni passati si pensava che solo le fibre nervose dell’endotelio e quelle dello stroma vicino all’endotelio fossero di origine simpatica.

I nostri risultati dimostrano che le fibre corneali sono catecolaminergiche e che esse si trovano in maggior numero nello strato epiteliale rispetto allo strato endoteliale e quello stromale.

Tre settimane dopo una lesione chimica le fibre catecolaminergiche sono fortemente ridotte nello strato epiteliale ma sono ben conservate nello strato stromale ed in quello endoteliale.



314 - I microfilamenti nella cornea del coniglio: studio autoradiografico, immunochimico ed ultrastrutturale

Le cellule epiteliali ed i fibroblasti della cornea del coniglio legano anticorpi anti-miosinosimili (AMA). Studiando le stesse cellule con il microscopio elettronico abbiamo dimostrato che tali cellule contengono fasci di microfilamenti nelle zone corticali del citoplasma. I risultati immunochimici ed ultrastrutturali suggeriscono che entrambe queste cellule sono capaci di produrre in vivo movimenti collegati con i fenomeni morfogenetici.

Inoltre abbiamo formulato l’ipotesi che i microfilamenti esercitano un ruolo nella motilità e nella riparazione delle lesioni traumatiche della cornea.



315 - Argon laser Photocoagulation in the treatment of the palpebral lobe cysts of the lacrimal gland (dacriops)

Il dacriops è una cisti chiusa che si sviluppa dal lobo palpebrale della ghiandola lacrimale principale, evidenziandosi nella regione del canto esterno; la sua crescita lenta ed insidiosa provoca disturbi di tipo meccanico e di tipo estetico, senza mai regredire in maniera spontanea.

Il trattamento prevede una escissione chirurgica della cisti con risparmio del tessuto ghiandolare adiacente oppure la marsupializzazione della stessa nei casi associati a ipolacrimazione.

La terapia Argon-laser è stata proposta dagli Autori per i casi di dacriops semplice, poiché il trattamento è eseguito in poche sedute ambulatoriali, in anestesia locale, evitando così i rischi operatori ed anestesiologici nonchè il ricovero ospedaliero.

Il trattamento fotocoagulativo non è consigliabile nei casi complicati da fistole ed in quelli con presentazione clinica atipica.



316 - L’acuità visiva nella visione crepuscolare

In questo lavoro vengono descritti ed analizzati i dati sul visus in condizioni di bassa luminanza ed in visione binoculare, rilevati in uno screening effettuato presso la sede dell’automobile Club di Mantova. I dati sono stati rilevati su di un gruppo di individui volontari in possesso di patente di guida, senza patologie sistemiche dichiarate e senza evidenti segni di opacità dei mezzi diottrici. I dati ottenuti, anche se non ancora definitivi, consentono di ricavare una prima curva standard delle capacità visive al variare della luminosità e forniscono, inoltre, dei valori di riferimento per fasce di età. Questi dati possono, quindi, rappresentare un valido punto di partenza per una migliore valutazione della visione crepuscolare, richiesta per il conseguimento ed il rinnovo della patente di guida automobilistica.



317 - L’impiego di C.R.T. display per una guida sicura

Numerosi studi recenti hanno sottolineato come molti test per la visione dei colori comunemente impiegati nella pratica clinica possano risultare non sufficientemente discriminanti per una serie di svariati fattori. Oltre a tali inconvenienti, la necessità sempre più avvertita di poter sottoporre ad elaborazione i dati ottenuti dai test, unita alla possibilità di introdurre nuovi parametri d’indagine in condizioni costanti e ripetibili, sembra rendere l’uso del CRT (Chatode Ray Tube) Display, con annesso elaboratore, particolarmente indicato nell’indagine e nella individuazione delle anomalie del senso cromatico.



318 - Percezione di variazioni di luminosità e guida sicura

Gli Autori, dopo uno studio statistico sulla misura della sensibilità al contrasto condotta su soggetti diabetici senza retinopatia ed in possesso di normale patente di guida, hanno evidenziato riduzioni statisticamente significative di questa funzione. Nella guida dei veicoli ciò si traduce praticamente in una riduzione dello spazio utile di percezione di ostacoli in condizioni di nebbia, fumo e foschia.

Questo test si dimostra quindi indispensabile per una completa valutazione della funzione visiva.



319 - Il ruolo della percezione visiva nella guida notturna

Con un’apparecchiatura appositamente realizzata è stato condotto uno studio sull’acuità visiva, a varie luminanze, su un gruppo di soggetti miopi in possesso di regolare patente di guida. I risultati sono stati confrontati con quelli di un gruppo di soggetti normali emmetropi omogeneo per numero, età e sesso. E’ stata riscontrata una riduzione statisticamente significativa del visus a basse luminanze di tutti i soggetti miopi.

Nei miopi con difetto diottrico maggiore di 6 diottrie tale riduzione è risultata superiore al 50%. Nella guida di veicoli di veicoli ciò si traduce in una riduzione dello spazio utile di percezione di ostacoli in caso di guida notturna o in gallerie. Questo test si dimostra quindi utile per una più corretta valutazione della funzione visiva.



320 - Analisi quantitativa degli enzimi LDH ed SDH a livello del trabecolato corneosclerale umano: eventuale ruolo nella malattia glaucomatosa

Gli Autori nel presente studio hanno effettuato l’analisi quantitativa relativa delle attività enzimatiche LDH ed SDH presente nell’angolo iridocorneale umano sia in condizioni normali che nella malattia glaucomatosa.

Questi enzimi sono responsabili a livello dell’iride, del corpo ciliare, della coroide, e dell’angolo camerulare del trasporto attivo dell’acqua.

Gli Autori hanno riscontrato nelle aree suindicate che l’attività si riduce in concentrazione del 42%. Nel glaucoma ad angolo aperto, ristretto e chiuso tale attività si riduce rispettivamente sino a raggiungere valori del 27%, 19% e del 14%.

Questo dato indica una riduzione del trasporto attivo di acqua e pertanto una riduzione della funzione di controllo della pressione endoculare.

Mentre l’attività SDH è presente in condizioni normali nel 66% delle aree osservate, nel glaucoma ad angolo aperto, ristretto e chiuso tale attività si riduce del 20% rispettivamente al 62%, 58% e 56%.



321 - Il glaucoma ad angolo chiuso primario acuto

Gli Autori descrivono il comportamento di pronto soccorso ambulatoriale che deve tenere un oculista di fronte ad un ipertono.

Per quanto riguarda l’ipertono acuto da glaucoma da angolo chiuso primario acuto da blocco pupillare o da iride a plateau è imperativo ridurre il dolore e la pressione oculare del paziente.

Si potranno così utilizzare farmaci sistemici e topici non dimenticando mai le loro controindicazioni.

Contemporaneamente alla terapia medica si potrà procedere ad una indentazione corneale con lente di Zeiss.

Se tale terapia farmacologica e fisica dovesse fallire, già dopo poche ore, si dovrà procedere ad una paracentesi della camera anteriore e se necessario ad una goniosinechiolisi.

Dopo questo intervento, se riuscito, si potrà procedere dopo diverse ore ad una iridotomia Nd-YAG laser in ambo gli occhi.

In effetti, tale trattamento può precedere la paracentesi se lo strumento è a pronta disposizione dell’oculista.

Si potrà anche eseguire una iridoplastica periferica specie nelle iridi a plateau o una pupilloplastica se l’iridotomia e l’iridoplastica falliscono. Peraltro, in caso di insuccesso, cioè in presenza di una chiusura sinechiale per 270° o più sarà necessario procedere ad un intervento filtrante.



322 - Le uveiti

Gli Autori descrivono il comportamento di pronto soccorso ambulatoriale che deve tenere un oculista di fronte ad un ipertono acuto o ad una uveite

Il trattamento delle emergenze delle uveiti deve necessariamente tener conto della assoluta inadeguatezza della comune convinzione che sia possibile trattare tutte le flogosi oculare con lo stesso schema terapeutico. L’importanza di un corretto approccio clinico-diagnostico fin dalle fasi iniziali di rilevazione di un’uveite consente di migliorare la prognosi quoad functionem e di ridurre gli effetti collaterali di terapie a volte inutili o inadeguate, e, spesso, potenzialmente dannose per il paziente.



323 - L’acuità visiva in condizioni di ridotta illuminazione. Rapporto con lo stato di illuminamento indotto dai proiettori delle automobili

In questo lavoro vengono descritti ed analizzati i risultati sul visus in condizioni di basse luminanze ed in visione binoculare, dopo uno screening effettuato presso la sede dell’Automobil Club di Mantova. I dati sono stati rilevati su di un gruppo di individui volontari in possesso di patente di guida, senza patologie sistemiche dichiarate e senza evidenti segni di opacità dei mezzi diottrici. I dati riscontrati, anche se non ancora definiti, consentono di ricavare una prima curva standard delle capacità visive al variare della luminosità e forniscono, inoltre, dei valori di riferimento per fasce di età.

Questi risultati possono, quindi, rappresentare un valido punto di partenza per una migliore valutazione della visione crepuscolare richiesta per il conseguimento ed il rinnovo della patente di guida automobilistica. Inoltre, si sono fatte delle considerazioni con le reali condizioni di guida crepuscolare ed è stato rapportato il valore delle condizioni dell’acuità visiva alle basse luminanze con lo stato di illuminamento dell’ambiente indotto dai proiettori delle automobili, deducendo che il valore di 0,5 Cd/m2 è quello che da solo potrebbe essere valutato clinicamente dopo un adattamento al buio per 30’ ed il visus dovrebbe raggiungere i 6/10 in visione binoculare. Conferme cliniche saranno però necessarie su vari gruppi di popolazione (sani, miopi, diabetici, etc.).



324 - Ultrasound biomicroscopy in the clinical evaluation of ab externo holmium: YAG laser sclerostomies

La biomicroscopia ad ultrasuoni ad alta frequenza (UBM) ha un elevato potere di risoluzione ciò rende possibile l’esplorazione e lo studio in alcune aree del segmento anteriore con una chiarezza comparabile a quella dei preparati istologici. L’UBM ad alta frequenza e’ stato impiegato nella valutazione clinica di 10 occhi glaucomatosi sottoposti a sclerostomia con holmium: yttrium-alluminium-garnet (Ho:YAG) laser ab externo. Le caratteristiche anatomiche delle fistole sono state esaminate e confrontate con immagini ecografiche. Gli Autori hanno dimostrato che nei 5 casi dove erano presenti la bozza filtrante, la fistola e l’ostio interno, la pressione intraoculare risultava ridotta. L’UBM è uno strumento diagnostico ad alta definizione nel follow-up di fistole e bozze filtranti dopo sclerostomia con Ho:YAG laser , rendendo possibile reintervenire tempestivamente prima che le manifestazioni cliniche si instaurino.



325 - Valutazione dell’effetto dei farmaci antiglaucomatosi sull’ipertensione oculare indotta da prolungata chiusura palpebrale

La chiusura prolungata delle palpebre provoca un marcato aumento della pressione intraoculare (PIO), la cui entità è proporzionale, tra 15 e 60 minuti, alla durata della manovra. Questo fenomeno è di grande interesse sia sul piano fisiologico, in quanto consente di studiare i meccanismi adattativi dell’occhio all’ipossia legata alla chiusura palpebrale; sia sul piano farmacologico, in quanto sembra riprodurre i picchi ipertensivi che si verificano durante il sonno ed il cui controllo potrebbe migliorare l’efficacia della terapia anti-glaucomatosa. Gli esperimenti sono stati condotti misurando la PIO immediatamente prima la chiusura delle palpebre e dopo 60 minuti; i pazienti rimanevano seduti pe tutta la durata del test. I farmaci sono stati somministrati a tempi variabili dall’inizio del test, in funzione delle loro caratteristiche farmacocinetiche. I risultati ottenuti mostrano che l’effetto dei farmaci anti-glaucomatosi sull’aumento della PIO da chiusura palpebrale varia non solo da classe a classe, ma anche all’interno di una stessa classe. Tra i -bloccanti, metipranolo 0,3% inibisce l’incremento pressorio del 100%, levobunololo 0,5% del 70%, timololo 0,5% del 40%, betaxololo 0,5% del 25%. Clonidina, pilocarpina, adrenalina ed acetazolamide inibiscono l’incremento pressorio del 20-40%. Questi risultati indicano che l’effetto dei farmaci sul picco ipertensivo da chiusura delle palpebre non è necessariamente correlato al loro effetto sulla PIO basale. Questo test potrebbe, quindi, fornire utili informazioni sulla capacità dei farmaci di controllare i picchi ipertensivi che si verificano, in particolare, prima e durante il sonno.



326 - A Probabilistic model to evacuate the risk exposure of drivers affected by visual function reduction

La visione binoculare rientra tra le molte funzioni che entrano in gioco durante la guida e dipende dalle condizioni di viabilità ed atmosferiche.

Dopo aver analizzato in profondità gli scenari stradali più significativi secondo un test a cui sono stati sottoposti gli automobilisti a seconda delle loro patologie visive si propone un metodo per quantificare l’esposizione al rischio di incidenti stradali.

Il metodo, che si basa su un approccio sperimentale del tipo Monte Carlo, è adatto per lo studio non solo se certe funzioni patologiche (che possono essere più o meno debilitanti) che costituiscono un alto grado di rischio ma se l’uso di materiali specifici per lenti e l’uso di altri strumenti che aiutino nella guida può ridurre in una certa misura il rischio di incidenti.

I risultati ottenuti dall’applicazione del metodo agli scenari proposti sono valutati per quanto riguarda il relativo peso che può essere attribuito alle varie patologie.



327 - Neurotrasmission in human trabeculae corneoscleral

La eziopatogenesi del glaucoma è molto complessa e controversa. Altri studi hanno dimostrato che le strutture del trabecolato sclero-corneale sia umano che canino giocano un ruolo importante nell’attivo assorbimento dell’umore acqueo.

Noi abbiamo ipotizzato che un ruolo attivo è svolto dall’innervazione del traecolato sclero-corneale. Abbiamo così studiato tre neurotrasmettitori nel trabecolato sclero-corneale i quali potrebbero avere un importante ruolo nella idrodinamica dell’umore acqueo sia nelle condizioni normali che in quelle patologiche.



328 - Catecholaminergic nerve fibres in normal and alkali-burned rabbits cornea

Negli anni recenti le ricerche anatomiche hanno rivelato la presenza di vari tipi di fibre nervose nella cornea.

Ci siamo proposti in questo studio di valutare la distribuzione delle fibre catecolaminergiche nei vari strati della cornea di coniglio e di studiare gli effetti di una lesione superficiale indotta sperimentalmente sul pattern delle fibre catecolaminergiche e sulla loro distribuzione nei vari strati corneali.

Tre settimane dopo aver provocato una ustione da alcali nel centro della cornea destra di cinque conigli albini e poi sacrificati, sono state colorate le sezioni dei tessuti corneali dei due occhi al fine di valutare la distribuzione delle fibre catecolaminergiche e quindi scattate le fotografie in bianco e nero. Queste sono state esaminate mediante un analizzatore di immagini Quantimet Leica.

Fibre nervose catecolaminergiche sono state osservate nell’epitelio e negli strati profondi dello stroma corneale. Si è constatato nelle sezioni della cornea danneggiata una importante riduzione di esse nello stroma superficiale mentre quelle endotelio e dello strato profondo non erano interessate.

Anche se le fibre nervose catecolaminergiche sono state osservate in tutti gli strati della cornea, la loro ripartizione dopo l’induzione di una lesione superficiale della cornea sembra indicare che le fibre nervose superficiali e profonde hanno probabilmente una differente ripartizione.



329 - Une approche raisonnée de l’utilisation des lentilles de contact dans un but thérapeutique: notre expérience

Le lenti a contatto terapeutiche in commercio sono in idrogel o al collagene. Sebbene tali lenti, in quanto specificamente progettate per essere utilizzate a fini terapeutici, si siano dimostrate adatte per il trattamento di alcune patologie, non lo sono per altre, come le patologie da esposizione, il nistagmo, la ptosi, il microftalmo, l’albinismo assoluto, le bozze congiuntivali ecc.. Inoltre nessuna lente a contatto in idrogel trasmette ossigeno in quantità sufficiente tale da poter essere utilizzata in regime prolungato per trattamenti che richiedono tempi lunghi.

Gli Autori, in base alla loro esperienza considerano la possibilità di utilizzare oltre alle lenti convenzionali, altri tipi di lenti: in gomma siliconica, rigide sclerali o corneali, in idrogel a basso tasso di disidratazione o monouso, non convenzionalmente terapeutiche, al fine di poter trattare, con maggior efficacia, un ampio ventaglio di patologie oculari.



330 - Induced acute hypertension: Mode of retinal cell degeneration

Sono stati studiati gli effetti dell’ipertensione oculare sperimentale sulle cellule retiniche. Sono stati valutati i livelli della pressione intraoculare ed il grado di danneggiamento delle cellule mediante l’analisi citochimica e del DNA. Sono state osservate due modalità di degenerazione delle cellule retiniche: Necrotica ed Apoptotica.



331- Danno da glaucoma: Blocco del trasporto assoplasmatico nel nervo ottico

Gli Autori descrivono la fisiologia del trasporto assoplasmatico, in particolare nel nervo ottico, ed una serie di studi sperimentali relativi alla sua interruzione.

Non è ancora chiaro il meccanismo con il quale l’aumento della pressione intraoculare, artificialmente indotto o in corso di glaucoma, possa determinare il blocco del flusso assoplasmatico, malgrado siano stati prospettati eventi meccanici e/o vascolari, capaci di attivare l’apoptosi nelle cellule gangliari retiniche.

La riattivazione del trasporto assoplasmatico potrebbe essere ottenuta sia interferendo sull’evento primitivo, che attraverso l’apporto di fattori neurotrofici.



332 - Occlusioni venose retiniche: Aspetti eziopatogenetici

Gli AA hanno valutato i fattori di rischio coinvolti nell’insorgenza delle occlusioni venose retiniche considerando come questa patologia sia multifattoriale e quindi come sia necessaria una ricerca attenta dell’evento scatenante al fine di intervenire in modo specifico dal punto di vista terapeutico.



333 - Considerazioni sull’eziopatogenesi della miopia

Gli AA riportano le recenti vedute eziopatogenetiche sull’insorgenza della miopia considerando come la deprivazione visiva o uno stimolo luminoso anomalo mediante l’azione di mediatori chimici sistemici o locali possa aumentare tale vizio refrattivo.



334 - Genetica del glaucoma pigmentario

Gli Autori riportano le più recenti acquisizioni sulla sindrome da dispersione pigmentaria, evidenziandone il carattere eredo-familiare e la localizzazione cromosomica. Sembra rilevante anche l’influenza di particolari geni omeobox.



335 - Controversie sulla vascolarizzazione della testa del nervo ottico e dell’area periottica

Gli AA descrivono l’architettura e la struttura dei vasi della testa del nervo ottico, nei suoi vari strati, e dell’area periottica.

Al momento alcuni aspetti dell’angioarchitettura risultano ignoti; sono necessari ulteriori studi per chiarire definitivamente le caratteristiche del microcircolo papillare e peripapillare.



336- Effetti metabolici dei glucocorticoidi su cristallini di coniglio - Studio mediante RMN

Gli Autori studiano, mediante spettroscopia RMN 1H, 13C, 31P, le variazioni del metabolismo nel cristallino di conigli giovani indotte da un prolungato trattamento topico con desametazone. E’ stata proposta, come un possibile meccanismo patogenetico per la cataratta indotta da glicocorticoidi, una diminuzione del potenziale di riduzione delle cellule epiteliali del cristallino di coniglio secondario a perdita di GSH.



337 - Le basi molecolari dello sviluppo

Gli AA descrivono i meccanismi molecolari preposti al differenziamento cellulare studiati nel Caenorhabditis elegans, nella Drosophila melanogater, nel topo e nell’uomo.

Geni materni, segmentari ed omeotici vengono analizzati.



338 - Lo sviluppo dell’organizzazione spaziale del corpo

Gli Autori sostengono che nel programma di sviluppo del corpo esistono istruzioni semplici che determinano le forme.

Nell’organizzazione spaziale notevole importanza viene attribuita alla posizione della cellula che, in base al suo codice genetico, interpreta il segnale inviato da morfogeni. Questi segnali non sono oggi tuttora noti.

Nello sviluppo dello schema spaziale è inoltre importante il fenomeno dell’induzione che avverrà solo su cellule competenti.



339 - Lo sviluppo delle strutture ossee dell’orbita

Gli AA, dopo una premessa anatomica delle ossa dell’orbita, descrivono la sua morfogenesi.

Il cranio può essere suddiviso in due parti: il neurocranio e lo splancnocranio.

Il primo deriva dai somitomeri e dai somiti occipitali (mesoderma parassiale) e forma il rivestimento protettivo dell’encefalo con la porzione cartilaginea che forma le ossa della base del cranio.

Lo splancnocranio, che deriva dalla cresta neurale, darà invece origine allo scheletro della faccia principalmente attraverso i primi due archi faringei.



340 - Morfogenesi della tunica sclerale

Gli AA riportano nella prima parte del lavoro la morfologia antomo-funzionale della sclera mentre nella successiva gli aspetti embriologici che possono spiegare alcune anomalie congenite.



341 - Sviluppo della cornea umana

Gli Autori riportano le nuove acquisizioni sull’embriologia della cornea dopo aver valutato le più recenti acquisizioni morfologiche. Uno dei concetti più importanti sarebbe l’origine neuroectodermica piuttosto che mesenchimale, delle cellule endoteliali e stromali posteriori.



342 - Morfogenesi del vitreo

Gli AA. dopo una breve premessa anatomica, descrivono lo sviluppo embriogenetico del vitreo che avviene attraverso due fasi: vitreo primitivo e vitreo secondario.



343 - Lo sviluppo postnatale delle vie visive

In questo lavoro gli Autori sottolineano il ruolo fondamentale dell’esperienza visiva nello sviluppo postanatale delle vi visive. Dopo aver ripercorso la strada delle principali scoperte, dagli anni 60, relative alla fisiologia dello sviluppo della funzione visiva, vengono affrontate le più moderne tematiche di segregazione, oculare e corticale, sinaptogenesi. Malgrado la ricerca in questo campo sia orientata sulla biologia molecolare, c’è accordo unanime nel ritenere il potenziale d’azione, in quanto attività elettrica evocata, come primo attore nel corretto sviluppo delle vie visive.



344 - I potenziali visivi nello sviluppo postnatale delle vie visive

Gli AA, riportano gli studi eseguiti sullo sviluppo postnatale delle vie visive osservando come il potenziale d’azione sia l’elemento cruciale.

L’eliminazione chimica nel gatto dei potenziali d’azione arresta lo sviluppo delle terminazioni assoniche nelle cellule gangliari ed inoltre sono necessari per i primi due mesi di vita per far maturare le terminazioni delle cellule gangliari e far stabilire nuove connessioni sinaptiche. Se i potenziali d’azione sono bloccati in qualsiasi momento durante questo periodo, lo sviluppo normale viene impedito.



345 - Lo sviluppo postnatale delle funzioni visive e plasticità del sistema visivo

Lo sviluppo delle varie funzioni visive nel periodo postnatale è un processo che diventa attivo rapidamente e tende a completarsi nei primi periodi di vita parallelamente ai processi di corticogenesi e di sinaptogenesi sotto lo stimolo delle esperienze visive. La ricerca clinica e biomolecolare indicano che il sistema visivo, a livello corticale, mantiene uno stato di plasticità anche dopo lo sviluppo postnatale è stato ultimato. Gli Autori riportano i più recenti lavori internazionali rivolti a queste tematiche.



346 - Lo sviluppo della vascolarizzazione del segmento posteriore dell’occhio e del nervo ottico

Gli Autori riportano le tappe essenziali dello sviluppo del sistema vascolare del segmento posteriore oculare in epoca prenatale. Viene descritta, in particolare, la morfogenesi del complesso angioarchitettonico che rifornisce la testa del nervo ottico nelle sue varie porzioni e la sua struttura anatomica definitiva.



347 - Danno da glaucoma: Il ruolo della matrice extracellulare nella testa del nervo ottico

Gli Autori descrivono le caratteristiche ultrastrutturali della lamina cribrosa nella testa del nervo ottico, sia in occhi di soggetti normali che in occhi affetti da glaucoma. Particolare riguardo è rivolto ai processi involutivi istochimici che coinvolgono la matrice extracellulare.

La sofferenza degli astrociti sembra essere direttamente correlata ai livelli di pressione intraoculare, per causa di un insulto meccanico e/o metabolico; tuttavia la reattività individuale è in grado di condizionare la suscettibilità della lamina cribrosa all’insulto glaucomatoso.



348 - I fattori di rischio nel normal tension glaucoma

Gli AA riportano i fattori di rischio nel glaucoma a pressione normale considerando come alla base vi sia un’eziopatogenesi multifattoriale: fattori locali e sistemici e come sia difficile modulare la loro influenza. In effetti, sono necessari ulteriori studi per conoscere la possibile presenza di fattori di rischio.



349 - Lo sviluppo dei neuroni cerebrali

Gli AA, dopo aver descritto la morfogenesi del tubo neurale, analizzano la differenziazione dei vari strati nella parte anteriore del tubo neurale: zona ventricolare, intermedia e marginale. Segue la formazione della placca corticale che darà successivamente luogo alla corteccia cerebrale. Moltiplicazione cellulare, migrazione, molecole di riconoscimento (es. N-CAM), orientamento preferenziale di neuroni, proprietà di trasmissione, elaborazione progressiva dei prolungamenti, fattori di crescita, quadri specifici di connessione, chemioaffinità, polarizzazione, periodo critico, apoptosi sono tutti eventi di notevole importanza presi in considerazione nella neurogenesi.



350 - Presbiopia: Involuzione nella crescita del sistema visivo

Gli AA, evidenziano che si fa riferimento a studi oggettivi che affermano che l’ampiezza accomodativa è praticamente nulla dopo i 52 anni di età, appare evidente che altri fattori causali debbono essere necessariamente individuati per spiegare l’incremento di addizione positiva che normalmente viene prescritto nell’età successiva. Di primaria importanza risulterebbe per gli AA la minore trasparenza dei mezzi diottrici ed una minore “efficacia retinica” che possono essere considerati fattori causali della riduzione della sensibilità al contrasto e dell’acuità visiva mentre la variazione (riduzione) del gradiente dell’indice di refrazione del cristallino è presumibile che abbia effetto soltanto sull’acuità visiva.

Gli AA, espongono quindi un caso clinico che sembra confermare l’ipotesi che la necessità di addizioni elevate dipenda non tanto da ulteriori riduzione dell’ampiezza accomodativa ma da un’involuzione nella crescita del sistema visivo.

A conclusione del lavoro gli AA propongono la loro definizione di presbiopia e cioè progressiva riduzione con l’età della visione distinta degli oggetti vicini in cui la perdita di accomodazione avrebbe un ruolo rilevante ma non determinante.



351 - Nebbia e perdita di efficienza nella guida automobilistica: attuale e possibile prevenzione sul conducente

Gli Autori, dopo un’introduzione in cui riportano la mancata conoscenza del problema della sensibilità al contrasto da parte delle Autorità preposte alla sicurezza stradale, prendono in considerazione i presupposti anatomo-fisiologici. Quindi descrivono i metodi di valutazione di queste funzioni.

Ritengono, peraltro, che bisogna indagare tale funzione nei conducenti di autoveicoli per evidenziare patologie oculari che possono influire sull’efficienza dell’apparato visivo in condizioni di scarsa visibilità quale la nebbia. Va considerato infatti come un deficit della sensibillità al contrasto sia di notevole rischio per il conducente. Peraltro il contrasto influenza altre caratteristiche visive come la percezione dei colori e la velocità apparente di un oggetto.

Viene infatti fatto presente che lo studio della sensibilità al contrasto rappresenta l’unica possibile prevenzione sul conducente nelle condizioni di nebbia e che specifiche lenti possono essere parzialmente utili a questo fine.



352- Occurrence of cholinergic nerve fibers in the human uveoscleral tissue

Lo scopo del lavoro è stato quello di studiare le fibre nervose colinergiche (CNF) del tessuto uveosclerale umano normale ed in condizioni patologiche ( pressione intraoculare-IOP- elevata di varia entità) e di sottoporre ad analisi quantitativa le CNF al fine di analizzare un’ipotetica associazione tra IOP e livello uveosclerale del neurotrasmettitore colinergico nelle fibre nervose di occhi enucleati.

Sono stati esaminati nel nostro protocollo undici pazienti ipertesi oculari di varia entità sottoposti ad enucleazione chirurgica per ragioni traumatiche o neoplastiche.

Il tessuto uveosclerale analizzato presentava un’attività enzimatica acetilcolinesterasi (Ache) a livello delle sue fibre nervose. La positività Ache risultava del 7,2% nel tessuto normale, mentre del 20,3% nei pazienti con pressione oculare elevata nel totale dell’area osservata.

L’aumento dell’attività enzimatica può essere rapportata all’incremento della IOP.

353- Degenerated events-necrosis and apoptosis of the detached retina caused experimentally in the rats

Lo scopo del presente lavoro è stato quello di studiare gli eventi degenerativi, necrotici ed apoptotici, nella retina di ratto dopo un suo distacco indotto sperimentalmente mediante l’ipertensione oculare acuta e di verificare eventuali meccanismi di neuroprotezione.

L’ipertensione oculare è stata indotta iniettando in modo rapido 10l di soluzione fisiologica in camera anteriore in modo da indurre un brusco incremento della pressione intraoculare a cui veniva fatto seguire un rapido ritorno ai valori basali. Il valore pressorio ottenuto veniva registrato con un trasduttore Unirecord, modello 7050, Ugo Basile. Dopo 6 ore dal trattamento si evidenziavano alterazioni della cromatina nucleare nelle cellule retiniche ed eventi degenerativi del DNA indicanti comparsa di necrosi soprattutto a carico dei fotorecettori. Intorno alle 24 ore sono presenti sia fenomeni apoptotici, evidenziati con la comparsa di frammentazione nucleosomale del DNA, che danni necrotici. Dopo 48 ore i fenomeni necrotici sembrano divenire prevalenti. Analogamente a quanto osservabile in altre situazioni sperimentali in cui sono presenti fenomeni degenerativi neuronali il trattamento con troxolo, scavenger dei perossidi, induce protezione delle cellule retiniche, a 24 ore dall’induzione del danno, con modalità concentrazione-dipendente.



354-Degenerated events in the cells of the anterior chamber caused by experimentally produced acute glaucoma in rats

Nel presente lavoro è stata utilizzata una tecnica sperimentale di induzione di ipertensione oculare acuta che provoca fenomeni di degenerazione necrotica ed apoptotica nel segmento posteriore dell’occhio di ratto per studiare le alterazioni indotte nelle popolazioni cellulari del segmento anteriore, con particolare riferimento alla cornea ed al corpo ciliare. L’ipertensione oculare è stata indotta iniettando in modo lento e continuo in camera anetriore metilcellulosa (MTC) al 2%.

Nel segemento anteriore dell’occhio di ratto, in cui è stata indotta ipertensione oculare acuta, si osserva, mediante la tecnica TUNEL, un evidente degradazione del DNA delle cellule endoteliali della cornea e delle cellule epiteliali del corpo ciliare a 24 ore dall’evento ipertensivo. Non siamo ancora in grado di verificare se questo evento è ascrivibile a fenomeni necrotici ed apoptotici, ma i concomitanti eventi degenerativi, di natura apoptotica, a livello retinico e coroideo ci portano a supporre anche per queste cellule la presenza di fenomeni apoptotici. Ciò presuppone un possibile controllo farmacologico.



355 - Neuroprotective effect of troxol (water-soluble product of vitamine E) in degenerated retinal cells after experimentally produced acute glaucoma in rats

Lo scopo del presente lavoro è stato quello di studiare i fenomeni degenerativi retinici indotti utilizzando una tecnica sperimentale di ipertensione oculare acuta da noi messa a punto e che induce i fenomeni degenerativi necrotici ed apoptotici nell’occhio di ratto, animale ben conosciuto per quanto riguarda i meccanismi di base dell’apoptosi e di studiare eventuali meccanismi di neuroprotezione.

L’ipertensione oculare è stata indotta iniettando in modo lento e continuo in camera anteriore metilcellulosa (MTC) al 2%. Il DNA a basso peso molecolare è stato separato mediante elettroforesi su gel di agarosio allo 0,8% ed è stato evidenziato mediante autoradiografia. La protezione da apoptosi è stata ottenuta iniettando troxolo 1-5 mM finale insieme con la metilcellulosa.

Dopo un’ora dal trattamento già sono evidenti eventi necrotici. Il fenomeno apoptotico non è ancora chiaramente evidente dopo 6 ore dal trattamento mentre raggiunge il suo massimo dopo 24 ore ed è rilevabile anche dopo 48 ore tempo a cui i fenomeni necrotici sembrano tornare ad essere retinici, a 24 dall’induzione del danno, con modalità concentrazione-dipendente.

I nostri dati dimostrano che in seguito ad ipertono si manifesta danni cellulari che possono essere ascrivibili a due diversi eventi degenerativi, necrosi ed apoptosi. Gli eventi correlati a fenomeni apoptotici potrebbero essere suscettibili di un trattamento farmacologico, mediante l’uso del troxolo, atto a prevenire ulteriori danni neuronali.



356 - The protective role of troxol in the choroidal cells of the against degeneration caused by experimental acute rise in the intraocular pressure

Lo scopo del presente lavoro è stato quello di verificare se i danni indotti da ipertensione oculare acuta sulle cellule coroidee possono essere sensibili all’azione protettiva degli scavenger dei perossidi (troxolo). Nelle cellule coroidee di ratto, in cui è stata indotta ipertensione oculare acuta, si osserva, mediante la tecnica TUNEL, un’evidente degradazione del DNA. Questa comincia ad essere osservabile circa 6 ore dopo il trattamento e persiste almeno sino a 48 ore. Non siamo ancora in grado di veerificare se questo evento è ascrivibile a fenomeni necrotici od apoptotici, ma i concomitanti eventi degenerativi, di natura apoptotica, a livello retinico ci portano a supporre anche per queste cellule la presenza di fenomeni apoptotici.

Il trattamento con 5 mM di troxolo, scavenger dei perossidi induce protezione delle cellule coroidee, a 24 ore dal danno.



357 - Choroidal cells degeneration after experimentally produced glaucoma in rats

Lo scopo del presente lavoro è stato quello di utilizzare una tecnica sperimentale di induzione di ipertensione oculare e di studiarne gli effetti sulle cellule coroidee.

Nelle cellule coroidee di ratto, si osserva, mediante la tecnica TUNEL, un’evidente

degradazione del DNA. Questa comincia ad essere osservabile circa 6 ore dopo il trattamento e persiste almeno sino a 48 ore. Non siamo ancora in grado di verificare se questo evento è ascrivibile a fenomeni necrotici od apoptotici o ad entrambi, ma i concomitanti eventi degenerativi, di natura apoptotica, a livello retinico ci portano a supporre anche per queste cellule la presenza di fenomeni apoptotici.



358 - Evoluzione nel tempo del concetto di accomodazione e presbiopia

Gli Autori propongono una rivisitazione storica, dalle prime ipotesi di Keplero e Cartesio alle più recenti, per capire le problematiche sulla etiopatogenesi dell’accomodazione e della presbiopia. Anche attualmente non tutto è chiarito in merito all’insorgenza ed all’evoluzione della presbiopia, pertanto altri fattori, oltre alla perdita dell’accomodazione, devono essere necessariamente individuati.



359 - Equilibrio dinamico tra epitelio e stroma nella fisiopatologia corneale

Gli AA, dopo una introduzione volta a sintetizzare l’anatomia della cornea, descrivono le interazioni tra epitelio e stroma nella fisiopatologia corneale.

L’evento chiave documentato è una riduzione dei cheratociti stromali (apoptosi) a seguito del turnover epiteliale, di abrasioni corneali, LASIK ed altre manipolazioni chirurgiche corneali. L’apoptosi dei cheratociti risulta coinvolta anche nella patogenesi del cheratocono, nell’applicazione di lenti a contatto rigide non corneo conformi, l’eccessivo strofinamento dei bulbi e nelle patologie allergiche della superficie oculare. Appare evidente che intervenire in uno stadio iniziale rappresenta sicuramente il modo più efficace per controllare la risposta riparativa e che nel futuro si potrà modulare questa risposta per il fine che ci si ripropone di ottenere.



360 - Morphological changes of human retinas affecteed vascular diseases

L’esame clinico della retina umana può dare numerose informazioni su disturbi vascolari comuni come l’ipertensione sistemica, l’aterosclerosi e la vasculopatia diabetica. Lo scopo del nostro studio è stato quello di ricercare le manifestazioni morfologiche di queste malattie prendendo in considerazione occhi umani enucleati la cui retina risulta integra da precoci alterazioni postmortem. La microscopia ottica, la microscopia polarizzata, a trasmissione ed a scansione elettronico sono state utilizzate per queste indagini. Una progressiva perdita di periciti ed un ispessimento della membrana basale sono significativamente e caratteristicamente presenti nelle variazioni retiniche correlate all’età, ma sono più evidenti in caso di retinopatia diabetica e retinopatia ipertensiva. In alcuni casi queste variazioni si associano con occlusioni capillari dovute a microtrombi o proliferazione intraliminare di cellule simil-gliali.

Oltre ad un danno delle cellule neuronali marcate variazioni delle cellule gliali sono state osservate. In casi di ischemia retinica la morfologia gliale intraretinica mostra caratteristiche epiteliali che sono associate alla condensazione del vitreo ad essa adiacente. Nei disturbi retinici essudativi, le cellule gliali invadono le giunzioni vitreoretiniche mostrando caratteristiche tipiche dei miofibroblasti. Alcune complicanze legate a patologie vascolari retiniche, come le neovascolarizzazioni vitreoretiniche e la vitreoretinopatia proliferativa (PVR) saranno ulteriormente presentate.



361 - Age related changes of retina and optic pathways

Nei soggetti si verificano molte variazioni età-dipendenti nel sistema visivo. Essi principalmente consistono in: perdita dell’acuità visiva, riduzione del senso cromatico, così come la riduzione del campo visivo. Per molti anni la riduzione delle funzioni visive nei soggetti anziani sono state considerate come causate dalle opacità dei mezzi diottrici, mentre una scarsa attenzione è stata rivolta ai cambiamenti che si verificano nella retina e nelle vie ottiche. Lo spessore della retina si riduce significativamente con l’età. Si è visto che i bastoncelli e le cellule ganglionari sono più vulnerabili al danno con l’età rispetto ai coni. Le cellule dell’epitelio pigmentato della retina diventano di diametro e forma irregolare ed accumulano una massiva quantità di lipofuscina.

La retina può essere alterata precocemente da un danno postmortem o premortem comune alle malattie vascolari (per es., ipertensione, arteriosclerosi, vasculopatia diabetica). In alcune condizioni questi cambiamenti sono associati con l’occlusione dei capillari, danni delle cellule neurali e cambiamenti delle cellule gliali. Per questi motivi è necessario distinguere i danni età-correlati e le malattie retiniche.



362 - Analisi della sensibilità al contrasto a duplicazione di frequenza (Dinamica) in soggetti in possesso di patente di guida automobilistica

La sensibilità al contrasto, cioè la capacità di percepire variazioni di luminanza, è uno dei parametri che caratterizzano la funzione visiva.

Finora nei precedenti lavori abbiamo studiato la sensibilità al contrasto a frequenza statica (1.98 Hz) con stimolazione a barre fisse. Tuttavia le condizioni di guida automobilistica sono di tipo dinamico. Queste variazioni attivano meccanismi neuronali diversi a seguito di fenomeni di sollecitazione.

Per questa ragione abbiamo approntato una variazione alla metodica di studio classica per analizzare queste condizioni. Ci siamo così avvalsi di un sistema di stimolazione computerizzato in grado di fornire una variazione temporale a quella che è una variazione spaziale (C/°).

Le variazioni spaziali testate sono state quattro (0.17- 0.53- 1.54- 4.69 C/°) mentre quella temporale è stata di 21.8 Hz. Tale frequenza è stata scelta come limite al di sotto della frequenza critica di fusione.

I risultati hanno messo in evidenza che in 16 occhi su 44 i valori di sensibilità al contrasto comparivano soltanto in 2 pazienti di età inferiore ai 30 anni.

Pertanto in seguito a quanto emerso dal nostro studio e dalla bibliografia internazionale reputiamo quanto mai utile introdurre la valutazione della sensibilità al contrasto dinamica come esame di routine per il conseguimento e soprattutto il rinnovo della patente di guida automobilistica perché indice di condizioni neuronali retiniche o delle vie ottiche.



363 - Acute ocular hypertension as a model retinal cell degeneration

Sono stati studiati gli effetti dell’ipertensione oculare sperimentale sulle cellule retiniche. Sono stati valutati i livelli della pressione intraoculare ed il grado di danneggiamento delle cellule mediante l’analisi citochimica e del DNA. I dati dimostrano che l’ipertensione oculare acuta causa una estesa morte delle cellule retiniche per apoptosi.



364 - Tinted Spectacle lenses and Myopia

Le lenti oftalmiche colorate vengono frequentemente prescritte per la correzione della miopia con lo scopo di ridurre l’abbagliamento solare o semplicemente per fini estetici. Gli Autori analizzano le relazioni tra alcuni fattori ottici e funzionali dell’occhio miope e le caratteristiche ottiche e tecnologiche delle lenti colorate con lo scopo di ottimizzare la prescrizione di tali lenti. Viene anche considerata la prescrizione preventiva di lenti che assorbono le radiazioni blu ed ultraviolette.



365 - Localization of Dopamine Receptors in the Rabbit Cornea

Lo scopo del lavoro è stato quello di analizzare il profilo farmacologico e la localizzazione anatomica dei recettori D1 e D2 dopaminergici in sezioni di cornea di coniglio in condizioni normali. Sono stati estratti campioni di cornea di coniglio. Sono state usate tecniche biochimiche ed autoradiografiche su sezioni congelate. E’ stato usato il 3HSCH-23390 come ligando dei recettori dopaminergici D1 ed il 3Hspiroperidolo come ligando dei recettori dopaminergici D2. Gli 3HSCH-23390 e 3Hspiroperidolo sono localizzati nelle sezioni di cornea di coniglio. Il profilo farmacologico dei legami è stato concorde con la classificazione dei recettori D1 e D2 rispettivamente. L’analisi al microscopio ottico della localizzazione dei recettori D1 e D2 rivela l’accumulo dei due radioligandi nello strato epiteliale ed endoteliale della cornea. E’ suggestivo un possibile ruolo del sistema dopaminergico nel controllo delle funzioni corneali.



366 - Il microsistema epitelio corneale- lenti a contatto

Gli AA riportano le manifestazioni sub-cliniche e cliniche indotte dalle lenti a contatto (lac) sull’epitelio corneale. Le manifestazioni sub-cliniche riconoscono cause meccaniche, metaboliche (termiche ed ipossiche), lacrimali ed iatrogene. Le manifestazioni cliniche daranno peraltro luogo ad i seguenti eventi: ipoestesia corneale, edema corneale, deficit lacrimale localizzato, fragilità epiteliale, complicanze propriamente dette (sindrome del rifiuto corneale, neovascolarizzazione, cheratiti infettive) e complicanze meccaniche (in rapporto alle lenti ed al materiale confinato sotto le lac).

Gli AA concludono osservando come l’applicazione di una lac perturbi un microsistema locale quale quello inter-oculo-palpebrale per cui l’applicazione deve essere sempre effettuata con scienza e controllata nel tempo.



367 - Uveoscleral outflow in dog’s eye: role of several enzymes

E’ stato valutato il pattern morfologico di enzimi diversi (succinico-deidrogenasi - SDH, glucosio-6-fosfato deidrogenasi - G6PDH e lattico-deidrogenasi – LDH) in occhi sani di cane. Una speciale attenzione è stata posta al tessuto uveo-sclerale. Le sezioni criostatiche degli occhi di cane sono state colorate con il blu di toluidina per riconoscere i dettagli microanatomici o con metodi istoenzimatici per l’attività della SDH, G6PDH e LDH usando il sodio succinato, il glucosio-6-fosfato ed il lattato di sodio come substrati ripsettivamente, la nicotinamide adenina dinucleotide (NAD) come agente riducente ed il sodio nitro-blu-tetrazolina come sostanza colorante. Nel tessuto uveo-sclerale sono state osservate una moderata reazione positiva per la SDH ed una forte reazione positiva per la LDH, mentre la G6PDH dà una colorazione negativa. Sono state suggerite alcune considerazioni riguardanti un possibile ruolo attivo per queste attività enzimatiche sul deflusso dell’umore acqueo.



368 - Accomodazione del cristallino: Aspetti eziopatogenetici

Gli AA espongono gli aspetti anatomici e fisiologici dell’accomodazione, funzione automatico-roflessa, che permette all’occhio di far variare il suo potere diottrico in funzione della vicinanza di un oggetto. Osservano come non ci siano ancora certezze sulle modifiche del cristallino e della zonula di Zinn e come la stessa perdita della capacità accomodativa negli anni sia tutt’altro che definita.



369 - Apoptotic degeneration induction in retinal cells by acute ocular hypertension and neuroprotection by troxol

Sono stati studiati gli effetti dell’ipertensione oculare sperimentale acuta sulle cellule retiniche. Sono stati valutati i livelli di IOP ed il grado di danneggiamento delle cellule mediante analisi citochimica e del DNA, di cui si sono osservate le modalità di degenerazione, necrotica ed apoptotica. Sono stati individuati possibili approcci farmacologici per prevenire gli eventi degenerativi almeno in parte ascrivibili a processi ossidativi



370 - Microphilaments inregenerating cells of rabbit cornea: immunological and ultrastructural observations

E’ stato suggerito il ruolo della proteina miosino-simile nella rigenerazione e proliferazione delle cellule corneali seguendo come standard un danno da alcali nell’occhio di coniglio. Mediante il convenzionale microscopio elettronico a trasmissione (T.E.M.) sono stati osservati microfilamenti nell’epitelio danneggiato e nei fibroblasti. E’ stato evidente il tipico aggregato di microfilamenti con strutture elettron dense e con fibre tensili. La presenza di proteina miosino-simile è stata dimostrata mediante mezzi di immunochimica e tecniche autoradiografiche. Sia le cellule epiteliali che i fibroblasti legano anticorpi antimiosina-simile (AMA). Le stesse cellule studiate con il M.E. hanno mostrato fasci di microfilamenti nell’area corticale del loro citoplasma in corrispondenza con lo stesso lato fluorescente o classificato AMA. I risultati immunochimici ed ultrastrutturali suggeriscono che entrambe le cellule sono capaci di produrre in vivo movimento coinvolgendo un fenomeno morfogenetico. Pertanto, queste strutture giocano un ruolo nella rigenerazione post-traumatica della cornea.



371 - Effetto modulante dei farmaci antiipertensivi sistemici sulla pressione oculare

Tra i possibili fattori di rischio nella eziologia del glaucoma, particolare importanza è stta rivolta alla pressione arteriosa (PA). Vari studi hanno evidenziato una relazione tra ipertensione arteriosa (PA) non trattata ed ipertensione oculare anche se non vi è una relazione lineare tra PA e pressione di perfusione oculare a causa della Autoregolazione dei vasi retinici. Peraltro, è stata dimostrata una maggiore correlazione tra una bassa PA diastolica e la pressione oculare (IOP) con una prevalenza di glaucoma cronico a pressione normale. Gli Autori, dopo quanto esposto osservano come non sia da sottovalutare la possibile influenza dei farmaci antiipertensivi sulla IOP e se essi intervengono o meno sulla progressione del danno glaucomatoso.

A tal riguardo è stato osservato che la somministrazione orale di calcio-antagonisti (es. nitrendipina) in soggetti con ipertensione essenziale moderata e senza ipertono oculare determina oltre ad effetti sistemici anche un moderato decremento della pressione intraoculare. Gli scotomi nei soggetti con glaucoma a pressione normale migliorano dopo che il paziente riceve il Ca-antagonista (verapamil) dimostrando quindi una reattività dei vasi a quest’ultimo con una vasodilatazione che risulta in un aumentato flusso sanguigno al nervo ottico.

La somministrazione orale di beta-bloccanti è anch’essa correlata con una riduzione della IOP specie quando il farmaco beta-bloccante controlla, riducendola, la pressione sistemica. Peraltro, il nadololo, farmaco non selettivo ad emivita più lunga, ad una singola dose di 20-40 mg per os determina un considerevole decremento della IOP per l’intera giornata.

Anche gli ACE-inibitori per via sistemica si sono dimostrati efficaci nel ridurre la IOP con meccanismi non perfettamente noti, probabilmente agendo sulle arterie ciliari posteriori. Inibirebbero l’enzima di conversione da angiotensina-I ad angiotensina-II e provocando così un furto sanguigno al corpo ciliare.

Infine, tra i diuretici, non di uso comune nel ridurre i valori pressori, si è messo in evidenza il ruolo dell’acetazolamide nel controllo della IOP. D’altra parte se la pressione di perfusione viene a ridursi dopo il trattamento della PA potrebbe essere accelerato il danno del campo visivo.



372- La razionalizzazione degli impianti di segnalazione stradale quale fattore di sicurezza, con riferimento alla visibilità in montagna

L’Autore, dopo aver esposto le condizioni obiettive delle strade di montagna in cui il pericolo maggiore è costituito dalle curve riporta il tasso di incidentalità in questo particolare tipo di tracciato.

Considerando l’attuale realtà e nell’attesa di provvedere ad interventi più adeguati, che vengono riportati, sarebbe opportune una razionalizzazione degli impianti di segnaletica quale fattore di sicurezza.

La segnaletica, infatti deve essere uno strumento integrativo delle informazioni necessarie per una buona condotta di guida.

L’Autore si è quindi proposto di valutare questo problema in un caso specifico di “oggetto in curva” considerandolo di importanza notevole per la sicurezza in montagna ed al fine di porre le basi per redigere apposite direttive.

L’Autore ha così costruito un modello semplificativo per valutare la velocità di sicurezza in tracciato con curvature di limitato raggio in diverse situazioni ambientali riassunte da un unico parametro di decelerazione.

L’Autore considera che il segnale generico di curva dovrebbe essere integrato con indicazione della velocità massima o meglio con un intervallo di velocità di sicurezza in corrispondenza delle diverse situazioni di decelerazione che tengono conto anche delle condizioni ambientali.



373 - Terapia antiossidante della degenerazione maculare senile

La degenerazione maculare legata all’età (DMLE) è una patologia del segmento posteriore dell’occhio e più propriamente della regione maculare, che si manifesta dopo i 50 anni di età e che determina un’alterazione della visione centrale. Questa malattia rappresenta oggi una delle prime cause di cecità legale in Europa e negli Stati Uniti.

La possibilità di influenzare questa malattia mediante trattamento farmacologico è di grande importanza e molti studi offrono spunti interessanti per un’applicazione terapeutica. Un’attenzione particolare merita in primis il trattamento con sostanze antiossidanti. Gli antiossidanti rappresentano la linea di difesa dagli effetti dei radicali liberi formando prodotti non reattivi. Gli Autori descrivono le principali sostanze quali la vitamina A e C, i flavonoidi, le antocianodine, i carotenoidi, i tarpeni lattoni, il coenzima Q-10, la vitamina PP ed altre ancora.

In definitiva, quello che possiamo attualmente dire, dall’insieme di questi dati riportati è che il trattamento antiossidante è discusso e che peraltro ne deve essere provata la tossicità della sua supplementazione nella dieta, in quanto alcuni di questi minerali sono tossici in quantità elevate nel siero, e di alcune vitamine conosciamo solo parzialmente gli effetti collaterali così come evidenziato per carotenoidi in soggetti fumatori.

E’ necessario quindi che gli studi continui sia nella ricerca di una migliore valutazione degli agenti di rischio sia alla ottimizzazione del trattamento con sostanze antiossidanti che come detto, indubbiamente, svolgono un ruolo rilevante.



374 - Modulazione del sistema neuroautonomico cardiovascolare da instillazione di timololo

E’ noto come i farmaci beta-bloccanti topici abbiamo effetti collaterali sistemici, pertanto abbiamo intrapreso uno studio sugli effetti del timololo maleato 0,5%, nelle sue formulazioni ad uso topico presenti in commercio, sul sistema neurovegetativo cardiovascolare.

Sono stati così arruolati 40 pazienti di età compresa tra 45 e 60 anni, di entrambi i sessi, non in terapia sia locale che sistemica, con diagnosi di glaucoma primario ad angolo aperto, suddivisi in maniera random in due gruppi di cui uno trattato con timololo 0,5% e l’altro con Timoptol-XE 0,5%. Tutti i pazienti selezionati sono stati sottoposti a registrazione elettrocardiografica ed alla valutazione continua della pressione arteriosa, in condizioni basali e dopo trattamento farmacologico. Queste registrazioni sono state utilizzate per l’analisi Spettrale dell’RR e della pressione arteriosa. L’analisi Spettrale distingue una componente in alta frequenza (HF) intorno a 0,26 Hz che rappresenta un indice della modulazione parasimpatica ed una seconda in bassa frequenza (LF) intorno a 0,1 Hz influenzata dall’attività simpatica.

I nostri dati confermano l’effetto ipotonizzante oculare delle due soluzioni (Timoptol 0,5% e Timoptol-XE 0,5%) (da ~24 a 16 mmHg) ed una riduzione significativa della frequenza cardiaca (da ~72 a 60 b/m). In aggiunta a questi dati noti, si è osservato un aumento significativo della modulazione parasimpatica (HF NU: da 37,80 ± 3,93 a 5,16 ± 5,97, p < 0,005) ed una riduzione della modulazione simpatica (LF NU: da 58,87 ± 4,73 a 45,64 ± 6,16, p < 0,05). Per quanto riguarda la variabilità dell’RR, il gruppo trattato con Timoptol 0,5% ha mostrato solo un livello significativamente più alto di HF ln ms2.

In conclusione, si è osservato un diverso effetto sul sistema neuroautonomico cardiovascolare in base alla formulazione del prodotto. I risultati portano a considerare il Timoptol-XE come il farmaco più indicato negli scompensi cardiaci, nel post-infarto del miocardio e nell’ipertensione arteriosa sistemica ma controindicato nei soggetti diabetici non insulino-dipendenti.





375- Una carta dei diritti dei pazienti ipovedenti

Gli autori fanno presente che sarebbe opportuna la presentazione di una carta dei diritti del paziente ipovedente su cui sta lavorando l’associazione Low Vision Academy-Italy (LVA).

Il paziente ipovedente dovrebbe: 1) Ricevere cure mediche ed una precoce consulenza per le valutazioni cliniche ed i mezzi di riabilitazione visiva idonei; 2) Ricevere servizi da professionisti competenti ed interessati al trattamento dell’ipovisione in multidisciplinarietà; 3) Essere visitato con mezzi idonei alle sue condizioni e cioè specifici per l’ipovisione.



376- Trattamento perioperatorio delle trabeculectomie. Un approccio farmacologico su fibroblasti in coltura

Per creare delle alternative nel trattamento dei pazienti glaucomatosi con alto rischio di insuccesso chirurgico, da sottoporre a trabeculectomia, sono in fase di progettazione alcuni trial sperimentali alla ricerca di più selettivi agenti antifibrotici.

Gli Autori presentano uno studio su culture di fibroblasti murini in vitro, sottoposte all’azione della Ciclosporina A, dell’Interferon -2b e dell’Eparina allo scopo di valutare l’efficacia nell’indurre l’apoptosi a varie concentrazioni molari, rispetto al 5-Fluorouracile.

Vengono riferiti risultati di questa prima fase di studio in attesa di passare alla sperimentazione in vivo.



377- Alterazioni microcircolatorie cutanee in pazienti con neuropatia ottica glaucomatosa. Studio con Laser Doppler

Sia la pressione oculare (IOP) che i fattori vascolari sembrano giocare un ruolo importante nella patogenesi della neuropatia ottica glaucomatosa (NOG). Quando la IOP assuma un ruolo rilevante si parla di glaucoma iperbarico (GI) mentre, quando predominano i fattori vascolari parliamo di glaucoma a pressione normale (GPN) o glaucoma vasogenico. Una sindrome vasospastica è stata associata al GPN in vari studi e, pur non essendo stato chiarito il disordine, si è ipotizzato che la compromissione dell’autoregolazione vascolare renderebbe l’occhio più sensibile alla IOP ed all’ipotensione sistemica. In effetti, nel glaucoma cronico semplice si manifesterebbero le due componenti con una prevalenza o del fattore vascolare o del fattore iperbarico.

I risultati del nostro studio, effettuati con laser doppler dell’estremità superiore con flussimetro applicato al polpastrello, sembrerebbero confermare la presenza di un’alterata regolazione della dinamica microvascolare cutanea nei pazienti con NOG così come è stato messo in evidenza da altri autori con alter metodiche di studio. Tale disregolazione cutanea potrebbe essere espressione di un disordine microcircolatorio generalizzato. Il nostro studio sembrerebbe confermare l’ipotesi che sia la IOP sia i fattori vascolari giochino un ruolo determinante e verosimilmente indipendente nella patogenesi della NOG. Inoltre, l’alterata risposta microcircolatoria da noi osservata nei pz con GI potrebbe spiegare il perché in questi soggetti la malattia spesso progredisca nonostante la normalizzazione della IOP.



378-Use of 5-fluorouracil in ab externo holmium laser sclerostomy

La sclerostomia holmium laser (HLS) fu eseguita in 48 occhi glaucomatosi di 46 pazienti, usando 5-fluorouracile in 5 dosi di 5 mg ciascuna in 0,1 mL. Questo gruppo fu confrontato con uno di 42 occhi glaucomatosi di 41 pazienti che furono sottoposti a HLS senza 5-fluorouracile. 28 occhi trattati e 24 occhi di controllo avevano bisogno di un secondo trattamento. Venti mesi dopo HLS, la percentuale di successo nel gruppo trattato, tra quelli non sottoposti al secondo trattamento, era del 50% contro il 33,3% dei controlli.



379- Embriologia del sistema lacrimale

Gli Autori descrivono le varie fasi di sviluppo della superficie oculare: ghiandole lacrimali principali ed accessorie sebacee e mucose, congiuntive e palpebre. L’articolo è corredato da sezioni istologiche corrispettive delle varie fasi dello sviluppo.



380- Struttura, stabilità, dinamica e funzioni del film lacrimale

Gli Autori descrivono accuratamente il film lacrimale nei suoi vari aspetti anatomo-funzionali. Vengono riportate le varie teorie sui diversi argomenti trattati facendo osservare come tale sistema necessiti ancora di un ulteriore fase di ricerca.



381- Le alterazioni del film lacrimale

L’autore riporta le patologie da iperlacrimazione e da occhio secco. Ponendo principalmente l’attenzione sull’aspetto etiopatogenetico e quindi sul trattamento terapeutico, facendo osservare come le “lacrime artificiali” vadano considerate sotto l’aspetto mucomimetico mentre vi è necessità di effettuare una terapia etiopatogeneticamente mirata.





382- Il genoma umano I. Strumento di indagine di pratica clinica

Gli Autori, confermando che la genetica non viene più considerata una disciplina a se stante, quanto uno strumento di indagine di pratica clinica, riprendono alcuni aspetti utili al clinico quali la descrizione del DNA, la trascrizione e la traduzione del messaggio genetico. La duplicazione del DNA è ancora oggetto del presente articolo.



383- Ruolo dell’Apoptosi nello sviluppo dell’apparato visivo

La morte cellulare è tradizionalmente considerata come un evento degenerativo passivo conseguente ad un insulto esterno alla cellula stessa ed accompagnato da fenomeni degenerativi ed infiammatori (necrosi). Questa visione è stata rivoluzionata da Kerr e coll. nel 1972 che introdussero il concetto di morte cellulare programmata (apoptosi) inteso come un processo fisiologico di eliminazione cellulare. La cellula in cui tale programma viene attuato, presenta alterazioni a livello citologico-molecolare che la rendono facilmente individuabile. Queste consistono essenzialmente nella formazione di corpi apoptotici e nella frammentazione non casuale del DNA. Il programma di morte cellulare, completamente contenuto nel genoma, è sotto controllo genetico ed epigenetico con un particolare ruolo, spesso ignorato, di tipo morfogenetico durante lo sviluppo embrionale. Alla cellula arrivano comunque dall’esterno segnali che sbilanciano il delicato equilibrio interno e la indirizzano verso la morte o la continuazione della vita. La comprensione di come tali segnali attivino l’uno o l’altro dei due percorsi, potrà fornire informazioni strategicamente fondamentali per risolvere il conflitto tra sopravvivenza e morte. Riuscire a controllare l’apoptosi potrebbe significare in futuro risolvere problemi quali il cancro, le degenerazioni nervose e l’invecchiamento cellulare. Infine, tra l’altro la comprensione di tale meccanismo permetterebbe di capire uno dei fenomeni più complessi dello sviluppo perché alcune cellule nel sistema nervoso centrale, anche il cinquanta per cent, muoiono durante le prime fasi di sviluppo embrionale mentre altre sopravvivono andando a formare connessioni specifiche.



384- Valutazioni chimico-fisiche sulle interazioni lacrime artificiali e lenti a contatto in idrogel

La valutazione delle interazioni tra diversi campioni di lacrime artificiali (soluzioni di ialuronato di sodio o d’idrossipropil cellulosa) e materiali per lenti a contatto (copolimeri di 2-HEMA) è stata realizzata mediante Spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) a bassa risoluzione. In particolare, sono stati analizzati i parametri di moto RMN dell’acqua: tempi di rilassamento e coefficienti d’autodiffusione. I risultati non hanno evidenziato sostanziali cambiamenti nelle possibilità di diffusione delle molecole d’acqua nelle soluzioni di lacrime artificiali, rispetto a quelle misurate nella soluzione fisiologica. Come atteso, è stata rivelata una differenza nei valori dei tempi di rilassamento nelle varie soluzioni da attribuirsi quantitativamente alle diverse caratteristiche fisico-chimiche dei campioni. Ulteriori misure sono state effettuate sui polimeri, sia a carattere non ionico che ionico, che, dopo una lunga permanenza nelle soluzioni, risultavano rigonfiarsi e formare gel ad alta concentrazione d’acqua. Utilizzando i dati relativi ai campioni rigonfiati nella soluzione fisiologica come riferimento, è stato possibile valutare l’interazione tra gli idrogel e le lacrime artificiali.

Tale confronto ha rivelato un diverso comportamento dei materiali ionici rispetto a quelli non ionici nel trattenere l’acqua al proprio interno e nell’interazione con le lacrime artificiali.

Per i campioni ionici con maggiore possibilità di rigonfiamento è stata evidenziata la possibilità di inglobare ioni, se presenti nelle soluzioni, che possono far variare le caratteristiche chimico-fisiche del materiale.



385- Distribution of peptidergic nerve fibres in the guinea pig trabecular meshwork

Gli Autori hanno condotto un’analisi quantitativa delle fibre nervose peptidergiche localizzate a livello del trabecolato di maiali della Guinea. I risulatati confermano che questa struttura contiene VIP-, NYP-, e sostanze simil-P immunoreattive come maggiori neurotrasmettitori. Ciò fu ottenuto con tecniche immunoistochimiche. I dati dimostrano che le fibre SP-positive, NPY-positive e VIP-positivo occupano rispettivamente l’11.2, il 4.9 e il 2.4% dell’area osservata del trabecolato dell’occhio del maiale della Guinea. Questi tre tipi di fibre nervose peptidergiche sembrano essere più grandi in proporzione all’area totale osservata. Questo è il primo studio che riporta misurazioni quantitative di tre tipi di fibre nervose peptidergiche identificate e analizzate in questa area. La presenza di questi tre neurotrasmettitori a livello del trabecolato dell’occhio di maiale della Guinea suggerisce una loro possibile partecipazione alla regolazione dell’umore acqueo.



386- Distribution of cathecholaminergic nerve fibers in normal and alkali-injured rabbit corneas

Gli Autori hanno studiato le ustioni corneali da alcali di 12 conigli con microscopia a fluorescenza ad 1 settimana, a 3 settimane e a 6 mesi dal danno, al fine di identificare la distribuzione delle fibre nervose catecolaminergiche (CNF) ed i relativi livelli di norepinefrina. Nelle cornee guarite, CNF erano ridotte sia ad 1 sia a 3 settimane mentre erano ricostituite a 6 mesi, come mostrato dalla colorazione ad istofluorescenza. I risultati biochimici mostrarono che anche la norepinefrina andava incontro alle fasi di sopravvivenza, degenerazione e rigenerazione.



387- Guida automobilistica in sicurezza in condizioni di nebbia

Gli AA, dopo aver descritto le condizioni obiettive di vita nella nebbia fanno presente come le varie proposte di sicurezza attualmente adottate:fendinebbia, illuminazione stradale, segnaletica attiva e pellicole catadiottriche che non permettono l’adesione dell’acqua, non abbiano riportato risultati apprezzabili.

Per una maggiore sicurezza bisogna quindi puntare su due altri aspetti: a) condizione efficiente della sensibilità al contrasto del conducente; b) far conoscere agli utenti la distanza di sicurezza da manetnere per una data visibilità. Per quanto riguarda il secondo punto che viene trattato nel presente lavoro, gli AA hanno così proposto un modello semplificato per valutare la distanza di sicurezza da tenere in diverse condizioni di visibilità (nebbia) e per diverse variabili: velocità del veicolo, tempo di reazione del conducente e decelerazione. Vengono quindi prese in considerazione alcune situazioni: condizione normale, stanchezza del conducente, inefficacia del sistema frenante, stanchezza ed inefficacia. Gli AA considerano però, che resta ancora un importante problema da risolvere e cioè far comprendere al conducente quali siano le velocità da tenere nelle varie condizioni esposte (A-D).



388- Experimental ocular acute hypertension-induced chromatic alterations in astrocytes cells in rat optic nerve

Sono stati studiati gli efetti dell’ipertensione acuta oculare sperimentalmente indotta sulle cellule astrocitarie del nervo ottico di ratto. E’ stato valutato il danneggiamento della cromatina di tali cellule mediante analisi citochimica (ematossilina-eosina) e lo stato di frammentazione del DNA, mediante tecnica TUNEL, nonché l’effetto protettivo di uno scavengers dei perossidi (troxolo) su tali eventi.



389- Impaired insulin sensitivity in subjects with macular degeneration of different degree

Un’aumentata incidenza di degenerazione maculare è stata dimostrata in soggetti con diminuita tolleranza al glucosio. Un ruolo determinante nello sviluppo dellla degenerazione maculare correlata all’età (ARMD) dovrebbe essere svolta dall’insulina. La finalità di questo studio era di valutare la sensitività all’insulina in soggetti con ARMD di diverso grado, stadio precoce o atrofia, usando un test di tolleranza al glucosio intravenoso (FSIVGTT). Trentasette soggetti, 17 con ARMD e 20 di controllo (C), sottoposti ad esami oculari e fisici, FSIVGTT (0,33 gr.x kgbw di glucosio) e angiografia con fluoresceina.

La sensitività all’insulina (SI) e l’efficacia del glucosio (SG) sono stati calcolati con il modello d’analisi minimale di Bergmann. Sebbene i livelli di glucosio fossero normali, SI e la concentrazione di insulina (I) erano diverse nei diversi gruppi (SI=ARMD: 2,370,47, C: 7,844,4 10-4 U-1 x min-1; p<0,05; I=ARMD: 11,071,01, C: 6,250,57; p=0,001). Tuttavia, in base al grado di ARMD, i soggetti con degenerazione maculare atrofica mostravano una più bassa SI rispetto a quella dei casi-controllo (p<0,001), questa osservazione indica che la riduzione della sensitività all’insulina si correla con il grado di severità della degenerazione maculare. Sembra verosimile che l’insulina, agendo anche sull’endotelio, possa promuovere lo sviluppo della degenerazione maculare, pertanto la resistenza all’insulina potrebbe essere un fattore di rischio per la malattia.



390- Le Drusen sono markers di diminuita tolleranza al glucosio?

La degenerazione maculare età correlata (ARMD) è una delle principali cause di riduzione della visione. Lo stadio precoce è caratterizzato da accumuli di detriti amorfi nella membrana basale dell’epitelio pigmentato retinico (drusen). La finalità del nostro studio era quella di valutare la tolleranza al glucosio e la sensitività all’insulina nei pazienti affetti da ARMD. 55 volontari sani e pazienti affetti da ARMD in fase precoce, sono stati sottoposti ad esame oculistico, è stata eseguita la fluorangiografia, la prova di tolleranza orale al glucosio (OGTT) e la Homeostasis Model Assessment (HOMA).

La concentrazione basale di glucosio e di insulina erano 4,750,66 mM e 10,317,46 U/ml nei controlli e 5,24 0,85 mM e 13,79 8,83 U/ml nei pazienti (pz) affetti da AMRD.

Dopo 30 minuti dal carico orale i valori di insulina e glucosio erano statisticamente più alti nei pz ARMD (8,370,81 vs 5,06 0,59 mM, p<0,05; 72,39 41,22 vs 56,23 24,74 U/ml; p<0,05); dopo 120 minuti questo andamento si manteneva senza differenze statisticamente rilevanti (6,182,67 vs 5,251,94 mM; 57,2042,51 vs 46,0240,29 U/ml). Il punteggio dell’HOMA era 3,352,56 nei pz ARMD vs 3,212,41 nei controlli con funzione delle -cellule di 192,56 110,33 e 163,24 92,48%.

Nonostante la mancanza di differenze statisticamente importanti in alcuni dei risultati, l’incidenza di IGT nella ARMD suggerisce che il glucosio abbia un ruolo nello sviluppo della degenerazione maculare.

Ulteriori ricerche sono necessarie per conoscere se i soggetti con una forma severa di ARMD siano predisposti a sviluppare l’insulino-resistenza o il diabete franco.









391- Il genoma umano II. Strumento di indagine di pratica clinica

Gli Autori riportano alcuni aspetti di genetica utili da riconsiderare per la pratica clinica. Viene così descritta la genetica cromosomica cioè lo studio del cariotipo umano e le parti attive del DNA, cioè i geni. Tra questi ci si è soffermati su quelli del sistema maggiore di istocompatibilità. Si sono quindi descritte le mutazioni puntiformi del DNA nucleare e le anomalie cromosomiche.

L’articolo termina con una breve sintesi delle applicazioni tecnologiche sul DNA.



392- Fattori di rischio genetici del melanoma uveale

Gli Autori riportano alcune sindromi congenite come condizioni favorenti l’insorgenza del melanoma uveale. La correlazione genetica tra le varie patologie ha indotto ad analizzare il melanoma uveale come predisposizione geneticamente trasmessa.

Si sono quindi descritte le principali anomalie coinvolgenti i tre cromosomi deputati come responsabili dell’insorgenza del melanoma uveale: cromosoma 3, 6 e 8 ed altri possibili geni come il p53 ed altri localizzati nel cromosoma 9 e 12 sono da valutare. Considerando che il tumore metastatizza è stata descritta la metodica che si può utilizzare per valutare la diffusione metastatica. E’ la PCR (RT-PCR), in quanto valuta l’espressione del gene della tirosinasi (specifico dei melanociti), nelle cellule ematiche.



393- Age related changes in rat retina

Proposta: Lo scopo di questo studio è quello di descrivere i cambiamenti che avvengono nella retina di ratti con il passare degli anni, attraverso metodi istologici, osservazioni al microscopio elettronico e dati morfometrici; e di studiare le proteine contenute nella retina.

Metodi: Gli autori hanno studiato campioni di tessuto retinico ottenuto da giovani, adulti e anziani ratti con i tradizionali metodi immunoistologici e con la microscopia elettronica. E’ stata concentrata particolare attenzione ai dati morfometrici e alle alterazioni che avvengono con l’età. Con l’aiuto di immagini di analisi quantitativa, è stata raccolta una grande quantità di dati morfometrici. Di conseguenza l’ammontare di proteine presenti nella retina è stato determinato.

Risultati: L’assottigliamento retinico si riduce con l’avanzare dell’età. Le cellule ganglionari retiniche sono più vulnerabili alla perdita correlata all’età rispetto alle altre cellule retiniche. Il numero dei capillari retinici si riduce. Con l’avanzare dell’età si riducono anche le connessioni intercellulari tra i fotorecettori, il numero di processi cellulari ed in particolar modo il numero dei corpi sinaptici delle cellule bipolari. Questi risultati sono stati tutti confermati dalle osservazioni alla microscopia elettronica e dalle analisi fotometriche. Dai dosaggi biochimici delle proteine risulta che il tessuto retinico si riduce con l’età.

Conclusioni: Tutti i dati morfologici, morfometrici, ultrastrutturali e biochimici concordano sul fatto che il tessuto retinico del ratto subisce cambiamenti specifici con il passare dell’età. Le conclusioni degli autori concordano con ciò e sottolineano il fatto che la retina di ratto può essere cosiderato un ottimo modello per lo studio della maturazione neuronale e/o invecchiamento neuronale. Da ciò gli autori ipotizzano che la retina del ratto sia particolarmente sensibile allo sviluppo di cambiamenti e alla decadenza senile.



394- Metabolic changes in rabbit lens induced by treatment with dexamethasone

Le alterazioni metaboliche che avvengono nel cristallino del coniglio sono state studiate con risonanza magnetica nucleare spettroscopica. Tali alterazioni sono state indotte dal trattamento topico prolungato con desametasone. I nostri risulatati dimostrano un incremento del sorbitolo, sorbitolo-3-fosfato, fruttosio-3-fosfato, glicerolo-3-fosfato e glucosio-6-fosfato ed una riduzione dei livelli del glutatione solfato (GSH) e del mioinositolo, in accordo con ciò che è stato osservato in lenti di ratti con diabete indotto da streptozocina prima dell’opacità lenticolare. L’iperglicemia può solo parzialmente spiegare tutte queste variazioni biochimiche osservate. L’incremento delle sostanze intermedie al ciclo dei pentosi, come il sedoeptuloso-7-fosfato, sembra supportare l’ipotesi dell’inibizione della glucosio-6-fosfato deidrogenasi in seguito al trattamento con desametasone. In fine il trattamento con desametasone induce un decremento del GSH. La riduzione o la perdita del GSH rappresenta il possibile meccanismo patogenetico nella formazione della cataratta.



395- Il glaucoma cronico semplice

Il glaucoma è la principale causa di cecità nei paesi industrializzati. Per tale motivo, il paziente glaucomatoso deve essere seguito periodicamente presso centri specializzati al fine di non pervenire a quella grave condizione di ipovisone o addirittura cecità che menoma profondamente la vita di relazione del soggetto. Gli Autori hanno posto l’attenzione sulle diverse prospettive terapeutiche da adottare per gestire al meglio la malattia: la riduzione della pressione intraoculare associata ad un più complesso programma di neuroprotezione, neurosalvataggio e neurorigenerazione.





396- Il sistema visivo

Il sistema visivo umano è molto complesso ed il suo funzionamento garantisce lo svolgimento di compiti visivi in tempi brevi e con l’impiego di una quantità limitata di risorse di calcolo. Numerose sono le ricerche miranti alla comprensione dei principi fondamentali che governano il funzionamento del sistema visivo, ma nessuno degli approcci elaborati è in grado di descrivere con completezza il sistema visivo umano.

Gli Autori, nel presente lavoro, prima di affrontare lo studio delle funzioni del sistema visivo, considerano alcune nozioni fondamentali sulla natura fisica dello stimolo luminoso e sui fenomeni ottici. Vengono quindi presentati alcuni elementi anatomici e fisiologici del sistema visivo umano in cui vengono riconosciute tre fonti fondamentali denominate neccanica, ottica e neurale, che possiedono caratteristiche anatomiche distintive, ma interagiscono fortemente le une con le altre. La visione è il processo risultante di ciò che il nostro cervello ha capito dalle elaborazione delle informazioni del mondo estreno percepite tramite gli occhi, mentre la vista è un dato grezzo di qualcosa. La visione è la somma risultante dalla esperienza dell’organismo, sintetizzata, astratta ed utilizzata per affrontare e risolvere le nuove situazioni.

Quando guardiamo qualcosa non soltanto la vediamo, ma la ispezioniamo, la identifichiamo e le attribuiamo un significato, comparandola con le informazioni che ci vengono dalle altre sensazioni. Tutto questo costituisce il processo visivo che gli AA descrivono in questo lavoro.



397- Le funzioni visive coinvolte nella guida automobilistica

Gli AA descrivono le molteplici funzioni visive coinvolte nella guida automobilistica: acuità visiva statica fotopica, acuità visiva dinamica, acuità visiva vibrata, contrasto spaziale e temporale, abbagliamento, adattamento al buio ed alla luce, acuità visiva alle basse luminanze, senso cromatico, accomodazione, percezione periferica e visione binoculare.

Attraverso queste funzioni lo stimolo proveniente dall’esterno viene analizzato, interpretato e successivamente gli viene attribuito un significato. Dall’efficienza o meno di queste funzioni dipende l’abilità percettivo-visiva del soggetto.



398- Valutazione delle funzioni visive coinvolte nella guida automobilistica

Gli AA analizzano i vari strumenti a disposizione per valutare le funzioni visive coinvolte nella guida automobilistica: acuità visiva statica fotopica, acuità visiva dinamica, acuità visiva vibrata, contrasto spaziale e temporale, abbagliamento, adattamento al buio ed alla luce, acuità visiva alle basse luminanze, senso cromatico, accomodazione, percezione periferica e visione binoculare.

Attraverso un’attenta analisi delle varie strumentazioni gli AA concludono che molti dei metodi presentati non soddisfano contemporaneamente i requisiti per testare quella funzione visiva e la specificità nell’ambito del conseguimento dell’idoneità fisica della guida automobilistica.



399- Casistica degli scenari a rischio nella guida automobilistica

Gli AA riportano le varie situazioni in cui si può trovare l’automobilista durante la guida con le funzioni visive coinvolte.

Sono stati considerati pertanto tre tipi di ambiti stradi: strade urbane, extraurbane, autostrade; quattro tipi di conducenti: conducente sano (A), conducente a rischio per patologie sistemiche con interessamento oculare (B), conducente a rischio per le sole patologie oculari (C), conducente sano in condizioni particolari transitorie (D); otto tipi di caratteristiche geometriche del tracciato (curva, dosso, incrocio generico, incrocio semaforico, numero di corsie, gallerie, tracciato in trincea, rettifilo); sette tipi di condizioni atmosferiche (pioggia, nebbia, neve, sole, zona ombrosa, alba/tramonto, guida notturna) ed otto tipi di condizioni particolari (abbagliamento da veicolo che procede in senso opposto, abbagliamento da retrovisore, abbagliamento da sole, ostacolo su carreggiata, veicolo antecedente in fase di frenata, guida con parabrezza sporco, sorpasso/svolta, ritorno alla visione centrale dopo aver osservato lo specchietto retrovisore).

Gli AA riportano quindi le caratteristiche geometriche del tracciato (es. curva) e per alcune condizioni atmosferiche (es. nebbia) lo spazio necessario all’arresto del veicolo in considerazione della combinazione dello stato del conducente (A-D) e dell’efficienza del veicolo.



400- Proposta di metodologia per lo screening della funzione visiva degli automobilisti per l’idoneità alla guida

Gli AA, considerando l’importanza della funzione visiva nella guida automobilistica, hanno eseguito uno screening sugli automobilisti al fine di raggiungere i seguenti obiettivi: suggerire quali devono essere i parametri da considerare per una corretta valutazione della funzione visiva, valutare quantitativamente e gradualmente la funzione visiva dell’automobilista, definire con maggior precisione il range di normalità per alcuni parametri della funzione visiva e quindi proporre delle metodologie, attendibili e nello stesso tempo di facile esecuzione, per lo screening di massa della funzionalità del sistema visivo.

Per quanto riguarda il primo quesito l’acuità visiva diurna ed alle basse luminanze, e la sensibilità al contrasto sono apparsi i parametri più importanti da considerare. Dopo aver valutato queste funzioni e identificati i range di normalità, secondo gli AA la metodologia con strumentazione elettronica è la più idonea allo scopo per la sua semplicità, precisione, affidabilità ed economicità, qualità essenziali per poter essere impiegata nello screening di massa della valutazione della funzione visiva.



401- Innovazioni tecnologiche di integrazione alle funzioni visive per una guida automobilistica più sicura

Nel lavoro vengono riportate alcune innovazioni tecnologiche, che supportano, aiutano o addirittura sostengono la vista, studiate per le autovetture, e che hanno lo scopo di rendere la guida automobilistica sempre più sicura.

Alcuni dei progetti proposti sono realizzabili sin da ora, altri sono utili solo a livello sperimentale, altri ancora hanno problemi di costo di realizzazione, ma non c’è dubbio che possono essere, in un prossimo futuro, delle importanti e pratiche soluzioni al servizio della sicurezza.

Queste tecnologie non dovrebbero essere applicate solo su autovetture di categoria superiore, ma visto che si parla di sicurezza, essere a disposizione anche di veicoli utilizzati e quindi accessibili a costi medio/bassi.



402- Neurofisiologia e fenomenologia della percezione

Gli AA riportano alcuni aspetti della fenomenologia della percezione ed evidenziano come l’uomo, con la nascita dell’automobile, si sia visto progressivamente sostituito da essa, colpevolizzato, per la sua stessa esistenza. Questo è un grave errore perché così l’uomo alla guida è un uomo a rischio. Il soggetto che guida deve essere invece rafforzato ed esaltato sui compiti meccanici e razionali insieme, considerando che il rapporto uomo-automobile non può pregiudicare e negare il primo, essendo essa il suo prodotto. Quando ciò non avviene si verifica una prevalenza della meccanica nei confronti della ragione e dell’etica esistenziale.

Gli AA, dopo l’analisi fisicoesistenziale del guidatore, specificano come la propensione alla guida dovrebbe migliorare anche la conoscenza e la capacità riflessiogena in merito ad importanti eventi traumatici, registrati nella casistica incidentale, simulati per la verifica psicoattitudinale, per creare una menomazione centrale, utile poi, negli eventi improvvisi di guida.



403- Il ruolo dei fattori psicologici nel determinismo degli incidenti stradali

Gli incidenti stradali sono, nella società odierna, una delle principali cause di decesso.

Il parziale insuccesso dei tentativi di eludere questo problerma lascia pensare che si è sottovalutato l’insieme dei fattori fisiologici nel detreminare il comportamento dei conducenti considerando che nel 90% degli incidenti stradali il responsabile era il conducente mentre solo nel 6% il veicolo, nel 3% l’ambiente e nell’1% il sistema.

Nel 1982 Wielde riporta che il livello di rischio che le persone sono disposte a correre è visto come l’unico fattore determinante del tasso degli incidenti. Lo sforzo preventivo che non è utile a ridurre questo livello, fallirà nel ridurre il tasso di incidenti. Vengono quindi riportati altri lavori per comprendere il ruolo dei fattori psicologici nel determinismo degli incidenti considerando come questi studi siano molto complessi e lunghi da effettuare, ma sicuramente è di grande interesse approfondire le ricerche in questo senso.



404- La stabilità psico-percettiva dell’automobilista

La sensibilità pervcettiva è indispensabile all’automobilista per la sicurezza sua e del prossimo.

Una condizione percettiva fluttuante, incerta ma soprattutto alternata, pone il conducente su un piano di guida pericoloso in quanto non solo ha un modo percettivo precario ma presenta anche un approccio psicologico con l’ambiente incerto, confuso, rischioso, ….

La domanda che ci si è posti per lo scopo del lavoro è stata la seguente: può il ristabilimento o il miglioramento della performance visiva spiegare la sfera psicologica verso un miglioramento ed una stabilità?

Dai risultati ottenuti emerge che gli uomini ametropi elevati, passando da una lente a tempiale ad una a contatto, possono affrontare la guida con più sicurezza e preparazione, anche se il significato dell’automobile rimane per loro sempre lo stesso. Le donne, invece, non solo migliorano le loro performance cognitive nei confronti dell’auto, ma essa acquista veramente il significato di mezzo di comunicazione con cui muoversi.



405- Diabete e guida automobilistica

Tra le probabili cause di incidenti stradali automobilistici, oltre ai fattori riguardanti le contingenze esterne o la meccanica del veicolo, debbono essere prese in considerazione le affezioni morbose del guidatore come il diabete.

Non sono però a tutt’oggi disponibili dati certi della rilevanza di queste patologie nel determinismo degli incidenti stradali, pur essendo stato il problema affrontato sin dagli anni cinquanta.

Gli AA valutano la problematica delle crisi ipoglicemiche, del danno indotto nsul C.V. e dell’ipofunzione del sistema neurodegenerativo e dell’ischemia acuta del miocaradio. Le conseguenze sulla guida sono ovvie.

Gli AA riportano quindi le norme legislative sull’argomento considerando come il legislatore abbia dato un’eccessiva discrezionalità al medico, mentre sarebbe opportuno un regolamento che riporti gli esami da effettuare con approfondite visite specialistiche, al fine di fornire un dato clinico il più possibile obiettivo per la sicurezza alla guida.



406- Effetto protettivo in vivo di un analogo idrosolubile della Vitamina E (troxolo) nei fenomeni degenerativi retinici indotti sperimentalmente nel ratto

I modelli sperimentali di glaucoma e di distacco di retina contusivo approntati dagli Autori, hanno evidenziato che già dopo un’ora dall’evento traumatico sono evidenti segni di degenerazione retinica indicanti comparsa di necrosi. Intorno alle 6-24 ore sono presenti fenomeni apoptotici, evidenziati sia con la comparsa di frammentazione nucleosomiale del DNA che mediante tecnica TUNEL. Si evidenziano, in particolare, alterazioni del DNA soprattutto a carico delle cellule gangliari e dei fotorecettori. Dopo 48 ore i fenomeni necrotici sembrano ritornare prevalenti. Analogamente a quanto osservabile in altre situazioni sperimentali in cui sono presenti fenomeni degenerativi neuronali, il trattamento con troxolo, analogo idrosolubile della Vitamina E, scavengers dei perossidi, induce protezione delle cellule retiniche, a 24 ore dall’induzione del danno.



407- Il genoma umano-III. Strumento di indagine di pratica clinica

Gli Autori, nel presente articolo, sulla serie del genoma umano, riportano le modalità di trasmissione delle affezioni genetiche autosomiche e gonosomiche: dominanti, recessive, monogeniche e multifattoriali e chiariscono l’analisi genotipica classica ed inversa.

La terapia genica, di grande attualità, è analizzata descrivendo vantaggi e svantaggi della terapia virale e non virale.

Infine, sono descritte le caratteristiche del DNA mitocondriale e le più importanti affezioni in cui viene interessato l’apparato visivo per le mutazioni sopraggiunte.



408- Ipovisione: caratteristiche dei pazienti, valutazione della qualità di vita e loro impatto con i servizi di riabilitazione

Il numero di soggetti ipovedenti è destinato ad aumentare drasticamente nei prossimi anni, e di conseguenza i servizi di riabilitazione visiva assumeranno un ruolo sempre più rilevante nella nostra società. Gli studi condotti su questo argomento hanno messo in evidenza che il motivo principale di richiesta dei servizi riabilitativi è di migliorare la capacità di lettura. Questo obbiettivo sembra essere raggiungibile attraverso l’uso di appropriati strumenti e training, che oltretutto garantiscono un netto miglioramento della qualità di vita dei soggetti con ridotta capacità visiva.



409- Vantaggi e svantaggi delle lenti a contatto a ricambio frequente

La riduzione del tempo di utilizzo delle lenti a contatto (lac) morbide ha permesso di risolvere problematiche dovute principalmente all’accumulo di depositi superficialli denaturati. Comunque, essendo la maggior parte delle lac a ricambio frequente, costruite con gli stessi polimeri e le medesime geometrie utilizzate con le lenti a contatto tradizionali, non vengono risolte problematiche dovute a fattori meccanici e metabolici. Gli Autori, dopo un’analisi comparata dei vantaggi e degli svantaggi delle lenti a contatto a ricambio frequente, sottolineano che i vantaggi del ricambio frequente sono certo superiori agli svantaggi ma anche che la suddivisione in lenti giornaliere, settimanali, bi-settimanali, ecc. è in larga parte arbitraria perché non in relazione alle caratteristiche del polimero e/o alla sua interazione con il film lacrimale. Gli autori descrivono le nuove lac idrogel-silicone con basso contenuto di acqua ma ad alto Dk che possono considerarsi a tutti gli effetti delle lenti letteralmente monouso a porto continuo mensile.

Tali lenti permettono finalmente di trattare con successo anche quei soggetti che manifestano, o che potenzialmente possono manifestare, reazioni di origine metabolica. Vengono prospettate alcune metodiche adatte allo studio dei polimeri in modo tale che la classificazione della frequenza di sostituzione delle lenti possa essere effettuata in relazione alla sintesi del polimero.



410- Qualità della vita nei pazienti ipovedenti: utilità dei questionari

Parlando di ipovisione è risultato molto importante avere mezzi validi, efficaci ed attendibili per valutare la qualità di vita dei pazienti ipovedenti, sopprattutto per valutare i risultati dei processi riabilitativi. Alcuni degli strumenti usati sono dei questionari. Il quastionario LVQOL è risultato essere il più specifico e attendibile, mettendo bene in evidenza, essendo somministrato prima e dopo la riabilitazione, i cambiamenti ottenuti nella qualità di vita nei pazienti sottoposti a tecniche e cure riabilitative.









411- A murine cell cultur model for post-trabeculectomy antifibrotic treatment: Induction of apoptosis by Cyclosporin

Oggetto: Trials sperimentali, finalizzati alla ricerca di selettivi agenti antifibrotici, sono in via di sviluppo per un trattamento alternativo del glaucoma in quei pazienti considerati al ad alto rischio post-chirurgico dopo trabeculectomia.

Questo studio è finalizzato a valutare l’effetto di differenti farmaci su un modello costituito da fibroblasti murini.

Metodi: Si vuole saggiare l’attività antifibrotica della Ciclosporina A, dell’Interferon 2 e del 5-Fluorouracile su fibroblasti murini appartenenti alla linea cellulare 3T6, valutando l’induzione e l’attività proliferativa cellulare. La vitalità e la proliferazione cellulare saranno saggiate dopo il trattamento con i farmaci. L’analisi molecolare della degradazione del DNA sarà valutata attraverso tracciati radioattivi e l’elettroforesi.

Risultati: I farmaci agiscono sulla vitalità e sulla proliferazione cellulare in differenti modi. Comunque solo la Ciclosporina A è capace di controllare la proliferazione cellulare inducendo apoptosi.

Questo fenomeno viene ridotto dal Trolox, composto di cui è nota la sua capacità di inibire la morte cellulare programmata (apoptosi).

Questi risultati suggeriscono che questo modello può essere utile come test di funzionalità farmacologica.

Conclusioni: La Ciclosporina A induce, sui fibroblasti murini usati come modello, una significativa apoptosi. Questo evento è importante per il controllo negativo della degenerazione fibrotica post-trabeculectomia e quindi per il successo dell’intervento chirurgico nei pazienti con glaucoma.

Quindi la Ciclosporina A potrebbe diventare il farmaco d’elezione per il trattamento del processo di fibrosi che si instaura dopo la trabeculectomia.



412- Determination of Dopamine D1 receptors in the human uveo-scleral tissue by light microscope autoradiography

La finalità di questo lavoro è stata quella di chiarire la distribuzione dei recettori dopaminergici (DA-D1) nel tessuto uveo-sclerale degli occhi umani con o senza elevata pressione intraoculare (IOP) e di studiare la relazione tra i recettori DA-D1 ed il tessuto uveo-sclerale. I campioni di tessuto umano uveo-sclerale erano presi da sette uomini sottoposti a chirurgia oculare per una lesione traumatica del segmento anteriore dell’occhio, con complicazioni dell’angolo irido-corneale e/o da donatori di occhi. I soggetti (nei quali un bulbo oculare era stato chirurgicamente enucleato) sono stati annoverati nei nostri protocolli medici nel gruppo con aumento della IOP, mentre i donatori (di entrambi i bulbi oculari) avevano una normale IOP.

Le sezioni congelate di tessuto uveo-sclerale erano sottoposte alla caratterizzazione biochimica ed alla tecnica di autoradiografia morfologica per la ricerca dei recettodi DA-D1. 3HSCH-23390 era usato come ligando dei recettori di Dopamina D1. 3HSCH-23390 veniva legato alle sezioni di tessuto uveo-sclerale.

Il profilo farmacologico dei ligandi era consistente con il tracciante dei recettori D1. L’analisi al microscopio era applicata per la localizzazione dei recettori D1 e rilevava un accumulo del radioligando nel tessuto uveo-sclerale. Negli occhi con normale IOP si è verificata un’alta reazione.

Il Bmax del radioligando diminuiva negli occhi con IOP aumentata.

Viene suggerita così la possibilità che i recettori dopaminergici giochino un ruolo nel controllo delle funzioni tissutali uveo-sclerali.



413- Aspetti genetici della cataratta congenita

Gli autori dopo la descrizione delle recenti acquisizioni sullo sviluppo embriologico del cristallino riportano i fattori di crescita e genetici implicati nella trasformazione catarattosa delle fibre lenticolari. In particolare, FGF è in grado di indurre, a seconda della sua concentrazione, tre risposte diverse: proliferazione, migrazione e differenziazione. Tale ipotesi del gradiente di FGF spiega come il gradiente di stimolazione di FGF sia diverso in senso anteroposteriore, cioè con concentrazioni maggiori a livello posteriore rispetto a quelle anteriori.

Gli autori hanno preso in esame un modello transgenico per lo studio dei cambiamenti cellulari a lungo termine indotti da TGF e cioè la transizione epiteliale-mesenchimale. Le cellule lenticolari stimolate da questo fattore di crescita cambiano totalmente la loro morfologia. Sono due i markers coinvolti nella perdita del fenotipo epiteliale da parte di cellule lenticolari: Pax-6 e a-cristallina. Entrambi sono sotto-regolati nella placca neoformata. Pax-6 è particolarmente degno di osservazione, in quanto esso è un fattore fondamentale per lo sviluppo lenticolare e mantiene la stabilità delle cellule differenziate. La sua sottoregolazione potrebbe essere un requisito in grado di scatenare la transizione epiteliale-mesenchimale e la progressione verso una differenziazione anomala e patologica delle fibre lenticolari.









414- Fattori di rischio genetici della cataratta senile

Gli autori hanno preso in esame le mutazioni genetiche cellulari determinanti la cataratta senile. Hanno valutato il ruolo delle elevate concentrazioni di calcio nell’induzione di opacità corticali del cristallino, così come il polimorfismo genetico della Glutatione-S-transferasi, enzima responsabile della protezione dell’occhio dai danni ossidativi.

Da ciò emerge che i diversi alleli di GSTs modificano la suscettibilità genetica a sviluppare una cataratta corticale. Il rapporto tra questo e gli altri fattori ambientali catarattogenei è abbastanza complesso e sono ancora in atto numerosi studi volti ad approfondirli.



415- Ectopia lentis: aspetti genetici

Gli autori hanno esaminato la componente genetica di malattie più o meno frequenti che determinano ectopia del cristallino.

Occorre tenere presente che oltre la ectopia semplice della lente o associata ad ectopia della pupilla, la maggior parte di queste rientra nel contesto di malattie sistemiche legate ad alterazioni del tessuto connettivo come la sindrome di Marfan, la sindrome di Weill-Marchesani, l’omocistinuria e altre malattie metaboliche quali il difetto di sulfito-ossidasii e l’iperlisinemia.

Il difetto nella sindrome di Marfan è rappresentato da un costituente presente sia nel legamento sospensorio della lente sia nella tunica media dell’aorta e, a conferma di ciò, studiando la mappa del gene che codifica per la fibrillina, localizzato sul cromosoma 15, è stato notato come nella sindrome di Marfan l’alterazione sia localizzata nel gene che codifica proprio per questa proteina, trasmesso con modalità autosomica dominante.

Per quanto rigurada la sindrome di Weill-Marchesani che presenta carattere recessivo, è stata osservata una mutazione del gene 15q21.1 che codifica per la fibrillina 1.

Per l’omocisteinuria la mancanza di cistionina-beta-sintetasi conduce alla più frequente varietà di questa malattia. Questo enzima catalizza la trans-sulfurazione dell’omocisteina in cisteina, in presenza di Vit. B6. il gene della cistionina-beta-sintetasi è stato mappato sulla banda cromosomica 21q22.3 e la sequenza del suo cDNA è stata determinata.

Una meno comune varietà dell’attività della 5-metiltetraidrofolato-omocisteina-metil-transferasi.



416- A morphometric study of age changes in the rat optic nerve

Gli autori hanno studiato le alterazioni delle fibre del nervo ottico correlate all’età in ratti maschi di 3, 12 e 24 mesi. Il nervo ottico risulta ingrandito soprattutto nella porzione intracranica. Le sezioni dei diversi nervi ottici vengono colorate con toluidina blu ed esaminate con microscopio a basso ed alto ingrandimento. Altre sezioni sono trattate con contrasto secondo il metodo di Holzer in modo da poter esaminare le cellule gliali. Un terzo gruppo di sezioni sono sottoposte a metodo immunoistochimico per studiare le proteine acide fibrillari gliali che sono un marker per la localizzazione e caratterizzazione degli astrociti. Tutti questi risultati morfologici sono infine sottoposti ad analisi quantitative di immagini e ad analisi statistiche per identificare dati morfometrici significativi. I nostri risultati dimostrano che i cambiamenti legati all’età che possono essere osservati sono:

-un incremento delle membrane meningee

-un incrementato numero di astrociti

-un incremento della densità e dell’immunoreattività della proteina fibrillare acida

-un incremento dello spessore dell’intero nervo ottico e dell’area del nervo stesso

-un decremento del numero delle fibre nervose

-un decremento del rapporto fibre nervose/membrana menigea da 3:1 a 1:1.

Tuttavia l’ammontare delle proteine totali non varia con l’età.

Da ciò si conclude che il nervo ottico del ratto appare sensibile ai processi che si verificano con il passare degli anni.



417- La valutazione dei risultati della riabilitazione visiva

L’impatto dell’ipovisione sulla qualità della vita può essere davvero devastante. Da questa considerazione nasce la necessità di metodi idonei per l’accertamento dell’ipovisione, la valutazione della qualità di vita ma, cosa più importante, la misurazione dei risultati di interventi di riabilitazione visiva. A tal fine sono stati utilizzati svariati questionari tra i quali solo alcuni sono risultati essere più attendibili e precesi per il raggiungimento degli obiettivi preposti.



418-Obiettivi e strumenti nella riabiltazione visiva dei pazienti anziani ipovedenti

La riabiltazione dell’ipovisione è un servizio importante per i soggetti anziani, l’ipovisione non deve costringere ad abbandonare la casa o a perdere l’indipendenza. Perciò è fondamentale un giusto approccio con i pazienti ipovedenti, cercando di comprendere le loro speranze e possibilità, intervenendo con i mezzi più appropriati.



419- Elementi fondamentali della chimica macromolecolare delle lenti a contatto

Gli autori prendono in considerazione gli elementi fondamentali della chimica macromolecolare delle lenti a contatto. In una prima parte descrivono le reazioni disponibili per la preparazione degli alti polimeri che possono essere condotte a due classi principali: policondensazione e poliaddizione. Segue quindi la classificazione dei monomeri e dei polimeri utilizzati per la fabbricazione delle lenti a contatto e le caratteristiche delle lenti a contatto sia morbide che rigide.



420- Lenti a contatto con gomma siliconica

Oltre le lenti a contatto morbide idrofile e rigide sono presenti sul mercato lenti morbide al silicone. La gomma siliconica è flessibile, idrofobica, con alta permeabilità all’ossigeno. Ha bisogno di un rivestimento idrofilico, per esempio vinilico, che fornisce bagnabilità, ma che può togliersi e formare screpolature. L’adattamento è valutabile con la fluoresceina ed è ncessario un sufficiente movimento per far si che la lente non aderisca all’epitelio corneale, la cui rimozione è difficile. La tolleranza aumenta dopo qualche settimana dall’applicazione. La lente conserva la forma anche quando è asciutta ed è ben tollerata dal paziente con occhio secco. Per la conservazione e la rimozione dei depositi vengono utilizzate soluzioni uniche.



421- Alterazioni dell’omeostasi della superficie oculare indotte dall’uso di lenti a contatto

I cambiamenti indotti dall’uso delle lenti a contatto alterano l’omeostasi corneale. Questi cambiamenti sono: riduzione delle sIgA delle lacrime, variazione del pool delle citochine, riduzione dei PMN nelle lacrime, presenza anomala delle cellule di Langherans nella cornea. Questi cambiamenti permettono ai batteri di proliferare incontrastati, soprattutto mentre si dorme, sino ad arrivare a livelli patogeni. Le lenti possono inoltre alterare il tipo di batteri isolati dalla superficie corneale e loro stesse possono rappresentare delle nicchie dove i batteri, che noramlmente non arrivano nell’occhio possono formare le loro colonie. Sono i batteri Gram- a causare la maggior parte degli effetti collaterali visti durante l’uso di lenti a contatto in idrogel, tra cui il più temibile è la cheratite batterica. Rimane da vedere se le nuove LAC in silicone idrogel che sono ad alta trasmissibilità all’ossigeno, producono gli stessi effetti collaterali e le stesse alterazioni dell’omeostasi corneale.



422- Ipossia corneale: il grande ostacolo all’uso continuo

Il porto di lenti a contatto ad uso prolungato provoca una serie di segni di compromissione corneale dovuta al fatto che, l’ossigeno per arrivare alla cornea deve attraversare questa barriera. Tali segni sono: perdita di trasparenza, vacuoli e blebs, neovascolarizzazione corneale e limbare, iperemia limbare e bulbare, sindrome da esaurimento corneale, infiltrati corneali periferici, riduzione sensibilità corneale, polimegatismo-polimorfismo endoteleiale e reazioni infettive ed infiammatorie. Sulla base di quello che si conosce circa lo sviluppo delle complicanze oculari indotte dall’uso esteso di lenti a contatto, l’obiettivo è quello di massimizzare la trasmissione dell’ossigeno.

Considerando che l’ipossia corneale è solo una parte di un più complesso quadro, altri fattori entrano in gioco come l’ostacolato ricambio lacrimale causato dall’aderenza delle lenti a contatto in seguito a disidratazione dell’idrogel. Quindi, un secondo obiettivo, oltre a quello di avere lenti a contatto ad alto Dk, è quello di ottenere lenti a contatto che non impediscano il ricambio lacrimale.

Un altro fattore che entra in gioco è il trauma meccanico esercitato dalla lente sulla superficie corneale in occasione di ogni ammiccamento che può essere anche particolarmente disturbante. Il trauma meccanico può essere minimizzato con una applicazione adeguata.



423- Predittori fisici di compatibilità delle lenti a contatto

Negli anni ‘60 Hill collaborò con Fatt per la realizzazione di misure volte alla determinazione del consumo di ossigeno della cornea per vedere il problema dal punto di vista clinico, cercando l’introduzione di predittori per la buona soppportabilità della lente. L’attenzione fu rivolta alla sofferenza ipossica quantificata misurando le variazioni di parametri ad essa collegati, quale ad esempio l’edema, il pH, la concentrazione di enzimi, il consumo di glicogeno, la riduzione della sensibilità corneale e cercando una correlazione tra tali parametri ed una buona sopportabilità della lente a contatto. Da tale approccio furono proposti due predittori: il metodo EOP per la determinazione dell’ossigeno necessario ad un’adeguata ossigenazione della cornea e più recentemente l’uso di unità di stress ipossico (HSU) attraverso i quali disponiamo di predittori di performance rispetto all’ossigeno che attraversa le lenti.

Nel lavoro è stato anche presentato un nostro nuovo metodo basato su misure di risonanza magnetica nucleare a bassa risoluzione.

Seguono quindi, per una comprensione più profonda dei fenomeni dovuti al porto delle lenti a contatto, il riferimento a modelli matematici che razionalizzino le misure effettuate e che vengono descritti.



424- La nuova generazione di lenti a contatto morbide ad alto Dk: lenti al silicone idrogel

Dalla nascita delle prime lenti morbide HEMA negli anni 70, l’industria non aveva apportato migliorie rilevanti ma solo con l’introduzione di copolimeri più o meno idrofilici, con glicerina e altri polimeri biocompatibili. Oggi, le nuove lac morbide al silicone idrogel hanno concretizzato la possibilità di realizzare una correzione continua, per 30 giorni consecutivi, dei vizi di refrazione in alternativa alla chirurgia. Ovviamente dovrà essere eseguita un’attenta selezione del paziente, un esame clinico della camera anteriore dell’occhio e una valutazione dell’applicabilità delle lac. Si dovranno considerare:

-adeguato movimento della lente per garantire il ricambio lacrimale tra lac e cornea

-centraggio della lac che deve coprire interamente la cornea

-comfort: l’applicazione della lac non deve procurare bruciore, fastidio e senso di corpo estraneo

-ottima acutezza visiva senza fluttazioni prima e dopo l’ammiccamento

-biocompatibilità: la lente deve soddisfare le neccessità fisiologiche dell’occhio che non dovrà apparire rosso o irritato.



425- L’uso terapeutico delle lenti a contatto in gomma siliconica e silicone idrogel

Nonostante il limitato numero di esperienze appare evidente che per le lac in idrogel silicone si prospetta un futuro roseo anche nel campo terapeutico. In tutti quei casi in cui una lente in idrogel viene utilizzata in regime continuato, e per tempi relati vamente lunghi, è conveniente usare una lac in silicone idrogel che è altamente biocompatibile. Nel caso in cui a livello della superficie esterna della lac il tasso di evaporazione è elevato, per effetto di un ammiccamento alterato, la lente in gomma siliconica è certamento meno dipendente dalle condizioni ambientali e quindi la lente in silicone idrogel va considerata solo quandi per motivi economici o per difficoltà al reperimento e ai tempi lunghi di consegna, l’applicazione di una lac in gomma siliconica non può essere esguita.

Anche nel caso in cui sia necessario applicare una lac molto aderente per evitare la fuoriuscita, come nel caso in cui ad una superficie corneale irregolare si associa un inadeguato ammiccamento, l’applicazione di una lac in gomma siliconica ha maggiore probabilità di successo.



426- I depositi sulle lenti a contatto

La conoscenza e la consapevolezza dei “rischi” associati alla formazione dei depositi ha indotto la contattologia a creare di produrre delle lac biocompatibili ad uso permanente, caratterizzate da una minima formazione di depositi quali le lenti in silicone idrogel



427- La manutenzione delle lenti a contatto morbide a ricambio programmato

La “pulizia “ scientifica richiede di conoscere le caratteristiche del polmero, la natura dei depositi e di distinguere il rivestimento fisiologico da quello indesiderato. E’ oggi clinicamente possibile ciò? Non potendo rispondere positivamente a questa domanda si reputa opportuno pulire quindi le proprie lac per non indurre il “coating” considerando che la cintaminazione baterica è proporzionale all’accumulo di albumina ed anche se alcuni studi hanno dimostrato che la quantità di depositi proteici e soprattutto lipidici, su lac idrogel contenenti fosforilcolina, dopo 5 settimane di uso era ridotta alla metà rispetto a quelli presenti su una lac HEMA-NVP a parità di sistema di manutenzione.



428-Test per l’esame del film lacrimale

Gli autori valutano i test per l’esame del fim lacriamle classificandoli in test qualitativi clinici, quantitativi clinici, test di laboratorio: biologici, chimici, istologici, batteriologici, fisici e test funzionali.



429- La pratica clinica in contattologia-Osservazioni delle reazioni corneali indotte da lenti a contatto

Le visite di controllo relative all’uso continuo devono essere condotte alla lampada a fessure con esenza lac applicate e cioè dopo la loro rimozione. L’osservazione alla lampada a fessura con lac applicate dovrà riguardare la superficie anteriore della lac: depositi e mucin balls. Le reazioni infiammatorie ed infettive associate all’uso di lac vanno accuratamente ricercate: congiuntivite papillare, lesione epiteliale arcuata superiore, cheratite infiltrativa, occhio rosso acuto, ulcera periferica e cheratite microbica. Gli autori concludono sul come prevenire e gestire le complicanze.



430-La nuova generazione di lenti a contatto morbide ad “uso continuo”

Di fatto si è aperta una nuova era nel mondo della contattologia quando, nel marzo del 1999, sono state immesse sul mercato lac fatte con nuovi materiali bifasici con i quali sembra essersi decretato il successo dell’ “uso continuo”. Trials clinici hanno dimostrato che queste lac rispondono a tre requisiti indispensabili: l’idoneità e cioè una correzione adeguata del vizio di refrazione; la sicurezza, non inducono cioè alterazioni patologiche a livello della superficie anteriore dell’occhio ed il comfort.



431- A murine cell culture model for post-trabeculectomy antifibrotic treatment: Induction of apoptosis by Cyclosporin

Propositi:Agenti selettivi antifibrotici sono in via di sviluppo per trattamento alternativo di pazienti con glaucoma che sono generalmente considerati ad alto rischio dopo intervento di trabeculectomia. Gli Autori presentano un modello di sistema in vitro per il trattamento dei pazienti post-trabeculectomia. Lo studio è basato sulla valutazione degli effetti di diversi farmaci su un modello di fibroblasto murino.

Metodi:L’attività antifibrotica della Ciclosporina A, Interferone 2α, 5-Fluorouracile è stata valutata su cellule 3T6 in coltura. La sopravvivenza e la proliferazione della cellula sono state valutate dopo il trattamento. L’analisi molecolare della degradazione del DNA è stata valutata con metodo radioattivo ed elettroforesi su gel.

Risultati:I tre farmaci hanno manifestato di agire sulla proliferazione e sulla vitalità delle cellule. Tuttavia solo la Ciclosporina A è risultata capace di controllare la proliferazione cellulare, inducendo apoptosi. Questo fenomeno è stato ridotto dall’aggiunta del Troxolo, un composto che inibisce la morte programmata cellulare. Questi risultati suggeriscono che questo modello potrebbe essere valido come test di funzionalità farmacologica.

Conclusioni:Un rapido ed efficiente modello è descritto per l’accertamento della vitalità e della proliferazione delle cellule dopo trattamento con agenti farmacologici. La Ciclosporina A induce una significativa apoptosi. Questo è importante per il controllo negativo sulla degenerazione fibrotica nel post-trabeculectomia che è richieto per un intervento di successo nei pazienti con glaucoma. Quindi, la Ciclosporina A potrebbe diventare un interessante farmaco di utilizzo clinico per il trattamento della bozza filtrante dopo trabeculectomia.





432- Diffusive contribution to permeation of hydrogel contact lenses: theorical model and experimental evaluation by nuclear magnetic resonance techniques

La biocompatibilità delle lenti a contatto è legata alla possibile permeazione delle stesse da parte dell’ossigeno. Nelle lenti costruite con materiale idrogel.

Tale caratteristica è riconducibile alla possibilità di permeazione da parte dell’acqua. Il fenomeno della permeazione delle membrane da parte dell’acqua è legato alla combinazione del flusso viscoso e diffusivo. Si è così studiato, attraverso misure dei tempi di rilassameento MNR, lo stato dell’acqua delle lenti costruite con materiale idrogel e si è introdotto un modello matematico al fine di stimare l’autodiffusione dell’acqua e quantificare il contributo diffusivo nel fenomeno della permeazione. Confrontando i risultati ottenuti con i dati di permeabilità all’ossigeno, misurati con altre tecniche, si è mostrato un buon accordo per le lenti ad alto contenuto d’acqua a differenza delle lenti a più basso contenuto, ciò viene speigato considerando i diversi contributi al fenomeno della permeazione.



433- Aspetti socio-legali della predisposizione genetica

Gli Autori hanno preso in esame il problema della predisposizione o suscettibilità genetica (handicap in potenza) di individui per malattie genetiche ad insorgenza tardiva, per tumori, malattie autpimmuni e così via nell’ambito del rapporto di lavoro.

Il problema non può essere risolto né nascondendo il difetto genetico (danno dell’azienda) e neppure il datore di lavoro può richiedere un completo esame genico alla persone che fanno domanda d’impiego per non violare la sua privacy (danno alla persona).

Una possibile via d’uscita può essere quella di esaminare un settore specifico ed a rischio del genoma per lo specifico lavoro solo nel caso che l’evento avvenga.



434- Le minorazioni visive

Gli autori definiscono l’ipovisione: danno visivo non corregibile per mezzo dei comuni occhiali da vista o lenti a contatto e come una situazione patologica che interferisce con la capacità di adempiere alle normalità attività quotidiane.

I soggetti ipovedenti possono comunque trovare beneficio nell’uso di particolari strumenti ottici e non ottici e per mezzo di specifiche tecniche riabilitative. Quindi viene evidenziata l’importanza di un accurato esame della funzione visiva basato principalmente sulla valutazioni di: contrasto limite, risoluzione e campo visivo. In base a tali accertamenti sarà possibile classificare i soggetti ipovedenti facendo riferimento al testo di legge (riportato) n. 138 del 3 Aprile 2001: Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici.



435- Le patologie oculari causa di ipovisione

L’ipovisione può essere distinta in periferica e centrale.

Le patologie oculari, centrali o periferiche, causa di ipovisione, nell’anziano e nel giovane, che necessitano di intervento riabilitativo, si possono classificare in quattro gruppi.

Le emianopsie, di cui le emianopsie laterali omonime unilaterali sono le più frequenti, esse provocano un deficit a settore del campo visivo.

Le maculopatie, di cui la degenerazione maculare legata all’età e la miopia patologica assumono un ruolo molto rilevante, esse provocano principalmente un deficit della funzione visiva centrale.

I restringimenti concentrici perferici del campo visivo causati da retinite pigmentosa, retinopatia diabetica dopo trattamento con panfotocoagulazione e glaucoma.

Alterazioni della motilità oculare, di cui il nistagmo o le paralisi oculo-motorie complete sono gli esempi più classici.

Per ognuna di queste patologie gli autori hanno evidenziato: patogenesi, caratteristiche cliniche, eventuali interventi terapeutici farmacologici e non.

Le principali cause di ipovisione nel soggetto giovane risultano invece essere: atrofia ottica, cataratta congenita, albinismo, miopia, patologia maculare, glaucoma, fibroplasia retrolentale, patologia corneale.



436- Illuminamento ed ipovisione

Gli autori hanno sottolineato l’importanza dell’illuminamento per un soggetto ipovedente.

L’illuminamento, infatti, interferisce con l’acuità visiva e, di conseguenza con la capacità di riconoscimento ed identificazione degli oggetti, in modo diverso in relazione alla patologia oculare presente.

L’illuminamento è in relazione anche con la sensibilità al contrasto. È importante riconoscere pazienti con sensibilità al contrasto ridotta, perché un migliore illuminamento ed un aumento del contrasto nell’ambiente spesso sono più utili dell’ingrandimento.

Quindi si evidenzia l’importanza di evitare fenomeni di abbagliamento, disagio di abbagliamento e abbagliamento invalidante, per esempio, per mezzo di particolari lampade che permettono quella flessibilità che è necessaria per ottenere la migliore condizione richiesta dal paziente.



437- I Filtri

L’occhio umano è sensibile alle radiazioni ultraviolette (UV-A, UV-B, UV-C),le tre fasce di radiazioni UV non sono assorbite allo stesso modo dai mezzi diottrici oculari ed il fattore di assorbimento è decisivo per capire i danni che possono essere provocati da queste radiazioni.

Per limitare questi danni un utile mezzo sono i filtri: mezzi trasparenti in grado di trasmettere ben definite lunghezze d’onda, proteggendo così l’occhio dagli effetti nocividi alcune radiazioni ad alta energia.

Parlando dei filtri bisogna definire alcune grandezze: la Trasmittanza, la Riflettanza e l’Assorbanza, tutte dipendenti della lunghezza d’onda.

L’efficacia dei filtri varia al variare delle grandezze suddette, le quali a loro volta si modificano in relazione al materiale utilizzato (vetro o plastica) e dall’eventuale trattamento antiriflesso eseguito sulla lente filtrante. Gli autori hanno descritto le svariate caratteristiche dei filtri in relazione alle variabili che interferiscono con la loro efficacia.



438- L’utilizzo dei prismi nella riabilitazione visiva per lontano dell’ipovedente

Gli autori hanno descritto l’utilizzo dei prismi nell’ipovisione.

La radiazione luminosa, dopo il passaggio attraverso questo mezzo correttivo, devia verso la base dello stesso prisma. Proprio questa proprietà è stata sfruttata nella riabilitazione di alcune patologie causa di ipovisione: emianopsie laterali omonime complete, maculopatie, restringimenti concentrici del campo visivo, alterazioni oculomotorie quali il nistagmo e le paralisi complete di sguardo.

Gli autori hanno descritto la modalità di impiego dei prismi nelle diverse situazioni patologiche, evidenziando la loro utilità ed eventuali effetti collaterali.



439- L’uso degli specchi nella riabilitazione visiva per lontano dell’ipovedente

Gli autori hanno evidenziato l’utilità degli specchi per soggetti ipovedenti affetti da emianopsia laterale omonima completa.

Quando si parla si specchi ci si riferisce ad un sistema nasolaterovisore posteriore ed un sistema nasolaterovisore posteriore. Nel primo caso lo specchio è posto nasalmente, dal lato del difetto emianopsico, nella parte interna delle lenti del paziente. Nel secondo caso lo specchio viene accostato davanti alla montatura in modo da formare un angolo tra i 60° e gli 80° con il piano verticale davanti agli occhi. In entrambi i casi gli oggetti posti nella parte cieca del campo visivo binoculare vengono riflessi dallo specchio nella parte funzionante della retina.



440- L’uso dei sistemi ingrandenti, dei telescopi inversi e delle lenti negative nella riabilitazione visiva per lontano dell’ipovedente

Gli autori mettono a confronto l’utilità dei sistemi ingrandenti, dei telescopi inversi e delle lenti negative per i soggetti ipovedenti alla guida, cercando di dare una indicazione corretta alla scelta migliore del sistema da utilizzare in relazione alle necessità del paziente e tenendo conto sia delle agevolazioni che delle problematiche che derivano dall’uso di questi mezzi ottici. In particolare, si evidenzia come i telescopi ingrandenti favoriscono la visione centrale e quindi l’acuità visiva provocando un deficit del campo visivo periferico, al contrario le lenti negative e i telescopi inversi agiscono con un miglioramento della visione periferica ma una riduzione dell’acuità visiva. Gli autori concludono che questi ausili non possono, da soli, risolvere il problema dell’ipovedente alla guida, ma possono essere solo di aiuto in soggetti ipovedenti con necessità di una guida più sicura con un minimo di 1/10 di acuità visiva.



441- Apprendimento e riabilitazione

L’apprendimento è un processo neuro-psicologico attraverso cui la nostra sfera sensoriale mette in comunicazione la corteccia cerebrale con il mondo esterno. Vi intervengono fenomenologie complesse che si svolgono dai recettori periferici alla corteccia specializzata, alla corteccia associativa e alla regioni dell’ippocampo. Molte di queste connessioni hanno un controllo genetico rigido altre hanno una impronta genetica più fluida che viene perfezionata dalla esperienza sensoriale ed è caratterizzata da una peculiare plasticità, chiave della adattabilità ambientale ed evolutività dell’encefalo umano.

Le procedure riabilitative implicano l’attivazione dei meccanismi coinvolti nell’apprendimento. Puntualizzare i metodi riabilitativi delinea la possibilità di miglioramenti degli specifici deficit sensoriali presenti.



442- Qualità di vita dopo la riabilitazione visiva

Una situazione patologica correlata alla salute che può limitare significativamente la nostra qualità di vita è l’ipovisione.

Visto il drastico incremento del numero dei soggetti ipovedenti, è facilmente comprensibile l’importanza che vanno assumendo gli interventi terapeutici di riabilitazione visiva e, cosa ancora più importante, la valutazione della validità di tali interventi, attraverso la misurazione dei miglioramenti per mezzo di questionari, elencati dagli autori. Dalle ricerche effettuate e riportate, i questionari più efficaci dovrebbero essere semplici, rapidi, facilmente comprensibili e, soprattutto, dovrebbero permettere un approccio multidisciplinare al problema, visto l’importante impatto psicologico dell’ipovisione.



443- Orientamento e mobilità del soggetto ipovedente

Le persone con avanzati danni visivi trovano estreme difficoltà nel camminare in zone a loro poco note e proprio per questa ragione molto spesso si trovano costretti a limitare la loro indipendenza.

Gli autori hanno voluto mettere in evidenza le numerose differenze di fissazione, durante la deambulazione, tra soggetti normali e soggetti ipovedenti e le notevoli difficoltà di questi ultimi in situazioni particolari quali per esempio la guida. Notevole interesse viene riportato sull’effetto dell’illuminamento e della temperatura di colore sul miglioramento di mobilità ed orientamento di alcuni soggetti ipovedenti. Gli autori, infatti, concludono che le variazioni di questi due importanti fattori influiscono in modo differente, ma positivo, a seconda della patologia oculare presente.



444- Il tempo di reazione visuo-motorio

La risposta motoria dell’uomo agli stimoli visivi viene chiamata tempo di reazione visuo-motorio. Tale elemento è costituito da una componente motoria e da una componente sensoriale e può essere considerato per diversi fini: misurazione della latenza visiva, classificazione di diverse classi di individui, valutazione della performance visiva.

Gli autori hanno voluto esaminare le variazioni del tempo di reazione visuo-motorio in relazione a numerosi fattori capaci di influenzarlo.

In particolare si è concluso che il rapporto tra il tempo di reazione visuo-motorio e l’attenzione visiva dovrebbe essere valorizzato come elemento di riabilitazione visiva specie in soggetti che desiderano essere dichiarati idonei alla guida automobilistica o rinnovare le loro patenti sottolineando che questo sarà uno dei compiti specifici che il riabilitatore dovrà assumere nel futuro.



445-Le discromatopsie acquisite periferiche: dalla fisiopatologia alla clinica

Gli autori prendono in considerazione il fenomeno della visione dei colori, valutandone le variazioni fisiologiche, le anomalie costituzionali e le discromatopsie acquisite. La visione dei colori aumenta considerevolmente la possibilità dei contrasti visivi in rapporto alla visione in bianco e nero e, di conseguenza, la capacità di discriminazione visiva, questo discorso è stato riportato nel contesto della guida automobilistica. I risultati degli studi condotti sulla visione dei colori e sicurezza alla guida hanno indotto alcuni legislatori di altre nazioni a concedere l’idoneità alla guida per tutte le categorie a tutti i soggetti affetti da daltonismo ed anche ai dicromati che riconoscono i colori dei semafori solo in base alla loro posizione: rosso in alto e verde in basso. Discorso diverso e più particolareggiato viene fatto per la guida dei trasporti pubblici in cui entra in gioco la sicurezza dei passeggeri.



446- Il soggetto ipovedente alla guida automobilistica

Una buona funzione visiva è sicuramente un elemento fondamentale per una guida sicura.

Gli autori considerano le problematiche connesse al connubio guida automobilistica ed ipovisione. La patente di guida va considerata un privilegio e non un diritto e, proprio questo privilegio non deve essere inteso in maniera indiscriminata né tanto meno limitato senza motivo. Quindi per permettere una uniformità di giudizio gli autori sollecitano le autorità responsabili a stabilire regole certe per i requisiti necessari e quindi per l’estensibilità del privilegio.



447- I sistemi di segnaletica per l’orientamento visivo

Gli autori mettono in evidenza gli elementi necessari per una migliore comprensione dei messaggi visivi, con particolare riferimento alla segnaletica stradale. Iniziano con le caratteristiche fisiche delle iscrizioni del messaggio visivo e dei simboli grafici, passando poi alla valutazione degli elementi psicofisici costituenti la percezione di un segnale: fattori socio-culturale, rapporto figura-sfondo, fattori cromatici, alterazioni fisiologiche della vista legate all’età, campo visivo, acuità visiva, abilità e velocità di lettura, distanza di lettura, con notevole interesse sull’interazione uomo segnale. Concludendo con la consapevolezza dell’importanza dei sistemi di segnaletica, per cui se tutto diventasse una realtà operativa, il soggetto ipovedente ne potrebbe trarre notevole beneficio e le informazioni ricevute diventerebbero di grande aiuto per l’orientamento.



448-Riattivazione e latenza dell’Herpesvirus nell’occhio

Gli Autori hanno esposto i principali fattori scatenanti la riattivazione dell’Herpes virus di tipo I (HSV-1). Infatti, quando il virus è presente nel ganglio neuronale allo stato ltente non si osservano sintomi clinici ma numerosi fattori sono in grado di riacutizzare l’infezioneche si rende pertanto clinicamente manifesta a livello oculare. I primi ad essere stati studiati sono i farmaci ipotensivi oculari usati nella comune terapia del glaucoma, i cortisonici, seguiti dai raggi UV, in particolare gli UVB e dal laser ad eccimeri e dal calore. Secondo un’altra teoria febbre, farmaci, stress e freddo sarebbero in grado di attivare il virus direttamente a livello corneale.



449- Un caso anomalo di sindrome di Posner - Schlossman

Gli autori hanno riportato un caso anomalo di Posner-Schlossman in una giovane paziente di 46 anni. Tale sindrome, come è noto, è caratterizzata da episodi acuti e recidivanti di ipertensione oculare, associata a segni modesti di flogosi uveale anteriore che colpisce essenzialmente soggetti giovani di età compresa tra 20 e 50 anni. Ciò che ha interessato particolarmente nello studio di questo caso clinico è la particolare insorgenza, la brevissima durata (qualche ora) e la monolateralità degli episodi ipertensivi affiancati da una negatività dell’esame obiettivo e di quelli diagnostici svolti.



450- Lenti amorfiche biottiche

Gli autori descrivono un sistema amorfico biottico per l’incremento del campo visivo in soggetti in cui questo risulta perifericamente ristretto. Con questo sistema il soggetto guarderebbe attraverso le lenti amorfiche in modo transitorio, solo quando avrà la necessità di localizzare informazioni dal campo visivo periferico.



451- Abbagliamento e Fotofobia: Valutazioni e Soluzioni

Abbagliamento e Fotofobia sono discomfort che sembrano essere quasi sinonimi mentre sono eventi difformi e sono stati inclusi dagli Autori nella stessa trattazione, in quanto, le soluzioni, se si escludono quelle inerenti le cause scatenanti, sono in parte sovarapponibili. Gli Autori descrivono quindi l’effetto preventivo dei filtri che riducono o eliminano le componenti a corta lunghezza d’onda dello spettro luminoso per le radiazioni che colpiscono l’occhio. Vengono presi in coniderazione lavori su filtri ed acuità visiva, filtri e visione dei colori, filtri e campo visivo e filtri ed esami funzionali. La problematica è notevole, le valutazioni sono insufficienti e le soluzioni non ottimali. Quindi necessità di ulteriori studi per addivenire ad una soluzione per questi discomfort.



452- Lo stimolo luminoso nel suo percorso attraverso il sistema visivo, in relazione all’ipovisione

L’illuminamento è un fattore fondamentale per gli ipovedenti, infatti, con adeguati aggiustamenti di luce si può recuperare una buona funzionalità visiva e quindi questo aspetto non va assolutamente trascurato nella valutazione clinica e riabilitativa di un soggetto ipovedente. Sia l’acuità visiva che la sensibilità al contrasto sono correlate all’illuminamento. D’altra parte un suo eccessivo valore può causare l’abbagliamento, disagio o invalidità, a cui si può porre rimedio con filtri blu selettivi polarizzati o meno.









453- Come valutare la funzione visiva residua-Possibili ipotesi di lavoro per una classificazione del danno visivo

Gli autori riportano le attuali più note classificazioni del danno visivo, le funzione coinvolte: acuità visiva, sensibilità al contrasto e campo visivo. Queste funzioni proposte in funzione dell’illuminamento. Gli autori concludono che il dato dell’illuminamento insieme alla sensibilità al contrasto, necessita anche esso di essere considerato, avendo riscontrato come, variando la temperatura di colore e l’illuminamento, varia la capacità di identificazione e localizzazione degli oggetti.



454- Importanza clinica e diagnostica della sensibilità al contrasto spaziale, statica e cromatica

Dal punto di vista visivo la rappresentazione interna della distribuzione delle immagini trasforma le differenze di luminanza, nelle quali è basata la descrizione fisica dello spazio esterno, in differenze di luminosità. Le differenze di luminosità prendono il nome di contrasto che può essere sia spaziale che temporale. Gli autori descrivono i fattori fisiologici o ambientali che influenzano questo parametro in specie il contrasto spaziale: diffondanza, diametro pupillare, luminanza adattante, localizzazione retinica, orientamento delle barre, frequenza dello stimolo, sommatoria binoculare, età, sesso e fattori cognitivi. Nella vita di relazione notevole importanza assume anche il contrasto cromatico. Quando, a parità di luminanza gli oggetti vengono visti anche se differiscono solo cromaticamente, si parla di contrasto cromatico, di cui ne esistono sette tipi: di successione, di simultaneità, di saturazione, di luminosità, termico, di qualità e di quantità. dopo aver descritto questi aspetti gli autori si sono posti al domanda se i fattori cognitivi possono avere un ruolo in questo evento e così apprendimento, rappresentazione interna, familiarità e memorizzazione vengono considerati.



455- An in vitro model for post-trabeculectomy: evaluation of drugs differently controlling cell proliferation

Gli autori descrivono un modello su cellule 3T6 murine per valutare la vitalità e la proliferazione cellulare dopo trattamento con agenti antiproliferativi: 5-fluorouracile, interferon 2, ciclosporina A ed eparina. In particolare lo studio ha evidenziato il valore di tale trattamento con la ciclosporina e con il 5-fluorouracile, riscontrando un effetto necrotico per il 5-fluorouracile ed apoptotico per la ciclosporina.





456- Una nuova proposta per la classificazione dell’ipovisione: valutaziuone della sensibilità al contrasto, delle condizioni di illuminamento e dei filtri

Le attuali classificazioni dell’ipovisione si basano sullo studio della quantificazione dell’ipovisione centrale, mediante il visus e periferica, mediante la perimetria.

Agli autori è sembrato opportuno considerare un’altra funzione compromessa nel soggetto ipovedente e cioè la sensibilità al contrasto, la cui menomazione arreca notevoli disturbi visivi. Un aumento dell’illuminamento può parzialmente compensare una ridotta sensibilità al contrasto. Il problema dell’illuminamento è quindi uno dei problemi più grandi per un soggetto con danni visivi. D’altra parte un aumento dell’illuminamento può essere causa di abbagliamento il cui controllo può essere effettuato con filtri. Tra i sistemi, per altro possono migliorare anche la sensibilità al contrasto. Sulla base di quanto esposto gli Autori considerano che non si possono omettere in una classificazione dell’ipovisione una quantificazione della sensibilità al contrasto in funzione dell’abbagliamento e dell’utilizzo dei filtri.



457- Occurrence of catecholaminergic nerve fibers in the human uveoscleral tissue in conditions of normal and raised intraocular pressure

Gli Autori hanno studiato la distribuzione delle fibre catecolaminergiche e adrenergiche nel tessuto umano uveosclerale in 6 occhi con normale pressione oculare e in 5 occhi con ipertono oculare, senza danni al campo visivo e neurootticopatia. E’ stato visto che negli occhi con un’elevata pressione si ha una riduzione delle fibre catecolaminergiche e noradrenergiche. L’alterazione della quantità di tali fibre a livello uveo-sclerale ha effetti sul deflusso dell’umor acqueo. Ciò supporta l’ipotesi di un possibile e rilevante ruolo del tessuto uveo-sclerale in differenti condizioni patologiche.



458- Iposecrezione lacrimale e ridotta sensibilità corneale in portatori di lenti a contatto – rischi di aggravamento dopo chirurgia refrattiva?

Dopo il trattamento con “keratomileusis laser in situ” (LASIK) l’80% dei pazienti accusa una sensazione di secchezza oculare così come dopo fotocheratectomia laser (PRK). L’”occhio secco” è correlato alla riduzione della secrezione lacrimale dovuta alla resezione dei nervi corneali centrali durante la formazione del flap o l’ablazione della superficie corneale. La conseguenza di questo evento è l’alterazione dell’arco riflesso sensitivo che esiste tra cornea – sistema nervoso – ghiandole lacrimali e che controlla la secrezione lacrimale riflessa.

I sintomi di secchezza oculare sono frequenti dal primo sesto-nono mese dall’intervento per poi risolversi. Inoltre, la secrezione lacrimale e la sensibilità corneale è minore nei portatori di lenti a contatto da molto tempo sia preoperatoriamente che dopo sei mesi. La resezione dei nervi corneali centrali determina un’altra condizione patologic: la “epiteliopatia neurotrofica” caratterizzata da erosioni epiteliali puntate, che insorge in una piccola percentuale di pazienti (1-2%) che non presentano segni e sintomi di occhio secco e con i test di produzione lacrimali normali. Questa condizione patologica è dovuta ad una perdita di trofismo dell’epitelio per il venir meno di alcuni neurotrasmettitori ad azione trofica in seguito alla rottura dei tronchi nervosi del flap.

Queste condizioni a parere degli autori pregiudicano una applicazione di lac idrofile qualore siano necessarie in questo spazio temporale, mentre non vi sarebbero differenze nelle risposte di sensibilità e dell’indice di funzione lacrimale a nove mesi dalla LASIK tra portatori e non portatori di lac prima dell’intervento.





459- L’effetto dell’uso di lenti a contatto sull’ “omeostasi” dell’epitelio corneale

In tutto il mondo, attualmete, sono approssimativamente 75 milioni i portatori di lac con modalità d’uso giornaliera (DW) o estesa (EW) per la correzione dei vizi di refrazione. Il porto di lac non è scevro di complicanze: la più temibile è l’ ulcera corneale infettiva. L’applicazione delle lac, infatti, altera l’ “omeostasi” della superficie oculare e in particolar modo dell’epitelio corneale che rappresenta insieme al film lacrimale la prima linea di difesa verso i microorganismi patogeni.

L’omeostasi dell’epitelio corneale è ottenuta dal bilancio tra perdita (per apoptosi ed esfoliazione) e proliferazione delle cellule basali.

Studi clinici hanno mostrato che il porto di tutti i tipi di lac riduce il tasso di perdita (riduzione dell’apoptosi e dell’esfoliazione) delle cellule superficiali, il tempo di migrazione e di proliferazione delle cellule basali.





460- Age-related changes in the human optic nerve

La ricerca anatomica ha recentemento trovato la presenza di fibre nervose di diverso diametro nel nervo ottico umano. Il presente studio ha per oggetto di dimostrare l’evoluzione di queste fibre in rapporto all’età.

Gli Autori hanno studiato il nervo ottico di 50 soggetti di sesso maschile deceduti, tra i quali 16 tra i 18 e i 22 anni (età media 20 ± 1,2 anni) e 34 tra 68 e 76 anni (età media 72 ± 1,6 anni).

Ciascun nervo è stato diviso in 4 segmenti di 4 mm. Dopo colorazione morfologica, istochimica ed immunoistochimica le fibre del nervo ottico sono state contete e misurate. Ciascun segmento è stato valutato con microscopia con luce polarizzata per rilevare le particolarità microanatomiche, le cellule gliali e la colorazione per la proteina gliale fibrillare acida (GFAP). L’analisi biochimica ha permesso di stabilire la concentrazione proteica. Si è eseguita l’analisi morfometrica per analizzare quantitativamente le immagini del nervo ottico.

Comparativamente al soggetto giovane, si è constato, nel gruppo anziano un aumento del diametro medio del nervo ottico, a causa dell’aumento del rapporto nervo ottico/ membrane meningee. Si è pure osservato che un accrescimento della superficie media del nervo ottico, del numero medio di astrociti e della positività per la GFAP. Di contro si è osservato una riduzione del numero medio delle fibre di grande diametro (maggiori di 4 mm). Le proteine contenute nelle fibre del nervo ottico non variano con l’età.





461- La neuroriabilitazione visiva con sistemi prismatici come tecnica indispensabile per il traumatizzato cranico con alterazioni del campo visivo. Descrizione di un progetto di tutela integrata in ambito Inail

Gli autori prendono spunto da un grave infortunio sul lavoro che ha causato importanti danni al livello cranio facciale con interessamento del sistema visivo, dell’apparato locomotore ed endocrino, che ha portato all’ideazione di un progetto riabilitativo integrato pluridisciplinare.

Gli Autori iniziano con un breve accenno all’eziologia dell’emianopsia e proseguono con approfondimento delle diverse strategie riabilitative correlate alla neuroriabilitazione visiva.

Dopo aver illustrato l’esame obiettivo dell’infortunato, soffermandosi sulle lesioni del sistema visivo, descrivono l’organizzazione e l’attuazione del progetto riabilitativo individualizzato e in particolare la neuroriabilitazione visiva di tipo sostitutivo con sistemi prismatici.

Agli autori preme metter in risalto, in accordo con la più recente letteratura, che la precoce neuroriabilitazione visiva e dell’emianopsia, in questo caso eseguita con sistemi prismatici, avendo assicurato un ampliamento del campo visivo, ha indotto impulsi positivi su tutto il trattamento riabilitativo.

Nel caso descritto, infatti, il miglioramento via via acquisito delle abilità visive ha procurato nell’infortunato un immediato benessere psicologico, ha portato ad una più celere ripresa della stabilità posturale e della deambulazione, tanto da consentire allo stesso di partecipare ad un programma di riqualificazione professionale e di essere in seguito rinserito in ambito lavorativo.

Gli Autori concludono, in accordo con la più recente letteratura, che nei gravi traumi cranici è facile trovare alterazioni del sistema visivo e che il precoce trattamento è fondamentale per la riabilitazione di eventuali lesioni a livello di aree non visive e di altri apparati. Infine, non tralasciando il ruolo fondamentale della famiglia, nei programmi riabilitativi, pongono l’accento sull’importanza della visione unitaria del lavoro funzionale dell’equipe multidisciplinare, nell’approccio al soggetto disabile, ai fini del suo effettivo rinserimento familiare, sociale e lavorativo.



462- Age-related changes in rat optic nerve: morphological studies

I cambiamenti del nervo ottico legati all’età sono stati studiati in ratti maschi Sprague-Dawley di 3 mesi, 12 mesi e 24 mesi. Le sezioni trasversali del tratto intracranico del nervo ottico di di ratti di età diversa sono state trattate con ematossilina eosina ed esaminate al microscopio a basso ed alto ingrandimento. Altre sezioni sono state trattate con cristal violetto per evidenziare le cellule gliali. Un terzo gruppo di sezioni sono state trattate immunoistochimicamente per evidenziare la proteina gliale fibrillare acida (GFAP) che è un marker per la localizzazione e la caratterizzazione degli astrociti. Tutti i risultati morfologici sono stati sottoposti ad analisi quantitative e statistiche per evidenziare dati morfometrici significanti. Le concentrazioni proteiche tissutali sono state determinate su frammenti omogeneizzati di nervo ottico. I risultati degli Autori hanno dimostrato i seguenti cambiamenti legati all’età: 1) aumento dello spessore delle membrane meningee; 2) aumento del numero degli astrociti; 3) aumento della immunoreattività della GFAP; 4) aumento del diametro del nervo ottico; 5) riduzione del numero delle fibre nervose; 6) riduzione della grandezza delle fibre del nervo; 7) riduzione del rapporto fibre del nervo e membrane meningee da 3:1 a 1:1. Tuttavia, la quantità di proteine non risulta modificata con il passare dell’età. Il nervo ottico di ratto, quindi, appare sensibile ai processi di invecchiamento e può essere considerato come un utile modello per gli studi sull’età neuronale.



463- Il differenziamento cellulare: lo sviluppo della corteccia cerebrale e dei nervi oculomotori

Gli autori prendono in coniderazione il processo di differenziamento cellulare durante lo sviluppo della corteccia cerebrale e dei nervi oculomotori con particolare riferimento ai principali geni e alle più importanti proteine in esso coinvolte.



464- Neurogenesi

gli autori descrivono il processo di sviluppo dell’occhio in tutto il suo percorso a partire dalla placca neurale fino alla sua struttura completa. Evidenziando anche i fattori di crescita coinvolti.



465- Apoptosi e suo ruolo nello sviluppo delle strutture dell’apparato visivo

Molte strutture oculari acquisiscono solo in tempi abbastanza tardivi dello sviluppo embrionale le caratteristiche tipiche dell’occhio umano. Sono stati proposti numerosi modelli per spiegare tale fenomeno tra cui gli autori hanno preso in considerazione il ruolo dell’apoptosi.



466- Lo sviluppo delle forme e degli schemi spaziali negli embrioni

Il differenziamento cellulare è soltanto un aspetto dello sviluppo. Le varie forme che caratterizzano l’animale adulto emergono in gran parte da un processo alquanto complesso che gli autori descrivono in modo dettagliato in questo lavoro.



467- Il primo sviluppo dell’embrione

La facoltà di dare origine a nuovi individui della medesima specie va sotto il nome di riproduzione e può effettuarsi secondo due modalità fondamentali: agamica o asessuale e gamica o sessuale. Mentre nell’agamica un uovo individuo nasce da un’unica cellula per separazione di particelle dal proprio corpo, nella riproduzione gamica il nuovo individuo è prodotto da cellule distinte provenienti ciascuna da un diverso individuo. Gli autori descrivono in tale lavoro dettagliatamente tali processi



468- Pre-embrione ed embrione

Gli autori descrivono il processo di sviluppo dalla fase di zigote alla forma fetale, in cui il concepito assume forme fisiche e strutture principali riconoscibili anche se immature per dimensioni, dettagli anatomici e funzionali.



469 - Lo sviluppo delle strutture ossee dell’orbita

Gli AA, dopo una premessa anatomica delle ossa dell’orbita, descrivono la sua morfogenesi.

Il cranio può essere suddiviso in due parti: il neurocranio e lo splancnocranio.

Il primo deriva dai somitomeri e dai somiti occipitali (mesoderma parassiale) e forma il rivestimento protettivo dell’encefalo con la porzione cartilaginea che forma le ossa della base del cranio.

Lo splancnocranio, che deriva dalla cresta neurale, darà invece origine allo scheletro della faccia principalmente attraverso i primi due archi faringei.





470-471 - Embriologia delle palpebre e dell’apparato lacrimale: i fattori di crescita

Abbiamo studiato i fattori di crescita che svolgono un ruolo nell’embriogenesi delle palpebre e dell’apparato lacrimale. Sono stati inoltre presi in considerazione i fattori coinvolti nella secrezione mucosa dell’epitelio congiuntivale. I dati sono integrati da osservazioni sulla embriologia e sulla morfologia dei due sistemi.



472 - Embriologia dei muscoli estrinseci dell’occhio: i fattori genetici ed epigenetici regolatori

Dopo una breve introduzione sull’anatomia macro e microscopica dei muscoli estrinseci dell’occhio vengono descritte alcune tra le teorie, peraltro molto controverse, che riguardano i primi eventi della ontogenesi dei muscoli estrinseci dell’occhio e delle loro giunzioni neuromuscolari. Esistono strette correlazioni tra lo sviluppo dei muscoli extraoculari nella scimmia Macacus e quello del genere umano ed infatti gli studi più interessanti sono stati condotti appunto su campioni prelevati da feti dei primati.



473 - Morfogenesi della tunica sclerale

Gli AA riportano nella prima parte del lavoro la morfologia antomo-funzionale della sclera mentre nella successiva gli aspetti embriologici che possono spiegare alcune anomalie congenite.



474 - Sviluppo della cornea umana

Gli Autori riportano le nuove acquisizioni sull’embriologia della cornea dopo aver valutato le più recenti acquisizioni morfologiche. Uno dei concetti più importanti sarebbe l’origine neuroectodermica piuttosto che mesenchimale, delle cellule endoteliali e stromali posteriori.



475- Embriologia dell’angolo irido-corneale

Gli Autori descrivono il processo di sviluppo morfologico durante la vita intrauterina delle varie strutture che compongono l’angolo irido-corneale, facendo riferimento ai fattori di crescita coinvolti in tale processo.



476 - Embriologia del cristallino: i fattori di crescita

Abbiamo analizzato i fattori di crescita che esercitano un ruolo specifico nell’embriogenesi del cristallino. I dati raccolti sono stati integrati da alcune osservazioni sull’embriologia e sulla morfologia funzionale del cristallino stesso.



477 - Morfogenesi del vitreo

Gli AA. dopo una breve premessa anatomica, descrivono lo sviluppo embriogenetico del vitreo che avviene attraverso due fasi: vitreo primitivo e vitreo secondario.



478- Embriologia della coroide

Gli autori descrivono lo sviluppo embriogenetico dei quattro strati che compongono la coroide durante i nove mesi di vita intrauterina.



479 - Lo sviluppo della vascolarizzazione del segmento posteriore dell’occhio e del nervo ottico

Gli Autori riportano le tappe essenziali dello sviluppo del sistema vascolare del segmento posteriore oculare in epoca prenatale. Viene descritta, in particolare, la morfogenesi del complesso angioarchitettonico che rifornisce la testa del nervo ottico nelle sue varie porzioni e la sua struttura anatomica definitiva.



480 - Embriologia della retina: i fattori di crescita

Gli Autori descrivono le principali fasi evolutive dell’embriogenesi della retina neurosensoriale e dell’epitelio pigmentato retinico, ed analizzano i fattori di crescita che intervengono nel corso dei processi di differenziazione e di sviluppo di queste strutture, in particolare è stato studiato e descritto il processo di maturazione dei fotorecettori retinici.



481 - Il nervo ottico: Morfologia, morfogenesi e fattori di crescita

Dopo aver descritto la morfologia del nervo ottico ed esaminate le principali fasi della morfogenesi vengono studiati quei fattori di rischio che sembra possano esercitare uno specifico ruolo nel corso di questo periodo.



482 - Il chiasma ottico: Morfologia, morfogenesi e fattori di crescita

Sono descritte le caratteristiche morfologiche e le principali linee di organizzazione architettonico-funzionali seguite nel corso della morfogenesi del chiasma ottico.

Vengono discusse in particolare le più recenti ipotesi relative alla “scelta” evolutiva intrachiasmatica delle fibre “dirette” e di quelle “crociate”. Sono elencati infine i principali fattori di crescita che controllano la morfogenesi del chiasma ottico.



483- Embriologia del sistema genicolato striato

In questo lavoro gli Autori descrivono lo sviluppo del sistema genicolato striato nella sua composizione cellulare.



484 - Lo sviluppo postnatale delle vie visive

In questo lavoro gli Autori sottolineano il ruolo fondamentale dell’esperienza visiva nello sviluppo postanatale delle vi visive. Dopo aver ripercorso la strada delle principali scoperte, dagli anni 60, relative alla fisiologia dello sviluppo della funzione visiva, vengono affrontate le più moderne tematiche di segregazione, oculare e corticale, sinaptogenesi. Malgrado la ricerca in questo campo sia orientata sulla biologia molecolare, c’è accordo unanime nel ritenere il potenziale d’azione, in quanto attività elettrica evocata, come primo attore nel corretto sviluppo delle vie visive.



485 - Lo sviluppo postnatale delle funzioni visive e plasticità del sistema visivo

Lo sviluppo delle varie funzioni visive nel periodo postnatale è un processo che diventa attivo rapidamente e tende a completarsi nei primi periodi di vita parallelamente ai processi di corticogenesi e di sinaptogenesi sotto lo stimolo delle esperienze visive. La ricerca clinica e biomolecolare indicano che il sistema visivo, a livello corticale, mantiene uno stato di plasticità anche dopo lo sviluppo postnatale è stato ultimato. Gli Autori riportano i più recenti lavori internazionali rivolti a queste tematiche.



486 – L’utilità del test dell’abbagliamento nella diagnostica clinica: presentazione del Brighness Acuty Tester

(BAT)

L’abbagliamento è un sintomo di tipo soggettivo indotto dalla luce che si manifesta con la riduzione della sensazione visiva e che può essere provocato da varie sorgenti luminose. Si classifica in disagio d’abbagliamento ed in abbagliamento invalidante.

Vari strumenti sono stati proposti per lo studio di questa menomazione visiva.

Uno degli strumenti che maggiormente soddisfa le caratteristiche richieste per l’uso clinico è il Brighness Acuty Tester su cui gli autori hanno concentrato la propria attenzione.

Il BAT è uno strumento portatile indicato per la valutazione di due delle maggiori funzioni visive:

Il test dell’acuità luminosa (Brighness Acuty Test )

Il test da fotostress maculare (Macular Photostress Test).

Gli Autori descrivono i principi di base del BAT, la preparazione del paziente, i procedimenti, le caratteristiche della stanza, degli esami,l’esecuzione dei tests ed i risultati ottenuti con il Brighness Acuty Test ed il Macular Photostress Test.



487 – Efficienza visiva e sicurezza stradale: quali limiti?

La percezione dei segnali stradali dipende da tre processi: individuazione, identificazione, discriminazione del simbolo specifico e lettura dell’eventuale iscrizione.

Se le fasi della percezione non i svolgono correttamente, il conducente verrà a cadere nell’area di rischio di “guida distratta o andamento indeciso”. Il segnale deve essere realizzato in modo da soddisfare pienamente il meccanismo di percezione. Il binomio percezione-decisione è influenzato dalle caratteristiche del conducente, del veicolo, della strada, del traffico e dell’ambiente. Anche in assenza di vere e proprie patologie oculari, le variazioni fisiologiche della funzione visiva correlate all’etàpossono influire sulle attività quotidiane, inclusa la guida. I dati pubblicati in letteratura suggeriscono che un soggetto anziano, pur guidando con prudenza, presenta un maggiore rischio di infortuni stradali.



488 – Acute Branch Retinal Arterial Embolism Successfully Treated with Intravenous Prostaglandin E1

Gli Autori hanno voluto studiare l’uso di prostaglandina E1 intravenosa al fine di ripristinare il flusso sanguigno e la visione in un paziente con un occlusione acuta di una branca arteriosa retinica. Una donna di 82 anni con un calo acuto dell’acuità visiva nell’occhio sinistro per un’embolia della branca temporale superiore dell’arteria retinica è stata trattata con 140μ di prostaglandina E1 intravenosa. Il trattamento è stato ripetuto il giorno seguente. Al primo controllo eseguito dopo 4 giorni dal trattamento l’acuità visiva è risultata migliorata da 20/50 a 20/20, l’embolo arterioso era ancora presente ma era scomparso l’edema maculare. La prostaglandina E1 è un potente vasodilatatore per il sistema vascolare periferico. Se utilizzato tempestivamente nel trattamento di un’occlusione acuta di una dell’arteria retinica si può recuperare una buona visione. Gli Autori hanno riportato il primo caso dell’uso di prostaglandina E1 intravenosa per trattare un’embolia acuta di una branca dell’arteria retinica.



489 – Struttura, funzioni dei nervi corneali e prevenzione del dolore corneale

La cornea è un tessuto densamente innervato soprattutto di fibre nervose di tipo sensitivo. L’anatomia e la fisiologia dell’innervazione corneale vengono ampiamente descritte dagli Autori con la funzione di numerosi fattori neurotrofici ancora non del tutto compresi. Le moderne tecniche chirurgiche di tipo refrattivo e diverse patologie corneali determinano un danno strutturale ed una alterazione fisiologica delle fibre nervose corneali: ciò conduce a deficit neurotrofici transitori o cronici. Lo scopo del lavoro è stato quello di descrivere i meccanismi attraverso i quali i nervi corneali e le neurotrofine, da essi elaborate e rilasciate, mantengono al cornea sana e vitale e promuovono la riparazione del danno in seguito a lesioni corneali; di fornire inoltre un cenno conclusivo sul dolore corneale e sul trattamento terapeutico dello stesso.



490 – La comunicazione intercellulare

In questi ultimi anni abbiamo osservato nella letteratura internazionale una notevole ricerca sullo sviluppo della terapia farmacologica sui fattori di crescita. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di introduzione alla problematica descrivendo la comunicazione intercellulare: endocrina, paracrina e sinaptica. Viene inoltre riportata la natura dei segnali extracellulari: idrofili e lipofili con la natura dei recettori chimici. I meccanismi di traduzione del segnale vengono ancora riportati: recettori canale-ionico, messaggeri intracellulari e recettori catalica diretta



491 – An NMR spectroscopy study of bendaline-albumin interaction

Gli Autori hanno studiato il completo assegnamento del protone 1H e del 13C mediante spettroscopia RNM della bendalina (BNDL) in modo monodimensionale e bidimensionale. Le interazioni tra la bendalina e l’albumina sono state per altro studiate e lo stato della bengalina libera e legata con l’albumina è stato definito. La costanza del legame è stata valutata essere 2.4x103 M-1



492 – Permeabilità e compatibilità delle lenti a contatto

Gli Autori descrivono le caratteristiche fisiche delle lenti a contatto, la disponibilità di ossigeno per la cornea durante il loro porto, i metodi standard di misura della trasmissibilità e una nuova metodica da loro proposta basata sulla risonanza magnetica nucleare, quindi le misure fisiologiche della permeabilità e della trasmissibilità con alcuni modelli. Gli Autori propongono che è necessario correlare i predittori fisiologici con quelli fisici, al fine di prevenire l’anossia corneale. L’ultima parte del lavoro presenta l’interazione tra LAC e lacrime artificiali mediante uno studio NMR, che pone in risalto l’esigenza di una analisi preventiva tra il farmaco e la lente per evitare o volutamente utilizzare, i cambiamenti fisici indotti sul materiale.



493 – L’importanza della luce sulle capacità visive residue

Nel capitolo del libro viene riportato un argomento molto spesso omesso nella vautazione della funzione visiva normale e in special modo nel trattamento di soggetti ipovedenti. Gli Autori riportano i vari fattori fisici di un illuminante che sarebbe opportuno prendere in considerazione: sorgente, temperatura di colore, resa di colore ed efficienza luminosa. Vengono anche riportate le caratteristiche di ottimizzazione di un filtro e i risultati psicofisici del loro utilizzo.



494 - Qualità di vita e riabilitazione visiva

Una situazione patologica correlata alla salute che può limitare significativamente la nostra qualità di vita è l’ipovisione.

Visto il drastico incremento del numero dei soggetti ipovedenti, è facilmente comprensibile l’importanza che vanno assumendo gli interventi terapeutici di riabilitazione visiva e, cosa ancora più importante, la valutazione della validità di tali interventi, attraverso la misurazione dei miglioramenti per mezzo di questionari, elencati dagli autori. Dalle ricerche effettuate e riportate, i questionari più efficaci dovrebbero essere semplici, rapidi, facilmente comprensibili e, soprattutto, dovrebbero permettere un approccio multidisciplinare al problema, visto l’importante impatto psicologico dell’ipovisione



495 - Model of the oxygen distribution across the cornea and contact lens: the effect of the temperature - Lettura Kersley 2003

L’Autore ha presentato un modello per il consumo di ossigeno da parte della cornea. Le evidenze cliniche suggeriscono che la chiusura delle palpebre ed il ridotto apporto di ossigeno ad essa associato (55 mmHg) porta ad un incremento di temperatura, che a sua volta determina una variazione del Dk e di consumo di ossigeno(Q), (diverso al variare della lente al contatto). Questo stato genera ipossia che induce edema, blebs ed incremento della pressione endooculare. Per questo la misura della pressione endooculare può sostenere l’ipotesi sulla distribuzione di ossigeno avanzata sulla base dei modelli



496 - Nuovi aspetti sullo sviluppo post-natale dell’occhio. Il ruolo della sclera nell’insorgenza e nell’evoluzione della miopia

Lo sviluppo post natale dell’occhio sembra essere controllato soprattutto localmente. Diversi studi hanno suggerito che a determinati livelli del processo la crescita post-natale dell’occhio viene regolata attraverso i recettori muscrinici, ad esempio la somministrazione sottocongiuntivale dell’antagonista selettivo del sottotipo recettoriale muscarinico M1, pirenzipina, previene la miopia indotta sperimentalmente nei primati



497 - Il Trasforming Growth Factor-β

Il TGF- β è il prototipo di una grande superfamiglia di citochine coinvolte nella regolazione di numerosi processi fisiologici, dallo sviluppo embrionario fino al differenziamento ed all’omeostasi dei tessuti adulti. Gli Autori descrivono le varie funzioni di questo fattore, la sintesi, la secrezione e la maturazione, la traduzione intracellulare del segnale ed infine il ruolo nella regolazione del ciclo cellulare: effetto antiproliferativo sulle cellule epiteliali e transdifferenziamento epitelio-mesenchima



498 - I multiformi ruoli nell’occhio del fattore di crescita basico dei fibroblasti (bFGF)

La comunicazione tra cellule è cruciale per lo sviluppo e la sopravvivenza degli organismi pluricellulari. Parte di questo intenso scambio d’informazioni è a carico dei fattori di crescita, un’ampia famiglia di polipeptidi che liberati nell’ambiente extracellulare, sono in grado di stimolare la proliferazione cellulare. I fattori di crescita propriamente detti sono quelli che controllano l’ingresso e la progressione delle cellule nel ciclo replicativi, ma in realtà la loro funzione può estendersi anche al controllo di processi differenziativi e di alcune funzioni metaboliche. Uno di questi fattori è il bFGF la cui azione si estrinseca sui fotorecettori retinici, sulle cellule gangliari retiniche, sulle cellule dell’epitelio pigmentato retinico, sulle cellule melanocitiche del melanoma, sulle cellule endoteliali e sui periciti, con multiformi aspetti sulla cornea, sulle cellule epiteliali del cristallino e sulle ghiandole lacrimali e sebacee palpebrali. In conclusione vengono prospettati i possibili trattamenti terapeutici con questo fattore di crescita



499- Ipertensione oculare acuta sperimentale nel ratto: alterazioni morfologiche e molecolari indotte nella retina e nel nervo ottico

In questo modello sperimentale per lo studio degli eventi alla base della patologia glaucomatosa acuta si è messo in evidenza che l’ipertono oculare induce, oltre alla morte per apoptosi delle cellule gangliari retiniche, la morte per necrosi delle cellule astrocitarie del nervo ottico. Tutti gli eventi riscontrati sono inibiti da scavanger dei perossidi, indicando un coinvolgimento delle ROS nelle alterazioni osservate. Le cellule astrocitarie, in seguito a stress pressorio, aumentano la produzione di ossido nitrico, un possibile mediatore degli eventi degenerativi osservati. Tutto ciò è consistente con un’ipotesi ischemico riossigentiva della patologia glaucomatosa



500- Studio in vitro per l’impiego intra-operatorio e/o post-operatorio della Lidocaina e Naropina nella trabeculectomia e facotrabeculactomia

Si può rilevare che in questo lavoro, teso a ricercare sostanze ad attività antiproliferativa con scarsi o assenti fenomeni infiammatori secondari, che la Lidocaina inducendo necrosi , possiede attività citotossica e di conseguenza infiammatoria, seppure in misura minore rispetto ai farmaci necrotizzanti precedentemente utilizzati. La Naropina mostra invece una blanda azione citotossica ed una reversibile azione citostatica che potrebbe modulare i fenomeni proliferativi associati agli interventi di trabeculectomia e facotrabeculectomia, con una modulazione della bozza filtrante





501- Azione protettiva di derivati della Carnitina su un modello in vitro di cellule 3T6 indotte a morte cellulare programmata. Studio preliminare per una nuova terapia neuroprotettiva per il glaucoma

Poiché è noto che le cellule gangliariretiniche in seguito a glaucoma vanno incontro principalmente a morte per apoptosi, la riduzione di questo fenomeno potrebbe essere ucettibile di utilizzo terapeutico in soggetti glaucomatosi. I risultati ottenuti in vitro indicano un miglioramento della sopravvivenza cellulare in condizioni in cui le cellule sono indotte all’apoptosi in seguito a trattamento con derivati della carnitina.

Ciò suggerisce una successiva ricerca con un trattamento in vitro



502- Evoluzione degli effetti degenerativi su retina e nervo ottico dopo risoluzione di ipertono sperimentale indotto su ratto

Le strutture nervose oculari, in seguito all’insulto presso rio, presentano una progressiva successione di eventi che riflettono l’istaurarsi di meccanismi di recupero del danno che avvengono parallelamente a fenomeni degenerativi cellulari. Il culmine del duplice processo si ha subito dopo il decremento presso rio all’interno delle stesse strutture. Nella competizione tra i due meccanismi sembrano prevalere quelli degenerativi rendendo irreversibile il danno



503- Coinvolgimento del TGF-β nelle patologie della retina

Gli Autori riportano la patogenesi della vitreoretinopatia proliferativa e della vitreoretinopatia diabetica ed il coinvolgimento del TGF- β nella loro patogenesi.

Le fasi di sviluppo della vitreoretinopatia proliferativa possono essere considerate parallele ad un processo infiammatorio. Infatti, al distacco di retina seguirà una vasodilatazione, migrazione delle cellule RPE nel vitreo attraverso una matrice extracellulare provvisoria, proliferazione e differenziamento delle RPE, differenziamento delle RPE in senso mio-fibroblastico, produzione di membrane fibrose che avvolgono vitreo e retina, contrazione delle membrane fibrose e distacco trazionale della retina. In questo processo intervengono più fattori di crescita quali il PDGF, il TGF-β, l’a-FGF, il b-FGF, l’IGF-1, il TNF-α, l’EGF, l’HGF ed il CTGF. Ognuno di questi è coinvolto in più eventi quali la chemiotassi RPE, la proliferazione RPE, il transdifferenziamento RPE in miofibroblasti, la sintesi della matrice extracellulare fibrosa e la contrazione della matrice fibrosa. In merito alla vitreoretinopatia diabetica vengono riportati i fattori di crescita quali il TGF- β, il b-FGF, l’IGF-1, il TNF-α ed il VEGF. Questi fattori sono coinvolti in uno o più eventi quali la proliferazione delle cellule endoteliali, la chemiotassi delle stesse, la morfogenesi del vaso sanguigno e la secrezione della membrana basale, in bilancio con l’azione degli enzimi proteolitici (metalloproteasi). L’equilibrio dei livelli di questi fattori ed in particolare del b-FGF ed del TGF-β sembra giocare un ruolo chiave nell’angiogenesi. Il lavoro si conclude con la strategia da attuare verso questi bersagli.



504- Chiralità ed anestetici loco-regionali impiegati in chirurgia oculare

Il tentativo di incrementare e rendere più omogeneo il successo della chirurgia del glaucoma e della cataratta è uno degli obiettivi principali della ricerca oftalmologia dei nostri giorni e l’anestetico locale svolge oggi un ruolo fondamentale e complicazioni sistemiche possono essere causate dalla tossicità degli anestetici locali determinata da sovradosaggio o da reazioni allergiche. La nostra attenzione si è focalizzata su due anestetici locali appartenenti alla categoria delle amino-amidi: lidocaina e ropivacaina



505 - Eparina. I suoi multiformi ruoli e le sue prospettive nella terapia oftalmologia

I principali siti di azione dell’eparina si esplicano a livello dei processi coagulativi, inibendo la proliferazione e modulando il fenomeno infiammatorio. Solo di recente è stata messa in luce l’attività antiproliferativa dell’eparina che si lega con il fattore di crescita dei fibroblasti (FGF) ed il suo recettore FGFR formando complessi ternari stabili. I fattori di crescita della famiglia sono coinvolti in una grande varietà di processi come la proliferazione cellulare, il differenziamento, la migrazione cellulare, la morfogenesi e l’angiogenesi. Nella seconda parte del lavoro gli Autori prendono in considerazione le eparine a basso peso molecolare, le LMWH ed i loro potenziali vantaggi clinici: pressocchè completa biodisponibilità dopo somministrazione sottocutanea, maggiore durata di azione/più persistente effetto anticoagulante, scarso legame con le roteine plasmatiche, prevedibile risposta anticoagulante, minore rischio di piastrinopenia indotta da eparina, minori interazioni con le piastrine con minore rischio emorragico, trattamento domiciliare possibile, assenza di passaggio transplacentare ed infine minore rischi di osteoporosi



506 - Le metalloproteasi di matrice nelle patologie e nei processi riparativi dei tessuti oculari

Le metalloproteasi di matrice (MMP) appartengono alla famiglia degli enzimi proteolitici: esse degradano le componenti della matrice extracellulare (ECM) e della membrana basale. Questi enzimi sono importanti per i processi biologici quali la embriogenesi, lo sviluppo ed il processo di riparazione tissutale. La regolazione dell’attività delle MMP è implicata nelle patologie associate ad una incontrollata proteolisi della matrice del tessuto connettivale, come l’artrite, l’oncogenesi, l’ulcerazione tessutale e l’aterosclerosi. Con questo studio gli Autori hanno avuto lo scopo di puntualizzare il ruolo di questo gruppo di proteasi che rivestono un importante ruolo in molte patologie e nei processi riparativi oculari



507 - Considerazioni su alcuni sistemi recettoriali presenti nel corpo ciliare e nel trabecolato. Loro importanza nell’idrodinamica oculare

Gli autori riportano recenti dati della letteratura su alcuni sistemi recettiriali presenti nel corpo ciliare e nel trabecolato. Identificare i meccanismi che supportano questi recettori sarà lo scopo degli studi dei prossimi anni



508 - Age related changes in the human retina

In precedenti studi erano già stati messi in evidenza, mediante scannig electron microscopy (SEM), i cambiamenti legati all’età nella retina di ratto. Gli Autori in questo studio hanno voluto valutare i cambiamenti legati all’età nella retina umana. Lo studio è stato eseguito su tessuto retinico di donatori anziani e giovani e mediante i tradizionali metodi istologici e mediante SEM. tutti i risultati morfologici sono poi stati sottoposti ad analisi quantitativa, mentre la concentrazione di proteine strutturali e citoplasmatiche nel tessuto retinico omogenato è stato determinato mediante i principali metodi biochimici. Tutte le differenze tra soggetti giovani ed anziani sono state statisticamente significative, con l’eccezione della concentrazione media di proteine citoplasmatiche e strutturali. Quindi, gli Autori concludono considerando che SEM permette nuove informazioni morfometriche riguardo i cambiamenti legati all’età in cellule fotorecettoriali, cellule bipolari e cellule gangliari. Questi risultati possono essere pertanto adottati come modelli o come valori normali quando si studiano altri cambiamenti che si possono verificare nella retina umana in condizioni patologiche



509 - LF-NMR water self-diffusion and relaxation time measurements of hydrogel contact lenses interacting with artificial tears

Gli Autori hanno voluto valutare le diverse proprietà di rigonfiamento di lenti ioniche e non ioniche, immerse in sodio cloruro o in lacrimale artificiali, mediante Low-Field Nuclear Magnetic Resonance (LF-NMR), attraverso la misurazione della relazione tra tempo e proprio coefficiente di diffusione. È stato quindi sviluppato un nuovo modello per la valutazione del coefficiente di diffusione dell’acqua all’interno della lente stessa, i cui risultati hanno rivelato un diverso meccanismo di interazione tra materiali ionici e non ionici con lacrime artificiali. Chiaramente, le conseguenze di tali risultati suggeriscono evidenti implicazioni cliniche



510 – Interazione tra lac e lacrime artificiali: uno studio mediante risonanza magnetica nucleare

La risonanza magnetica nucleare permette di valutare le caratteristiche chimico-fisiche di lenti a diverso grado di idratazione rigonfiate in soluzione fisiologica oppure in soluzione viscoelstica di lacrime artificiali. L’elaborazione dei dati con tecniche di analisi multivariata evidenza le differenze tra i diversi campioni considerati



511 – Gycosaminoglycans in human trabecular meshwork: Age- related changes.

I glicosaminoglicani giocano un ruolo centrale nel mantenimento della resistenza al normale efflusso nel trabecolato umano. Gli autori hanno valutato i possibili cambiamenti morfologici, istochimici e morfometrici età-correlati nei glicosaminoglicani del trabecolato. Le ricerche hanno dimostrato i seguenti cambiamenti: 1) deposito di materiale granulare fibroso nel trabecolato; 2) aumento della densità di elettroni nelle strutture; 3) forte riduzione del contenuto di acido ialuronico e (4) riduzione di proteoglicani sulfati. I glicosaminoglicani del trabecolato umano subiscono cambiamenti legati all’età, come dimostrato dai nostri risultati.



512 – Modificazioni post-secretorie delle mucine in portatori di lenti a contatto ad uso prolungato

La recente introduzione delle lenti a contatto in silicone idrogel per uso prolungato ha permesso di evidenziare tra le complicanze del loro uso le mucine balls, che seppur presenti anche in conseguenza dell’uso delle lenti tradizionali, raggiungono con le lenti in silicone idrogel massimi livelli. Per una maggiore consapevolezza sull’argomento, gli Autori ne riportano le caratteristiche finora conosciute



513 – Uso terapeutico delle lenti a contatto in silicone idrogel

Data la sempre maggiore diffusione delle lenti in silicone idrogel per molteplici indicazioni, gli Autori hanno riportato gli studi effettuati sull’argomento che permettono di valutare le caratteristiche principali. Secondo i risultati riportati, appare evidente la sicurezza e l’efficacia di quaste lenti non solo per i diversi usi terapeutici, ma anche nella correzione dei difetti visivi



514 – La comunicazione intercellulare. Il ruolo dello ione calcio nella regolazione genica

I meccanismi legati al recettore accoppiato della tirosin-chinasi (RTK) mostrano un ruolo chiave nella crescita e nella differenziazione di molti tessuti oculari è sta diventando sempre più chiaro che anche sistemi collegati al recettore accoppiato alla protena G (GPCR) rivestono un certo numero di funzioni in molti tessuti oculari. E’ interessante notare che entrambi tali recettori rappresentano il target di più del 50% degli agenti terapeutici comunemente impiegati. Le cellule hanno una concentrazione di calcio libero relativamente bassa che può aumentare fino a 10 volte in seguito alla stimolazione di tali recettori. La capacità di tale concentrazione ionica di regolare diversi processi cellulari è oggi al centro di interessanti ricerche. Gli Autori riportano le più avanzate ricerche sull’argomento.



515 – Le metallo proteasi di matrice nei processi riparativi corneali

Nell’occhio il processo di riparazione tessutale è coinvolto nella patogenesi o nel fallimento del trattamento di molte patologie oculari. Il lavoro degli Autori si è incentrato sulle strutture della cornea che possono essere affette da un squilibrio tra metalloprotesi (MPP) e suoi inibitori (TIMP) in diverse patologie di tali strutture: cheratocono, pterigio, blefarochalasis. Oggigiorno è impossibile ignorare l’importanza di queste MPP e considerando che c’è soltanto una sottile linea che separa lo stato fisilogico da quello patologico.

Di sicuro l’impiego degli inibitori delle MMP rappresentano un futuro assolutamente promettente che fornirà agli specialisti metodi di cura alterativi, fisilogici, per molte patologie della cornea.







516 – Il ruolo delle metallo proteasi di matrice nella patologia del deflusso dell’umor acqueo e nel processo cicatriziale postoperatorio dopo la chirurgia filtrante del glaucoma

Il livello di pressione oculare è il maggiore fattore di rischio al danno del nervo ottico ed un ruolo importante viene svolto dal trabecolato e dalle vie uveo-sclerali. Queste vie, pressione dipendenti e non subiscono un continuo rimodellamene, in cui un notevole ruolo è svolto dalle metalloproteasi di matrice. Gli Autori descrivono le ultime conoscenza sull’argomento.

Peraltro, il succeso dell’intervento chirurgico di trabeculoplastica, dipende dal processo di riparazione. In tale evento un notevole ruolo è svolto dalle metalloproteasi di matrice. Gli Autori descrivono le varie MPP presenti in tale processo con il ruolo svolto nella migrazione e proliferazione dei leucociti, dei fibrobasti e nella sintesi e rimodellamento della matrice extracelluare considerando in tale distretto anche l’angiogenesi.



517 – Aspetti clinici sul ruolo del calcio e sull’attivazione delle proteinchinasi nell’epitelio del cristallino nella regolazione delle giunzioni intercellulari

Lo squilibrio del calcio è una caratteristica comune nella maggiorparte dei cristallini affetti da cataratta e ruolo rilevante assumono le proteinchinasi (PKC) presenti nell’epitelio del cristallino.

Studi precedenti ed attuali dimostrano che la PCKα e la PCKγ hanno effetti opposti sulla attività giunzionale.

L’attività giunzionale è diminuita nella galattosemia precoce e la PCKγ è la principale isoforma nel regolare le giunzioni del cristallino.

Pertanto, la mancanza di PCKγ comporta un controllo improprio delle giunzioni e contribuisce al danno osmotico nel cristallino del diabetico o del galattosemico.

L’attivazione indotta da LEDGF della PCKγ può rivestire un ruolo importante nel ripristinare il controllo dell’attività giunzionale nel cristallino del diabetico o del galattosemico.



518 – L’impiego degli antiossidanti sul danno tissutale da radicali liberi dopo trattamento con laser ad eccimeri (PRK)

L’impiego del laser ad eccimeri ha continuato, nel corso degli anni, a generare interesse nel trattamento della miopia, dell’astigmatismo ed irregolarità o opacità corneali.

La ricerca si è focalizzata sugli effetti patologici e sui cambiamenti microstrutturali conseguenti all’ ablazione corneale con laser ad eccimeri come la proliferazione dei cheratociti con aumento della produzione di collagene e glicosaminoglicani.

L’estensione del danno tissutale è legato allo squilibrio tra i radicali liberi generati ed il sistema di difesa anti-ossidante locale.

Gli Autori riportano le più comuni sostanze utilizzate per prevenire la formazione di radicali liberi, quali la vitamina E e C, l’idrocortisone acetato e la citocromo C- perossidasi.

I lavori sull’argomento avvalorano l’ipotesi dell’importanza dell’impiego degli anti-ossidanti quali sistema difensivo contro i radicali liberi dopo trattamento con PRK



519 – Meccanismi molecolari alla base dell’apoptosi

Le cellule hanno un raffinato controllo del ciclo cellulare e, se subiscono un danno, sono in grado di verificarne la portata. Per evitare che tale danno porti alla formazione di una colonia di cellule aberranti che nuocerebbe all’intero organismo, la cellula attiva il meccanismo di morte programmata o apoptosi.

Gli Autori descrivono nei particolari le attuali conoscenze sull’argomento: le proteine interessate, i domini, le funzioni svolte da ognuna di esse, ed i meccanismi di regolazione presenti nella cellula, ciò al fine di poter prospettare una farmacologia idonea anti-apoptotica.



520- Neuroptotezione e glaucoma: approccio farmacologico, le carnitine

Nella complessa catena di eventi che conducono all’apoptosi, i mitocondri più che ogni altro organello cellulare assumono ruolo di primaria importanza.

L’Autore descrive la rilevanza di fenomeni inducenti un danno mitocondriale e l’eventuale presenza di sostanze che possono influenzarli in qualche modo.

Negli ultimi anni, si è focalizzata l’attenzione su uno di questi composti e su i suoi derivati: la Carnitina.

L’Autore riporta le diverse e importanti funzioni fisilogiche svolte da questa sostanza: induttrice dei fattori di crescita, aumento del metabolismo mitocondriale, azione protettiva sull’integrità di membrana del mitocondrio, incremento d’interazione proteica tra la membrana cellulare ed il citoscheletro, inibizione dell’attivazione delle caspasi ed attività rafforzante di bcl-2 sulla morte cellulare, attività antiossidante, ruolo sui linfociti e azione sui proteasomi.

Tutto ciò al fine di una efficace neuroprotezione nella malattia glaucomatosa.



521 – Cheratocono: ipotesi eziopatogenetiche ed influenza delle lenti a contatto

Lo scopo di questo articolo è quello di riportare il complesso eziopatogenetico del cheratocono, descrivendone i diversi aspetti: genetico, apoptotico, alterazione della matrice, degli enzimi e degli inibitori, danni ossidativi, innervazione anomala.

Inoltre, dove possibile, sono introdotti cenni sull’influenza delle lenti a contatto ed evoluzione della patologia.



522 – I biomateriali in oftalmologia

Gli Autori, dopo aver riportato i concetti generali di biocompatiatibilità e biointegrazione, descrivono i biomateriali utilizzati in oculistica e cioè i polimeri.

I processi di biodegradazione, di nascita e di catalogazione vengono riportati.

Vantaggi e svantaggi dei materiali termoplastici, elastomeri, ibridi rigidi ed idrogel sono presi in considerazione.



523 – Il ruolo delle cellule mobili nel glaucoma primario ad angolo aperto

Le cellule mobili, come dice il nome, sono cellule non strutturalmente connesse da giunzioni con le cellule vicine, ma deputate alla migrazione, produzione di citochine e fagocitosi.

Rientrano in questo ruolo le cellule della microglia, i linfociti ed i macrofagi.

Gli Autori descrivono il ruolo di queste cellule nel trabecolato, nella retina e nel nervo ottico; e le conclusioni riportate sembrano avvalorare la loro importanza nell’eziopatogenesi del glaucoma con conseguenze terapeutiche di non poca importanza.



524 – Il ruolo delle metalloproteasi (MMP) nell’eziolgia del glaucoma primario da angolo aperto (GAAP) ed in pazienti affetti da sindrome pseudoesfoliatio/glaucoma (PEX/PEXG)

La sindrome pseudoesfoliativa (PEX) è un disordine sistemico delle matrice extracellulare clinicamente significativo che rappresenta non solo la più comune causa identificabile del GAAP, ma anche un fattore di rischio per la malattia cardiovascolare.

Dati evidenti suggeriscono che la PEX è un tipo di fibrosi associata all’eccessiva sintesi e deposizione di materiale fibrillare elastico anormale in molti tessuti intra ed extraoculari.

Le metalloproteasi sono una grande famiglia di endopeptidasi in grado di degradare le molecole della matrice del trabecolato mediante la regolazione dell’attività biologiche-cellulari.

Gli Autori riportano i daati di recenti ricerche che suggeriscono i cambiamenti del bilancio MMP-TIMP e la ridotta attività delle MMP nell’umor acqueo quale evento caratteristico della sindrome PEX/PEXG.

Data l’importanza del coinvolgimento MMP-TIMP, appare ormai significativamente chiaro che questi enzimi ed i loro inibitori possono diventare l’obiettivo di nuovi interventi terapeutici.



525 – Re-evaluation and quantification of the different sources of nerve fibres supplying the rat eye

La denervazione e/o la rimozione dei gangli dei nervi periferici sono delle tecniche chirurgiche utilizzate per lo studio dell’origine e della distribuizione di nervi periferici in tutti gli organi, incluso l’occhio.

La distribuizione delle rimanenti fibre nervose afferenti all’occhio ( dopo sezione di vari tipi di fibre nervose e rimozione di gangli nervosi) è stata valutata nel ratto.

I ratti sono stati anestetizzati e successivamente venivano rimossi i seguenti tessuti nervosi: ganglio cervicale superiore, ganglio ciliare principale, ganglio pterigopalatino , ganglio trigeminale ed il nervo maxillo-oftalmico.

In alcuni animali, tramite la somministrazione di 6-OH dopamina , si attuava una simpaticoectomia chimica.

Gli occhi sono stati poi sezionati in serie, ma solo tre regioni (cornea, iride e coroide) sono state studiate con diverse tecniche.

I risultati ottenuti venivano poi quantificati e analizzati statisticamente.

L’asportazione del ganglio cervicale superiore e/o la simpaticoectomia chimica inducevano la distruzione di molte fibre nervose catecolaminergiche nelle tre regioni degli occhi di ratto esaminati.

La rimozione del ganglio ciliare, invece, causava la distruzione di circa il 60% di fibre nervose colinergiche delle stesse regioni, mentre la parasimpaticoectomia subtotale distruggeva circa l’80% delle fibre colinergiche.

La resezione chirurgica del nervo maxillo-oftalmico o la rimozione del ganglio trigemino portava ad una degnerazione di molte fibre sensitive.

Tali esperimenti confermano la presenza di differenti tipi di fibre nervose ( simpatiche, parasimpatiche, sensitive) nelle tre strutture studiate nell’occhio dei ratti.



526 – Controllo sulla progressione della miopia assile. I parte

La miopia è nota da oltre duemila anni ed è stata descritta la prima volta dagli antichi greci.

Il controllo della miopia è un desiderio che tutti gli oculisti sperano di poter raggiungere per cui molto si è scritto su questo argomento.

Controllare la miopia significa conoscerne l’eziopatogenesi. Due teorie si contrappongono: la teoria metabolica e la teoria meccanica.

Gli Autori nel presente lavoro parlano della prevenzione con mezzi ottici: lenti bifocali e multifocali, lenti a contatto rigide – sferiche e a geometria inversa (ortocheratologia). In merito a quest’ultimo argomento vengono descritte le possibili cause che sembrano indurre una riduzione della miopia.



527 – Microvessels of the human optic nerve head: ultrastructural and radioreceptorial changes in eyes with increased IOP

Gli AA hanno voluto studiare: le modificazioni morfologiche e utrastrutturali dei capillari della testa del nervo ottico nell’occhio umano con pressione intraoculare normale (IOP), con leggero aumento della IOP, e con elevato aumento della IOP; e negli stessi pazienti la distribuzione dei recettori β-adrenergici. La microscopia a trasmissione elettronica ha dimostrato che l’aumento della IOP induce modificazioni ultrastrutturali nei capillari della testa del nervo ottico. Gli esperimenti della autoradiografia hanno dimostrato la presenza e la distribuzione dei recettori β-adrenergici nella testa del nervo ottico di occhi con IOP normale e IOP aumentata. Gli AA hanno interpretato tali risultati ipotizzando che l’iniziale aumento della IOP comprima i capillari della testa del nervo ottico. Inoltre il numero dei recettori β-adrenergici aumenta marcatamente negli occhi con aumento della IOP. Saranno però necessari ulteriori studi per chiarire il ruolo fisiologico e patologico di questi recettori.



528 – Effect of sitemic anti-hypertensive drugs on intra-ocular pressure

Lo scopo di questo lavoro è lo studio degli effetti dei principali farmaci anti-ipertensivi sulla pressione intra-oculare e sul campo visivo. Sono stati arruolati 600 pazienti, tutti i pazienti sono stati divisi in quattro gruppi:il primo gruppo di 200 pazienti sono stati trattati con somministrazione locale o sistemica di bloccanti del canale del calcio ;il secondo gruppo di 200 pazienti sono stati trattati con -bloccanti sistemici o orali; il terzo gruppo di 100 pazienti sono stati trattati con somministrazione sistemica di ACE-inibitori e, il quarto gruppo di 100 pazienti sono stati trattati con un farmaco diuretico (acetazolamide). I nostri risultati confermano che la somministrazione orale di bloccanti del canale del calcio (nitrendipina) in soggetti con moderata ipertensione e senza ipertono oculare causa una moderata riduzione della pressione intraoculare, mentre l’instillazione oculare dello stesso farmaco ha effetto ipotonizzante. Lo scotoma nei soggetti glaucomatosi con pressione normalizzata migliora dopo somministrazione locale di bloccanti del canale del calcio. La somministrazione orale di -bloccanti è correlata con una riduzione della pressione intraoculare, e specialmente riduce la pressione sistemica. Inoltre, è stato dimostrato che la somministrazione di ACE-inibitore è efficace nella riduzione della pressione intraoculare dovuta ad alcuni meccanismi che agiscono sulle arterie ciliari posteriori che sono responsabili del flusso ematico del corpo ciliare. Infine, l’acetazolamide, un diuretico utilizzato usualmente per ridurre la pressione del sangue, è capace di ridurre anche la pressione intra-oculare.



529 – La capsula del cristallino e la prevenzione della cataratta secondaria

Sono state studiate le modificazioni della proliferazione e della sopravvivenza di cellule in coltura, al fine di individuare gli eventuali effetti tossici di due farmaci per anestesia locale, normalmente utilizzati negli interventi chirurgici oculari . i risulatati ottenuti hanno dimostrato che la lidocaina possiede un’elevata azione citotossica e citostatica a concentrazioni dell’ordinedi 10mM, concentrazioni paragonabili a quelle normalmente utilizzate in sala operatoria per uso anestetico.Viceversa, la ropivacaina presenta una tossicità nettamente inferiore e sostanzialmente trascurabile alle concentrazioni da noi saggiate e paragonabili a quelle utilizzate in anestesia. E’ lecito ipotizzare che l’azione citotossica e citostatica della lidocaina può essere impiegata nella prevenzione della opacizzazione della capsula del cristallino (cataratta secondaria).



530- L’apoptosi delle cellule del cristallino umano in coltura

In questo studio si è utilizzato una coltura di cellule del cristallino umano prelevate dopo facoemulsione, per studiare le eventuali modificazioni della proliferazione e della sopravvivenza cellulare e per individuare effetti collaterali e secondari di sostanze normalmente utilizzate negli interventi chirurgici oculari. Sono stati esaminati due anestetici locali (la lidocaina e la ropivacaina) e l’eparina, di norma usata come anti-trombotico. I nostri risultati evidenziano che la lidocaina possiede un’elevata azione citotossica e citostatica, viceversa la ropivacaina presenta una tossicità nettamente inferiore. Inoltre dopo trattamento con diverse concentrazioni di eparina, sia UFH che LMWH, non si è riscontrato alcun effetto tossico e si è verificato che, a tempi brevi, l’eparina non sembra determinare inibizione della proliferazione cellulare, mentre sembra indurre la formazione di aggregati cellulari (sincizi), probabilmente modificando l’adesione cellulare con conseguenze non note. Quanto esposto porta a concludere che la lidocaina possa essere utilizzata per la prevenzione della cataratta secondaria





531–Analisi dell’intolleranza alle lenti a contatto attraverso l’esplorazione dell’integrazione neuroanatomica di difesa della superficie oculare

Il benessere della superficie oculare è dato dalla stabilità del film lacrimale durante la fase di apertura dell’occhio. L’integrazione neuroanatomica sia dei fattori di composizione che idrodinamici, regola il meccanismo principale attraverso il quale è mantenuta la stabilità dello stato del film lacrimale.

La disfunzione di alcuni elementi dell’integrazione neuroanatomica, porterà ad un film lacrimale instabile, es. occhio secco e causerà discomfort oculare e disagi della superficie oculare.

Nei normali individui sani con una integrazione neuro-anatomica sana, l’adattamento delle lenti a contatto è semplice con dei buoni esiti. Tuttavia, non è difficile immaginare che l’utilizzo di lenti a contatto può nel tempo compromettere la difesa della superficie oculare.

In generale è concepibile che la previa compromissione di difesa della superficie oculare, può presentare difficoltà nell’adattamento delle lenti o causare intolleranza o discomfort nei confronti delle lenti a contatto.

Questo lavoro ha mostrato a grandi linee che le diverse aree dove le difese di superficie dell’occhio sono compromesse in seguito ad una disfunzione dell’integrità neuroanatomica potrebbero essere la causa o contribuire all’intolleranza delle lenti a contatto.

L’identificazione e la correzione di questi elementi disfunzionali può stabilire il benessere e la difesa di una sana superficie oculare, determinando una riduzione o eliminazione del discomfort portato dall’uso delle lenti a contatto.



532 – Lenti a contatto ed allergie oculari, un connubio possibile se non necessario con alcune di esse

Gli Autori, dopo aver descritto i vari tipi di reazioni allergiche ed i mediatori chimici che si liberano in queste condizioni, indicano i trattamenti terapeutici in uso. Il desiderio di applicare lenti a contatto già precluse in queste condizioni, per gli Autori è oggi possibile utilizzando lac giornaliere monouso o lenti in silicone idrogel.



533 – Age-Related Changes in the Human Retina

Un aumento del numero delle persone anziane fornisce una giusta causa per investigare sulle modifiche età-dipendenti che si verificano nella retina umana. Campioni di tessuto retinico prelevati da persone giovani ed anziane sono stati studiati con tradizionali metodi istologici e con l’utilizzo del microscopio elettronico con particolare attenzione ai dati morfometrici. Inoltre, è stato altresì determinato il contenuto proteico nei tessuti retinici prelevati. Particolare interesse è stato dato per chiarificare le modifiche che avvengono nella retina umana con l’età. Lo spessore retinico diminuisce significativamente con l’età e le cellule ganglionari sembrano essere quelle maggiormente vulnerabili a questa perdita indotta con l’età. Anche il numero dei capillari retinici diminuisce con l’età. Le connessioni intercellulari tra i fotorecettori, il numero dei processi cellulari e le vescicole sinaptiche delle cellule bipolari diminuiscono con l’età. Il dosaggio biochimico delle proteine dimostra che la maggior parte delle proteine nel tessuto retinico diminuiscono con l’età. In conclusione, tutti i dati morfologici, morfometrici, ultra-strutturali e biochimici dimostrano che nella retina umana avvengono specifiche modifiche con l’aumentare dell’età.



534 – Le molecole di difesa della superficie oculare

La superficie oculare, sebbene continuamente esposta a corpi estranei e ad insulti ambientali, subisce raramente l’attacco di agenti patogeni. Questo è dovuto alla presenza di una efficace risposta immunitaria innata costituita in gran parte da piccoli peptidi dotati di attività antimicrobica.

Secrete dalle cellule epiteliali corneali e congiuntivali, queste molecole sono in grado, non solo, di uccidere i microrganismi patogeni, ma anche di svolgere funzione regolatrice su cellule del sistema immunitario e di partecipare ai processi di riparazione tissutale.

Questo articolo esamina le proprietà, i meccanismi d’azione ed i ruoli funzionali dei peptidi antimicrobici a livello della superficie oculare, in particolar modo delle difensine e del peptide LL-37.



535 – La trasparenza corneale: metodiche di valutazione

La trasparenza corneale viene mantenuta grazie a svariati fattori che agiscono internamente ed esternamente ai tessuti corneali: una buona organizzazione strutturale stromale, la costanza del tasso idrico, la totale assenza di vasi, la presenza di specifici ioni ed un film lacrimale inalterato.

Soprattutto la grande diffusione della chirurgia rifrattiva ha sottolineato la necessità di disporre di tecniche diagnostiche utili per lo studio approfondito dell’anatomia e della fisiopatologia corneale. L’osservazione della trasparenza corneale in modo non invasivo ma soprattutto oggettivo, può essere infatti di estremo aiuto sia nella valutazione della risposta oculare all’utilizzo di diversi tipi di lenti a contatto, sia nel quantificare il grado di opacità subepiteliale e lo scarring stromale negli interventi di chirurgia rifrattiva.



536 – Hydrogel, disponibilità di ossigeno ed edema corneale

Gli AA. descrivono gli hydrogel in uso per la costruzione delle lenti a contatto. Vengono quindi riportate le caratteristiche fisiche quali l’elasticità, la bagnabilità, l’idratazione, la resistenza alla disidratazione e la permeabilità all’ossigeno, importanti per riuscire ad indicare la lente più opportuna per le diverse situazioni cliniche. La disponibilità di ossigeno per la cornea è indubbiamente il parametro più importante da considerare per cui sono stati approntati dei predittori fisici e fisiologici a tale scopo. Tra i predittori fisici ricordiamo l’ EOP e l’HSU. Tra i predittori fisiologici per una buona sopportabilità della lente l’attenzione viene rivolta alla sofferenza ipossica misurando la variazione di parametri quali l’edema, il pH, la concentrazione degli enzimi, il consumo di glicogeno, la riduzione della sensibilità corneale.

Sono stati anche apportati dei modelli per descrivere il processo diffusivi attraverso le LAC.

L’edema corneale da stress ipossico è un evento da evitare e mentre l’edema acuto è principalmente la conseguenza della ritenzione di lattato a livello stremale, la cronicità dell’edema è influenzata principalmente dal pH endoteliale.

Come sintesi, gli AA, evidenziano come si possa predire il quantitativo di edema facendo riferimento all’EOP e all’HSU; considerando la variabilità soggettiva delle necessità metaboliche della cornea e la disidratazione del materiale, l’applicazione deve essere sempre attentamente seguita.



537 – Biomeccanica corneale

La biomeccanica corneale può influenzare la misurazione della pressione intraoculare (IOP) con vari tipi di tonometro e deve essere valutata nel prevenire, durante la fase pre-operatoria, il rischio di estasia dopo intervento di chirurgia rifrattiva. Sono oggi disponibili, per la rilevazione della IOP, vari tipi di tonometro. Molte ricerche hanno evidenziato una influenza notevole della biomeccanica corneale sul rilevamento della IOP con il tonometro ad applicazione di Goldmann (TaG). Il tonometro dinamico a profilo di Pascal® (PDCT), invece, sembrerebbe uno strumento in grado di ridurre gli errori di rilevazione del tono dovuti alle caratteristiche biomeccaniche della cornea (esempio SCC e curvatura).

La biomeccanica corneale deve essere tenuta in grande considerazione anche in caso di interventi di chirurgia rifrattiva per cui vi è la necessità di attrezzature che consentano misurazioni non invasive e dal vivo.

Si è potuto vedere come i cambiamenti della biomeccanica corneale, dovuti nella LASIK principalmente a variazioni nell’idratazione del flap e nella PRK a diversità dell’epitelio e dello spessore stromale, siano determinanti nell’identificazione del potere ottico e soprattutto della IOP post-operatoria.



538 – Mantenimento di una superficie oculare sana per un miglioramento della qualità di vita del paziente

La sindrome da occhio secco rappresenta una condizione relativamente frequente, particolarmente nella popolazione anziana, con prevalenza maggiore nel sesso femminile.

I sintomi più frequentemente lamentati da pazienti con sindrome da occhio secco sono sensazione di sabbia o corpo estraneo, secchezza e bruciore, iperemia congiuntivele, secrezione mucosa, irritazione oculare che peggiora negli ambienti fumosi e ipersecrezione lacrimale riflessa.

I segni rilevabili esternamente e mediante esame con lampada a fessura sono: riduzione del menisco lacrimale, aumento di dendriti nel film, “pieghettatura” congiuntivele, cheratopatia puntata superficiale e difetti epiteliali che, nei casi più gravi, possono dare origine ad ulcerazioni corneali, iperemia e sofferenza congiuntivele, presenza di placche o secrezione mucosa.

Per praticità clinica, la sindrome dell’occhio secco può essere classificata in base ai seguenti parametri: eziopatogenesi, danni a tessuti e ghiandole esocrine, gravità.

Le principali patologie sistemiche che si associano all’occhio secco con maggiore frequenza sono: la sindrome di Sjogren, il morbo di Parkinson e la rosacea.

I test necessari per fare diagnosi di secchezza oculare sono: rilevamento dei sintomi, valutazione delle ghiandole di Meibomio, valutazione dell’altezza del menisco lacrimale, tempo di rottura del film lacrimale, test del rosa bengala e del verde lissamina, test di Schirmer, impressione citologica.

I trattamenti che si possono attuare sono molteplici ma il cardine della terapia dell’occhio secco è costituito dalla lubrificazione sostitutiva, ottenuta con l’instillazione intraoculare di gel o colliri. Nella maggior parte dei lubrificanti abbiamo la presenza di sodio-carbossimetilcellulosa, idrossipropilmetilcellulosa o polivinilalcool. L’acido ialuronico è a sua volta utilizzato per il trattamento della secchezza oculare. La sua instillazione aumenta il BUT e diminuisce l’incidenza di danni a livello della cornea. Altra sostanza utilizzata con successo per la formulazione di lacrime artificiali è l’Hpguar.

I lubrificanti si dimostrano un valido rimedio anche nel trattamento dell’occhio secco che si sviluppa in soggetti sottoposti ad intervento di chirurgia oculare come quello della cataratta, chirurgia rifrattiva e trapianto di cornea.

Con il passare del tempo e con l’aumentare delle esperienze cliniche, i chirurghi hanno elaborato nuove strategie per diminuire il più possibile, nel periodo post-operatorio, i disturbi da secchezza oculare. In particolare è sconsigliato l’utilizzo di lubrificanti con conservanti perché si sono dimostrati molto tossici sulla superficie oculare. Recentemente è stata ipotizzata la somministrazione di farmaci oftalmici e di lubrificanti, attraverso l’utilizzo di particolari tipi di lenti a contatto caricate con liposomi o legate con acido ialuronico.

La sindrome da occhio secco, se non adeguatamente trattata, comporta un elevato costo per il paziente in termini di qualità di vita, ragion per cui è importante cercare di intervenire nel modo più efficace possibile.



539 – Cellule staminali lombari: identificazione e caratterizzazione

Dopo una lesione, la regolazione del numero e della funzionalità delle cellule epiteliali corneali è affidata ad una distinta popolazione di cellule staminali unipotenti (SC) localizzate nell’epitelio basale a livello del limbus corneo-sclerale. Queste cellule conservano la capacità di autorinnovarsi e di rimanere in numero costante in modo tale da generare con una veloce divisione le cellule progenitrici, definite cellule in fase di amplificazione e transito (TA). Il deficit di SC limbari è caratterizzato da mancato sviluppo dall’epitelio corneale, vascolarizzazione, infiammazione cronica, erosioni ricorrenti ed ulcere persistenti, distruzione della membrana basale dell’epitelio corneale e sviluppo di tessuto fibroso. Negli ultimi anni sono stati condotti vari studi che hanno permesso l’identificazione di marcatori molecolari sia per le SC che per le TA, a livello dell’epitelio corneale, limbare e congiuntivle quali: proteine del citoscheletro (K3, K12, coppia di cheratine K5-K14, K19, vimentina); proteine del citosol (citocromo ossidasi, Na/K-ATPasi, anidrasi carbonica, α-enolasi, PKC, cicline A, D, E, metallotionine, CLED, S100A12); proteine nucleari (fattore p63); proteine della superficie cellulare (Cx43, Cx50, E-caderina, P-caderina, β-catenina, integrine α2, α3, α6, αv, β1, β4); recettori per i fattori di crescita (EGF-R, KGF,R, TrkA, NGF, HGF, TGF-β-I, TGF-β-II); molecole di trasporto (ABCG2); marcatori neuronali ed ematopoietici. Quando l’epitelio e lo stroma limbare è danneggiato si sviluppa uno stato patologico detto deficit delle cellule staminali lombari (LSCD). La deficienza limbare determina: scarsa riepitelizzazione corneale, infiammazione cronica stremale (cheratiti), vascolarizzazione corneale e crescita verso l’interno dell’epitelio congiuntivale (congiuntivalizzazione). Conseguentemente, i pazienti con LSCD riferiscono irritazione oculare, fotofobia e diminuzione del visus. Una diagnosi accurata di LSCD è importante per la scelta di appropriate procedure di trapianto delle SC limbari epiteliali. Quando la LSCD totale è unilaterale è possibile effettuare un autotrapianto limbare congiuntivale (CLAU), quando è bilaterale la ricostruzione della superficie corneale è possibile con trapianto allo genico di SC epiteliali limbari. Si può intervenire con il trapianto Ir-CLAL, ossia il trasferimento di SC limbari da occhi donatori appartenenti a parenti, oppure con il KLAL in cui si utilizzaziono tessuti di donatori cadaveri. Altra nuova procedura è l’espansione ex vivo dele cellule staminali limbari con l’utilizzo di fibroblasti 3T3. Il concetto di cellule staminali richiede ulteriori studi perché attualmente non c’è un marcatore molecolare definitivo esclusivo per le SC ed in altre cellule proliferative nello strato epiteliale basale.



540 - Densità e distribuzione delle cellule di Langherans nell’epitelio corneale umano

Dal 1960 al 1980 è stato fatto un grande progresso nell’identificazione delle cellule di Langherans (LC) e delle cellule dendritiche (DC) nella cornea, cellule risultate uguali a quelle riscontrate nella cute. All’osservazione al microscopio le LC appaiono di 12-15 μm di diametro con citoplasma leggermente eosinofilo e un nucleo vescicolare pallido. Le LC sono distinguibili dalle altre DC per la presenza di granuli marcatori citoplasmatici (granuli di Birbeck). Le LC immature sono adibite alla cattura degli antigeni, mentre quelle in forma matura sono in grado di sensibilizzare le cellule native T e di secernere interleuchina 12. Si è potuto vedere che le LC derivano dalla linea dei monoliti/macrofagi e recenti ricerche inoltre hanno dimostrato che le LC sono in realtà i precursori dei monoliti/macrofagi e sono cellule identiche alle DC immature. Nell’epitelio corneale dell’uomo, il continuo processo di rinnovamento cellulare (mitosi, maturazione e identificazione), si svolge non solo attraverso il movimento delle cellule dallo strato basale verso la superficie corneale, ma anche con uno spostamento tangenziale centripeto: ipotesi X-Y-Z. E’ stato evidenziato che le strutture nervose nella cornea normale partecipano alla migrazione centripeta cellulare corneale. Da alcuni studi si è potuto rilevare che la densità media delle LC nella cornea centrale è pari a circa il 30%, mentre in quella periferica a circa il 70%. Da altre ricerche è inoltre emerso che se in condizioni normali le LC non sono presenti in maniera cospicua a livello della cornea centrale, nel momento in cui si verifica un’infezione ad esempio ad opera di HSV, esse migrano dalla periferia verso il centro partecipando attivamente alla difesa immunitaria.



541 – La comunicazione cellulare tramite le mucine di membrana e possibile attivazione in portatori di lenti a contatto

Nel lavoro sono stati studiati i meccanismi di trasmissione del segnale delle mucine di membrana, in particolare MUC1 e MUC4. MUC1 e MUC4 sono due mucine di membrana che hanno superficialmente strutture simili e sono state entrambe ben caratterizzate. Queste mucine agiscono con meccanismi sostanzialmente differenti ma entrambe hanno mostrato di provvedere ad una protezione sterica delle superifici epiteliali. I risultati degli studi effettuati suggeriscono che uno dei ruoli di queste mucine di membrana potrebbe essere la regolazione della crescita cellulare e differenziazione nella via Grb2-Sos-Ras-MEK-ERK2- la specifica localizzazione di MUC1 e MUC4 sulla superficie apicale delle cellule epiteliali suggerisce che le loro funzioni di segnale potrebbero essere importanti come meccanismo sensore in risposta al danneggiamento degli epiteli indotti ad esempio da un uso non ottimale delle lenti a contatto.



542- Qualità di vita dopo la riabilitazione visiva

Una situazione patologica correlata alla salute che può limitare significativamente la nostra qualità di vita è l’ipovisione.

Visto il drastico incremento del numero dei soggetti ipovedenti, è facilmente comprensibile l’importanza che vanno assumendo gli interventi terapeutici di riabilitazione visiva e, cosa ancora più importante, la valutazione della validità di tali interventi, attraverso la misurazione dei miglioramenti per mezzo di questionari, elencati dagli autori. Dalle ricerche effettuate e riportate, i questionari più efficaci dovrebbero essere semplici, rapidi, facilmente comprensibili e, soprattutto, dovrebbero permettere un approccio multidisciplinare al problema, visto l’importante impatto psicologico dell’ipovisione.



543 – Degenerative and apoptotic events at retinal and optic nerve level after experimental induction of ocular hypertension.

L’ipertensione oculare è un sintomo del glaucoma caratterizzato da una grave perdita della funzione visiva. Si può verificare una cecità causata dall’apoptosi delle cellule gnaglionari retiniche e delgli astrocitidel nervo ottico. L’ipertensione oculare è stata indotta mediante inoculazione di metilcellulosa nella camera anteriore. La reazione TUNEl, la condizione della cromatina e la frammentazione del DNA inter-nucleosomale osservata nella retina e nel nervo ottico è forte indizio che l’ipertensione sia causa dell’apoptosi. L’immunolocalizzazione delle proteine gliali fibrillari acide, specifiche dello stress cellulare, e la caspasi – 3 nello stesso tessuto, supportano ulteriormente questo tipo di morte cellulare. E’ stato peraltro osservata l’attivazione del sistema proteolitico della ubiquitina. La protezione dall’apoptosi mediante la somministrazione di del trolox, sostanza antagonista dei perossidi, suggerisce che il processo apoptotico sia attivitato dallo stress ossidativi. I dati presentati dagli Autori mostrano che l’insulto ipertensivo oculare induce eventi degenerativi ed apoptotici comparabili con quelli osservati nell’occhio umano glaucomatoso.



544 – Traumi oculari in età scolare

Tramite questa rewiev della letteratura internazionale, abbiamo focalizzato l’attenzione su alcuni dati salienti in merito ai traumi oculari che si verificano in età scolare. Secondo una divisione per età e esesso, i ragazzi tra i 5 e i 10 anni sono i più soggetti ai traumi oculari. La scuola, ovunque nel mondo, risulta in assoluto il luogo più sicuro a differenza dell’alto rischio di lesioni che possono verificarsi in casa. Un trauma oculare può provocare danni funzionali su tutte le strutture anatomiche, in realtà le lesioni del cristallino sono quelle con peggior prognosi finale. Un dato ottimista è rappresentato dalla alta percentuale di recupero con acuità visiva finale non invalidante. Anche in questo ambito la prevenzione, con la diffusione ai genitori di precise regole comportamentali da adottare nella supervisione dei propri figli, potrebbe ridurre ulteriormente il numero dei traumi oculari.



545 – Traumi oculari da scoppio di Airbags

Gli Autori hanno voluto fare il punto sull’incidenza delle lesioni oculari conseguenti ad incidenti automobilistici, in particolar modo dopo scoppio di Airbags. È in dubbio che questo moderno mezzo di protezione svolga un ruolo fondamentale nel salvare la vita degli occupanti un veicolo, ma può essere lo stesso essere causa di traumi oculari, più spesso di non grave entità clinica, soprattutto nei portatori di occhiali. Pertanto, a nostro avviso, non va demonizzato ne tanto meno scoraggiato l’utilizzo, anzi riteniamo utile l’informazione degli automobilisti con la diffusione di eventuali linee guida da attuare per ridurne gli effetti traumatici ed un maggiore interesse da parte dei produttori nella realizzazione di materiali e sistemi di sempre minor impatto traumatico sulle strutture oculari.



546 – Processi riparativi nelle cellule epiteliali corneali in portatori di lenti a contatto: eventi molecolari

Lo studio dei processi riparativi dell’epitelio corneale riveste sempre notevole interesse e la ricerca si accentra ora agli eventi biomolecolari. Considerando l’importanza di questi processi in soggetti portatori di lenti a contatto gli Autori valutano i risultati dell’attuale stato della ricerca così, recentemente, è stato investigato Si è voluto investigare il ruolo delle protein-chinasi attivate dai mitogeni (MAPK), in particolare delle sottofamiglie p44/42 MAPK, p38 MAPK e la protein-chinasi attivata dallo stress (SAPK), nelle cellule epiteliali corneali durante il processo di guarigione a seguito di una lesione. Inoltre, si è voluta provare l’ipotesi che le proteinfosfatasi (PP) PP2A ed MKP-1 siano coinvolte nel controllare l’incremento della migrazione cellulare indotta dal fattore di crescita epidermico (EGF) in cellule epiteliali corneali di coniglio mediante il crosstalk tra le pathway di trasduzione del segnale innescate dal recettore dell’EGF.

Il processo di riparazione corneale è stato osservato attraverso una tecnica immunocitochimica che si avvale di anticorpi specifici contro le forme fosforilate della p44/42 MAPK, della p38 MAPK o della SAPK. In aggiunta, i lisati delle cellule epiteliali corneali di coniglio sono stati stimolati con il fattore di crescita degli epatociti (HGF) ed il fattore di crescita dei cheratociti (KGF) ed analizzati mediante Western blot usando anticorpi contro la forma fosforilata della p44/42 MAPK.

I risultati ottenuti hanno mostrato mostrano un’attivazione massima della p44/42 MAPK nelle cellule ai bordi dell’area lesa dopo 1 h dall’incisione. L’attivazione della p44/42 MAPK è ancora presente in queste cellule a 24 h dalla lesione e ritorna ad una normale intensità dopo 7 giorni. Al contrario, la p38 MAPK e la SAPK non risultano attivate durante il processo di guarigione della lesione. Analisi Western blot di cellule epiteliali corneali di coniglio in coltura hanno mostrato la fosforilazione della p44/42 MAPK dopo 30 minuti dal trattamento con KGF ed HGF mentre la p44/42 MAPK non attivata è stata riscontrata anche in assenza di KGF o HGF.

Western blot è stato anche usato per determinare lo stato di fosforilazione di ERK1/2, p38 e della chinasi MEK1/2. La migrazione cellulare indotta dall’EGF è aumentata a seguito dell’inibizione della pathway di ERK1/2 ed è risultata accentuata dall’inibizione delle PP. Al contrario, l’inibizione della p38 chinasi elimina la risposta ottenuta.

I risultati riportati in letteratura ottenuti dimostrano che la p44/42 MAPK è attivata durante il processo di riparazione dell’epitelio corneale e suggeriscono che il KGF e l’HGF abbiano un ruolo importante nel stimolare la migrazione e la proliferazione cellulare durante i primi momenti del processo di riparazione della lesione mediante l’attivazione della p44/42 MAPK.

Inoltre, è stato dimostrato che le modifiche nello stato di fosforilazione di ERK1/2 (proliferazione) e p38 MAPK (migrazione) indotte dall’EGF dipendono dal crosstalk mediato dalle proteinfosfatasi (PP). Questo controllo, quindi, modula la potenza dell’incremento della migrazione cellulare indotto dal fattore di crescita nelle cellule epiteliali corneali. Ciò potrà trovare un riscontro clinico in portatori di lenti a contatto ad uso prolungato che possono più frequentemente andare incontro ad abrasioni corneali e quindi prevenire infezioni corneali.



547 – Processi riparativi nelle cellule endoteliali corneali in portatori di lenti a contatto: eventi molecolari

In questa review viene descritto il meccanismo molecolare che può essere alla base della trasformazione delle cellule endoteliali corneali in cellule mesenchimali (ETM), mediato dal fattore di crescita dei fibroblasti 2 (FGF-2) in portatori di lenti a contatto (LAC).

La fibrosi corneale del complesso formato dall’endotelio corneale e dalla membrana di Descemet è osservata in rari casi ma quando ciò accade è causa della perdita della vista.

Vengono descritte le attività cellulari del FGF-2 e la pathway di segnalazione intracellulare attivata durante la ETM.



548- Sindrome di Marfan: manifestazioni oculari e trattamento – Un caso chirurgico di ectopia lentis con prolasso di vitreo in camera anteriore

Gli Autori dopo una review sulle manifestazioni oculari sulla Sindrome di Marfan, descrivono la loro tecnica nel trattamento chirurgico dell’ectopia lentis con supporto capsulare limitato ad un quadrante e prolasso vitreale in camera anteriore.



549- Sull’utilizzo di Bevacizumab (Avastin) - Riflessioni

In data 23 maggio 2007 il Direttore Generale dell’AIFA ha inserito l’Avastin nei farmaci erogabili dal SSN per il trattamento delle maculopatie essudative e del glaucoma neovascolare. Gli Autori hanno reputato utile fare alcune riflessioni sull’argomento relativamente alla maculopatia degenerativa dopo aver descritto le caratteristiche del farmaco. Quanto riportato dagli Autori nelle loro riflessioni non esclude minimamente che il farmaco possa diventare la prima scelta in un futuro non remoto nel trattamento della maculopatia essudativa ma per ora la realtà non è tale da consigliarne un uso indiscriminato.



550 – Conservanti e Lenti a contatto

Gli Autori si sono proposti la caratterizzazione chimico-fisica della soluzione oftalmica Next 300, a base di ipromellosa e contenente un nuovo conservante costituito dall’associazione di un aminoacido modificato (N-idrossi-metilglicinato di sodio) e sodio edetato (EDTA), per interazione con lenti a contatto hydrogel di tipologie diverse secondo la FDA appartenenti a 4 diverse categorie. In base ai risultati ottenuti, pertanto, si può ritenere che la soluzione oftalmica studiata è idonea ad assicurare l’idratazione delle diverse tipologie di lenti a contatto hydrogel prese a campione, senza effetti negativi sulla struttura dei polimeri delle lenti prese in esame.



551- Il ruolo del danno visivo negli incidenti automobilistici tra guidatori anziani

Uno studio prospettico di popolazione sul ruolo del danno visivo negli incidenti automobilistici tra i guidatori anziani ha ottenuto i seguenti risultati: la sensibilità all’abbagliamento, la perdita del campo visivo e l’UFOV (test dell’attenzione) sono stati valutati quali fattori predittivi significativi nel coinvolgimento in incidenti stradali. L’acuità visiva, la sensibilità al contrasto e la stereoacuità non sono stati associati con incidenti stradali. Questi risultati, confermati da altri Autori, indicano che l’attuale programma di screening per la vista per il conseguimento della patente di guida, basato principalmente sull’acuità visiva, può essere carente nella valutazione di altri importanti aspetti coinvolti nel danno visivo.



552- Identification by means of low-field nuclear magnetic resonance of the chemical-physical characteristics of multidose artificial taer solutions in interaction with hydrogel model contact lenses

In questo lavoro, le interazioni clinico-fisiche tra due soluzioni oftalmologiche disponibili in commercio e lenti a contatto in hydrogel classificate secondo: i 4 gruppi della FDA sono stati studiati da una misurazione del tempo di rilassamento trasversale (Tr) delle molecole di acqua attraverso tecniche di RMN a bassa risoluzione. Lo scopo è stato quello di valutare le possibili modificazioni delle strutture delle lenti a contatto, con particolare riferimento ai loro meccanismi di idratazione. Non si sono evidenziate variazioni significative nei valoti T2 quando i valori T2 del primo componente sono stati messi in relazione con soluzione salina e composti con esempi delle stesse lenti in due soluzioni oftalmologiche disponibili in commercio. Possiamo affermare inoltre che le caratteristiche di idratazione rimanevano invariate in tutti gli esempi studiati, e che le soluzioni oftalmiche sperimentali assicuravano un’adeguata idratazione degli esempi di lenti a contatto con hydrogel senza effetti negativi sulla struttura delle loro catene polimeriche.



553- Danno apoptotico indotto dalla luce nelle cellule retiniche: fisiopatologia e clinica

Il lavoro si propone di analizzare gli effetti dell’esposizione di determinate cellule retiniche nei confronti della luce. Grazie ad una comprensione della normale fisiologia della fototrasduzione, con relativi processi molecolari, è stato possibile analizzare, appunto, i meccanismi del danno apoptotico a livello retinico che avviene attraverso l’attivazione di multiple proteasi dopo uno stress indotto dalla luce. Il lavoro analizza, altresì in letteratura il possibile ruolo terapeutico di determinati micronutrimenti antiossidanti e antiradicalici che proteggono dalla luce blu in relazione a malattie retiniche degenerative, come la degenerazione maculare legata all’età, nelle quali è stato dimostrato un percorso etiopatogenetico luce indotto. Questi fattori nutrizionali sono interconnessi con dei fattori ambientali quali tabagismo. I dati sperimentali ed epidemiologici sono attualmente concordanti e coerenti ma il ruolo protettivo di questi micronutrimenti antiossidanti e soprattutto la dose utile, e sprovvista di effetti secondari restano da stabilire. Inoltre, gli studi di intervento comportano una supplementazione in acidi grassi polinsaturi a lunga catena (PUFA) della famiglia omega-3 (DHA) rappresentando così un vantaggio importante per la prevenzione primaria della malattia. In pratica, una supplementazione in PUFA omega-3 potrebbe essere proposta in certi soggetti a rischio di AMD a titolo di prevenzione primaria ed una supplementazione comportante un cocktail di micronutrimenti antiossidanti e protettivi per la luce blu potrebbe essere proposta a pazienti con AMD allo stadio 3 o 4, o dei soggetti con disequilibrio nutrizionale a titolo prevenzione secondaria. Queste eventuali supplementazioni sono compatibili con semplici consigli alimentari. Una migliore formulazione ed una ottimizzazione delle dosi attualmente proposte potrebbero accrescere il loro interesse. Nuove ricerche e nuovi studi clinici sono quindi necessari per valicare definitivamente queste formulazioni e permettere loro di accedere allo stadio di medicamenti.



554- Prevenzione della cataratta da stress ossidativo

Il presente studio ha avuto lo scopo di rilevare e sintetizzare il ruolo dello stress ossidativi nella catarattogenesi e l’importanza delle sostanze antiossidanti enzimatiche e non nel prevenire la genesi e la progressione di questo evento. Gli Autori, nel presente lavoro riportano gli studi su alcune di queste sostanze antiossidanti quali L-carnitina, acetil-L-carnitina, tiroxina e quercetina. Inoltre, il presente studio riporta anche il ruolo ossidante della radiazione UV ed il potenziale ruolo della proteina p53 e di sostanze come la ferritina oppure di proteine come la tioredoxin-binding-protein2 (TBP-2) che regola l’attvità della tioredoxina, altra sostanza antiossidante. Il legame della kinurerina, naturale filtro UV, alle proteine della lente (cristalline) ed il potenziale protettivo del glutatione viene discusso.



555- Gli interferoni nella terapia topica delle neoplasie congiuntivo-corneali

Sono stati riportati gli effetti degli interferoni sulle varie neoplasie oculari congiuntivo-corneali e gli effetti collaterali, prsi da vari studi condotti su pazienti e modelli murini. Si è dimostrata l’efficacia degli interferoni come valido trattamento nei tumori congiuntivo-corneali, con effetti collaterali transitori se somministrati per via sottocongiuntivale. Gli interferoni sono un valido trattamento nelle neoplasie congiuntivo-corneali.



556- Cheratite da abuso di anestetici. Caso clinico

Lo scopo di questo studio è stato quello di descrivere le conseguenze cliniche indotte nella cornea di un paziente, precedentemente trattato con PRK, da un abuso di anestetici topici. Sebbene la cheratite da abuso di anestetici topici sia un’entità rara, deve essere considerta nella diagnosi differenziale quando si presenta un paziente con un persistente difetto corneale ad un infiltrato stremale a forma di anello. È altresì da considerarsi necessaria una completa valutazione sistemica e, soprattutto, psichiatrica poiché questa cheratopatia tossica si associa molto frequentemente a disturbi psichiatrici o ad abuso di droghe per via sistemica.



557- Age-Related changes and/or diseases in the human retina

Durante l’invecchiamento a livello retinico si verificano alcuni cambiamenti e alterazioni per la maggior parte dovute al naturale trascorrere degli anni. Insieme a questi cambiamenti fisiologici possono però verificarsi alterazioni dovute a vere e proprie patologie che lo specialista oftalmologo deve saper valutare e trattare.

Spesso i pazienti si presentano all’oftalmologo lamentando calo o distorsione del visus che non sono sempre imputabili a opacità dei mezzi diottrici o a vizi di refrazione. Per valutare la natura delle alterazioni fisiologiche legate all’invecchiamento retinico occorre uno studio accurato delle strutture retiniche di volta in volta coinvolte per essere in grado di distinguere questo tipo di lesioni da quelle francamente patologiche e migliorare la gestione del paziente anziano.

Lo scopo di questo studio non è soltanto quello di chiarire la natura dell’involuzione a cui vanno incontro le strutture retiniche durante l’età senile,ma anche di illustrarne le peculiarità e chiarire quali strategie usare per salvaguardarle il più a lungo possibile. L’aumento sempre più cospicuo della quota di popolazione anziana nel nostro paese è un ottimo motivazione per eseguire un’indagine approfondita sulle alterazioni e malattie retiniche a cui l’uomo va incontro nel corso del processo di invecchiamento. Nella prima parte dello studio verranno descritte le lesioni più comuni riscontrabili nella retina senile, nella seconda parte ne verranno illustrate le più frequenti patologie.



558- Treatment of intraocular pressure in Elderly patients

Lo scopo di questo studio è indagare l’effetto di alcuni farmaci antiipertensivi sistemici sulla pressione oculare e sul campo visivo.

Per questo esperimento sono stati arruolati 600 pazienti ottenuta l’approvazione del Comitato Etico del nostro ospedale. I pazienti sono stati divisi in 4 gruppi: un primo gruppo di 200 pazienti a cui sono stati somministrati per via locale o sistemica calcio-antagonisti; un secondo gruppo di 200 pazienti a cui sono stati somministrati per via orale o sistemica β-bloccanti; un terzo gruppo di 100 pazienti a cui sono stati somministrati per via sistemica ACE-inibitori; e un quarto gruppo a cui è stato somministrato un diuretico (acetazolamide). Tutti i pazienti sono stati sottoposti ogni mese alla misurazione della pressione arteriosa e della pressione oculare ed è stato effettuato l’esame del campo visivo.

I nostri risultati confermano che la somministrazione orale di calcio-antagonisti ( nitrendipina) in soggetti con ipertensione arteriosa essenziale moderata e senza ipertono oculare causa effetti sistemici associati a un moderato decremento della pressione oculare, mentre l’instillazione oculare degli stessi farmaci causa un consistente effetto ipotensivo generale. Nei soggetti glaucomatosi con pressione normale lo scotoma migliora dopo la somministrazione locale di calcio-antagonisti mostrando che la reazione vascolare periferica aumenta il flusso ematico al nervo ottico.

La somministrazione orale di β-bloccanti è correlata con una riduzione della pressione oculare soprattutto se i β-bloccanti hanno ridotto la pressione arteriosa sistemica.

Il nadololo, un β-bloccante non selettivo a lunga emivita, con una singola dose orale di 20 o 40 mg dà luogo a un consistente decremento del tono oculare che perdura per tutto il giorno.

E’ stato dimostrato che la somministrazione sistemica di ACE inibitori è efficace nel ridurre la pressione oculare con alcuni meccanismi non ancora noti ma potrebbero coinvolgere le arterie ciliari posteriori che devierebbero il sangue nel corpo ciliare. Infine, l’acetazolamide ,uno dei farmaci diuretici usualmente utilizzati per ridurre la pressione arteriosa sistemica, si è dimostrata capace di ridurre la pressione oculare. D’altra parte però, con la riduzione della pressione di perfusione causata dal trattamento antipertensivo si può avere un’accellerazione nella progressione del danno campimetrico.



559- Many suggestions to protect the eyes in aging people

Non tutti i disturbi oculari minacciano la vista, ma ve ne sono alcuni più seri che possono condurre alla cecità. Alcuni dei più comuni disturbi dell’occhio possono essere curati con facilità. Qualche volta questi disturbi possono essere la spia di un altro problema più serio. Alcuni disturbi oculari possono provocare l’indebolimento della vista fino alla cecità. Spesso questi sono poco o per nulla sintomatici. Sottoporsi regolarmente a una visita e agli esami specialistici è il miglior metodo per salvaguardare la salute dell’occhio nell’età avanzata.

La Greek Society per la Prevenzione dell’Ipovisione e della Cecità suggerisce alcune precauzioni per prevenire le alterazioni che incorrono durante l’invecchiamento nell’occhio umano.

Queste precauzioni sono simili a quelle stabilite dal NEI (National Eye Institute) negli USA e dall’IIV (Italian Institute for Vision) in Italia.

Ultimamente tiene il suo giornale più lontano quando lo legge? Metta in relazione l’età con i cambiamenti dell’acuità visiva. Alcuni problemi sono più seri di altri ma ci sono diverse cose che può fare per proteggere la sua vista. La chiave per riuscirci è una visita oftalmologica regolare per individuare precocemente il problema.



560- IOL blu selettive: prevenzione per la maculopatia legata all’età

Nel lavoro vengono confrontate lenti intraoculari con filtro per la luce blu con lenti intraoculari tradizionali esaminando le funzioni visive così come rilevate da lavori della letteratura internazionale.

I risultati ottenuti hanno evidenziato un’equivalenza tra IOL tradizionali e blu selettive in merito alle funzioni visive ma con il vantaggio, quest’ultime, di proteggere dal danno fotochimica l’epitelio pigmentato retinico. Ciò sarebbe alla base della salvaguardia dei fotorecettori maculari e quindi una prevenzione per la degenerazione maculare legata all’età.



561- Ranibizumab review

Il Ranibizumab (Lucentis) è il primo farmaco capace di una inibizione completa del VEGF-A con importanti risvolti nella terapia della degenerazione maculare legata all’età con circa un quarto dei pazienti trattati che guadagnano più di 15 lettere in acuità visiva. In questo review vengono illustrate le caratteristiche del farmaco e le strategie terapeutiche più recenti.



562- Il Potenziale di riposo-L’elettro-oculogramma (EOG)

L’elettro-oculogramma (EOG) è un test elettrofisiologico ampiamente utilizzato ma le tecniche di registrazione variano tra laboratori diversi. Lo standard del 2006 (Brown et al., 2006), approvato dalla Società Internazionale per l’Elettrofisiologia Clinica della Visione (ISCEV) revisione del precedente standard (Marmor e Zrenner, 1993) e rivisto e ripubblicato nel 1998 (Marmor, 1998) descrive semplici procedure tecniche che permettono di registrare elettrooculogrammi riproducibili e paragonabili sotto poche condizioni definite. Il documento vuole migliorare la confrontabilità dei dati elettrooculografici ottenuti nel mondo, guidando sia clinici che produttori e l’ISCEV raccomanda che lavori pubblicati in futuro indichino se la tecnica di registrazione riprende lo standard internazionale.








































































































































































Ultimo aggiornamento della scheda:2008-10-31

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