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Elenco Partecipanti
Astrofisica
| Nella nostra Area sono attive, nel campo della Astrofisica, della
Cosmologia e della Fisica dello Spazio, numerose linee di ricerca sia
teoriche sia osservative, queste ultime facenti uso di osservazioni
da telescopi terrestri e/o da sonde spaziali. Oltre a cio' il Area
promuove la Didattica e la Comunicazione della Fisica e dell'Astronomia
attraverso varie attività che coinvolgono insegnanti, ricercatori
e studenti. Le linee di ricerca piu' attive sono:
1. Emissione in banda X da sorgenti compatte e diffuse.
Questo settore si occupa di una grande varieta' di fenomeni celesti, caratterizzati
dalla presenza di particelle relativistiche (cioe' con velocita' prossime
a quella della luce) e di plasmi ad altissima temperatura in grado di
emettere radiazione nella banda dei raggi X.
I filoni principali della
ricerca sono due: lo studio
di oggetti compatti e quello
del materiale diffuso.
Alla prima categoria categoria appartengono oggetti collassati (nane bianche,
stelle di neutroni e buchi ner)i che rappresentano stadi terminali dell'evoluzione
di stelle di massa diversa e che, in ragione della loro compattezza,
sono caratterizzati da un campo gravitazionale particolarmente intenso,
che permette lo studio di effetti di Relativita' Generale impossibili
da realizzare in laboratori terrestri. Oggetti di questo tipo che appartengono
ad un sistema binario possono
attirare gas dalla stella compagna. La conseguente conversione
di energia gravitazionale da' luogo a
complessi fenomeni di emissione di onde elettromagnetiche particolarmente
intensi nella banda dei raggi X. Lo studio di questa radiazione fornisce
preziose informazioni sulle caratteristiche di questi sistemi. Il nostro gruppo si occupa da anni dello
studio, principalmente attraverso l'indagine
spettroscopica, di questi
fenomeni.
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| La seconda linea di ricerca muove dalla considerazione che si ritiene
che 40-50% dei barioni nell'Universo si trovi
attualmente in una forma diffusa, sia come gas caldo (a decine
di milioni di gradi) negli ammassi di Galassie, sia come gas "tiepido"
(a temerature dell'ordine del milione di gradi), piu' tenue e diffuso,
in grado di emettere radiazione nella banda X. |
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| Mentre il primo e' ben conosciuto e studiato, del secondo si ipotizza l'esistenza
sulla base di considerazioni sia teoriche sia osservative, ma non e'
mai stato osservato direttamente.
Il nostro gruppo si occupa attivamente di definire i criteri di osservabilta'
di questa materia, in vista di possibili missioni spaziali future in
grado di rivelarla e, possibilmente,
caratterizzarne le proprieta' fisiche.
2. Nuclei Galattici Attivi: Struttura, Formazione ed Evoluzione
Una situazione per certi aspetti analoga a quello degli oggetti compatti
nei sistemi binary si verifica nelle zone centrali (dette "nuclei")
di talune galassie, dove si ritiene che buchi neri di massa tra un milione ed un miliardo di masse solari
attirino, per poi "mangiare", il gas interstellare, dando luogo a luminosita' pari a centinaia di miliardi di volte quella del sole entro regioni con
dimensioni dell'ordine dell'unita' astronomica. |
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Se da una parte questa ipotesi e' fortemente corroborata dai dati osservativi
dall'altra risulta ancora poco chiara la relazione che lega questi Nuclei
Galattici Attivi alla loro galassia ospite. Che questa relazione esista
e' comprovata da numerose osservazioni solo parzialmente spiegate dai
modelli teorici. In particolare rimangono aperte molte questioni fondamentali
che riguardano la formazione dei primi Nuclei Galattici Attivi, la loro
evoluzione cosmologica, la ragione dellaloro complessa fenomenologia
ed i loro meccanismi di attivazione.
Il nostro gruppo affronta questi problemi sia dal punto di vista osservativo
che da quello teorico.
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| Da quello osservativo l'approccio adottato e' lo studio multi-banda,
ovvero lo studio della radiazione emessa dai Nuclei Galattici Attivi
nelle varie bande dello spettro elettromagnetico, poiche' queste forniscono
informazioni indipendenti
e complementari sulla natura di questi fenomeni. A questo scopo in nostro
gruppo utilizza da anni e
in collaborazione con vari colleghi italiani e stranieri alcuni fra
i piu` grandi telescopi terresti e osservatori spaziali di varie agenzie
nazionali ed internazionali. I risultati di queste osservazioni vengono
confrontati con le predizioni teoriche ottenute elaborando complessi
modelli analitico-numerici che il nostro gruppo sta sviluppando di concerto
con vari collaboratori.
3. Astrofisica Stellare Osservativa
Straordinari laboratori di Astrofisica sono anche quei sistemi binari che
si manifestano attraverso il fenomeno delle stelle novae e simbiotiche.
In essi sono importanti gli scambi di massa tra le componenti del sistema e/o di perdita di massa attraverso intensi venti stellari. Quei sistemi binari che contengono
una nana bianca, ovvero una stella in avanzato stato evolutivo,sono
spesso sede di fenomeni esplosivi periodici (le stelle novae, appunto)
causati dal trasferimento di materia dall'oggetto meno evoluto alla
nana bianca. Studiare i meccanismi che determinano
gli scambi di materiale tra le due componenti di fondamentale importanza
per meglio compredere una fenomenologia che, su scala diversa, si manifesta
anche in altri oggetti astrofisici,
come per esempio i Nuclei Galattici Attivi. L'indagine osservativa
portata avanti dal nostro gruppo si avvale principalmente di dati spettroscopici
e fotometrici in banda ultravioletta ottenuti attraverso telescopi spaziali
come l'Ultraviolet Explorer (IUE) e lĠHubble Space Telescope (HST).
Il confronto di questi dati, integrati con quelli raccolti a terra dai telescopi ottici ed infrarossi,
con i modelli teorici permette di determinare i parametri fisici
fondamentali che governano chiarire l'evoluzione di questi sistemi.
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| 4. OASI: Osservatorio Antartico Sub-millimetrico e Infrarosso
Alcune regioni dello spettro elettromagnetico non sono accessibili mediante
osservazioni da terra e necessitano l'utilizzo di telescopi a bordo
di palloni stratosferici o di satelliti. Altre, come il vicino infraroso
o le lunghezze d'onda millimeriche, sono accessibili solamente da quei
siti in cui lo spessore e la turbolenza atmosferica
ed il contenuto di vapore acqueo siano particolarmente ridotti.
L'Antartide soddisfa queste caratteritsiche e pertanto costituisce un
perfetto laboratorio per indagare molti
problemi aperti sia di carattere cosmologico, come la formazione
e l'evoluzione delle grandi strutture del nostro Universo, che astrofisico,
come lo studio delle regioni caratterizzate da una intensa attivita'
di formazione stellare all'interno della nostra galassia o nelle sue
immediate vicinanze.
In questo ambito il nostro gruppo vanta una esperienza pluriennale che
parte dal telescopio OASI, installato alla Stazione Mario Zucchelli
nel 1989 per arrivare al nuovo telescopio COCHISE installato durante
la spedizione del 2006/2007 presso la base italo-francese Dome C sullĠalto
Plateau antartico che permettera' di ottimizzare le caratteristiche
dei futuri telescopi che potranno costituire un Osservatorio permanente
presso la base italiana in Antartide Concordia.
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| Parallelamente a questa attivita' il nostro gruppo si occupa dello sviluppo
e della realizzazione di sistemi di refrigerazione da utilizzare con
rivelatori infrarossi in
vari settori della ricerca, non solo astrofisica. In questo ambito,
ed in collaborazione con colleghi italiani e stranieri abbiamo realizzato
i primi prototipi di bolometri da utilizzare al fuoco di telescopi infrarossi
e sub-millimetrici.
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| 5. L'Universo Luminoso, l'Universo Oscuro e la sua Cosmologia
Tra le sfide piu' interessanti che la moderna Cosmologia deve affrontare
c'e' sicuramente quella relativa alla natura della Materia ed Energia
Oscura, ovvero quelle componenti che, secondo le indicazioni osservative
costituiscono attualmente il 96 % della massa/energia dell'Universo.
Le indicazioni dell'esistenza di queste due componenti non sono di tipo
diretto, poiche' ne' l'una ne' l'altra sono state rivelate
da esperimenti in laboratorio, ma di tipo indiretto, dal momento che queste componenti sono in grado,
attraverso l'influenza gravitazionale che esse esercitano, di modificare la dinamica, distribuzione e abbondanza degli oggetti extragalattici nonche' l'evoluzione
dell'Universo nella sua globalita'.
L'indagine del nostro gruppo si sviluppa lungo tre direttrici. Anzitutto
agendo all'interfaccia tra teoria ed oservazioni ci proponiamo di utilizzare
i dati osservativi esistenti per vincolare le proprieta' di entrambe
queste componenti. In secondo luogo, da un punto di vista teorico, il
nostro gruppo ha sviluppato e
sta sviluppando nuovi modelli di Energia e Materia Oscura che
soddisfino gli attuali vincoli osservativi. Infine, da un punto di vista
piu' sperimentale, ci proponiamo di di ottimizzare le caratteristiche sperimentali
e le strategie osservatove che i telescopi ed i satelliti di nuova generazione
dovranno avere per poter caratterizzare le proprieta' della Materia
e dell'Energia Oscura al fine di svelarne la natura.
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| 6. Raggi Cosmici e Sistema Solare
I Raggi Cosmici sono uno strumento di indagine alternativo alla radiazione
elettromagnetica che risulta
essere fondamentale per lo studio del mezzo interplanetario. La loro
modulazione permette di studiare il campo magnetico dell'eliosfera.
Inoltre, essi forniscono importanti informazioni sulla attivita' solare,
specialmente durante i periodi di attivita' piu' intensa. Dal monitoraggio
dei Raggi Cosmici e' possibile prevedere l'occorrenza di tempeste magnetiche
nel mezzo interplanetario, che possono essere pericolose per la tecnologia umana non solo nello spazio, ma anche sulla superficie
terrestre. Il gruppo Raggi Cosmici di Roma Tre ha installato in Area
un rivelatore che permette il monitoraggio del flusso e della modulazione
della componente nucleonica dei raggi cosmici. Tale attività è svolta in
collaborazione con il Reparto Raggi Cosmici dell'Istituto di Fisica
dello Spazio Interplanetario dell'INAF che opera nel Area.
7. Didattica e Comunicazione della Fisica e del'Astronomia |
Il nostro gruppo in collaborazione con le altre linee di ricerca presnti
nel Area promuove attivamente la didattica e la comunicazione
delle scienze fisiche attraverso una stretta collaborazione tra insegnanti
e ricercatori che sviluppano progetti e programmi educativi inseriti nella
normale attivit curriculare.
Lo scopo e' quello di avvicinare il mondo della scuola a quello della
ricerca scientifica al fine di stimolare l'interesse degli studenti verso le scienze fisiche ed astronomiche e, nel
contempo, di favorire la trasmissione alla società delle più recenti scoperte scientifiche.
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| Nell'Ambito del Progetto Nazionale Lauree
Scientifiche
(vedi link http://webusers.fis.uniroma3.it/~pls/iniziative.htm), a tal
fine vengono promosse due tipi di iniziative. Da una parte vengono organizzate
attività ed esperienze di laboratorio per i ragazzi delle scuole
superiori e dall'altra in collaborazione con ricercatori di pedagogia,
seminari di approfondimento delle metodologie nella didattica della
Fisica e corsi di aggiornamento rivolti agli insegnati di di Fisica
e di Scienze Naturali.
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